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Osservatorio Sicurezza Italia

Rifiuti e Economia Circolare: Sicurezza sul Lavoro — Trend 2026

Analisi INAIL degli infortuni nel settore gestione rifiuti (ATECO 38) e nelle nuove attività dell'economia circolare: raccolta urbana, impianti di trattamento, RAEE, biogasificazione, reverse logistics. Rischi biologici, chimici, stradali e normativa D.Lgs. 152/2006 + D.Lgs. 81/08.

~3xTasso infortuni operatori raccolta rifiuti rispetto alla media nazionale (INAIL 2024, indicativo)10-15Infortuni mortali medi annui nel settore ATECO 38 — triennio 2022-2024 (INAIL)700.000+Addetti al settore gestione rifiuti e igiene ambientale in Italia (Utilitalia 2024)+12%Crescita impianti di recupero rifiuti in Italia nel periodo 2020-2024 (ISPRA)
Risposta rapida

Il settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti (ATECO 38) presenta uno dei tassi di infortuni per addetto più elevati in Italia, con valori indicativi circa tre volte superiori alla media nazionale secondo i dati INAIL 2024. La crescita dell'economia circolare — reverse logistics, refurbishing, RAEE, biogasificazione, compostaggio avanzato — sta ampliando il profilo di rischio del settore, introducendo nuove esposizioni chimiche, biologiche e meccaniche. Il quadro normativo si articola tra il D.Lgs. 81/08 (sicurezza sul lavoro), il D.Lgs. 152/2006 (Codice Ambientale), la normativa ADR per il trasporto di rifiuti pericolosi e il Regolamento UE sulle spedizioni. Tutti i valori numerici citati in questa pagina sono indicativi e basati su elaborazioni di dati INAIL, ISPRA e Utilitalia.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti da fonti INAIL, ISPRA e Utilitalia. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data e il Rapporto Rifiuti ISPRA.

Raccolta e trasporto rifiuti urbani: infortuni INAIL e rischi specifici

Secondo il Rapporto INAIL 2024, gli addetti alla raccolta dei rifiuti urbani (ATECO 38.11 — raccolta rifiuti non pericolosi) registrano un indice di infortuni per 1.000 addetti tra i più elevati di tutta l'economia italiana. Le principali cause di infortunio grave e mortale sono:

Il trasporto di rifiuti pericolosi (ATECO 38.12) introduce rischi aggiuntivi legati alla movimentazione di contenitori con sostanze chimiche, biologiche o radioattive, con obbligo di rispetto della normativa ADR per i quantitativi superiori alle soglie di esenzione.

RischioFrequenza relativa (indicativa)DPI / Misura di controllo
Investimento stradale~30-40% infortuni mortaliEN ISO 20471 cl. 3, segnalatori luminosi, V2X
Schiacciamento compattatore~15% infortuni graviFotocellule, arresto emergenza, manutenzione periodica
Cadute dal predellino~20% infortuni lievi-mediCalzature EN ISO 20345, corrimano, procedura di discesa
Tagli e punture da rifiuti~25% infortuni lieviGuanti EN 388 livello D, pinze di raccolta

Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL e Utilitalia. Non costituiscono dati ufficiali.

Impianti di trattamento e smistamento: RAEE, riciclaggio e rischi chimico-meccanici

Gli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti (ATECO 38.21 e 38.32) presentano un profilo di rischio complesso, che combina esposizioni chimiche con rischi meccanici da macchinari di selezione e triturazione.

RAEE — Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Il trattamento dei RAEE (disciplinato dal D.Lgs. 49/2014, recepimento della Direttiva 2012/19/UE) richiede procedure di smontaggio sicuro per i componenti pericolosi presenti nelle apparecchiature di consumo:

Impianti di selezione meccanica per riciclaggio

Gli impianti di selezione della carta, plastica e vetro utilizzano macchinari con rischi meccanici significativi:

Obbligo di registrazione RAEE

Gli impianti autorizzati al trattamento di RAEE devono essere iscritti al Registro nazionale AEE (art. 29 D.Lgs. 49/2014) e devono trasmettere annualmente i dati di trattamento al Centro di Coordinamento RAEE. Gli addetti devono ricevere formazione specifica sui rischi dei componenti pericolosi presenti nei RAEE prima di iniziare le attività di smontaggio.

Biogasificazione e compostaggio: rischio biologico, gas tossici e spazi confinati

Gli impianti di biogasificazione e di compostaggio presentano un profilo di rischio specifico che combina esposizioni biologiche, chimiche e fisiche, con la presenza di aree classificate come spazi confinati o come zone ATEX.

