Il settore telecomunicazioni in Italia occupa una forza lavoro molto diversificata: installatori di antenne e ripetitori, tecnici di rete (fibra ottica, rame, wireless), operatori di call center e customer service, manutentori di impianti. I profili di rischio sono altrettanto eterogenei. Gli installatori affrontano principalmente il rischio da lavori in quota e l'esposizione a campi elettromagnetici (CEM); i tecnici di rete si confrontano con rischi elettrici, da spazi confinati e da CEM; gli operatori di call center sono esposti a rischio ergonomico da VDT e a stress lavoro-correlato (SLC). Il D.Lgs. 81/08 disciplina tutti questi rischi con titoli specifici. Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e basati su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL.
Nota metodologica
I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
Il settore telecomunicazioni in Italia: profilo infortunistico INAIL
Il settore telecomunicazioni (codici ATECO J61 e attività correlate) copre un ampio spettro di attività: gestori di reti mobili e fisse, fornitori di servizi internet, imprese installatrici di impianti di trasmissione, aziende di manutenzione di infrastrutture di rete e operatori di contact center. La natura fortemente biforcata del settore — tra lavori fisici su infrastrutture e lavoro d'ufficio intensivo — si riflette in due distinti profili infortunistici che i dati INAIL evidenziano.
Sul versante dei lavori fisici (installazione e manutenzione di antenne, ripetitori, cavi aerei e interrati), il settore TLC condivide con l'edilizia il rischio prevalente di cadute dall'alto, con esiti spesso gravi o mortali. Sul versante del lavoro d'ufficio e di call center, i dati INAIL segnalano un'incidenza crescente di malattie professionali da sovraccarico biomeccanico (rachide cervicale, tendinopatie degli arti superiori) e di disturbi psicofisici correlati allo stress lavorativo (fonte INAIL Open Data, dato indicativo).
Infortuni gravi in quota
Rischio prevalente
Le cadute dall'alto durante installazione di antenne e ripetitori sono la prima causa di infortuni gravi nel comparto (dato indicativo INAIL)
Malattie professionali
Patologie muscoloscheletriche e SLC
Rachide cervicale, tendinopatie e disturbi da stress sono le malattie professionali prevalenti per gli operatori di call center (dato indicativo INAIL)
Rischio CEM
Valutazione obbligatoria
Il D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo IV impone la valutazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici per i tecnici che operano in prossimità di sorgenti RF
Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL Open Data.
Principali mansioni a rischio: installatori antenne, operatori call center, tecnici rete
Il settore TLC si caratterizza per una forte eterogeneità delle mansioni, ciascuna con un profilo di rischio specifico che il DVR deve analizzare separatamente per ogni figura professionale esposta.
Installatori di antenne e ripetitori
Gli installatori di sistemi di antenna (per reti mobili 4G/5G, reti broadcast, impianti di diffusione sonora) lavorano prevalentemente in quota — su tralicci, torri autoportanti, tetti, facciate di edifici — con esposizione sistematica al rischio di caduta dall'alto. Il profilo di rischio comprende inoltre: rischio elettrico da cavi in tensione e alimentatori, rischio da CEM in prossimità di antenne attive, rischio da movimentazione manuale di carichi (antenne, cavi, staffe metalliche) e rischio meteorologico (lavoro all'esterno in condizioni di vento, pioggia, gelo).
Tecnici di rete (fibra, rame, wireless)
I tecnici che operano sulla rete di distribuzione (fibra ottica, doppino telefonico, rete wireless urbana) si confrontano con un profilo di rischio che include: lavoro in scavo e in pozzetti (rischio da spazio confinato, atmosfere carenti di ossigeno o con gas tossici), rischio elettrico, rischio da traffico stradale nelle operazioni su sede stradale e rischio da CEM per chi lavora in prossimità di stazioni radio base. Il lavoro in camerette e pozzetti chiusi è regolato dal D.P.R. 177/2011 in materia di spazi confinati.
