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RAEE e Rifiuti Elettronici: sicurezza degli operatori

I RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) sono una delle categorie di rifiuti in più rapida crescita; il loro trattamento espone gli operatori a rischi chimici (piombo, cadmio, mercurio, PFAS, IPA da plastiche bruciate) e fisici (tagli, schiacciamenti, carichi sospesi).

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il settore del trattamento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) è disciplinato in Italia dal D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, che recepisce la Direttiva europea 2012/19/UE (WEEE — Waste Electrical and Electronic Equipment). Le attività di raccolta, cernita e trattamento avanzato dei RAEE espongono gli operatori a un profilo di rischio articolato: rischi chimici da metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio, cromo VI) e da sostanze organiche persistenti (PFAS, IPA, ritardanti di fiamma bromurati), rischi fisici da schiacciamento con macchinari di frantumazione e carichi sospesi, e rischi da esplosione delle batterie agli ioni di litio presenti in smartphone, laptop e strumenti cordless. Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente agli impianti di trattamento e ai centri di raccolta. Il volume di RAEE prodotto in Italia è cresciuto costantemente, superando le 900.000 tonnellate annue nel 2023, con una previsione di ulteriore aumento collegata alla diffusione dell'elettronica di consumo e all'avanzamento della transizione digitale.

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Normativa RAEE: D.Lgs. 49/2014, centri di raccolta autorizzati e impianti di trattamento

Il quadro normativo italiano in materia di RAEE si fonda sul D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, che attua la Direttiva 2012/19/UE e stabilisce gli obblighi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita. La norma individua due livelli principali di gestione:

  • Centri di raccolta (CR) — piattaforme autorizzate ai sensi del D.M. 8 marzo 2010, n. 65 (e successive modifiche), dove i RAEE vengono depositati separatamente dalle famiglie e dai distributori. Qui avviene la prima cernita per categoria (grandi elettrodomestici, piccoli elettrodomestici, ICT, pannelli fotovoltaici, lampade, ecc.). Il personale dei centri di raccolta è esposto a rischi fisici e chimici anche in questa fase iniziale.
  • Impianti di trattamento autorizzati (ITA)— strutture che effettuano il trattamento avanzato dei RAEE ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. 49/2014, comprendente la depolluzione (rimozione di sostanze pericolose), lo smontaggio selettivo e la preparazione al recupero dei materiali. Gli ITA sono soggetti alle prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) o dell'Autorizzazione Ordinaria, che includono obblighi di monitoraggio rilevanti per la sicurezza degli addetti.

La gestione dei RAEE è coordinata dai sistemi collettivi (es. Ecodom, REMEDIA, ERION) che organizzano la logistica di ritiro dagli iscritti. I produttori di AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) sono obbligati a finanziare il sistema RAEE tramite il versamento di corrispettivi ai sistemi collettivi, proporzionalmente alla quota di mercato. Il D.Lgs. 49/2014 fissa obiettivi nazionali di raccolta (dal 2019: 65% del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti) e di recupero differenziati per categoria.

Rischi chimici per gli operatori RAEE: piombo, mercurio, cadmio, CFC, PFAS e bisfenoli

Gli operatori di centri di raccolta e impianti di trattamento RAEE sono esposti a un profilo di rischio chimico tra i più complessi nell'industria del riciclo. Le principali sostanze pericolose presenti nei RAEE comprendono:

  • Piombo (Pb)— presente nelle saldature delle schede elettroniche (pre-RoHS), nelle batterie al piombo-acido di ups e veicoli elettrici, e nei tubi catodici (CRT) dei vecchi monitor e televisori. Il piombo è classificato come cancerogeno cat. 2 e tossico per la riproduzione; l'esposizione cronica causa saturnismo con effetti su sistema nervoso, renale e cardiovascolare. La valutazione del rischio deve seguire il Titolo IX, Capo I del D.Lgs. 81/08 (agenti chimici pericolosi) con eventuale applicazione del Capo II (agenti cancerogeni e mutageni).
  • Mercurio (Hg) — contenuto nelle lampade fluorescenti e ai neon (RAEE categoria 5), negli interruttori a mercurio e in alcune batterie a bottone. Il mercurio elementare è volatile a temperatura ambiente: la rottura accidentale di lampade in ambienti chiusi può generare concentrazioni atmosferiche pericolose. Il valore limite di esposizione professionale (OEL) per il mercurio elementare è di 0,02 mg/m³ (ACGIH TLV-TWA).
  • Cadmio (Cd)— presente nelle batterie Ni-Cd (ancora presenti in utensili professionali e alcuni RAEE storici), nei pigmenti di plastica e nei semiconduttori. Il cadmio è classificato cancerogeno cat. 1A (IARC gruppo 1); l'inalazione di polveri e fumi contenenti cadmio causa cancro al polmone e disfunzione renale cronica.
  • CFC e HCFC (refrigeranti) — contenuti nei circuiti di raffreddamento di frigoriferi e condizionatori (grandi elettrodomestici RAEE categoria 1). La loro rimozione deve avvenire con apparecchiature certificate da tecnico F-Gas ai sensi del Reg. (CE) 842/2006 e del successivo Reg. (UE) 517/2014.
  • PFAS (sostanze perfluoroalchiliche)— presenti in rivestimenti antiaderenti, circuiti stampati ad alte prestazioni e alcuni componenti di raffreddamento. I PFAS sono sostanze persistenti bioaccumulabili; l'Unione Europea ne sta progressivamente vietando l'uso, ma i RAEE storici continuano a contenerne quantità significative.
  • IPA da plastiche bruciate e ritardanti di fiamma bromurati (PBB, PBDE) — nei processi di frantumazione e shredding le plastiche dei RAEE possono generare polveri e fumi contenenti idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e composti bromurati, particolarmente pericolosi se inalati. Il monitoraggio ambientale dell'aria nell'area di shredding è obbligatorio.

La valutazione del rischio chimico deve includere misurazioni ambientali periodiche, misurazioni biologiche (piombemia, mercuriuria, cadmiuria) nell'ambito della sorveglianza sanitaria, e la stesura di procedure operative sicure per ogni fase del processo.

Rischi fisici e meccanici: carichi sospesi, automazione, taglienti ed esplosione batterie Li-ion

Oltre ai rischi chimici, il trattamento dei RAEE espone gli operatori a rischi fisici e meccanici significativi:

  • Schiacciamento da macchinari e automazione— gli impianti di frantumazione (shredder) e le presse idrauliche presenti negli ITA rappresentano macchine ad elevato rischio di schiacciamento. Le macchine devono essere conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (e al futuro Regolamento Macchine 2023/1230) con sistemi di protezione (ripari fissi e mobili, dispositivi di interblocco, arresti di emergenza). Le procedure di manutenzione devono prevedere il blocco e il sezionamento in sicurezza (LOTO — Lockout/Tagout) ai sensi dell'art. 70 e dell'Allegato V D.Lgs. 81/08.
  • Carichi sospesi e movimentazione con carroponti e muletti— il trasporto interno di container di RAEE sfusi avviene spesso con carroponte o carrelli elevatori. I rischi di caduta di carichi sospesi sono disciplinati dal Titolo III D.Lgs. 81/08 (uso delle attrezzature di lavoro) e richiedono formazione specifica degli operatori ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 (carrelli industriali semoventi) e del 22/02/2012 (gru per autocarro, ponti sviluppabili).
  • Rischio da taglienti e oggetti appuntiti — lo smontaggio manuale di apparecchiature elettroniche espone gli operatori a tagli da vetro dei CRT, da lamiere metalliche e da componenti plastici frantumati. I DPI per mani (guanti da taglio conforme EN 388) sono indispensabili in questa fase.
  • Esplosione e incendio di batterie agli ioni di litio (Li-ion) — la crescente presenza di batterie Li-ion nei RAEE (smartphone, laptop, monopattini, utensili cordless, biciclette elettriche) costituisce un rischio emergente di primo piano. Il fenomeno del thermal runaway può innescarsi per danni meccanici durante lo smontaggio o la frantumazione, generando fiamme, gas tossici (HF — fluoruro di idrogeno) e temperature elevatissime difficili da estinguere con i mezzi convenzionali. Gli impianti devono prevedere procedure di gestione specifica delle batterie Li-ion danneggiate, aree di stoccaggio separate e sistemi di estinzione a secco o con acqua nebulizzata.
  • Rumore e vibrazioni — gli shredder e le presse idrauliche generano livelli sonori superiori agli 85 dB(A) (valore superiore di azione, D.Lgs. 81/08 artt. 185-198), con obbligo di DPI auricolari e sorveglianza audiometrica. Le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) dagli utensili elettrici portatili utilizzati nello smontaggio devono essere valutate ai sensi degli artt. 201-205 D.Lgs. 81/08.