Rischio biologico: bioaerosol e agenti biologici

Gli impianti di compostaggio espongono i lavoratori a concentrazioni elevate di bioaerosol contenenti funghi (in particolare Aspergillus fumigatus), batteri (Legionella, Salmonella, E. coli), endotossine e micotossine. Le linee guida INAIL per la valutazione del rischio biologico negli impianti di compostaggio raccomandano:

Gas tossici: H2S e NH3

La fermentazione anaerobica produce idrogeno solforato (H2S) e ammoniaca (NH3), entrambi acutamente tossici a concentrazioni relativamente basse:

GasOEL Italia (TWA)Effetti acuti a concentrazioni elevate
H2S (idrogeno solforato)1 ppm (VLEP 2024)Paralisi respiratoria istantanea a >300 ppm; perdita olfattiva adattatoria
NH3 (ammoniaca)20 ppm (VLEP 2024)Irritazione grave vie respiratorie; edema polmonare a concentrazioni alte
CH4 (metano)Nessun OEL tossicologico; LIE 5% in ariaAsfissia semplice e rischio esplosione in spazi confinati

OEL = Occupational Exposure Limit. Valori VLEP da D.Lgs. 81/08 Allegato XXXVIII e aggiornamenti ministeriali. Verificare i valori vigenti al momento della valutazione.

Spazi confinati e zone ATEX

Le vasche di digestione, i serbatoi di stoccaggio del biogas e i pozzetti di raccolta del percolato sono classificabili come spazi confinati o sospetti di inquinamento ai sensi del D.P.R. 14/09/2011 n. 177. I lavori in questi ambienti richiedono:

Economia circolare: nuove attività e nuovi profili di rischio

La transizione verso l'economia circolare sta generando nuove categorie di attività lavorative — reverse logistics, refurbishing, upcycling, sharing economy di prodotti — che presentano profili di rischio SSL non sempre adeguatamente mappati nelle valutazioni tradizionali del settore.

Reverse logistics

Raccolta, smistamento e reindirizzamento di prodotti usati o difettosi verso canali di riparazione o riuso. Rischi principali: movimentazione manuale di carichi irregolari, infortuni da scaffalature, esposizione a componenti chimici (batterie al litio, solventi di pulizia).

Refurbishing e riparazione

Ricondizionamento di dispositivi elettronici, elettrodomestici e arredi usati. Rischi principali: rischio elettrico da dispositivi non isolati, esposizione a solventi e vernici, ergonomia delle postazioni di lavoro, polveri da smerigliatura.

Upcycling artigianale

Trasformazione creativa di materiali di recupero in nuovi prodotti. Rischi principali: utensili manuali e macchine per la lavorazione del legno/metallo/tessile, polveri di legno (cancerogene oltre 2 mg/m3), lacche e vernici.

Depositi e magazzini circolarità

Stoccaggio temporaneo di beni destinati al riuso prima della ridistribuzione. Rischi principali: sicurezza delle scaffalature (UNI EN 15635), uso di carrelli elevatori, impilamento di carichi instabili, esposizione a polveri e contaminanti nei prodotti usati.

Il D.Lgs. 116/2020, che recepisce la Direttiva UE 2018/851 sull'economia circolare, ha introdotto nuove definizioni di sottoprodotto e di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), creando categorie di materiali che possono transitare tra il regime dei rifiuti e quello dei prodotti. Questa “zona grigia” normativa ha implicazioni dirette per la sicurezza: le imprese devono verificare quale normativa si applica (D.Lgs. 81/08 + D.Lgs. 152/2006 per i rifiuti, oppure solo D.Lgs. 81/08 per i prodotti) in base alla classificazione del materiale trattato.

Quadro normativo: D.Lgs. 152/2006, D.Lgs. 81/08, ADR e normativa UE sui rifiuti

La gestione della sicurezza nel settore rifiuti richiede l'integrazione di più corpus normativi che si sovrappongono e si integrano:

D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (Codice Ambientale)

Parte IV disciplina la gestione dei rifiuti: definizioni, classificazione (pericolosi/non pericolosi), autorizzazioni AIA/AUA, registro di carico e scarico. Le prescrizioni delle autorizzazioni includono obblighi operativi con implicazioni dirette per la sicurezza degli addetti.

D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico Sicurezza)

Obblighi di valutazione di tutti i rischi (fisici, chimici, biologici, ATEX, spazi confinati). Il DVR deve integrare i rischi specifici di ogni fase operativa: raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento.

ADR 2025 (Merci pericolose su strada)

I rifiuti pericolosi trasportati su strada sono soggetti all'ADR quando superano le soglie di esenzione. Richiedono imballaggio certificato UN, etichettatura, scheda di sicurezza e conducente con certificato di formazione ADR valido.

