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Osservatorio · Trasporti e logistica merci

Sicurezza nel settore trasporti e logistica merci: trend 2025-2026

Movimentazione manuale carichi, carrelli elevatori, rischio investimento pedoni, ADR e magazzini automatizzati: analisi dei rischi per i codici ATECO 49.41, 52.10 e 52.29 con riferimento al D.Lgs. 81/08.

2° settoreper infortuni mortali (INAIL)All. V/VIID.Lgs. 81/08 — carrelli elevatoriD.Lgs. 35/2010Trasporto merci pericolose ADRINAILFonte open data settori 49+52
Risposta rapida

Il settore trasporti e logistica merci (ATECO 49.41, 52.10, 52.29) è storicamente il secondo comparto in Italia per numero di infortuni mortali secondo i dati INAIL, dopo le costruzioni. Le cause principali sono la movimentazione manuale dei carichi in magazzino, gli incidenti con carrelli elevatori (in particolare l'investimento di pedoni), le cadute da mezzi durante le operazioni di carico e scarico e gli infortuni stradali per gli autotrasportatori. Le tendenze 2025-2026 evidenziano un doppio fenomeno: l'introduzione massiva di tecnologie automatizzate (AGV, magazzini verticali, droni logistici) che crea nuovi profili di rischio, e la carenza strutturale di personale qualificato che aumenta la pressione sui lavoratori esposti.

Profilo di rischio del settore trasporti e logistica merci

I codici ATECO 49.41 (trasporto di merci su strada), 52.10 (magazzinaggio e custodia) e 52.29 (altre attività di supporto ai trasporti) comprendono una varietà di attività lavorative con profili di rischio distinti ma interconnessi. Il magazziniere, l'autista di mezzi pesanti e l'operatore di carrello elevatore affrontano rischi fisici di intensità elevata, con una componente organizzativa e psicosociale significativa per il comparto dell'autotrasporto.

Movimentazione manuale dei carichi: principale causa di infortuni

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) in magazzino è la causa più frequente di infortuni e malattie professionali nel settore logistico. Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167–171) impone la valutazione del rischio da MMC con metodologie validate (metodo NIOSH, indici di Snook e Ciriello, metodo MAPO per la movimentazione dei pazienti non applicabile in questo contesto ma sostituibile con check-list specifiche). I rischi principali riguardano i rachidi lombari (ernia del disco, lombalgia cronica professionale), le spalle (patologie della cuffia dei rotatori) e i polsi (sindrome del tunnel carpale) per le operazioni di picking manuale ad alta frequenza. La valutazione deve tenere conto del peso dei carichi movimentati, della frequenza delle azioni, delle distanze percorse, delle altezze di presa e deposito e dell'impugnatura disponibile.

Carrelli elevatori: abilitazioni e verifiche periodiche

I carrelli elevatori semoventi (controbilanciati, a montante retrattile, trilaterali, commissionatori) sono tra le attrezzature di lavoro più pericolose del settore. Il D.Lgs. 81/08 all'Allegato V elenca i requisiti di sicurezza applicabili e all'Allegato VII stabilisce la periodicità delle verifiche (verifica annuale per i carrelli di portata superiore a 200 kg, da parte di soggetti abilitati INAIL o di organismi notificati). L'Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 impone l'abilitazione obbligatoria degli operatori con formazione teorico-pratica e aggiornamento quinquennale. La norma tecnica UNI EN ISO 3691-1 definisce i requisiti di sicurezza per i carrelli controbilanciati a motore.

Rischio investimento pedoni in aree di manovra

L'investimento di pedoni da parte di carrelli elevatori o altri mezzi di movimentazione è la causa più frequente di infortuni mortali nel settore magazzinaggio. Gli scenari più pericolosi sono gli incroci tra corsie carrelli e percorsi pedonali (in particolare all'uscita delle porte di banchina e agli accessi alle aree di stoccaggio), le manovre in retromarcia dei carrelli e le operazioni di carico/scarico nelle aree di banchina con presenza simultanea di pedoni e mezzi. L'Allegato IV D.Lgs. 81/08 impone la separazione fisica dei percorsi, integrata da segnaletica orizzontale e verticale, specchi panoramici agli incroci ciechi, limitatori di velocità e sistemi di rilevamento di presenza.

