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Osservatorio · Tessile e Abbigliamento

Infortuni nel Settore Tessile e Abbigliamento

Malattie professionali da polveri di fibre, rischio rumore nei reparti di tessitura, disturbi muscolo-scheletrici e trend nei distretti italiani: analisi basata su dati INAIL indicativi.

ATECO 13–14Codici di settore di riferimentoPrato · Como · BiellaPrincipali distretti tessili italianiBissinosi · IpoacusiaMalattie professionali prevalentiINAILFonte open data
Risposta rapida

Il settore tessile e dell'abbigliamento italiano — concentrato nei distretti di Prato, Como e Biella — presenta un profilo di rischio professionale caratterizzato da malattie da esposizione a polveri di fibre (bissinosi, asma professionale), ipoacusia da rumore nei reparti di tessitura e disturbi muscolo-scheletrici da movimenti ripetitivi nelle linee di confezione. I dati INAIL indicativi per i codici ATECO 13.xx (fabbricazione di prodotti tessili) e 14.xx (confezione di articoli di abbigliamento) mostrano un numero di infortuni denunciati inferiore rispetto ai settori delle costruzioni o della metalmeccanica, ma un'incidenza significativa di malattie professionali a insorgenza lenta. I valori riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su Open Data INAIL.

Il settore tessile e abbigliamento in Italia: panoramica

Il comparto tessile e dell'abbigliamento rappresenta una componente storica del manifatturiero italiano, organizzata attorno a distretti industriali specializzati che concentrano l'intera filiera produttiva — dalla lavorazione della materia prima alla confezione del prodotto finito — in aree geografiche circoscritte.

I principali distretti tessili italiani

I tre poli produttivi di maggiore rilevanza dal punto di vista infortunistico e occupazionale sono:

Nota metodologica

Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL (serie 2019–2024). Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Dati INAIL indicativi sugli infortuni nel tessile (ATECO 13–14)

I codici ATECO di riferimento per questo settore sono il gruppo 13 (Fabbricazione di prodotti tessili: filatura, tessitura, tintoria, finissaggio, fabbricazione di altri prodotti tessili) e il gruppo 14 (Confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli in pelle e pelliccia). Entrambi rientrano nella divisione C (Attività manifatturiere) della classificazione ISTAT-ATECO 2007.

Sulla base delle elaborazioni indicative su Open Data INAIL, il settore tessile e abbigliamento nel suo complesso registra indicativamente alcune decine di migliaia di denunce di infortunio all'anno (stima: ordine di grandezza 20.000–40.000 eventi annui), con un tasso di incidenza complessivo inferiore rispetto ai settori delle costruzioni o dell'industria metalmeccanica pesante, ma superiore alla media del manifatturiero leggero per alcune tipologie specifiche di evento (infortuni da movimenti ripetitivi, malattie professionali da polveri).

Codice ATECOAttivita principaleRischi prevalenti
13.10Preparazione e filatura di fibre tessiliPolveri di fibre (bissinosi), rumore, MMC
13.20Tessitura di prodotti tessiliRumore elevato (telai), polveri, vibrazioni
13.30Finissaggio di prodotti tessiliAgenti chimici (coloranti, ausiliari), vapori, calore
13.9xAltre fabbricazioni tessili (tappeti, merletti, ecc.)Movimenti ripetitivi arti superiori, postura, polveri
14.1xConfezione di abbigliamento in tessutoMovimenti ripetitivi (cucito), postura seduta, tagli
14.2x–14.3xConfezione pellicce, maglieriaAllergeni biologici (pelo animale), irritanti chimici

Tabella indicativa basata sulla classificazione ATECO 2007. Elaborazione su Open Data INAIL.

Confronto indicativo con altri settori manifatturieri

In termini di tasso di incidenza degli infortuni (rapporto tra infortuni denunciati e addetti), il comparto tessile-abbigliamento si colloca indicativamente al di sotto dei settori ad alto rischio tradizionale (costruzioni, metalmeccanica pesante, lavorazione del legno), ma al di sopra di settori come informatica, servizi professionali e parte del commercio. La specificita del settore tessile risiede nella elevata incidenza di malattie professionali a insorgenza lenta rispetto agli infortuni traumatici acuti, il che tende a sottostimare il carico di patologia se si considera il solo dato degli infortuni denunciati.