Operatori di call center e customer service
Gli operatori di call center e contact center lavorano prevalentemente in posizione seduta, con uso intensivo di videoterminali e cuffie, in turni che comprendono frequentemente orari serali, notturni e festivi. Il rischio prevalente è di tipo ergonomico (postura scorretta, uso intensivo di tastiera e mouse, affaticamento visivo da VDT) e psicosociale (carico emotivo, lavoro ripetitivo, pressione sui tempi, relazione con l'utenza conflittuale). Il D.Lgs. 81/08 Titolo VII disciplina i rischi da VDT, mentre lo stress lavoro-correlato è oggetto di valutazione obbligatoria ai sensi dell'art. 28, comma 1.
| Mansione | Rischi prevalenti | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Installatore antenne/ripetitori | Caduta dall'alto, CEM, rischio elettrico, MMC | D.Lgs. 81/08 Titolo IV, Titolo VIII Capo IV; Accordo SR PLE 2012 |
| Tecnico rete fibra/rame | Spazi confinati, rischio elettrico, scavi, traffico stradale | D.Lgs. 81/08 artt. 118–120; D.P.R. 177/2011; CEI 11-27 |
| Tecnico stazioni radio base | CEM radiofrequenze, lavori in quota, rischio elettrico | D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo IV; Direttiva 2013/35/UE |
| Operatore call center | Rischio VDT, stress lavoro-correlato, postura seduta, rumore da cuffia | D.Lgs. 81/08 Titolo VII (VDT), art. 28 (SLC), Titolo VIII Capo II (rumore) |
| Manutentore impianti TLC | Rischio elettrico, CEM, caduta, spazi confinati | D.Lgs. 81/08 artt. 80–87; D.P.R. 177/2011; CEI 11-27 |
Tabella indicativa. Elaborazione su normativa vigente e dati INAIL.
Rischio da lavori in quota: installazione antenne e ripetitori
I lavori in quota rappresentano il rischio professionale con maggiore potenziale di gravità nel settore TLC. L'installazione e la manutenzione di antenne su tralicci, torri, tetti e strutture elevate espone gli operatori al rischio di caduta dall'alto, che il D.Lgs. 81/08 disciplina con disposizioni articolate nel Titolo IV e negli artt. 105–115.
Obblighi normativi per i lavori in quota nel settore TLC
- Valutazione del rischio specifica per i lavori in quota (art. 28 D.Lgs. 81/08): il DVR deve analizzare ogni tipologia di lavoro in quota svolta dall'impresa, con indicazione delle misure collettive e individuali adottate e delle procedure operative sicure (POS).
- Misure collettive prioritarie (art. 111 D.Lgs. 81/08): prima di ricorrere ai DPI anticaduta, il datore deve valutare la possibilità di adottare misure collettive (ponteggi, piattaforme di lavoro, parapetti). Solo quando le misure collettive non sono tecnicamente applicabili o comportano rischi aggiuntivi, si può ricorrere ai DPI di III categoria.
- DPI anticaduta di III categoria (art. 115 D.Lgs. 81/08): imbracatura di sicurezza conforme alla norma EN 361, cordino con dissipatore di energia conforme EN 355 o sistema retrattile conforme EN 360, punto di ancoraggio certificato ex EN 795. Il DPI anticaduta deve essere verificato prima di ogni utilizzo e sostituito dopo un evento di caduta.
- Piattaforme di lavoro elevabili (PLE):quando si utilizzano PLE per raggiungere le quote di installazione, gli operatori devono essere in possesso dell'abilitazione specifica ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 (categoria A per PLE con stabilizzatori, categoria B per PLE senza stabilizzatori). Il corso comprende modulo teorico e modulo pratico con verifica finale.
- Formazione specifica per i lavori in quota:oltre all'abilitazione PLE, gli operatori devono ricevere formazione specifica sull'uso dei DPI anticaduta, sulle tecniche di progressione su strutture verticali e sulle procedure di emergenza (soccorso di un operatore sospeso in seguito a caduta trattenuta).
Attenzione
La caduta dall'alto è la prima causa di infortuni mortali nel comparto edilizio e nelle attività di installazione e manutenzione di impianti. L'uso del solo casco da lavoro senza sistema anticaduta completo durante i lavori su strutture elevate costituisce una grave inadempienza che espone il datore di lavoro a sanzioni penali ai sensi degli artt. 87 e 159 del D.Lgs. 81/08. Gli organi ispettivi (PSAL ASL, INL) prestano particolare attenzione a questa tipologia di rischio nelle ispezioni nel settore TLC.
Rischio da campi elettromagnetici (CEM) per operatori di reti mobili
Il D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo IV (artt. 207–212), in recepimento della Direttiva 2013/35/UE, disciplina la protezione dei lavoratori dai rischi connessi all'esposizione ai campi elettromagnetici. Nel settore TLC, le principali sorgenti di CEM rilevanti per la tutela dei lavoratori sono le antenne ricetrasmittenti per reti mobili (4G, 5G), i sistemi radar, le stazioni radio base e gli apparati di trasmissione a radiofrequenza.
