L’analisi dei costi degli infortuni stima quanto un infortunio o una malattia professionale costano all’azienda, separando i costi coperti dall’assicurazione INAIL (indennità e rendite al lavoratore) da quelli non assicurati, che restano all’impresa: ore perse, sostituzione, fermo impianto, danni, gestione della pratica, eventuali conseguenze legali. Non è un obbligo di legge, ma è il modo più concreto per decidere quali misure di prevenzione finanziare per prime e per motivare un investimento.
Le voci da considerare
- Retribuzione dei primi giorni: per l’infortunio l’azienda paga il giorno dell’evento per intero e il 60% della retribuzione per i tre giorni successivi (carenza), prima che subentri l’indennità INAIL (art. 73 DPR 1124/1965); molti CCNL prevedono integrazioni a carico del datore.
- Tempo perso da colleghi, preposto e responsabili per soccorso, gestione e indagine.
- Sostituzione del lavoratore: straordinari, lavoro somministrato, addestramento del sostituto.
- Fermo o rallentamento della produzione, consegne mancate, penali contrattuali.
- Danni a macchine, attrezzature, materiali e prodotti.
- Effetti sul premio INAIL: l’andamento infortunistico incide sul tasso applicato all’azienda attraverso l’oscillazione per andamento infortunistico.
- Costi legali: assistenza in caso di procedimento penale per lesioni colpose, eventuale azione di regresso dell’INAIL e risarcimento del danno differenziale non coperto dall’assicurazione.
Come impostare l’analisi in pratica
- Raccogliere per ogni evento dell’anno i giorni di assenza, le ore impiegate nella gestione e le spese sostenute.
- Valorizzare le ore al costo aziendale orario reale, non alla retribuzione netta.
- Sommare per tipologia di evento (cadute, movimentazione, macchine) usando i dati del DVR e del registro interno.
- Confrontare il costo per tipologia con il costo delle misure che ridurrebbero quell’evento.
- Ripetere ogni anno per misurare l’effetto delle misure adottate.
Includere anche i quasi incidenti serve a stimare il costo evitato: un evento che non ha prodotto danni indica dove il prossimo potrebbe produrli.
Errori frequenti
- Considerare solo il premio INAIL, che è la parte meno variabile del costo.
- Usare moltiplicatori «standard» presi dalla letteratura invece dei dati della propria azienda.
- Non coinvolgere l’amministrazione del personale, che ha i dati su assenze e integrazioni.
L’analisi economica non sostituisce la valutazione dei rischi: le misure dell’art. 15 D.Lgs. 81/2008 sono dovute indipendentemente dal loro ritorno economico.
Fonti normative
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