Malattie professionali prevalenti nel settore tessile

Il profilo patologico del settore tessile e abbigliamento e caratterizzato da un insieme di malattie professionali a insorgenza lenta, spesso sottostimate o diagnosticate con ritardo rispetto all'inizio dell'esposizione. Le categorie principali sono:

Bissinosi e asma professionale da polveri di fibre

La bissinosi e una pneumopatia ostruttiva cronica causata dall'inalazione di polveri di fibre vegetali grezze — in particolare cotone, lino e canapa non ancora sottoposte a processi di trattamento. E storicamente associata alle fasi a monte del ciclo produttivo: apertura balle, cardatura e filatura del cotone grezzo. Il sintomo piu caratteristico e la costrizione toracica che si manifesta tipicamente al rientro in fabbrica dopo il riposo festivo (cosiddetto "effetto lunedi"), con progressiva cronicizzazione all'aumentare degli anni di esposizione.

L'asma professionale nel tessile puo essere causata anche da agenti sensibilizzanti di origine biologica (peli animali nelle lavorazioni di lana, seta greggia) o chimica (isocianati nei rivestimenti tessili tecnici, formaldeide nei finissaggi antimuffa). Entrambe le patologie figurano nelle tabelle delle malattie professionali INAIL (industria), con presunzione legale del nesso causale per gli addetti alle lavorazioni specificate.

Le misure di prevenzione primaria includono: sostituzione delle fibre grezze con fibre pre-trattate ove tecnicamente possibile, aspirazione localizzata ai punti di generazione delle polveri (norma UNI EN 12779), segregazione delle fasi di lavorazione piu polverose, fornitura di dispositivi di protezione delle vie respiratorie (FFP2 o FFP3 a seconda delle concentrazioni rilevate) e sorveglianza sanitaria con spirometria periodica ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08.

Ipoacusia da rumore nei reparti di tessitura

I reparti di tessitura rappresentano uno degli ambienti di lavoro piu rumorosi del manifatturiero leggero. I livelli di pressione sonora rilevati indicativamente in reparti dotati di telai a proiettile, a pinza o a getto d'aria si collocano in un range stimato di 90–105 dB(A), ben al di sopra del valore limite di esposizione fissato a LEX,8h = 87 dB(A) dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/08.

L'ipoacusia professionale da rumore nel tessile e una delle malattie professionali tabellate con maggiore frequenza di denuncia nel comparto. La sua prevenzione richiede un approccio gerarchico: riduzione tecnica del rumore alla fonte (macchine con incapsulamento acustico, fondamenta anti-vibrazione, manutenzione preventiva), riduzione dell'esposizione con misure organizzative (rotazione del personale tra reparti rumorosi e silenziosi, riduzione dei tempi di esposizione), fornitura e corretto utilizzo di otoprotettori con SNR adeguato e sorveglianza audiometrica periodica per tutti gli addetti esposti oltre gli 80 dB(A).

Disturbi muscolo-scheletrici da movimenti ripetitivi

Le lavorazioni di confezione e di cucito industriale (ATECO 14.xx) presentano elevata incidenza di disturbi muscolo-scheletrici degli arti superiori: tendinopatie del polso e della spalla, sindrome del tunnel carpale, epicondilite, periartrite scapolo-omerale. Fattori di rischio caratteristici di queste mansioni includono: alta frequenza dei cicli di lavoro (movimenti ripetitivi ad alta frequenza secondo la metodologia OCRA), forza di presa applicata ripetutamente alle forbici o alle leve delle macchine da cucire, postura seduta prolungata con flessione del tronco in avanti, assenza o insufficienza delle pause di recupero.

La valutazione del rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori deve essere effettuata con metodi validati (OCRA Index, metodo RULA) ai sensi del Titolo VI del D.Lgs. 81/08 e degli standard UNI ISO 11228. Le misure preventive includono la riprogettazione ergonomica delle postazioni di cucito (altezza del piano di lavoro regolabile, supporto per gli avambracci), l'introduzione di pause fisiologiche adeguate, la rotazione tra mansioni a diverso carico biomeccanico e la sorveglianza sanitaria mirata degli arti superiori.