Regolamento UE 2024/1244 (spedizioni rifiuti)

Nuovo regolamento europeo sulle spedizioni transfrontaliere di rifiuti (in vigore dal maggio 2024, applicazione graduale fino al 2026). Rafforza i controlli e introduce obblighi di due diligence per le esportazioni verso paesi terzi.

D.Lgs. 49/2014 (RAEE)

Recepisce la Direttiva 2012/19/UE. Disciplina raccolta differenziata, trattamento e recupero dei RAEE. Gli impianti autorizzati devono rispettare i requisiti tecnici dell'Allegato VII per il trattamento sicuro dei componenti pericolosi.

D.P.R. 177/2011 (Spazi confinati)

Disciplina i lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Si applica a vasche di digestione, serbatoi biogas, pozzetti e cunicoli negli impianti di trattamento rifiuti. Richiede qualificazione specifica delle imprese esecutrici.

Integrazione DVR + autorizzazioni ambientali

Il DVR degli impianti di trattamento rifiuti deve essere coordinato con le prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) o dell'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Le condizioni operative fissate nell'autorizzazione ambientale (portate di trattamento, tipologie di rifiuti ammessi, limiti di emissione) hanno dirette ricadute sui rischi professionali e devono essere recepite nel DVR come parametri vincolanti per la valutazione del rischio chimico e biologico.

Formazione specifica per operatori raccolta rifiuti: ADR, primo soccorso e DPI

La formazione degli addetti al settore rifiuti deve soddisfare sia gli obblighi generali del D.Lgs. 81/08 sia i requisiti specifici previsti da normative di settore.

Formazione obbligatoria base (D.Lgs. 81/08)

In applicazione dell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, gli operatori del settore rifiuti devono seguire:

Formazione ADR per trasporto rifiuti pericolosi

I conducenti di veicoli adibiti al trasporto di rifiuti pericolosi in quantitativi superiori alle soglie di esenzione ADR devono:

Primo soccorso e gestione delle emergenze

Le aziende del settore rifiuti con più di tre addetti sono obbligate a designare addetti al primo soccorso formati ai sensi del D.M. 388/2003. Per gli impianti di biogasificazione e trattamento chimico, è raccomandato un protocollo di emergenza specifico per esposizione acuta a gas tossici (H2S, NH3), con addestramento pratico all'uso di autorespiratori e alla gestione dell'evacuazione di lavoratori incapacitati.

DPI specifici per il settore rifiuti

DPINorma di riferimentoUtilizzo
Indumenti alta visibilitàEN ISO 20471 classe 3Raccolta porta a porta, lavori stradali, operazioni notturne
Guanti anti-taglioEN 388 livello D (taglio)Raccolta rifiuti indifferenziati, smistamento manuale
Maschera filtrante biologicaEN 149 FFP3 o EN 136 pieno facciale + P3Compostaggio, biogasificazione, trattamento FORSU
Autorespiratore (SCBA)EN 137Ingresso in spazi confinati, emergenze gas tossici
Calzature di sicurezzaEN ISO 20345 S3 (puntale + lamina)Tutte le operazioni sul campo e in impianto
Protezione uditivaEN 352 (SNR adeguato al livello di esposizione)Impianti di triturazione, selezione meccanica, compattatori

Italia vs. Europa: confronto dei sistemi di sicurezza nella raccolta rifiuti

Il confronto con i principali paesi europei mostra differenze significative nelle modalità operative e nei conseguenti profili di rischio per gli addetti alla raccolta rifiuti.

Il contesto italiano: prevalenza della raccolta porta a porta manuale

L'Italia ha raggiunto tassi di raccolta differenziata tra i più elevati d'Europa (superiori al 65% in molte aree del Nord), grazie soprattutto ai sistemi di raccolta porta a porta domiciliare. Questa scelta operativa, molto efficace per la qualità del riciclato, comporta tuttavia un maggior coinvolgimento manuale degli operatori ecologici e un'esposizione prolungata al rischio stradale rispetto ai sistemi di raccolta con cassonetti stradali.

Modelli europei a confronto

Paese / AreaSistema prevalenteImpatto sul rischio stradale
Italia (raccolta differenziata)Porta a porta manuale con autocompattatoreElevato: operatori a terra in prossimità del traffico
Germania / AustriaCassonetti stradali con raccolta laterale automatizzataRidotto: operatore rimane in cabina durante la raccolta
Paesi Bassi / SveziaRaccolta con braccio meccanico a un solo operatoreMolto ridotto: nessun operatore a terra durante la raccolta
FranciaMisto: porta a porta + punti di raccolta centralizzatiIntermedio: riduzione operatori a terra con sistema ibrido

Elaborazione su dati EU-OSHA, Eurostat e Utilitalia. Valori indicativi.