Cadute da mezzi durante carico e scarico

Le cadute dall'alto durante le operazioni di carico e scarico dei veicoli pesanti (da cassone, da semirimorchio, da container) costituiscono una causa frequente di infortuni gravi nel settore. Le altezze tipiche dei pianali dei semirimorchi (120–130 cm dal suolo) determinano cadute con potenziale di lesione elevato. Il D.Lgs. 81/08 all'art. 115 e ss. disciplina i sistemi di protezione contro le cadute dall'alto; nel contesto delle operazioni di carico/scarico si applicano soluzioni come banchine di carico a livello, scale di accesso ai cassoni, pedane di sicurezza e, nelle operazioni di legatura dei carichi, sistemi di ancoraggio anticaduta individuali.

Cadute in piano e scivolamenti in magazzino

Le cadute in piano su pavimentazioni industriali dei magazzini — bagnate da perdite di liquidi, sversamenti o condensa nei magazzini refrigerati — sono una delle modalità di infortunio più frequenti per numero di eventi nel comparto. Pavimentazioni industriali con coefficiente di attrito adeguato (R11 secondo DIN 51130 in zone bagnate), sistemi di raccolta dei liquidi sversati, calzature antiscivolo (S3 con suola antiscivolo classificata secondo EN ISO 20345) e manutenzione sistematica delle pavimentazioni sono le misure di prevenzione principali.

Nota metodologica

I riferimenti agli andamenti del settore riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni qualitative su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL per i settori 49 (trasporto terrestre) e 52 (magazzinaggio). Non costituiscono statistiche ufficiali certificate. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Tipo di rischioFonti / modalità prevalentiRiferimento normativo
MMC — rachide e arti superioriPicking manuale, palettizzazione, smistamentoTitolo VI D.Lgs. 81/08 — metodo NIOSH
Investimento pedoniCarrelli elevatori, muletti, veicoli interniAll. IV e V D.Lgs. 81/08 — UNI EN ISO 3691
Cadute dall'altoCarico/scarico cassoni, accesso scaffalatureArt. 115 D.Lgs. 81/08
Cadute in pianoPavimentazioni bagnate, olio, corridoi magazzinoAll. IV D.Lgs. 81/08 — EN ISO 20345
Rischi psicosociali — autotrasportoIsolamento, orari irregolari, fatigue cronicoArt. 28 D.Lgs. 81/08 — Accordo europeo stress lavoro
ADR — merci pericoloseProdotti chimici, infiammabili, gas compressiD.Lgs. 35/2010 — Accordo ADR 2023

Tabella indicativa. Elaborazione su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL aggregati per ATECO 49.41, 52.10 e 52.29.

Rischi psicosociali per autotrasportatori e obblighi ADR

Rischi psicosociali: isolamento, orari irregolari e fatigue management

L'autotrasportatore su lunghe distanze è esposto a una combinazione di fattori di rischio psicosociale difficilmente riscontrabile in altri contesti lavorativi: isolamento prolungato (giornate o settimane lontano dall'ambiente familiare e sociale), orari di lavoro irregolari con frequente rottura del ritmo circadiano, pressione temporale per il rispetto dei tempi di consegna (spesso con sanzioni economiche in caso di ritardo), e fatica cronica da guida prolungata. L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi, inclusi quelli psicosociali; questa valutazione deve tradursi in misure concrete anche per il comparto dell'autotrasporto, come la pianificazione dei turni nel rispetto dei limiti normativi, l'accesso a programmi di supporto psicologico e la formazione sul fatigue management. Il Regolamento UE 561/2006 sui tempi di guida e i periodi di riposo costituisce la cornice normativa specifica, integrata dal D.Lgs. 234/2007.

