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Osservatorio · Gomma e Plastica

Sicurezza nell'Industria della Gomma e delle Materie Plastiche

Il comparto ATECO C22 registra infortuni gravi da schiacciamento su presse, esposizioni chimiche a fumi di vulcanizzazione, solventi (MEK, IPA) e plastificanti. Analisi INAIL indicativa dei processi piu critici, malattie professionali emergenti e misure di prevenzione.

~11.000imprese attive nel settore gomma e plastica in Italia (stima ISTAT)Schiacciamentoprima causa di infortuni gravi nelle lavorazioni su pressaFumi vulcan.IPA e N-nitrosammine — rischio cancerogeno cat. 2A/2B IARCAsma da latticemalattia professionale tabellata INAIL per i lavoratori del settore
Risposta rapida

L'industria italiana della gomma e delle materie plastiche (ATECO C22) comprende circa 11.000 imprese e oltre 180.000 addetti, con una concentrazione significativa nel Nord Italia (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna). I processi produttivi — stampaggio a iniezione, vulcanizzazione, estrusione, soffiaggio e compounding — espongono i lavoratori a rischi simultanei di natura meccanica (schiacciamento da pressa, contatto con superfici calde), chimica (fumi di vulcanizzazione, solventi MEK e IPA, plastificanti, acceleratori della vulcanizzazione) e fisica (rumore, calore radiante). Le malattie professionali piu frequentemente denunciate all'INAIL riguardano l'apparato respiratorio (asma professionale, broncopneumopatie da fumi), la cute (dermopatie da contatto allergica e irritativa) e l'udito (ipoacusia da rumore). Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente: DVR specifico per processo, sorveglianza sanitaria attiva, monitoraggio ambientale periodico e corretta gestione dei DPI sono obblighi non derogabili per tutte le aziende del comparto.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL e dalla banca dati INAIL Open Data (codici ATECO C22.1 e C22.2). Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Il settore gomma e plastica in Italia: dimensioni e caratteristiche

Il comparto della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (ATECO C22) e uno dei pilastri della manifattura italiana. Secondo le stime ISTAT e Federazione Gomma Plastica, il settore conta circa 11.000 unita produttive con oltre 180.000 addetti diretti. Le imprese sono concentrate principalmente nel triangolo industriale Nord Italia e si suddividono in due grandi sotto-comparti: la lavorazione della gomma (C22.1), che comprende la produzione di pneumatici, articoli tecnici in gomma e rigenerazione del lattice, e la lavorazione delle materie plastiche (C22.2), che include lo stampaggio a iniezione, l'estrusione di profilati e tubi, il soffiaggio di contenitori e la termoformatura.

La caratteristica principale del comparto dal punto di vista della salute e sicurezza e la contemporanea presenza di rischi di natura differente: meccanici (presse, cilindri di estrusione, stampi ad alta temperatura), chimici (solventi, acceleratori, plastificanti, agenti di reticolazione), fisici (rumore da macchinari, calore radiante da forni e superfici di vulcanizzazione) ed ergonomici (movimentazione di stampi pesanti, posture forzate nelle operazioni di rifinitura manuale). La compresenza di questi rischi rende la valutazione dei rischi un documento complesso, che richiede competenze specifiche per singolo processo produttivo.

Processo produttivoRischio prevalenteIndice di rischio
Stampaggio a iniezione (plastica)Schiacciamento stampo, scottature, fumi termiciElevato (ind. INAIL)
Vulcanizzazione gommaFumi IPA/N-nitrosammine, calore, schiacciamentoMolto elevato
Estrusione profilati e tubiRumore, calore, fumi degradazione polimeroElevato
Compounding e miscelazioneAgenti chimici (MEK, IPA, plastificanti, acceleratori)Elevato
Rifinitura e assemblaggioSolventi, movimenti ripetitivi, posture incongrueMedio-elevato

Valori indicativi basati su ordini di grandezza INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati.