Il quadro normativo: Titolo VIII Capo IV D.Lgs. 81/08
Il Capo IV del Titolo VIII disciplina i CEM nell'intervallo di frequenza da 0 Hz a 300 GHz, coprendo sia i campi statici e a bassa frequenza (ELF) che le radiofrequenze e le microonde tipiche delle telecomunicazioni. La norma impone:
- Valutazione dell'esposizione (art. 209):il datore deve valutare i livelli di CEM a cui sono esposti i lavoratori durante le attività lavorative, con confronto rispetto ai Valori Limite di Esposizione (VLE) e ai Livelli di Azione (LA) definiti nell'Allegato XXXVI. La valutazione può essere condotta tramite calcolo (dati del costruttore, modelli matematici) o tramite misurazione strumentale secondo le norme EN 50413 e CEI EN 62232.
- Misure di prevenzione e protezione (art. 210): se i Livelli di Azione vengono superati, il datore deve adottare misure tecniche (schermature, distanze di sicurezza, riduzione della potenza di trasmissione durante i lavori) e organizzative (delimitazione delle zone ad accesso limitato, permesso di lavoro prima di ogni intervento in prossimità di sorgenti attive, procedure di lock-out per lo spegnimento controllato degli impianti).
- Sorveglianza sanitaria (art. 211):la sorveglianza sanitaria è obbligatoria quando i Valori Limite di Esposizione vengono superati o quando il medico competente lo ritiene necessario. Particolare attenzione deve essere prestata ai lavoratori con dispositivi medicali impiantabili (pacemaker, defibrillatori cardioverter impiantabili — ICD) per i quali l'esposizione a CEM può rappresentare un rischio anche a livelli inferiori ai VLE.
- Informazione e formazione (art. 212):i lavoratori esposti a CEM devono ricevere formazione specifica sui rischi connessi all'esposizione, sui VLE e LA applicabili, sulle misure di prevenzione adottate e sulle procedure da seguire in caso di situazioni anomale.
Valutazione CEM obbligatoria
Tutte le aziende TLC con lavoratori esposti a sorgenti RF devono condurre la valutazione ex art. 209 D.Lgs. 81/08 e documentarla nel DVR
Zone controllate di accesso limitato
Se i Livelli di Azione vengono superati, la zona deve essere delimitata con segnaletica e il permesso di accesso deve essere regolamentato
Lavoratori con dispositivi medicali
I portatori di pacemaker o ICD non possono essere esposti a CEM senza preventiva valutazione specifica del medico competente
Procedure di spegnimento (lock-out CEM)
Prima di ogni intervento su o in prossimità di antenne attive, le procedure devono prevedere la riduzione o l'interruzione della trasmissione
Rischio ergonomia e SLC nei call center e customer service
I lavoratori dei call center e del customer service telefonico rappresentano una quota rilevante dell'occupazione nel settore TLC. Il loro profilo di rischio è dominato da fattori ergonomici e psicosociali che, pur non generando infortuni gravi nell'immediato, producono patologie professionali croniche con ricadute significative sulla salute e sull'assenteismo.
Rischio da uso di videoterminali (VDT)
Il D.Lgs. 81/08 Titolo VII (artt. 173–179) disciplina la tutela dei lavoratori che utilizzano videoterminali in modo sistematico per almeno 20 ore settimanali nette delle pause. Gli obblighi del datore includono: valutazione dei rischi connessi all'uso dei VDT (affaticamento visivo, postura scorretta, carico mentale), adeguamento ergonomico delle postazioni (schermo a distanza ottimale, tastiera separabile, piano di lavoro a giusta altezza, illuminazione adeguata), organizzazione di pause di 15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo al VDT, sorveglianza sanitaria con visita oculistica periodica per tutti i lavoratori classificati come operatori VDT.
Stress lavoro-correlato (SLC)
Lo stress lavoro-correlato è un rischio specifico obbligatoriamente valutabile nel DVR ai sensi dell'art. 28, comma 1, del D.Lgs. 81/08. Nei call center i fattori di rischio organizzativi sono particolarmente rilevanti: lavoro ripetitivo con script fisso e margini ridotti di autonomia, monitoraggio continuo delle prestazioni (tempi medi di gestione della chiamata, tasso di risoluzione al primo contatto), contatto emotivamente impegnativo con l'utenza, turni irregolari e frammentazione dell'orario di lavoro (part-time orizzontali, misti e verticali). La metodologia INAIL per la valutazione del rischio SLC prevede una valutazione per indicatori oggettivi (dati aziendali su assenteismo, turnover, infortuni) seguita, se necessario, da una valutazione approfondita con strumenti soggettivi validati.
