Il fumo passivo (ETS — Environmental Tobacco Smoke) è la miscela di fumo espirato dal fumatore e di fumo emesso direttamente dalla sigaretta che si diffonde nell'ambiente circostante. Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) classifica il fumo passivo come cancerogeno di Gruppo 1(sicuramente cancerogeno per l'uomo). La Legge 16 gennaio 2003 n. 3(Legge Sirchia), all'art. 51, vieta il fumo in tutti i luoghi di lavoro chiusi, pubblici e privati, ponendo sul datore di lavoro l'obbligo di garantire un ambiente di lavoro privo di ETS.
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Riferimenti normativi
Il quadro normativo che disciplina la tutela dei lavoratori dall'esposizione al fumo passivo comprende:
- Legge 16 gennaio 2003 n. 3, art. 51 (Legge Sirchia): introduce il divieto di fumo in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati chiusi, con eccezione dei locali appositamente predisposti (che devono rispettare specifici requisiti tecnici). Prevede un sistema sanzionatorio a carico dei trasgressori e dei responsabili dell'esercizio o dell'attività in cui si verifica la violazione.
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, art. 28: obbligo generale di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusa l'esposizione ad agenti cancerogeni presenti nell'ambiente di lavoro. Il fumo passivo rientra in questa categoria quando i lavoratori vi sono esposti in modo non occasionale.
- D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo II (agenti cancerogeni e mutageni): se l'esposizione al fumo passivo è sistematica e non può essere eliminata, si applica la disciplina degli agenti cancerogeni, con obbligo di sostituzione o riduzione al minimo dell'esposizione.
- DPCM 23 dicembre 2003: regolamenta i requisiti tecnici delle aree fumatori consentite dalla L. 3/2003 (ventilazione, separazione fisica, segnaletica).
- Classificazione IARC Monograph vol. 83 (2002): inserisce il fumo passivo nel Gruppo 1 delle sostanze sicuramente cancerogene per l'uomo, con correlazione documentata con il carcinoma polmonare e altri tumori.
Rischi per la salute derivanti dall'esposizione a ETS
L'ETS contiene oltre 70 sostanze riconosciute come cancerogene, tra cui benzene, formaldeide, cadmio, nitrosammine e idrocarburi policiclici aromatici (IPA). I rischi per la salute documentati dalla letteratura scientifica internazionale includono:
- Rischio oncologico: aumento del rischio di carcinoma polmonare nei non fumatori esposti cronicamente a ETS (rischio relativo stimato +20–30% rispetto ai non esposti), nonché incremento del rischio di tumori delle vie aeree superiori, della vescica e del seno.
- Rischio cardiovascolare: l'ETS aumenta il rischio di cardiopatia ischemica e ictus. Anche esposizioni relativamente brevi possono determinare effetti acuti sulla funzione endoteliale e sulla coagulazione.
- Patologie respiratorie: aumento dell'incidenza di asma, bronchite cronica, riduzione della capacità polmonare e peggioramento delle patologie respiratorie preesistenti.
- Irritazione delle mucose: effetti acuti quali irritazione degli occhi, del naso e della gola, mal di testa, disturbi della concentrazione.
Obblighi del datore di lavoro
Il datore di lavoro è il soggetto responsabile dell'applicazione del divieto di fumo e della tutela dei lavoratori dall'esposizione a ETS. Gli obblighi principali sono:
- Attuazione del divieto: vietare il fumo in tutti i locali chiusi dell'azienda, inclusi gli spazi comuni (mense, spogliatoi, corridoi). Il divieto si applica anche agli spazi di lavoro condivisi con i dipendenti di aziende terze (appalti, subappalti).
- Segnaletica obbligatoria: esporre nei luoghi di lavoro la segnaletica di divieto di fumo con l'indicazione delle sanzioni e del soggetto responsabile del rispetto del divieto (art. 51 co. 2 L. 3/2003).
- Nomina del responsabile: designare uno o più soggetti incaricati di vigilare sull'osservanza del divieto e di irrogare le sanzioni disciplinari ai trasgressori.
- Misure disciplinari: inserire nel regolamento aziendale le sanzioni disciplinari applicabili ai lavoratori che violano il divieto, nel rispetto del Codice disciplinare e del CCNL applicabile.
- Valutazione del rischio: includere nel DVR la valutazione del rischio residuale di esposizione a ETS qualora esistano situazioni (es. locali fumatori consentiti, personale di bar o locali notturni con autorizzazioni speciali) in cui tale esposizione possa verificarsi.
Luoghi di lavoro con rischio specifico di esposizione a ETS
Sebbene la L. 3/2003 abbia eliminato il fumo dalla quasi totalità dei luoghi di lavoro chiusi, esistono categorie di lavoratori storicamente più esposte:
- Personale di bar, ristoranti e locali notturni: in passato soggetti a esposizione massiva; oggi protetti dal divieto generalizzato.
- Forze di polizia e operatori in ambienti confinati: potenziale esposizione in contesti specifici (veicoli, uffici con scarsa ventilazione).
- Addetti alla raccolta rifiuti e alla pulizia: possibile contatto con mozziconi di sigaretta e residui di combustione in contesti non sorvegliati.
In tutti questi casi, il datore di lavoro deve valutare specificamente l'esposizione residuale e adottare le misure organizzative e tecniche adeguate.
Sanzioni
L'art. 51 della L. 3/2003 prevede sanzioni amministrative sia per il trasgressore (fumatore) sia per il responsabile dell'esercizio o attività. Le sanzioni per il trasgressore vanno da 27,50 a 275 euro; se il trasgressore fuma in presenza di minori o di donne in gravidanza, la sanzione è raddoppiata. Il responsabile dell'esercizio che omette di esporre la segnaletica obbligatoria o di vigilare sull'osservanza del divieto è soggetto a sanzioni da 200 a 2.000 euro, aumentate in caso di recidiva.
Voci correlate del glossario
Domande frequentiFAQ
Il fumo passivo deve essere valutato nel DVR aziendale?
Il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile se un dipendente fuma nei locali aziendali?
È possibile creare un'area fumatori in azienda?
Fonti normative
- Legge 16 gennaio 2003 n. 3, art. 51 — divieto di fumo nei luoghi di lavoro
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Titolo IX Capo II (agenti cancerogeni e mutageni)
- DPCM 23 dicembre 2003 — requisiti tecnici dei locali fumatori
- IARC Monographs vol. 83 (2002) — Tobacco Smoke and Involuntary Smoking
- Ministero della Salute — Fumo passivo e tutela nei luoghi di lavoro
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