Sicurezza stradale e infortuni in itinere

Gli incidenti stradali durante l'attività lavorativa (in occasione di lavoro) e in itinere rappresentano la prima causa di infortuni mortali per la categoria degli autotrasportatori. I dati INAIL per il settore 49 mostrano che gli infortuni da circolazione stradale incidono in modo preponderante sul totale dei casi mortali. Sebbene la prevenzione del rischio stradale coinvolga fattori non completamente controllabili dall'azienda, il datore di lavoro ha obblighi di prevenzione che includono: manutenzione verificata del parco veicoli, formazione sulla guida difensiva e sul fatigue, procedure aziendali che vietino l'utilizzo del cellulare alla guida, e programmazione dei percorsi che tenga conto dei tempi di riposo obbligatori.

ADR e merci pericolose: obblighi formativi specifici

Il D.Lgs. 35/2010 recepisce la Direttiva 2008/68/CE e disciplina il trasporto su strada, per ferrovia e per via navigabile di merci pericolose. Per il trasporto su strada, l'accordo europeo ADR (aggiornato con edizione 2023) classifica le merci pericolose in 13 classi (esplosivi, gas, liquidi e solidi infiammabili, ossidanti, sostanze infettive, materiale radioattivo, corrosivi, merci pericolose varie). Gli obblighi principali per le imprese sono: nomina del Consulente per la Sicurezza dei Trasporti di Merci Pericolose (DGSA), abilitazione ADR dell'autista (con possibili estensioni per cisterne o esplosivi), formazione specifica del personale di magazzino addetto alla movimentazione, redazione di piani di emergenza interni e corretta documentazione di trasporto (istruzioni scritte ADR a bordo del mezzo).

Tecnologie emergenti: nuovi rischi nei magazzini automatizzati

La crescita esplosiva dell'e-commerce — tendenza strutturale amplificata nel biennio 2025-2026 — sta accelerando l'introduzione di tecnologie di automazione nei magazzini logistici italiani, con investimenti significativi in sistemi che modificano radicalmente il profilo di rischio dell'ambiente di lavoro.

AGV e veicoli a guida autonoma

Gli AGV (Automated Guided Vehicles) e i più recenti AMR (Autonomous Mobile Robots) sostituiscono o affiancano i carrelli elevatori tradizionali nelle corsie di magazzino. A differenza dei carrelli con operatore, i veicoli autonomi operano senza supervisione umana diretta e devono garantire autonomamente la sicurezza dell'ambiente circostante tramite sensori (laser scanner, vision system, ultrasuoni). La norma ISO 3691-4 (Industrial trucks — Safety requirements and verification — Part 4: Driverless industrial trucks and their systems) e la futura ISO 3691-6 per gli AMR definiscono i requisiti di sicurezza fondamentali. Il DVR dei magazzini con AGV deve valutare specificamente le zone di interfaccia uomo-macchina, i punti di ingresso nelle aree automatizzate e le procedure di intervento di emergenza.

Magazzini verticali automatizzati (AS/RS)

I sistemi automatici di stoccaggio e recupero (AS/RS — Automated Storage and Retrieval Systems) come i magazzini verticali a carosello, i trasloelevatori e i sistemi shuttle aumentano la densità di stoccaggio e riducono la MMC, ma introducono nuovi rischi nella manutenzione: accesso a strutture in quota (fino a 30–40 m nei magazzini a grande altezza), rischi da energia elettrica ad alta tensione nei sistemi di trazione, rischi da intrappolamento nelle strutture durante le procedure di lockout/tagout. Il piano di manutenzione delle attrezzature (Allegato VII D.Lgs. 81/08) deve coprire questi sistemi con frequenze e procedure specifiche.