Rischio da rumore da cuffia
L'uso prolungato di cuffie telefoniche nei call center può comportare l'esposizione a livelli sonori elevati, specialmente in caso di chiamate con volume elevato o segnali acustici imprevisti. Il D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II (artt. 187–198) obbliga alla valutazione dell'esposizione al rumore professionale. Per gli operatori di call center che utilizzano cuffie, la valutazione deve considerare i livelli di pressione sonora tipicamente erogati dall'apparato telefonico. Le cuffie conformi allo standard EN 50332-2 integrano meccanismi di limitazione del volume massimo.
Attenzione
La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato nei call center non può limitarsi a una mera dichiarazione di assenza di rischio. La Circolare ministeriale del 18 novembre 2010 e le linee guida INAIL richiedono un processo strutturato con indicatori oggettivi verificabili. Gli organi ispettivi verificano la completezza e l'adeguatezza della valutazione SLC nel DVR, in particolare per i settori — come i call center — in cui il rischio psicosociale è strutturalmente elevato.
Formazione obbligatoria specifica nel settore TLC
La formazione obbligatoria nel settore telecomunicazioni si stratifica su più livelli: la formazione generale e specifica prevista dall'Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011, le abilitazioni specifiche per attività ad alto rischio e la formazione richiesta da norme tecniche di settore.
Formazione generale e specifica D.Lgs. 81/08
Tutti i lavoratori del settore TLC, indipendentemente dalla mansione, devono ricevere la formazione obbligatoria prevista dall'Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011: formazione generale (4h per aziende fino a 50 dipendenti, 4h per aziende con oltre 50 dipendenti) e formazione specifica per rischio medio (8h) o alto (12h). Il settore telecomunicazioni, a causa della presenza di lavori in quota e di rischio CEM, ricade tipicamente nella categoria di rischio medio-alto.
Abilitazioni specifiche per lavoratori del settore TLC
- Abilitazione PLE (Piattaforme di Lavoro Elevabili): obbligatoria per tutti gli operatori che utilizzano piattaforme aeree per lavori su antenne e strutture in quota. Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012: corso teorico (3h) + pratico (4h per PLE cat. A, 4h per cat. B). Rinnovo ogni 5 anni con aggiornamento di 4h.
- Corso lavori in quota e DPI anticaduta:formazione specifica sull'uso dei sistemi di arresto caduta, conforme alle linee guida UNI 8088 e alle istruzioni del costruttore del DPI. Il datore deve documentare l'avvenuta formazione e l'addestramento pratico.
- Formazione per lavori in spazio confinato (D.P.R. 177/2011): obbligatoria per i tecnici che operano in pozzetti e camerette di distribuzione. Comprende: riconoscimento delle atmosfere pericolose, uso dei rilevatori di gas, procedure di emergenza e soccorso in spazio confinato.
- Formazione rischio CEM (art. 212 D.Lgs. 81/08): obbligatoria per tutti i lavoratori esposti a sorgenti di campi elettromagnetici significative. Contenuti minimi: natura del rischio CEM, VLE e LA applicabili, procedure di lavoro sicuro in prossimità di sorgenti RF, uso dei dispositivi di misurazione e dei DPI specifici.
- Formazione rischio elettrico (CEI 11-27):per i tecnici che eseguono interventi su impianti elettrici o in prossimità di parti in tensione, la norma CEI 11-27 classifica le figure in PES (persona esperta) e PAV (persona avvertita), con percorsi formativi differenziati e documentazione dell'abilitazione a cura del datore di lavoro.
| Formazione / Abilitazione | Durata | Periodicita | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Formazione generale sicurezza | 4h | Una volta (aggiornamento in caso di cambio mansione) | Accordo SR 21/12/2011 |
| Formazione specifica rischio alto | 12h | Aggiornamento ogni 5 anni (6h) | Accordo SR 21/12/2011 |
| Abilitazione PLE categoria A | Teoria 3h + pratica 4h | Rinnovo ogni 5 anni (4h) | Accordo SR 22/02/2012 |
| DPI anticaduta e lavori in quota | Variabile (min. 4h pratica) | Aggiornamento periodico | D.Lgs. 81/08 art. 77; UNI 8088 |
| Spazio confinato | Variabile (es. 8–16h) | Aggiornamento periodico | D.P.R. 177/2011 |
| Rischio CEM | Variabile (es. 4h) | Al variare delle condizioni di esposizione | D.Lgs. 81/08 art. 212 |
| Rischio elettrico PES/PAV | Variabile per livello | Periodicita definita dal datore | CEI 11-27; D.Lgs. 81/08 artt. 82–86 |
Durate e periodicita indicative. Verificare sempre la normativa aggiornata e il profilo di rischio specifico dell'azienda.
