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Nanomateriali e nanoparticelle nei luoghi di lavoro

Materiali con particelle di dimensioni tra 1 e 100 nanometri: come si valutano in assenza di limiti specifici e quali misure adottare.

Risposta rapida

Secondo la Raccomandazione della Commissione europea del 10 giugno 2022, un nanomateriale è un materiale in cui almeno il 50% delle particelle ha una o più dimensioni esterne comprese tra 1 e 100 nm. Sono nanomateriali «manufatti» quelli prodotti intenzionalmente (biossido di titanio e silice in forma nano, nerofumo, nanotubi di carbonio, ossidi metallici); vanno distinti dalle particelle ultrafini generate involontariamente da saldatura, combustione e motori diesel. Non esistono valori limite di legge specifici: il rischio si valuta come rischio chimico (e, se pertinente, cancerogeno) secondo il Titolo IX del D.Lgs. 81/2008.

Quando c’è esposizione

  • Manipolazione di polveri: travaso, pesatura, miscelazione, insacco.
  • Pulizia e manutenzione di impianti, filtri e sistemi di aspirazione.
  • Lavorazioni meccaniche (taglio, levigatura) di compositi che contengono nanomateriali.
  • Spruzzatura di sospensioni e vernici.

Nanomateriali inglobati stabilmente in una matrice solida o in un liquido non nebulizzato espongono molto meno delle polveri libere: la valutazione deve partire dalla forma fisica e dalla lavorazione, non solo dal nome del prodotto.

Come valutare

  1. Censire i prodotti: le schede di sicurezza devono indicare la forma nano se rilevante (REACH, allegati aggiornati dal Reg. UE 2018/1881).
  2. Individuare le fasi con possibile dispersione nell’aria.
  3. In mancanza di limiti, usare metodi di control banding o misure di concentrazione numerica di particelle confrontate con il fondo ambientale.
  4. Per le sostanze classificate (ad esempio cancerogene) applicare i relativi obblighi, incluso il registro degli esposti.

Misure

  • Preferire forme non polverulente: paste, sospensioni, granuli, masterbatch.
  • Lavorare in sistemi chiusi o con aspirazione localizzata dotata di filtri ad alta efficienza.
  • Pulizia a umido o con aspirapolvere con filtro HEPA, mai con aria compressa o scopa.
  • Se necessari, facciali filtranti FFP3 o equivalenti con prova di tenuta e guanti adatti al prodotto.
  • Informare il medico competente per la valutazione della sorveglianza sanitaria.

Fonti normative

Voci collegate

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