Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza

Sicurezza sul lavoro per imprese di pulizia e sanificazione

Gli addetti alle pulizie lavorano in uffici, ospedali, scuole e capannoni, spesso di sera e da soli. Il DVR deve seguire i siti dei clienti, non solo la sede, e ogni appalto porta con sé documenti da preparare.

Risposta rapida

Un’impresa di pulizia deve valutare i rischi delle proprie mansioni in ogni tipo di sito in cui lavora: chimico, scivolamento, movimentazione, lavori in quota, biologico in sanità, lavoro notturno e in solitario. Per ogni appalto collabora al DUVRI, fornisce la tessera di riconoscimento e dimostra l’idoneità tecnico-professionale; l’attività richiede inoltre i requisiti della L. 82/1994.

Il problema delle imprese di pulizia: il lavoro è a casa d’altri

L’ufficio dell’impresa è quasi vuoto; il lavoro si svolge presso decine di committenti diversi, ognuno con i propri rischi, le proprie regole di accesso e le proprie procedure di emergenza. Un DVR scritto solo sulla sede non regge: deve descrivere le mansioni (addetto, caposquadra, operatore di macchine, addetto ai vetri) e le tipologie di sito in cui vengono svolte, con le misure che cambiano da un contesto all’altro.

Poi c’è il lato commerciale. Committenti pubblici e privati chiedono, prima di firmare, un fascicolo che dimostri l’idoneità dell’impresa. Chi lo ha già pronto e aggiornato parte avvantaggiato; chi lo compone ogni volta perde tempo e rischia incongruenze tra un appalto e l’altro. Per i rischi tecnici nel dettaglio rimandiamo alla guida per imprese di pulizia e alla scheda ATECO 81.21.

Rischi per tipo di sito

SitoRischi prevalentiCosa deve dire il DVR
Uffici e condominiScivolamento, scale portatili, lavoro serale in solitarioProcedure di chiusura e allarme, scale conformi, calzature
Strutture sanitarieBiologico, taglienti abbandonati, disinfettanti ad alta concentrazioneVaccinazioni proposte dal medico, gestione dei rifiuti sanitari, DPI
Scuole e palestreSuperfici ampie, movimentazione di arredi, orari compressiUso di lavasciuga, carrelli, tempi realistici
Industria e magazziniCarrelli in transito, polveri, macchine dei clientiCoordinamento con il committente, percorsi pedonali, divieti
Vetri e facciateCaduta dall’altoAste telescopiche, PLE con patentino, DPI anticaduta di terza categoria
Sanificazioni straordinarieBiocidi, nebulizzazione, ambienti chiusiSchede di sicurezza, tempi di rientro, protezione respiratoria

Il rischio chimico più grave resta la miscelazione accidentale: candeggina con prodotti acidi o ammoniacali libera gas tossici. Servono prodotti nei contenitori originali etichettati, divieto di travaso in bottiglie anonime e istruzioni brevi, anche illustrate, nella lingua compresa dagli addetti (art. 37, comma 13). La valutazione si imposta come spiegato nella pagina sulla valutazione del rischio chimico.

Requisiti e obblighi: tabella riepilogativa

ObbligoRiferimentoNota pratica
Requisiti per esercitareL. 82/1994 e D.M. 274/1997Requisiti di onorabilità, capacità economica e tecnica; fasce di classificazione per gli appalti
DVR per mansioni e sitiD.Lgs. 81/2008, artt. 17 e 28Aggiornato quando entra un sito con rischi nuovi
Idoneità tecnico-professionaleArt. 26, c. 1, lett. aVisura camerale e autocertificazione dei requisiti, richieste dal committente
Cooperazione al DUVRIArt. 26, c. 2 e 3Escluso per lavori fino a cinque uomini-giorno senza rischi particolari
Tessera di riconoscimentoArt. 26, c. 8Fotografia, generalità del lavoratore e indicazione del datore di lavoro
FormazioneArt. 37; Accordo 17/04/2025Lavoratori, capisquadra come preposti, addetti alle emergenze, PLE se usate
Sorveglianza sanitariaArt. 41Quando chimico, MMC, notturno o biologico lo richiedono

Documenti che un’impresa di pulizia deve avere

  • Iscrizione con i requisiti della L. 82/1994 e del D.M. 274/1997 (fascia di classificazione)
  • DVR per mansioni e tipologie di sito (uffici, sanità, scuole, industria, condomini)
  • Valutazione del rischio chimico con schede di sicurezza e istruzioni d’uso dei prodotti
  • Nomina dell’RSPP e, quando prevista, del medico competente
  • Designazione degli addetti alle emergenze per ogni squadra o sito
  • Attestati di formazione di lavoratori e capisquadra (preposti)
  • Registro di consegna DPI: guanti, occhiali, calzature, eventuali DPI anticaduta
  • Libretti e manutenzione di lavasciuga, monospazzole e scale
  • Tessere di riconoscimento e fascicolo documentale per ciascun appalto, con DUVRI firmato

Formazione in un settore ad alto turnover

Il lavoratore va formato prima di essere adibito alla mansione: 4 ore di formazione generale più la parte specifica secondo la classe di rischio confermata dal DVR, con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. Con assunzioni continue e contratti brevi conviene un calendario fisso di sessioni, in modo che nessuno entri in un sito senza attestato. I capisquadra che organizzano il lavoro e controllano le squadre sono preposti: il corso è di almeno 12 ore, in presenza o in videoconferenza sincrona, con aggiornamento ogni 2 anni.