Adempimenti DVR per aziende TLC: checklist orientativa
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) di un'azienda del settore telecomunicazioni deve coprire i rischi specifici del comparto in modo esplicito e documentato. La seguente checklist orientativa elenca i principali elementi che gli organi ispettivi (PSAL ASL, INL) verificano comunemente nelle ispezioni nel settore TLC. Non costituisce un elenco esaustivo e non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato.
Valutazione rischio caduta dall'alto
Analisi di tutte le attività in quota, misure collettive adottate, DPI anticaduta selezionati e documentati, procedure operative per i lavori in quota
Valutazione rischio CEM
Censimento sorgenti CEM, valutazione o misurazione ex art. 209, confronto con VLE e LA (All. XXXVI), misure di prevenzione se LA superati, sorveglianza sanitaria se VLE superati
Valutazione rischio elettrico
Classificazione dei lavori (fuori tensione, in prossimita, sotto tensione), abilitazione PES/PAV dei lavoratori, procedure CEI 11-27 disponibili e applicate
Valutazione spazi confinati
Censimento di pozzetti e camerette, valutazione rischio atmosfera, permesso di lavoro ex D.P.R. 177/2011, dotazione rilevatori gas e attrezzatura di emergenza
Valutazione rischio VDT e SLC (call center)
Analisi postazioni VDT, ergonomia delle workstation, valutazione SLC con metodologia INAIL, misure organizzative (pause, rotazione, autonomia operativa)
Formazione documentata
Registro delle formazioni con date, durate e firme dei partecipanti; copia dei patentini PLE; attestati abilitazione PES/PAV; certificati formazione spazio confinato
Sorveglianza sanitaria
Protocollo sanitario del medico competente aggiornato; registri di idoneita per ogni lavoratore esposto a rischi specifici (CEM, VDT, lavori in quota)
DUVRI per appalti
DUVRI redatto per tutti i contratti di appalto con attivita interferenti; aggiornato ad ogni variazione significativa del contratto o delle condizioni operative
Checklist orientativa non esaustiva. Elaborazione su D.Lgs. 81/08 e normativa tecnica di settore.
FAQ — Telecomunicazioni e sicurezza sul lavoroFAQ
Quali sono i principali rischi per gli installatori di antenne 5G?
Il lavoro in call center richiede sorveglianza sanitaria?
Come valutare il rischio CEM per i lavoratori del settore TLC?
Quali obblighi specifici per le imprese di manutenzione reti?
Approfondisci
- Sicurezza nel settore IT e tech
Profilo di rischio, DVR e formazione obbligatoria per le aziende del settore informatico e tecnologico.
- FAQ: Radiofrequenze e campi elettromagnetici
Domande frequenti sulla valutazione del rischio CEM e sull'applicazione del Titolo VIII Capo IV D.Lgs. 81/08.
- Guida sicurezza imprese tech 2026
Guida completa agli adempimenti DVR, RSPP e formazione per le imprese del settore tecnologico.
- Osservatorio sicurezza
Panoramica completa dei dati infortunistici italiani per settore e anno.
Fonti normative
- INAIL Open Data — open.inail.it
- INAIL Rapporto Annuale (edizioni 2020–2024)
- INAIL Banca Dati Statistica — infortuni per settore ATECO, tipo lesione e agente materiale
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (Titolo VIII Capo IV: CEM; Titolo IV: lavori in quota; Titolo VII: VDT)
- Direttiva 2013/35/UE — Esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici
- Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — Abilitazione operatori PLE e carrelli elevatori (G.U. n. 60/2012)
- D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Regolamento sulla qualificazione per i lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati
- Norma CEI 11-27 — Lavori su impianti elettrici: classificazione PES/PAV e procedure di sicurezza
- Norma EN 50413 — Procedure di base per la misura e il calcolo dell'esposizione umana ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (0 Hz – 300 GHz)
- CEI EN 62232 — Determinazione dei livelli di potenza delle radiofrequenze in prossimita di stazioni base per telecomunicazioni wireless
- INAIL — Metodologia per la valutazione dello stress lavoro-correlato (modello INAIL 2017)
- EU-OSHA — Campi elettromagnetici e sicurezza sul lavoro
- ICNIRP 2020 — Linee guida per la limitazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici (100 kHz – 300 GHz)
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Ti aiutiamo a verificare che DVR, valutazione del rischio CEM, formazione per lavori in quota e adempimenti per operatori call center siano conformi al D.Lgs. 81/08, prima di un'ispezione PSAL o di un evento avverso.