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Modello 231 (D.Lgs. 231/2001) — Responsabilità Amministrativa degli Enti

Definizione, struttura e funzione esimente del Modello Organizzativo e di Gestione (MOG) adottato ai sensi del D.Lgs. 231/2001, con riferimento all'art. 25-septies sui reati in materia di sicurezza sul lavoro e all'integrazione con il D.Lgs. 81/08.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il Modello Organizzativo e di Gestione (MOG) ex D.Lgs. 231/2001 è il sistema di prevenzione e controllo che un ente può adottare per escludere o ridurre la propria responsabilità amministrativa in caso di reati commessi, nell'interesse o a vantaggio dell'ente stesso, da soggetti apicali o da lavoratori sottoposti alla loro direzione. Quando il reato riguarda l'omicidio colposo o le lesioni gravi commesse in violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro — fattispecie prevista dall'art. 25-septies D.Lgs. 231/2001 — il modello deve essere integrato con il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGS-SSL) disciplinato dall'art. 30 del D.Lgs. 81/08.

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Struttura del Modello 231: Parte Generale, Parte Speciale e Organismo di Vigilanza

Un MOG 231 conforme alle indicazioni normative e alle linee guida di Confindustria si articola in componenti distinte ma strettamente collegate tra loro.

La Parte Generale descrive il contesto aziendale, i principi del sistema di controllo interno, il regime di deleghe e poteri di firma, il sistema disciplinare e le modalità di funzionamento dell'Organismo di Vigilanza (OdV). L'OdV è l'organo collegiale — autonomo, indipendente e dotato di adeguate competenze professionali — al quale spetta la vigilanza sul funzionamento e l'osservanza del modello, nonché il compito di proporne l'aggiornamento. La sua istituzione è un requisito indispensabile per l'efficacia esimente del modello.

La Parte Speciale identifica le aree di attività a rischio di commissione dei reati presupposto, definisce i protocolli di prevenzione specifici per ciascuna categoria di reato e i controlli da attuare. Nel caso dell'art. 25-septies, la Parte Speciale relativa ai reati in materia di sicurezza sul lavoro deve recepire integralmente i contenuti del SGS-SSL aziendale, mappare i processi con rischio infortunistico o di malattia professionale e stabilire flussi informativi verso l'OdV.

Il Codice Etico — spesso denominato Codice di Comportamento — è il documento che enuncia i valori, i principi e le regole di condotta che l'ente adotta e pretende dai propri destinatari (amministratori, dipendenti, collaboratori, fornitori). Rappresenta il fondamento culturale del modello e deve essere comunicato, formato e periodicamente aggiornato.

Art. 25-septies e integrazione tra Modello 231 e D.Lgs. 81/08

L'art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001, introdotto dalla Legge 123/2007 e modificato dal D.Lgs. 81/08, estende la responsabilità amministrativa degli enti ai reati di omicidio colposo (art. 589 c.p.) e di lesioni gravi o gravissime (art. 590 c.p.) commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro. Si tratta di reati colposi — non dolosi — il che rende particolarmente rilevante il tema della prevenzione organizzativa.

L'art. 30 del D.Lgs. 81/08 definisce il contenuto minimo del modello idoneo ad avere efficacia esimente ai fini del D.Lgs. 231/2001: rispetto di tutte le disposizioni normative applicabili in materia di SSL, verifica periodica del modello, riesame e aggiornamento, sistema disciplinare, istituzione dell'OdV. Il comma 5 dello stesso articolo stabilisce che i modelli realizzati conformemente alle linee guida UNI-INAIL o alle norme BS OHSAS 18001 — oggi sostituite dalla ISO 45001:2018 — si presumono conformi ai requisiti di legge, fino a prova contraria.

L'integrazione pratica tra il MOG 231 e il SGS-SSL non è una mera formalità documentale: richiede che le procedure di valutazione dei rischi, i piani di formazione, le modalità di sorveglianza sanitaria, i sistemi di segnalazione degli incidenti mancati e i controlli operativi trovino corrispondenza sia nel DVR che nella Parte Speciale del modello 231. Solo la coerenza tra i due sistemi consente di dimostrare, in sede di indagini o di giudizio, che l'ente ha adottato misure concrete e non puramente formali.

Sanzioni per gli enti, funzione esimente e aggiornamento del modello

In assenza di un MOG 231 adottato ed efficacemente attuato, l'ente è esposto a un ventaglio di sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2001. Le sanzioni pecuniarie sono commisurate in quote (da 100 a 1.000 quote, con valore unitario variabile da 258 a 1.549 euro) e possono raggiungere importi significativi. Le sanzioni interdittive — applicabili quando la legge lo prevede espressamente e l'ente ha tratto un profitto rilevante dal reato — comprendono l'interdizione dall'esercizio dell'attività, la sospensione o revoca di autorizzazioni e licenze, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, l'esclusione da agevolazioni e finanziamenti pubblici, il divieto di pubblicizzare beni e servizi. Per i reati di cui all'art. 25-septies, il D.Lgs. 231/2001 prevede sanzioni pecuniarie elevate e, nei casi più gravi, sanzioni interdittive temporanee.

