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KPI SSL

I KPI SSL (Key Performance Indicators di Salute e Sicurezza sul Lavoro) sono indicatori quantitativi che misurano le prestazioni del sistema di gestione della sicurezza aziendale. Comprendono indice di frequenza, indice di gravità, tasso di incidentalità, near-miss reporting rate e conformità formativa. Sono strumenti fondamentali nei sistemi ISO 45001 e SGSL-MG 05.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

I KPI SSL(Key Performance Indicators di Salute e Sicurezza sul Lavoro) sono misure quantitative utilizzate per monitorare, valutare e migliorare nel tempo le prestazioni del sistema di gestione della sicurezza di un'organizzazione. L'adozione di KPI SSL strutturati è richiesta dai principali standard di sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, in particolare la ISO 45001:2018 (punto 9.1 — monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione delle prestazioni) e il modello SGSL-MG 05 sviluppato da INAIL e parti sociali. I KPI possono essere reattivi (misurano eventi già accaduti, come gli infortuni) o proattivi (misurano azioni preventive, come la formazione erogata o i quasi-infortuni segnalati).

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Principali KPI reattivi: misurare gli eventi negativi

I KPI reattivi quantificano gli infortuni e le malattie professionali già verificatisi. Sono utili per confrontare le prestazioni nel tempo e tra organizzazioni diverse, ma da soli non bastano a orientare la prevenzione.

  • Indice di frequenza (IF): misura il numero di infortuni con assenza per milione di ore lavorate. Formula: IF = (N. infortuni / Ore lavorate) × 1.000.000. Consente di confrontare la frequenza degli infortuni tra reparti, stabilimenti o periodi temporali diversi, neutralizzando le differenze di dimensione organizzativa.
  • Indice di gravità (IG): misura il numero di giornate lavorative perse per infortunio per mille ore lavorate. Formula: IG = (Giornate perse / Ore lavorate) × 1.000. Complementare all'IF, misura la severità media degli infortuni: un indice di gravità elevato con un indice di frequenza contenuto indica infortuni rari ma gravi.
  • Tasso di incidentalità (TI): esprime il numero di infortuni ogni 100 (o 1000) lavoratori in un dato periodo. Formula: TI = (N. infortuni / N. lavoratori) × 100. Semplice da calcolare, è utile per le comunicazioni interne e per il confronto con i dati di settore pubblicati da INAIL.
  • Tasso di assenza per infortuni e malattie professionali: percentuale di giornate lavorative perse su quelle teoricamente disponibili, attribuibili a infortuni o malattie professionali. Evidenzia l'impatto economico-organizzativo degli eventi negativi.

Principali KPI proattivi: misurare le azioni preventive

I KPI proattivi misurano le attività di prevenzione svolte e la cultura della sicurezza presente in azienda. Sono particolarmente valorizzati da ISO 45001 perché orientano l'organizzazione verso il miglioramento continuo anziché limitarsi alla registrazione dei danni.

  • Near-miss reporting rate: numero di quasi-infortuni segnalati per 100 (o 1000) lavoratori in un periodo. Un tasso elevato di segnalazione dei quasi-infortuni è un indicatore positivo di cultura della sicurezza: significa che i lavoratori segnalano attivamente le situazioni pericolose, consentendo interventi preventivi prima che si verifichi un infortunio.
  • Tasso di conformità formazione: percentuale di lavoratori che hanno completato la formazione obbligatoria e gli aggiornamenti periodici rispetto al totale dei lavoratori tenuti a riceverla. Formula: TC = (Lavoratori formati / Lavoratori da formare) × 100. Un tasso inferiore al 100% evidenzia gap formativi da colmare.
  • Tasso di chiusura delle non conformità: percentuale di non conformità rilevate (da audit interni, ispezioni o segnalazioni) chiuse con azioni correttive entro i termini previsti. Misura l'efficacia del processo di miglioramento continuo.
  • Numero di sopralluoghi e ispezioni di sicurezza: frequenza dei controlli sistematici delle condizioni di lavoro effettuati da RSPP, RLS o dal management. Indica il livello di attenzione attiva ai rischi.
  • Tasso di utilizzo corretto dei DPI: percentuale di lavoratori osservati che indossano correttamente i DPI prescritti nelle aree e nelle mansioni in cui sono obbligatori.

