Un fattore di rischio è un elemento del lavoro (una sostanza, un’attrezzatura, un ambiente, un modo di organizzare l’attività) che può causare un danno alla salute o alla sicurezza. Il D.Lgs. 81/2008 distingue il pericolo, cioè la proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore di avere il potenziale di causare danni (art. 2, comma 1, lett. r), dal rischio, cioè la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione (lett. s). La valutazione dei rischi parte dai fattori presenti e stima, per ciascuno, il rischio reale per chi vi è esposto.
Esempi
| Fattore | Pericolo | Rischio |
|---|---|---|
| Solvente in uso in verniciatura | Tossico per inalazione, infiammabile | Intossicazione o incendio, che dipendono da quantità, ventilazione, durata e inneschi |
| Copertura in lamiera | Altezza, lucernari non portanti | Caduta dall’alto durante la manutenzione, se mancano protezioni |
| Turni notturni | Alterazione dei ritmi sonno-veglia | Disturbi della salute ed errori, in funzione di frequenza e durata dei turni |
Come si classificano
- Rischi per la sicurezza (infortunistici): strutture, macchine, impianti elettrici, incendio ed esplosione.
- Rischi per la salute (igienico-ambientali): agenti chimici, fisici e biologici.
- Rischi trasversali o organizzativi: organizzazione del lavoro, stress lavoro-correlato, fattori ergonomici, condizioni di lavoro difficili.
Il DVR deve considerare tutti i rischi, compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari: stress lavoro-correlato, lavoratrici in gravidanza, differenze di genere, età, provenienza da altri Paesi e tipologia contrattuale (art. 28, comma 1).
Fonti normative
Approfondimenti
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