Malattia professionaleFase/reparto a rischioRiferimento normativo
BissinosiApertura balle, cardatura, filatura cotone grezzoTitolo IX D.Lgs. 81/08; tabelle INAIL industria
Asma professionaleFilatura lana/seta, finissaggio (formaldeide, isocianati)Titolo IX D.Lgs. 81/08 (agenti chimici e biologici)
Ipoacusia da rumoreTessitura (telai a proiettile, pinza, getto aria)Titolo VIII D.Lgs. 81/08; valore limite 87 dB(A)
Sindrome tunnel carpale / tendinopatieConfezione, cucito industriale, controllo qualitaTitolo VI D.Lgs. 81/08; UNI ISO 11228
Dermatite da contattoTintoria, finissaggio, appretti chimiciTitolo IX D.Lgs. 81/08 (agenti chimici sensibilizzanti)

Tabella indicativa. Non esaustiva delle patologie tabellate INAIL per il settore tessile-abbigliamento.

PMI tessili e grandi aziende: differenze nel profilo infortunistico

La struttura produttiva del tessile italiano e prevalentemente composta da piccole e medie imprese (PMI), spesso con meno di 50 addetti, concentrate nei distretti industriali e organizzate in filiere di subfornitura. Questa caratteristica strutturale ha implicazioni dirette sul profilo di rischio e sulla gestione della sicurezza.

Criticita specifiche delle PMI tessili

Nelle piccole imprese tessili si osservano indicativamente alcune criticita ricorrenti:

Vantaggi delle grandi aziende nella gestione della sicurezza

Le grandi aziende tessili — spesso integrate verticalmente o facenti parte di gruppi multinazionali — presentano indicativamente tassi di infortunio inferiori rispetto alle PMI di subfornitura, grazie a: sistemi di gestione della sicurezza certificati (OHSAS 18001 / ISO 45001), investimenti in automazione e robotica che riducono le esposizioni piu critiche, programmi strutturati di sorveglianza sanitaria, audit interni periodici e maggiore capacita di sostenere i costi della prevenzione tecnica.

Attenzione

La concentrazione degli infortuni nelle PMI di subfornitura e un fenomeno strutturale del tessile italiano. Le aziende committenti con sistemi di gestione certificati ISO 45001 possono includere requisiti minimi di sicurezza nei contratti di subfornitura, estendendo di fatto le tutele lungo la catena del valore.

Trend della sicurezza nel tessile: automazione e robot collaborativi

Il settore tessile italiano sta attraversando una fase di progressiva modernizzazione tecnologica, trainata dalla necessita di competere su qualita e rapidita di risposta piuttosto che sul costo del lavoro. Questa trasformazione ha implicazioni rilevanti per il profilo di rischio e per la sicurezza degli addetti.

Automazione dei reparti piu rischiosi

Le fasi di lavorazione storicamente piu critiche dal punto di vista delle esposizioni professionali sono le prime candidate all'automazione:

Robot collaborativi (cobot) nel tessile

I robot collaborativi trovano applicazione crescente nelle fasi di controllo qualita del tessuto, ispezione automatica dei difetti, carico/scarico dei telai e operazioni di confezionamento. A differenza dei robot industriali tradizionali, i cobot sono progettati per operare in spazi condivisi con gli operatori umani, il che richiede una valutazione del rischio specifica ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE e della norma ISO/TS 15066:2016 (sistemi robotici collaborativi).

L'introduzione dei cobot nei reparti tessili comporta una riduzione del rischio ergonomico (movimenti ripetitivi, MMC) per gli addetti alle mansioni piu ripetitive, ma introduce nuovi rischi da gestire: impatto o schiacciamento in caso di movimento imprevisto del braccio robotico, rischi da interferenza tra il cobot e altri macchinari, necessita di formazione specifica per gli operatori che lavorano in prossimita del sistema. La valutazione del rischio residuo deve essere aggiornata nel DVR e il personale deve ricevere formazione documentata sulle procedure di sicurezza specifiche per l'interazione con il cobot.

Digitalizzazione e monitoraggio in tempo reale

Alcune aziende tessili di maggiori dimensioni stanno sperimentando sistemi di monitoraggio in tempo reale dei parametri ambientali (concentrazione di polveri, livelli di rumore, temperatura e umidita nei reparti) integrati con le piattaforme di gestione della sicurezza (HSE software). Questi sistemi consentono di rilevare tempestivamente situazioni di superamento dei valori di azione o dei valori limite, attivare allarmi e registrare i dati in modo continuativo per la documentazione richiesta dal D.Lgs. 81/08. Si tratta di approcci ancora limitati alle aziende strutturate, ma in progressiva diffusione grazie alla riduzione dei costi dei sensori IoT industriali.