Trend tecnologici per la riduzione del rischio in Italia

Le principali aziende italiane del settore (Hera, ACEA, AMSA, IREN, Contarina, Utilitalia) stanno adottando progressivamente soluzioni tecnologiche per ridurre il rischio stradale degli operatori a terra:

Il Piano Nazionale Sicurezza sul Lavoro 2023-2025ha identificato il settore raccolta e trattamento rifiuti tra i comparti prioritari per le campagne di vigilanza congiunte INAIL-INL, con focus sulla corretta applicazione delle procedure di lavoro in prossimità della viabilità e sulla gestione dei rischi negli impianti di trattamento.

Approfondisci

FAQ rifiuti, economia circolare e sicurezza sul lavoroFAQ

Gli operatori addetti alla raccolta porta a porta sono soggetti a valutazione del rischio stradale nel DVR?
Sì. Il rischio di investimento stradale durante la raccolta porta a porta è un rischio lavorativo specifico che deve essere valutato nel DVR ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08. La valutazione deve documentare le modalità operative, i percorsi, le fasce orarie (compreso il lavoro notturno), i DPI prescritti (indumenti ad alta visibilità EN ISO 20471 classe 3) e le procedure di sicurezza per il lavoro in prossimità della viabilità. Il mancato inserimento di questa valutazione è sanzionato ai sensi dell'art. 55 D.Lgs. 81/08.
Quali sono i rischi specifici degli impianti di biogasificazione e come devono essere gestiti?
Gli impianti di biogasificazione espongono i lavoratori a rischi multipli: atmosfere esplosive da metano (ATEX — D.Lgs. 81/08, Titolo XI), gas tossici come idrogeno solforato H2S e ammoniaca NH3 con obbligo di rilevatori fissi e portatili, rischio biologico da bioaerosol (batteri, muffe, endotossine), e lavori in spazi confinati disciplinati dal D.P.R. 177/2011. Il DVR deve includere la classificazione delle zone ATEX, il piano di gestione dei gas tossici, la sorveglianza sanitaria per il rischio biologico e le procedure specifiche per lavori in serbatoi e vasche (D.P.R. 14/09/2011 n. 177).
I lavoratori addetti al trattamento di RAEE necessitano di una formazione specifica?
Sì. I lavoratori addetti al trattamento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) sono esposti a rischi specifici che richiedono formazione dedicata: piombo e sue leghe nelle saldature, mercurio nelle lampade fluorescenti, CFC e HCFC nei refrigeranti, ritardanti di fiamma bromurati (PBB, PBDE) nelle plastiche, condensatori al PCB. La formazione deve coprire il riconoscimento dei componenti pericolosi, i DPI specifici (guanti EN 374, maschere FFP3), le procedure di smontaggio sicuro e lo smaltimento dei componenti pericolosi secondo D.Lgs. 152/2006 e D.Lgs. 49/2014 (recepimento Direttiva RAEE).
Il trasporto di rifiuti pericolosi su strada richiede la patente ADR?
Sì. Il trasporto di rifiuti pericolosi classificati come merci pericolose ai sensi dell'ADR (Accord Dangereux Routier) richiede che il conducente sia in possesso del certificato di formazione ADR, la cui validità quinquennale deve essere mantenuta con aggiornamento periodico. Le imprese che trasportano rifiuti pericolosi in quantitativi superiori alle soglie ADR devono nominare un Consulente per la Sicurezza dei Trasporti (CST) ai sensi del D.Lgs. 35/2010 e garantire che i veicoli siano attrezzati con i dispositivi di sicurezza prescritti (estintori, kit di primo soccorso, segnali di pericolo). La documentazione di trasporto deve includere il formulario di identificazione rifiuti.
Le aziende di reverse logistics e refurbishing dell'economia circolare sono soggette al D.Lgs. 81/08?
Sì, pienamente. Qualsiasi attività lavorativa svolta in Italia, incluse le nuove attività dell'economia circolare (raccolta, ricondizionamento, riparazione, rivendita), ricade nell'ambito di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il DVR deve analizzare i rischi specifici di ogni fase: movimentazione manuale dei carichi nel magazzino dei prodotti usati, rischi elettrici nel refurbishing di apparecchiature elettroniche, esposizione a solventi nelle operazioni di pulizia e verniciatura, rischi ergonomici nelle postazioni di smontaggio/rimontaggio. Il CCNL applicabile (logistica, commercio, metalmeccanico) definisce le procedure bilaterali in materia di sicurezza.

Fonti normative

La tua impresa opera nel settore rifiuti o economia circolare?

Ti supportiamo nella redazione del DVR integrato D.Lgs. 81/08 + D.Lgs. 152/2006, nella valutazione del rischio biologico per impianti di compostaggio e biogasificazione, nella gestione delle procedure per spazi confinati e nella formazione specifica ADR per gli addetti al trasporto di rifiuti pericolosi.