KPI SSL nei sistemi di gestione: ISO 45001 e SGSL-MG 05

La ISO 45001:2018, al punto 9.1, richiede che l'organizzazione stabilisca, attui e mantenga processi di monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione delle prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il sistema deve determinare:

  • cosa deve essere monitorato e misurato (inclusi i KPI);
  • i metodi di monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione per assicurare risultati validi;
  • i criteri rispetto ai quali l'organizzazione valuterà le proprie prestazioni SSL;
  • quando devono essere eseguiti il monitoraggio e la misurazione;
  • quando devono essere analizzati, valutati e comunicati i risultati.

Il modello SGSL-MG 05, sviluppato da INAIL in collaborazione con le principali associazioni di categoria e sindacali, fornisce linee guida per l'implementazione di sistemi di gestione della sicurezza conformi all'art. 30 D.Lgs. 81/08 (che attribuisce efficacia esimente della responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01). Il modello richiede esplicitamente la definizione e il monitoraggio di indicatori di prestazione sia reattivi che proattivi, integrati nel ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act).

Come impostare un sistema di KPI SSL efficace

Per costruire un sistema di KPI SSL utile e sostenibile è necessario:

  • Selezionare pochi indicatori significativi: un numero eccessivo di KPI disperde l'attenzione e genera oneri amministrativi. È preferibile scegliere 5-8 indicatori chiave coerenti con gli obiettivi strategici dell'organizzazione.
  • Definire obiettivi e target: ogni KPI deve avere un valore target e un orizzonte temporale, in modo da poter misurare il miglioramento o il peggioramento rispetto a un riferimento.
  • Assegnare la responsabilità della raccolta dati: ogni KPI deve avere un responsabile della raccolta, del calcolo e della comunicazione dei dati.
  • Integrare i KPI nel riesame della direzione: ISO 45001 punto 9.3 richiede che l'alta direzione riesamini periodicamente il sistema di gestione della sicurezza, inclusi i dati dei KPI, per individuare tendenze e decisioni di miglioramento.
  • Comunicare i risultati ai lavoratori: la condivisione dei KPI con tutti i livelli dell'organizzazione rafforza la cultura della sicurezza e il coinvolgimento attivo.

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Domande frequentiFAQ

Quali sono i KPI SSL minimi richiesti da ISO 45001?
ISO 45001:2018 non prescrive un elenco fisso di KPI, ma richiede (punto 9.1) che l'organizzazione definisca criteri di valutazione delle prestazioni SSL e utilizzi metodi di monitoraggio e misurazione appropriati. In pratica, le organizzazioni certificate adottano almeno indice di frequenza, indice di gravità, tasso di conformità formazione e near-miss reporting rate, integrandoli con KPI specifici per il proprio settore e profilo di rischio.
Come si calcola l'indice di frequenza degli infortuni?
L'indice di frequenza (IF) si calcola con la formula: IF = (numero di infortuni con assenza / ore lavorate) × 1.000.000. Il numero di infortuni comprende tutti gli eventi con assenza di almeno un giorno lavorativo (escluso il giorno dell'evento). Le ore lavorate includono le ore effettivamente prestate da tutti i lavoratori dipendenti e assimilati nel periodo considerato. Il risultato esprime il numero di infortuni per milione di ore lavorate.
Il near-miss reporting è obbligatorio per legge?
Il D.Lgs. 81/08 non impone uno specifico obbligo di registrazione e monitoraggio dei quasi-infortuni (near-miss) come KPI formale. Tuttavia, l'art. 20 comma 1 lett. b) impone ai lavoratori di segnalare immediatamente le condizioni di pericolo. ISO 45001 (punto 10.2) richiede all'organizzazione di analizzare incidenti, quasi-infortuni e non conformità. L'adozione di un sistema strutturato di near-miss reporting è quindi considerata una buona pratica fortemente raccomandata e coerente con l'approccio sistemico alla prevenzione.

Fonti normative

  • ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — art. 28 (valutazione rischi), art. 30 (modelli di organizzazione e gestione)
  • INAIL — Linee guida SGSL-MG 05 (Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro)
  • INAIL — Statistiche infortuni: metodologia di calcolo degli indici di frequenza e gravità
  • D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 — Responsabilità amministrativa degli enti, art. 25-septies

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