Nuovo appalto: i passaggi prima del primo turno

  1. Ricevere dal committente le informazioni sui rischi del sito e sulle misure di emergenza (art. 26, c. 1, lett. b).
  2. Fare un sopralluogo con il caposquadra, annotando accessi, allarmi, locali tecnici e zone vietate.
  3. Verificare se il DVR copre il tipo di sito o va integrato, e controllare formazione e idoneità degli addetti assegnati.
  4. Contribuire al DUVRI con le proprie misure e comunicare nominativi, orari e prodotti che saranno usati.
  5. Consegnare tessere, DPI e istruzioni del sito; definire come si chiede aiuto quando il committente è chiuso.

L’ultimo punto è quello che si dimentica. Se la squadra lavora alle 22 in un edificio vuoto, il DUVRI deve dire chi chiamare, come si disattiva e si riattiva l’allarme, dove sono estintori e uscite e come funziona il controllo dell’addetto isolato. Lo scenario è descritto anche nella pagina su nuovo contratto d’appalto e DUVRI.

Errori tipici rilevati nei controlli

  1. DVR della sola sede, senza riferimento ai siti dei clienti.
  2. Addetti al lavoro senza tessera di riconoscimento o con tessera di un’altra impresa.
  3. Prodotti travasati in flaconi senza etichetta sul carrello.
  4. Capisquadra mai individuati e formati come preposti.
  5. Lavoratori stranieri formati con materiale che non comprendono.
  6. Scale portatili non conformi o usate per pulire vetri ad altezze che richiedono altre attrezzature.

Il committente che verifica male rischia anche lui: per i danni non indennizzati dall’INAIL risponde in solido con l’appaltatore (art. 26, c. 4). Per questo le richieste documentali dei clienti grandi sono sempre più puntuali.

Come lavoriamo con le imprese di pulizia

Costruiamo un DVR modulare: una parte comune sulle mansioni e schede per tipo di sito, da attivare quando entra un nuovo appalto. Prepariamo un fascicolo per i committenti con visura, autocertificazioni, nomine, elenco del personale formato e DPI, da aggiornare a ogni variazione. La formazione segue il turnover del settore, con sessioni brevi e frequenti per i nuovi assunti, e confluisce nel servizio di gestione scadenze.

Esempio: un’impresa di 40 addetti con 15 committenti tra uffici, due scuole e un poliambulatorio ha bisogno di schede di sito per tre contesti diversi, di sorveglianza sanitaria almeno per chi lavora nel poliambulatorio, di cinque capisquadra formati come preposti e di addetti alle emergenze distribuiti sulle squadre serali. Il DVR va adattato ai siti effettivamente serviti.

Domande frequentiFAQ

Chi fa il DUVRI per le pulizie in un ufficio?
Lo redige il datore di lavoro committente, perché le pulizie si svolgono nei suoi locali; l’impresa di pulizia collabora indicando le proprie attività, i prodotti e le misure. Non è richiesto per servizi di natura intellettuale, mere forniture e lavori fino a cinque uomini-giorno senza rischi particolari (art. 26, comma 3-bis).
Gli addetti alle pulizie devono fare la visita medica?
Dipende dalla valutazione dei rischi. Esposizione ad agenti chimici non irrilevante per la salute, movimentazione dei carichi, lavoro notturno o rischio biologico nelle strutture sanitarie rendono di norma necessaria la sorveglianza sanitaria. La scelta va motivata nel DVR e può differire tra squadre che lavorano in siti diversi.
Con il cambio d’appalto il personale riassorbito va riformato?
La formazione già svolta resta valida se documentata con attestati e se la mansione è la stessa: il nuovo datore di lavoro deve acquisirla e verificarla. Vanno invece fatte l’informazione sui rischi del nuovo assetto, eventuali integrazioni della formazione specifica e la visita medica se prevista dal nuovo protocollo sanitario.
Un addetto che lavora da solo di sera deve essere addetto al primo soccorso?
Il datore di lavoro deve garantire la gestione delle emergenze anche per chi lavora in solitario: procedure scritte, mezzi per chiedere aiuto e, quando la valutazione lo suggerisce, designazione e formazione come addetto. Spesso si aggiungono sistemi di controllo periodico o dispositivi di allarme per lavoratore isolato.

Fonti normative

Approfondisci

Ti serve un preventivo per consulenza sicurezza per imprese di pulizia?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.

ChiamaPreventivo gratuito