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Piano di Emergenza Sanitaria Aziendale (PES)

Definizione, struttura e contenuto obbligatorio del Piano di Emergenza Sanitaria (PES) aziendale: procedure di primo soccorso, utilizzo del DAE defibrillatore, attivazione del 118 e organizzazione della squadra di primo soccorso ai sensi dell'art. 43 del D.Lgs. 81/08 e del D.M. 388/2003.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il Piano di Emergenza Sanitaria (PES) è la sezione del piano di emergenza aziendale che disciplina le azioni da compiere in caso di infortunio, malore o evento acuto che richieda un intervento di primo soccorso all'interno del luogo di lavoro. Il PES definisce le procedure operative, i ruoli degli addetti designati, la dotazione minima di presidi sanitari e le modalità di attivazione dei soccorsi esterni (118). L'obbligo di predisporlo discende dall'art. 43 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, che impone al datore di lavoro di organizzare i necessari rapporti con il servizio di emergenza sanitaria e di designare e formare preventivamente i lavoratori addetti al primo soccorso secondo quanto stabilito dal D.M. 15 luglio 2003 n. 388.

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Definizione di PES e differenza rispetto al PEI

Il Piano di Emergenza Sanitaria (PES) è il documento operativo che stabilisce le procedure da seguire in caso di emergenza di natura medica sul luogo di lavoro: infortuni, malori improvvisi, arresti cardiaci, folgorazione, ustioni gravi, intossicazioni e qualsiasi altra situazione che richieda un intervento immediato di soccorso.

Viene spesso confuso con il Piano di Emergenza Interno (PEI), che è invece il documento generale che descrive tutte le tipologie di emergenza ipotizzabili in azienda (incendio, esplosione, fuga di sostanze pericolose, cedimento strutturale, sisma, emergenza sanitaria). Il PEI contiene il PES come sezione specifica, ma i due termini non sono sinonimi:

  • PEI — documento omnicomprensivo che regolamenta l'intera gestione delle emergenze interne, incluse quelle di natura antincendio e strutturale.
  • PES — sezione o documento autonomo dedicato esclusivamente alle emergenze di natura sanitaria; può essere redatto in forma separata nelle realtà più strutturate o integrate in un piano di emergenza unico nelle aziende di minori dimensioni.

In entrambi i casi il riferimento normativo principale è l'art. 43 del D.Lgs. 81/08, che obbliga il datore di lavoro a organizzare i rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso e a designare e formare preventivamente gli addetti. Il D.M. 388/2003 specifica nel dettaglio i requisiti della squadra di primo soccorso e la dotazione minima di presidi sanitari in funzione della categoria di rischio dell'azienda (Gruppo A, B o C).

Contenuto obbligatorio del Piano di Emergenza Sanitaria

Un PES adeguato agli obblighi del D.Lgs. 81/08 e del D.M. 388/2003 deve includere almeno i seguenti elementi:

  • Elenco degli addetti al primo soccorso: nominativi, ruoli, turni di presenza e recapiti degli addetti designati dal datore di lavoro, con indicazione dell'attestato di formazione conseguito e della data dell'ultimo aggiornamento.
  • Procedure operative di primo soccorso: sequenza delle azioni da compiere per ciascun tipo di evento (malore, infortunio traumatico, ustione, folgorazione, reazione allergica grave, arresto cardiocircolatorio), con indicazione di chi interviene, in quale ordine e con quali strumenti.
  • Ubicazione e dotazione dei presidi sanitari: posizione esatta di cassette di medicazione o pacchetti di pronto soccorso (a seconda della categoria aziendale), con elenco del contenuto minimo obbligatorio ai sensi dell'allegato 1 o 2 del D.M. 388/2003 e indicazione del responsabile per il controllo periodico e il reintegro dei materiali scaduti.
  • Posizione e protocollo di utilizzo del DAE: qualora l'azienda sia dotata di defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), il PES deve indicarne la posizione, specificare chi è formato al suo utilizzo e descrivere la procedura di attivazione e manutenzione periodica. La presenza del DAE è consigliata (e in alcuni contesti obbligatoria) per le aziende con un numero elevato di lavoratori o con particolari fattori di rischio cardiovascolare.
  • Procedura di chiamata al 118: istruzioni chiare su come attivare il Servizio di Emergenza Urgenza, comprese le informazioni da comunicare all'operatore (indirizzo preciso, natura dell'evento, numero di persone coinvolte, condizioni dell'infortunato, presenza o assenza di coscienza e respiro) e le modalità di accoglienza dei soccorritori all'ingresso dell'azienda.
  • Registro delle emergenze sanitarie: annotazione cronologica degli interventi effettuati, utile per la valutazione dell'efficacia del piano e per i controlli da parte dell'organo di vigilanza.
  • Piano di aggiornamento periodico: frequenza prevista per la revisione del PES, le prove pratiche di primo soccorso e l'aggiornamento della formazione degli addetti (ogni tre anni, per 4 ore, come stabilito dal D.M. 388/2003).