Droni logistici: un rischio emergente ancora da normare

L'utilizzo di droni per il conteggio dell'inventario e la verifica degli stock negli scaffali ad alta quota è in fase di adozione sperimentale nei grandi hub logistici. Pur riducendo il rischio da lavoro in quota per gli operatori, i droni introducono nuovi rischi: collisione con lavoratori in caso di malfunzionamento, esposizione ai campi elettromagnetici generati dai sistemi di ricarica e trasmissione dati, rumore nelle operazioni prolungate. Il quadro normativo italiano per i droni in ambienti chiusi (ENAC Regolamento RPAS) non copre ancora in modo sistematico gli aspetti di sicurezza sul lavoro, che devono essere valutati dal datore di lavoro nell'ambito del DVR generale ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08.

Principali criticità ispettive INL nel settore logistico

Le ispezioni condotte dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro nel settore trasporti e logistica rilevano con frequenza elevata le seguenti non conformità:

Tendenze 2025-2026: e-commerce, carenza di personale e fatigue management

E-commerce e accelerazione dei volumi logistici

La crescita continua dell'e-commerce in Italia (+12% stimato 2025 vs 2024 per i volumi di spedizioni secondo le proiezioni di settore) si traduce in un aumento dei volumi movimentati nei magazzini e in una pressione crescente sui tempi di evasione degli ordini. Questo fenomeno incide direttamente sulla sicurezza: l'aumento dei ritmi di lavoro è correlato statisticamente con un incremento degli infortuni nel settore manifatturiero e logistico. La valutazione del rischio ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08 deve tenere conto dei carichi di lavoro effettivi, che possono variare significativamente tra periodi di picco (novembre-dicembre, periodi promozionali) e periodi ordinari.

Carenza di magazzinieri qualificati e ricambio del personale

La carenza strutturale di personale qualificato nel settore logistico — fenomeno segnalato dalle associazioni di categoria come Conftrasporto e Assologistica — genera due rischi per la sicurezza: l'assunzione di lavoratori senza esperienza sufficiente che operano su attrezzature pericolose (carrelli elevatori, mezzi pesanti) con maggiore esposizione al rischio di infortuni; e la tendenza a ridurre i periodi di formazione iniziale in presenza di urgenza nella copertura dei ruoli. Il Piano Formativo Individuale e la formazione obbligatoria ai sensi degli Accordi Stato-Regioni (formazione generale 4 ore + specifica per mansione) devono essere completati prima dell'adibizione alle mansioni rischiose, indipendentemente dalle pressioni operative.

Fatigue management: una priorità per il 2025-2026

Il tema del fatigue management (gestione della fatica) sta emergendo come priorità nelle agende di sicurezza del comparto autotrasporto, con iniziative specifiche da parte di INL e MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). I sistemi tecnologici di monitoraggio della fatica alla guida (eye-tracking, analisi del comportamento di guida, sistemi di allerta per microsonnellini) stanno diffondendosi nelle flotte dei principali operatori logistici. Il Regolamento UE 2019/2144 (tipo-approvazione veicoli) prevede l'obbligo di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) per i nuovi veicoli commerciali pesanti, inclusi i sistemi di allerta stanchezza conducente (Driver Drowsiness and Attention Warning — DDAW).