La funzione esimente del modello opera quando l'ente dimostra di avere, prima della commissione del reato: adottato ed efficacemente attuato un modello idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi; affidato a un OdV autonomo e indipendente il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza del modello; e che le persone che hanno commesso il reato hanno eluso fraudolentemente il modello. L'efficacia esimente non è automatica né garantita dalla sola adozione formale del documento: richiede prova concreta del funzionamento del sistema.

Il Modello 231 deve essere aggiornato ogni volta che intervengono modifiche significative all'organizzazione aziendale, ai processi produttivi, al quadro normativo di riferimento, o a seguito di violazioni significative emerse in sede di audit interno o di indagine. Le linee guida di Confindustria raccomandano una revisione periodica almeno annuale e comunque ogni volta che mutano le condizioni di rischio o la struttura societaria. L'OdV deve essere informato tempestivamente di qualsiasi evento rilevante e proporre le modifiche necessarie.

Quanto ai destinatari del modello, il D.Lgs. 231/2001 si applica a enti forniti di personalità giuridica, società e associazioni anche prive di personalità giuridica. Sono incluse le PMI, le grandi imprese e gli enti pubblici economici, mentre sono escluse lo Stato, gli enti pubblici territoriali, gli enti pubblici non economici e gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale. La dimensione dell'impresa incide sull'articolazione pratica del modello — le PMI possono adottare modelli semplificati — ma non sul perimetro di applicazione della responsabilità.

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Domande frequentiFAQ

Cos'è il Modello 231 e a cosa serve?
Il Modello Organizzativo e di Gestione (MOG) ex D.Lgs. 231/2001 è il sistema di prevenzione e controllo che un ente adotta per ridurre il rischio di commissione dei reati presupposto elencati nel decreto e per poter invocare l'esimente dalla responsabilità amministrativa in caso di reato commesso da soggetti apicali o sottoposti. Serve a dimostrare che l'ente si è dotato di un sistema organizzativo adeguato a prevenire condotte illecite nell'interesse o a vantaggio dell'ente stesso.
Quali reati in materia di sicurezza sul lavoro rientrano nel D.Lgs. 231/2001?
L'art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001 include l'omicidio colposo (art. 589 c.p.) e le lesioni personali colpose gravi o gravissime (art. 590 c.p.) commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro. Si tratta di reati colposi: la responsabilità dell'ente non dipende dalla volontà dolosa di causare il danno, ma dall'inadeguatezza del sistema organizzativo di prevenzione.
Il Modello 231 è obbligatorio per tutte le imprese?
Il D.Lgs. 231/2001 non impone un obbligo formale di adottare il modello, ma ne sancisce la necessità come condizione per accedere all'esimente dalla responsabilità amministrativa. In assenza del modello, l'ente non può invocare tale esimente e risponde delle sanzioni previste dal decreto. Per le imprese che operano in settori con rischio infortunistico elevato o che hanno strutture societarie articolate, l'adozione del modello è considerata una misura di gestione del rischio giuridico e reputazionale imprescindibile. Anche le PMI possono adottare modelli semplificati proporzionati alla propria dimensione.
Qual è il ruolo dell'Organismo di Vigilanza (OdV) nel Modello 231?
L'Organismo di Vigilanza è l'organo — collegiale o monocratico nelle PMI — al quale il D.Lgs. 231/2001 assegna il compito di vigilare sul funzionamento, l'osservanza e l'aggiornamento del modello. Deve essere dotato di autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d'azione. L'OdV riceve i flussi informativi previsti dal modello, svolge audit periodici, propone aggiornamenti all'organo amministrativo e riferisce almeno annualmente ai vertici aziendali. La sua assenza o la sua ineffettività rendono il modello inidoneo a produrre effetti esimenti.
Con quale frequenza va aggiornato il Modello 231?
Il modello deve essere aggiornato ogni volta che intervengono modifiche rilevanti all'organizzazione aziendale, ai processi a rischio, al quadro normativo (ad esempio, ampliamento dei reati presupposto), o a seguito di violazioni significative rilevate in sede di audit o di procedimenti giudiziari. Le linee guida di Confindustria raccomandano una revisione periodica almeno annuale. L'OdV ha il compito di proporre gli aggiornamenti necessari all'organo amministrativo, che delibera formalmente le modifiche.

Fonti normative

  • D.Lgs. 231/2001 — Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica
  • Art. 25-septies D.Lgs. 231/2001 — Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro
  • Art. 30 D.Lgs. 81/08 — Modelli di organizzazione e gestione
  • Linee guida Confindustria per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 (edizione aggiornata)
  • ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro

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