Classificazione aziendale D.M. 388/2003: Gruppi A, B e C

Il D.M. 15 luglio 2003 n. 388 classifica le aziende in tre gruppi (A, B, C) in base al tipo di attività, al numero di lavoratori e all'indice INAIL di frequenza degli infortuni. Questa classificazione determina i requisiti minimi della squadra di primo soccorso e la dotazione dei presidi sanitari:

  • Gruppo A: aziende con attività lavorative con indice INAIL superiore a 4, aziende estrattive, alcune aziende manifatturiere ad alto rischio, aziende con oltre 5 lavoratori appartenenti a determinati settori. Gli addetti al primo soccorso devono seguire un corso di formazione di 16 ore (12 ore di teoria e pratica + 4 ore di addestramento pratico), con aggiornamento triennale di 6 ore. La dotazione obbligatoria è la cassetta di pronto soccorso con il contenuto indicato nell'allegato 1 del D.M. 388/2003.
  • Gruppo B: aziende con più di 3 lavoratori non rientranti nel Gruppo A e non classificabili nel Gruppo C. La formazione degli addetti prevede un corso di12 ore, con aggiornamento triennale di 4 ore. La dotazione obbligatoria è la cassetta di pronto soccorso con il contenuto dell'allegato 1.
  • Gruppo C: aziende con 3 o meno lavoratori non rientranti nel Gruppo A. La formazione degli addetti prevede un corso di 12 ore, con aggiornamento triennale di 4 ore. La dotazione obbligatoria è il pacchetto di medicazione con il contenuto dell'allegato 2 del D.M. 388/2003, meno articolato rispetto alla cassetta.

Indipendentemente dal gruppo di appartenenza, il numero di addetti al primo soccorso designati deve essere tale da assicurare la presenza di almeno un addetto formato per ogni turno di lavoro in tutti i reparti dell'azienda.

Aggiornamento periodico del PES

Il Piano di Emergenza Sanitaria non è un documento statico: deve essere rivalutato e, se necessario, aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni organizzative o strutturali dell'azienda. In particolare, l'aggiornamento è necessario in caso di:

  • variazione significativa del numero di lavoratori o dei turni di lavoro che incida sulla disponibilità degli addetti al primo soccorso;
  • modifica del lay-out aziendale che sposti le postazioni di lavoro, i presidi sanitari o i punti di accesso per i mezzi di soccorso;
  • introduzione di nuovi processi produttivi o agenti di rischio che modifichino la tipologia di infortuni o malori prevedibili;
  • sostituzione o variazione del numero degli addetti designati (cessazione del rapporto di lavoro, trasferimento, cambio mansione);
  • esito di esercitazioni pratiche o di interventi di primo soccorso reali che abbiano evidenziato carenze nelle procedure o nella dotazione dei presidi.

Oltre all'aggiornamento documentale, gli addetti al primo soccorso sono tenuti a partecipare a un corso di aggiornamento ogni tre anni della durata minima di 4 ore (Gruppi B e C) o 6 ore (Gruppo A), come stabilito dall'art. 3, comma 7, del D.M. 388/2003. Il mancato aggiornamento della formazione è una violazione autonomamente sanzionabile.

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Domande frequentiFAQ

Qual è la differenza tra Piano di Emergenza Sanitaria (PES) e Piano di Emergenza Interno (PEI)?
Il Piano di Emergenza Interno (PEI) è il documento generale che regola tutte le tipologie di emergenza aziendale: incendio, esplosione, cedimento strutturale, fuga di sostanze pericolose e, appunto, emergenza sanitaria. Il Piano di Emergenza Sanitaria (PES) è la sezione specifica del PEI dedicata esclusivamente agli eventi di natura medica (infortuni, malori, arresti cardiaci). In aziende di grandi dimensioni o con rischi sanitari specifici il PES può essere redatto come documento autonomo; nelle aziende più piccole è generalmente una sezione del piano di emergenza generale.
Quante ore di formazione devono avere gli addetti al primo soccorso?
La durata del corso dipende dal gruppo di classificazione dell'azienda secondo il D.M. 388/2003. Le aziende di Gruppo A (attività ad alto rischio infortunistico) devono formare i propri addetti con un corso di 16 ore (12 ore + 4 ore di addestramento pratico) con aggiornamento triennale di 6 ore. Le aziende di Gruppo B e C devono garantire un corso di 12 ore con aggiornamento triennale di 4 ore. L'aggiornamento periodico è obbligatorio: la sua omissione è una violazione dell'art. 43 del D.Lgs. 81/08.
Il defibrillatore (DAE) è obbligatorio in azienda?
La normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08 e D.M. 388/2003) non impone in via generale la dotazione di un DAE per tutte le aziende. Tuttavia, alcune normative di settore, regolamenti regionali o indicazioni del medico competente possono renderne obbligatoria la presenza in specifici contesti (es. palestre, strutture sportive, alcune tipologie di cantieri). In tutti gli altri casi la dotazione di un DAE è fortemente raccomandata, in particolare per le aziende con un numero elevato di lavoratori o con lavoratori a rischio cardiovascolare. Qualora il DAE sia presente, il PES deve indicarne la posizione e prevedere una procedura di utilizzo.
Ogni quanto va aggiornato il Piano di Emergenza Sanitaria?
Non esiste una cadenza fissa stabilita dalla legge per la revisione del PES in quanto tale. Il documento deve essere aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni che lo hanno determinato: variazione del numero di lavoratori o dei turni, modifiche del lay-out aziendale, introduzione di nuovi rischi, cambio degli addetti designati o esiti di esercitazioni che abbiano evidenziato criticità. La formazione degli addetti al primo soccorso deve invece essere rinnovata con cadenza triennale, come stabilito dall'art. 3 del D.M. 388/2003.

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