I nanomateriali manufatti (MNM)sono materiali prodotti intenzionalmente con almeno una dimensione esterna o una struttura interna nell'intervallo da 1 a 100 nanometri (nm). Le loro caratteristiche fisico-chimiche peculiari — elevata superficie specifica, reattività chimica aumentata, capacità di attraversare barriere biologiche — determinano un profilo tossicologico distinto rispetto alla forma convenzionale della stessa sostanza. I rischi per la salute dei lavoratori derivano principalmente dall'inalazione, ma anche dall'ingestione e dal contatto cutaneo. In assenza di valori limite di esposizione professionale (OEL) consolidati per la maggior parte dei MNM, la valutazione del rischio deve applicare il principio di precauzione.
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Definizione e classificazione dei nanomateriali manufatti
La Raccomandazione della Commissione Europea 2022/C 229/01(revisione della precedente Raccomandazione 2011/696/UE) definisce "nanomateriale" un materiale naturale, che si forma accidentalmente o è manufatto, contenente particelle allo stato libero, come aggregato o come agglomerato, in cui il 50% o più delle particelle nella distribuzione granulometrica presenta una o più dimensioni esterne nell'intervallo da 1 nm a 100 nm. Le principali categorie di MNM utilizzati in contesto industriale e occupazionale comprendono:
- Nanotubi di carbonio (CNT): fibre carboniose con struttura cilindrica, utilizzate in compositi ad alte prestazioni, elettronica e biomedicina. Alcune tipologie a parete multipla sono classificate come possibili cancerogeni (IARC Gruppo 2B).
- Biossido di titanio (TiO₂) in forma nanometrica: utilizzato in cosmetici, vernici, fotocatalisi. Lo IARC lo classifica nel Gruppo 2B (possibile cancerogeno per l'uomo) per inalazione in forma di polvere fine.
- Nanoparticelle di silice amorfa: impiegate come agenti anti-agglomeranti, in gomme, rivestimenti e alimenti. Il profilo tossicologico è meno grave rispetto alla silice cristallina, ma l'esposizione inalatoria richiede comunque valutazione.
- Nanoparticelle metalliche(argento, oro, zinco, rame): utilizzate per proprietà antimicrobiche, ottiche ed elettriche. L'argento nanoparticellare presenta tossicità cellulare e rischi di accumulo biologico.
- Fullereni e grafene: materiali a base di carbonio con struttura tridimensionale o bidimensionale, in rapida diffusione in settori avanzati (energie rinnovabili, compositi, sensori).
Vie di esposizione e rischi per la salute
Le vie di esposizione professionalmente rilevanti per i MNM sono:
- Inalazione: via principale di esposizione nei luoghi di lavoro. Le nanoparticelle inalate possono depositarsi nelle regioni alveolari del polmone, dove i meccanismi di clearance mucociliare risultano meno efficaci rispetto alle particelle di dimensioni maggiori. Rischi documentati o potenziali: infiammazione polmonare, fibrosi, granulomi. Alcune tipologie di CNT hanno mostrato in studi animali un potenziale mesoteliogeno.
- Contatto cutaneo: la cute integra costituisce una barriera efficace per la maggior parte dei MNM, ma la penetrazione può aumentare in presenza di cute lesionata o abrasa. Nanoparticelle di argento e zinco presentano una certa capacità di penetrazione cutanea anche su cute integra.
- Ingestione: può avvenire in modo involontario per trasferimento mano-bocca o per accumulo di polveri su superfici a contatto con alimenti. I rischi gastrointestinali sono oggetto di ricerca attiva.
Un aspetto critico è la biopersistenza: alcune nanoparticelle possono accumularsi nei tessuti e negli organi senza essere eliminate dall'organismo, con effetti potenzialmente cronici difficili da rilevare nel breve periodo.