Approfondisci

FAQ trasporti e logistica merciFAQ

Quali abilitazioni sono necessarie per condurre un carrello elevatore?
L'utilizzo dei carrelli elevatori semoventi con operatore a bordo richiede una specifica abilitazione ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 (recepito con Decreto del Ministero del Lavoro). L'abilitazione si compone di un modulo giuridico-normativo, un modulo tecnico e un modulo pratico, per una durata minima variabile in funzione della tipologia di carrello (carrelli controbilanciati: 12 ore; carrelli a montante retrattile e trilaterali: moduli aggiuntivi). Il lavoratore deve poi seguire un corso di aggiornamento ogni 5 anni (durata 4 ore). Il datore di lavoro non può adibire al carrello lavoratori privi di abilitazione: questa carenza è tra le più contestate nelle ispezioni INL nel settore logistico. L'abilitazione è personale e non sostituisce la formazione specifica aziendale sui rischi del sito (lay-out del magazzino, procedure interne, DPI richiesti).
Il trasporto di merci pericolose su strada richiede formazione specifica oltre all'ADR?
Sì. Il D.Lgs. 35/2010, che recepisce la Direttiva 2008/68/CE sul trasporto interno di merci pericolose, impone obblighi formativi differenziati in base al ruolo. L'autista che trasporta merci pericolose deve essere in possesso del certificato di formazione ADR, rilasciato dopo un corso specifico (base, più eventuali specializzazioni per materie esplodenti, radioattive, cisterne) e rinnovabile ogni 5 anni. Il consulente per la sicurezza del trasporto di merci pericolose (DGSA — Dangerous Goods Safety Advisor) è obbligatorio per le imprese che spediscono, trasportano o ricevono merci pericolose sopra determinate soglie, ed è nominato tramite un esame UNECE. Oltre all'ADR, i lavoratori dell'azienda esposti a merci pericolose in magazzino devono ricevere formazione specifica ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. 81/08 sui rischi specifici delle classi di pericolo ADR trattate.
Come si gestisce il rischio di investimento dei pedoni nelle aree di manovra dei carrelli?
Il rischio di investimento dei pedoni da parte dei carrelli elevatori è tra le cause principali di infortuni mortali nel settore logistico. Il D.Lgs. 81/08 all'art. 63 e all'Allegato IV impone la separazione dei percorsi pedonali dalle corsie di transito dei carrelli tramite misure strutturali (barriere fisiche, guardrail, colonnine di protezione, segnaletica orizzontale e verticale, pavimentazione differenziata). Dove la separazione fisica non è tecnicamente realizzabile, devono essere adottate misure organizzative (sensi di marcia obbligati, regole di precedenza per i pedoni, velocità massima limitata a 10 km/h o meno) e tecnologiche (sistemi di rilevamento radar, barriere fotoelettriche agli incroci, lampeggianti sulle porte automatiche di accesso). Il DVR deve analizzare ogni punto di intersezione tra percorsi pedonali e corsie dei carrelli con una valutazione specifica del rischio investimento.
I magazzini automatizzati con AGV e sistemi AS/RS richiedono una valutazione del rischio diversa da quella dei magazzini tradizionali?
Sì, in modo significativo. I magazzini automatizzati con veicoli a guida autonoma (AGV — Automated Guided Vehicles) e sistemi automatici di stoccaggio e recupero (AS/RS — Automated Storage and Retrieval Systems) introducono profili di rischio specifici che non sono coperti in modo esaustivo dalla valutazione del rischio standard di un magazzino tradizionale. I rischi principali da valutare includono: contatto accidentale uomo-macchina nelle zone di interfaccia tra aree automatizzate e manuali; rischi da errori di sistema (bug del software di controllo, perdita di localizzazione dell'AGV, failure dei sensori); rischi durante le operazioni di manutenzione e intervento in zona automatizzata (accesso a zone non presidiate dai sistemi di sicurezza attivati). La normativa tecnica di riferimento è la ISO 3691-4 (veicoli industriali senza conducente), la ISO 10218 (robot industriali) e la ISO/TS 15066 per i veicoli collaborativi. Il DVR deve includere una specifica analisi di rischio delle zone di interfaccia e una procedura di lockout/tagout per gli interventi in zona automatizzata.

Fonti normative

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Ti affianchiamo nella redazione del DVR per MMC e carrelli elevatori, nella valutazione del rischio investimento pedoni e nella gestione della formazione ADR: D.Lgs. 81/08 Titoli VI e III, Accordo ADR 2023.