Dati INAIL 2024: infortuni per processo produttivo

Secondo i dati INAIL (Rapporto Annuale 2025 e banca dati Open Data, codici ATECO C22.1 e C22.2), il settore gomma e plastica presenta aree critiche ben definite per tipologia di lavorazione. I seguenti processi evidenziano le concentrazioni piu significative di eventi infortunistici:

ProcessoCausa prevalente infortuniMalattia professionale associataPriorita di intervento
Stampaggio iniezioneSchiacciamento stampoTraumi osteoarticolari arti sup.Interblocchi EN 201, barriere fotoel.
VulcanizzazioneEsposizione fumi IPA/nitrosammineAsma professionale, neoplasieAspirazione localizzata, DPI FFP3+A
EstrusioneRumore > 85 dB(A)Ipoacusia da rumoreInsonorizzazione, protezioni auricolari
CompoundingContatto MEK/IPA/acceleratoriDermatite allergica da contattoGuanti nitrile, sostituzione agenti
Movimentazione stampiMMC senza ausiliLombosciatalgia, ernia discaleCarroponti, valutazione NIOSH/MAPO

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL Rapporto Annuale e banca dati Open Data (ATECO C22).

Malattie professionali nell'industria della gomma e plastica

Le malattie professionali nel comparto presentano un profilo specifico, strettamente correlato ai processi di lavorazione. Secondo i dati INAIL, le patologie piu frequentemente denunciate nel settore gomma e plastica sono:

Asma da lattice naturale

L'asma bronchiale professionale da allergeni del lattice naturale (Hevea brasiliensis) colpisce i lavoratori esposti a polveri di guanti in lattice o ad aerosol di lattice nei processi di lavorazione della gomma naturale. E inclusa nella lista INAIL delle malattie professionali tabellate. La sensibilizzazione e progressiva: una volta avvenuta, anche esposizioni minime possono scatenare reazioni gravi (broncospasmo, anafilassi). La prevenzione primaria si basa sulla sostituzione del lattice naturale con gomme sintetiche.

Dermopatie da contatto

Le dermatiti da contatto irritativa e allergica interessano una quota significativa degli addetti alle lavorazioni di compounding e vulcanizzazione. Gli acceleratori della vulcanizzazione (tiurami, mercaptobenzotiazolo, tiazoli) sono tra i sensibilizzanti cutanei piu frequentemente coinvolti. I plastificanti ftalici e adipici e i solventi MEK e IPA contribuiscono alla dermatite irritativa da contatto per deidratazione e irritazione diretta dell'epidermide.

Ipoacusia da rumore

Gli estrusori, le presse a iniezione e i mulini miscelatori generano livelli di rumore tipicamente compresi tra 85 e 98 dB(A). L'esposizione cronica senza adeguata protezione auricolare determina perdita uditiva neurosensoriale progressiva e irreversibile. Il D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo II, impone la sorveglianza sanitaria con audiometria per tutti i lavoratori esposti oltre 80 dB(A) di LEX e la fornitura di DPI auricolari con SNR adeguato all'esposizione.

Patologie respiratorie da fumi di vulcanizzazione

L'esposizione prolungata ai fumi di vulcanizzazione e associata a broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO) e, per le componenti cancerogene (IPA, N-nitrosammine), a un aumento del rischio di neoplasie della vescica e del polmone documentato in alcuni studi epidemiologici su coorti di lavoratori della gomma. La sorveglianza sanitaria periodica deve includere spirometria basale e di controllo, e per i lavoratori piu esposti la citologia urinaria come esame aggiuntivo.

Patologie da sovraccarico biomeccanico

Le operazioni manuali di inserimento e rimozione dei pezzi stampati, la rifinitura (sbavatura) degli articoli in gomma e le attivita di assemblaggio con movimenti ripetitivi degli arti superiori determinano un rischio significativo di sindrome del tunnel carpale, tendiniti della cuffia dei rotatori e epicondiliti laterali. La valutazione con metodo OCRA o con il metodo di Colombini e Occhipinti e prevista dalla prassi INAIL e dalle linee guida europee per i lavoratori con cicli ripetitivi inferiori a 30 secondi o con frequenze di azione elevate.

Cause principali degli infortuni nel comparto gomma e plastica

L'analisi delle cause degli infortuni nel settore evidenzia una serie di fattori ricorrenti, spesso presenti in combinazione:

Iniziative INAIL per il settore gomma e plastica

L'INAIL ha sviluppato strumenti e programmi applicabili alle imprese del comparto gomma e plastica, sia per il finanziamento degli interventi di sicurezza sia per il supporto tecnico alla valutazione dei rischi specifici:

OT23 — Riduzione Premio

Le imprese del comparto gomma e plastica possono richiedere la riduzione del tasso INAIL tramite il modello OT23 documentando interventi migliorativi adottati nell'anno precedente. Interventi particolarmente premiati per questo settore includono: l'installazione di sistemi LEV sui forni di vulcanizzazione, la sostituzione di presse sprovviste di interblocchi conformi agli standard EN, l'adozione di sistemi di sorveglianza sanitaria attiva e il monitoraggio ambientale documentato degli agenti chimici. Il punteggio minimo per accedere alla riduzione e 100 punti.