Obblighi di valutazione del rischio nel DVR
L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, compresi quelli derivanti dai MNM. In assenza di valori limite di esposizione professionale (OEL) specifici per la maggior parte dei nanomateriali, la valutazione deve:
- Identificare tutti i MNM presentinei processi produttivi, nelle materie prime, nei semilavorati e nei prodotti finiti, anche attraverso l'analisi delle schede dati di sicurezza (SDS) e la consultazione dei fornitori.
- Valutare le condizioni di esposizione: operazioni che generano aerosolizzazione (miscelazione, macinazione, spruzzatura, pulizia a secco) comportano un rischio maggiore rispetto alle operazioni su MNM in forma liquida o incapsulata.
- Applicare il principio di precauzione: in assenza di dati tossicologici completi o di OEL stabiliti, trattare i MNM come potenzialmente pericolosi e adottare misure di contenimento proporzionate al potenziale di esposizione.
- Documentare le misure adottate: le misure tecniche (ventilazione localizzata, incapsulamento dei processi, utilizzo in forma umida), organizzative (riduzione del numero di lavoratori esposti, limitazione dei tempi di esposizione) e i DPI adottati devono essere riportati nel DVR.
Regolamentazione CLP e scenari di esposizione
Il Regolamento CE 1272/2008 (CLP)e le relative linee guida dell'ECHA sono in evoluzione per includere le specificità dei nano-oggetti. Attualmente, le SDS per sostanze contenenti MNM devono indicare le caratteristiche nanometriche e le relative precauzioni nella sezione 11 (informazioni tossicologiche) e nella sezione 8 (controllo dell'esposizione/protezione individuale). L'ECHA ha pubblicato apposite linee guida per la classificazione e l'etichettatura dei nano-oggetti nell'ambito del sistema CLP.
A livello europeo, il Regolamento REACH prevede per i nanomateriali obblighi specifici di registrazione (per quantitativi superiori a 1 t/a) con scenari di esposizione dedicati. Diversi Stati membri hanno inoltre istituito registri nazionali dei nanomateriali (Francia, Belgio, Danimarca, Svezia) che impongono notifiche supplementari.
Misure di prevenzione e protezione
La gerarchia delle misure di prevenzione prevista dal D.Lgs. 81/08 si applica integralmente ai MNM:
- Sostituzione: dove tecnicamente possibile, sostituire il MNM con una forma meno pericolosa della stessa sostanza o con un materiale alternativo.
- Misure tecniche di contenimento: processi in sistema chiuso, ventilazione di aspirazione localizzata (LEV), utilizzo dei materiali in soluzione acquosa o in forma incapsulata per ridurre l'aerosolizzazione.
- Misure organizzative: limitazione del numero di lavoratori esposti, definizione di procedure operative standardizzate (SOP), pulizia delle superfici con metodi umidi (no aria compressa).
- DPI: semimaschere filtranti con filtri P3 o FFP3 per protezione respiratoria; guanti in nitrile o equivalenti testati per la specifica nanoparticella; camici e indumenti protettivi dedicati. I DPI per i MNM devono essere scelti sulla base delle caratteristiche specifiche del nanomateriale e testati per la loro efficacia di ritenzione a scala nanometrica.
Voci correlate del glossario
Domande frequentiFAQ
I nanomateriali devono essere indicati esplicitamente nel DVR?
Esistono valori limite di esposizione professionale per i nanomateriali?
I filtri FFP2 sono sufficienti per le nanoparticelle?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — art. 28 (valutazione di tutti i rischi) e Titolo IX
- Raccomandazione della Commissione Europea 2022/C 229/01 — definizione di nanomateriale
- Regolamento CE 1272/2008 (CLP) — classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze
- ECHA — Linee guida per la classificazione e l'etichettatura dei nano-oggetti nel sistema CLP
- INAIL — Nanomateriali manufatti: rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro
- IARC Monographs vol. 111 — Carbon Nanotubes and Carbon Nanofibers
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