Approfondisci

FAQ sicurezza nel settore tessile e abbigliamentoFAQ

Cos'è la bissinosi e quali lavoratori del tessile sono a rischio?
La bissinosi è una malattia professionale polmonare cronica causata dall'inalazione prolungata di polveri di fibre vegetali grezze, in particolare cotone, lino e canapa non trattati. Colpisce prevalentemente gli addetti alle fasi di apertura balle, cardatura e filatura nei cicli produttivi del cotone grezzo. I sintomi principali sono senso di costrizione toracica, dispnea e tosse, tipicamente più intensi al rientro dal riposo festivo (cosiddetto "effetto lunedi"). La bissinosi è ricompresa tra le malattie professionali tabellate INAIL (tabella industria). La prevenzione richiede la sostituzione delle fibre grezze con fibre già trattate ove possibile, l'adozione di impianti di aspirazione localizzata conformi alle norme UNI, l'uso di dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie (FFP2/FFP3) e la sorveglianza sanitaria periodica con spirometria ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08.
Quali sono i valori limite di esposizione al rumore nei reparti tessili con telai?
Il Titolo VIII del D.Lgs. 81/08 stabilisce i valori di azione e i valori limite di esposizione al rumore. I valori di azione inferiori sono fissati a LEX,8h = 80 dB(A) (obbligo di informazione e formazione, DPI a disposizione); i valori di azione superiori a LEX,8h = 85 dB(A) (obbligo di programma di misure tecniche e organizzative, DPI obbligatori, sorveglianza sanitaria); il valore limite di esposizione a LEX,8h = 87 dB(A). Nei reparti di tessitura con telai a proiettile o a getto d'aria i livelli di pressione sonora misurati possono raggiungere indicativamente 90–100 dB(A), ampiamente al di sopra dei valori di azione superiori, rendendo obbligatori la valutazione del rischio acustico strumentale, il programma di riduzione tecnica del rumore, l'uso di otoprotettori con adeguato SNR e la sorveglianza audiometrica periodica.
Le PMI tessili hanno obblighi di sicurezza diversi dalle grandi aziende?
No: il D.Lgs. 81/08 non prevede deroghe agli obblighi sostanziali di sicurezza in ragione delle dimensioni aziendali. Tutte le imprese, indipendentemente dal numero di dipendenti, sono tenute a redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente ove previsto, effettuare la formazione e l'informazione dei lavoratori, fornire i dispositivi di protezione individuale adeguati. Le semplificazioni riguardano esclusivamente le modalità procedurali: le imprese con meno di 10 lavoratori possono autocertificare il DVR con moduli standardizzati (art. 29 comma 5), ma il contenuto sostanziale della valutazione rimane invariato. Nelle PMI tessili italiane, dove il ciclo produttivo spesso include fasi ad alto rischio (polveri, rumore, movimenti ripetitivi), la corretta gestione della sicurezza rimane un requisito non negoziabile.
I robot collaborativi (cobot) nei reparti tessili riducono il rischio di infortuni?
L'introduzione di robot collaborativi (cobot) nei processi tessili — ad esempio per la movimentazione delle balle di filato, il carico/scarico dei telai automatici e le operazioni di confezionamento — contribuisce indicativamente alla riduzione degli infortuni da movimentazione manuale dei carichi e dei disturbi muscolo-scheletrici da movimenti ripetitivi. Tuttavia, l'introduzione di cobot non elimina i rischi: crea nuovi rischi da interfaccia uomo-macchina (impatto, schiacciamento, movimenti imprevisti del braccio robotico) che devono essere valutati ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE e del D.Lgs. 81/08 (Titolo III, uso delle attrezzature di lavoro). La norma ISO/TS 15066:2016 definisce i requisiti di sicurezza specifici per i sistemi robotici collaborativi. La valutazione del rischio residuo dopo l'introduzione del cobot deve essere aggiornata nel DVR e deve includere una formazione specifica per gli operatori.

Fonti normative

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