Domanda entro il 28 febbraio di ogni anno sul portale INAIL.

ISI INAIL — Incentivi alle Imprese

Il contributo ISI INAIL (fino al 65% delle spese ammissibili) e accessibile anche alle imprese del settore gomma e plastica per: sostituzione di presse obsolete prive di dispositivi di sicurezza conformi agli standard EN, installazione di impianti LEV certificati, acquisto di DPI di terza categoria (maschere con protezione respiratoria certificata EN 143/EN 140), e interventi di bonifica da agenti chimici cancerogeni (fumi di vulcanizzazione). Le domande si presentano annualmente sul portale INAIL.

Linee guida INAIL — Chimica e Gomma

L'INAIL ha pubblicato linee guida tecniche specifiche per la valutazione del rischio chimico nelle lavorazioni della gomma, con focus sui fumi di vulcanizzazione e sugli acceleratori della vulcanizzazione come sensibilizzanti cutanei. Le guide sono disponibili gratuitamente sul portale INAIL e forniscono indicazioni operative per il monitoraggio ambientale, la scelta dei DPI e la sorveglianza sanitaria. Federazione Gomma Plastica collabora con INAIL per la diffusione di strumenti di autovalutazione del rischio specifici per le PMI del comparto.

Come accedere ai contributi INAIL nel settore gomma e plastica

Sia l'OT23 che il contributo ISI richiedono documentazione tecnica aggiornata: DVR specifico per processo, monitoraggio ambientale degli agenti chimici (MEK, IPA, fumi di vulcanizzazione), sorveglianza sanitaria attiva e, per l'ISI, un progetto tecnico di miglioramento. Supportiamo le imprese del comparto nella verifica dell'ammissibilita e nella predisposizione della documentazione necessaria.

Come migliorare la sicurezza nelle lavorazioni di gomma e plastica

Le leve di miglioramento disponibili per le imprese del settore seguono una sequenza logica che parte dalla valutazione specifica per processo e arriva alla verifica strumentale dei risultati:

Approfondisci

Domande frequenti sulla sicurezza nell'industria gomma e plasticaFAQ

I fumi di vulcanizzazione sono classificati come cancerogeni?
I fumi emessi durante la vulcanizzazione della gomma contengono una miscela complessa di composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e N-nitrosammine. Alcuni di questi sottoprodotti sono classificati come probabili o possibili cancerogeni per l'uomo (categoria 2A e 2B IARC). Il D.Lgs. 81/08, Titolo IX, Capo II (agenti cancerogeni e mutageni) si applica ogni volta che la valutazione del rischio individua esposizioni a fumi di vulcanizzazione al di sopra dei valori di azione: in tal caso sono obbligatori aspirazione localizzata alla fonte, DPI respiratori (semimaschere con filtri combinati P3+A), sorveglianza sanitaria periodica con spirometria, registro degli esposti e notifica all'INAIL. Il datore di lavoro deve documentare la misura strumentale delle concentrazioni ambientali almeno con cadenza triennale o a ogni modifica del processo.
Quali protezioni sono obbligatorie sulle presse per stampaggio a iniezione?
Le presse per stampaggio a iniezione (sia a iniezione che per compressione) rientrano tra le attrezzature a rischio elevato di schiacciamento. La Direttiva Macchine 2006/42/CE (recepita dal D.Lgs. 17/2010) e i relativi standard armonizzati EN 201 (presse a iniezione per plastica) e EN 289 (presse per gomma) prescrivono: ripari fissi o mobili con interblocco elettrico sulle zone di chiusura stampo, dispositivi di protezione elettrosensibili (barriere fotoelettriche di categoria 4 secondo EN ISO 13849) sulle aree di carico/scarico, blocchi meccanici o idraulici anti-caduta stampo, sistemi di rilevamento apertura stampo. Il D.Lgs. 81/08, art. 70, vieta l'uso di presse prive dei dispositivi di sicurezza previsti dal costruttore o successive modifiche che riducano il livello di protezione originario. La verifica periodica dell'efficienza degli interblocchi va documentata nel registro delle manutenzioni.
L'asma da lattice naturale è riconosciuta come malattia professionale dall'INAIL?
Si. L'asma bronchiale professionale da allergeni del lattice naturale (Hevea brasiliensis) e inclusa nella lista INAIL delle malattie professionali tabellate (D.P.R. 482/2002, aggiornato con D.M. 2008) per i lavoratori dei comparti della lavorazione del lattice e della gomma naturale. Il riconoscimento comporta l'obbligo del datore di lavoro di notificare la malattia all'INAIL e attivare la sorveglianza sanitaria con test allergologici specifici (prick test con estratto di lattice, RAST). Per i lavoratori gia sensibilizzati, l'esposizione a qualsiasi livello puo scatenare reazioni gravi: il medico competente deve valutare l'idoneita alla mansione e, se necessario, disporre la ricollocazione. Il D.Lgs. 81/08 prevede altresi la sostituzione del lattice naturale con materiali alternativi (nitrile, vinile) come misura preventiva prioritaria, ove tecnicamente fattibile.
Il MEK e gli altri solventi nelle lavorazioni plastiche richiedono sorveglianza sanitaria specifica?
Si. Il metil etil chetone (MEK, butanone) e l'isopropanolo (IPA) rientrano tra gli agenti chimici pericolosi ai sensi del D.Lgs. 81/08, Titolo IX, Capo I. La valutazione del rischio chimico deve considerare le concentrazioni ambientali (confrontate con i valori limite di esposizione professionale: MEK 600 mg/m³ - 200 ppm su 8h; IPA 500 mg/m³ - 200 ppm su 8h secondo D.M. 26/02/2004 aggiornato) e i percorsi di esposizione cutanea. Se l'esposizione supera i valori di azione, il datore di lavoro deve nominare il medico competente e attivare la sorveglianza sanitaria con visita preventiva e periodica (incluso monitoraggio biologico urinario con la misurazione dei metaboliti: 2-butanolo per MEK, acetone e glucuronato per IPA). Le aree di lavoro con solventi richiedono aspirazione forzata, classificazione ATEX se le concentrazioni superano il 25% del LEL, e DPI chimici (guanti in nitrile spesso almeno 0,2 mm, occhiali a tenuta).
Come si valuta il rischio da calore negli impianti di vulcanizzazione ed estrusione?
Il rischio da stress termico nelle lavorazioni ad alta temperatura (vulcanizzazione a 140-200 °C, estrusione a 180-280 °C) va valutato con gli indici specifici indicati dalla norma tecnica ISO 7933 (WBGT - Wet Bulb Globe Temperature) per il calore radiante e convettivo. Il D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo IV (microclima) richiede che la valutazione microclima sia parte integrante del DVR e che vengano adottate misure tecniche di contenimento (schermatura delle superfici calde, sistemi di ventilazione e raffreddamento locale, pause obbligatorie in ambienti freschi) e organizzative (rotazione delle mansioni, aumento della frequenza delle pause nelle ore piu calde, limitazione del lavoro in prossimita delle fonti di calore). La sorveglianza sanitaria include esami specifici per i lavoratori esposti a calore: ECG, pressione arteriosa, valutazione della funzionalita renale.

Fonti normative

  • INAIL — Rapporto Annuale 2025
  • INAIL Open Data — open.inail.it (ATECO C22.1 e C22.2)
  • INAIL — Banca Dati Statistica, infortuni e malattie professionali per codice ATECO
  • INAIL — Linee guida per la valutazione del rischio chimico nella lavorazione della gomma
  • INAIL — Istruzioni OT23 (aggiornamento annuale)
  • INAIL — Bando ISI: istruzioni operative e FAQ
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro)
  • D.Lgs. 17/2010 — Direttiva Macchine 2006/42/CE (recepimento)
  • UNI EN 201 — Macchine per materie plastiche e gomma — Presse a iniezione — Requisiti di sicurezza
  • UNI EN 289 — Macchine per materie plastiche e gomma — Presse per gomma — Requisiti di sicurezza
  • IARC Monographs — Rubber Manufacturing Industry (Vol. 100F)
  • D.M. 26/02/2004 — Valori limite di esposizione professionale per agenti chimici (aggiornato)
  • Federazione Gomma Plastica — Dati di settore e linee guida sicurezza

Vuoi verificare la conformita della tua azienda del settore gomma o plastica?

Supportiamo le imprese del comparto nella redazione del DVR specifico per processo, nel monitoraggio ambientale degli agenti chimici e nell'accesso ai contributi INAIL ISI e OT23.