DPI obbligatori per gli addetti al trattamento RAEE

La selezione dei dispositivi di protezione individuale per gli addetti RAEE deve essere effettuata dal datore di lavoro a valle della valutazione dei rischi specifica, in base alle mansioni svolte. La tabella seguente riporta i DPI minimi generalmente indicati per le principali fasi lavorative:

DPI per addetti al trattamento RAEE per fase lavorativa
Fase lavorativaDPI richiestiNorma di riferimento
Smontaggio manuale componenti (schede, CRT)Guanti EN 388 (anti-taglio), occhiali di protezione EN 166, mascherina FFP2 o FFP3 per polveri, tuta monousoArtt. 74-79 D.Lgs. 81/08; EN 388, EN 166
Rimozione refrigeranti (frigoriferi, condizionatori)Guanti criogenici EN 511, occhiali, tuta integra, formazione F-Gas obbligatoriaReg. (UE) 517/2014; artt. 74-79 D.Lgs. 81/08
Frantumazione / shreddingCuffie o tappi auricolari EN 352, occhiali antispruzzo EN 166, guanti EN 388, calzature di sicurezza S3 EN ISO 20345D.Lgs. 81/08 artt. 185-198 (rumore)
Movimentazione RAEE sfusi (muletti, carroponti)Caschetto EN 397, calzature S3, guanti, gilet ad alta visibilità EN ISO 20471D.Lgs. 81/08 Titolo III; Accordo Stato-Regioni 22/02/2012
Gestione batterie Li-ion danneggiateGuanti in nitrile EN 374, visiera integrale EN 166/EN 168, tuta anti-fiamma EN ISO 11612D.Lgs. 81/08 Titolo IX (agenti chimici); linee guida produttori
Smontaggio lampade (fluorescenti, a vapori di mercurio)Mascherina FFP3, guanti EN 374 (impermeabili), occhiali, tuta monousoD.Lgs. 81/08 Titolo IX (agenti chimici pericolosi: mercurio)

Tabella indicativa. La selezione definitiva dei DPI deve seguire la valutazione dei rischi specifica dell'impianto. Fonte: elaborazione su D.Lgs. 81/08 e norme EN citate.

I DPI devono essere consegnati ai lavoratori con formazione e addestramento specifico (art. 77 D.Lgs. 81/08) e devono essere sottoposti a manutenzione e sostituzione periodica. Il datore di lavoro deve documentare la consegna nel registro dei DPI.

Statistiche infortuni nel settore rifiuti elettronici in Italia (dati INAIL 2023-2024)

Il settore del trattamento dei RAEE rientra prevalentemente nel codice ATECO 38.31 (smantellamento di macchinari e apparecchiature) e in parte nel 38.12 (raccolta di rifiuti pericolosi). I dati INAIL per questi comparti mostrano un profilo infortunistico più elevato rispetto alla media del settore manifatturiero:

  • Infortuni con riconoscimento INAIL (ATECO 38.31) — le denunce di infortuni nel comparto smantellamento e recupero di materiali hanno registrato circa 1.200-1.500 eventi per anno nel biennio 2022-2023 su una base occupazionale stimata di 20.000-25.000 addetti, con un tasso di infortuni per 1.000 addetti superiore alla media nazionale manifatturiera (fonte: INAIL Open Data 2024, elaborazione indicativa).
  • Infortuni gravi e mortali — tra le cause più frequenti di infortuni gravi si segnalano: schiacciamenti da macchinari di frantumazione (incidenti frequenti durante operazioni di manutenzione non in LOTO), cadute in piano per scivolamento su superfici contaminate da oli e liquidi, e infortuni stradali durante la movimentazione interna con carrelli elevatori.
  • Malattie professionali— le patologie da metalli pesanti (saturnismo, nefropatia da cadmio) e i disturbi muscoloscheletrici rappresentano le principali malattie professionali denunciate. La latenza lunga delle patologie da metalli pesanti rende difficile la correlazione diretta con l'attività lavorativa; per questo la sorveglianza sanitaria preventiva con dosaggi biologici periodici è determinante.

Nota metodologica sui dati

I dati numerici sopra riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su INAIL Open Data (sezione statistiche per codice ATECO) e non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare il portale INAIL Open Data.

Prospettive e normativa in evoluzione: Reg. UE 2024 design for disassembly ed economia circolare

Il settore RAEE è interessato da significative evoluzioni normative a livello europeo che avranno impatti rilevanti sulle condizioni di lavoro negli impianti di trattamento:

  • Regolamento UE Ecodesign for Sustainable Products (ESPR) — Reg. (UE) 2024/1781 — introduce il principio del design for disassembly (progettazione per lo smontaggio), che impone ai produttori di AEE di progettare i nuovi prodotti in modo da facilitarne la riparazione, il riutilizzo e il riciclo. In prospettiva, questa normativa renderà le operazioni di smontaggio più sicure ed efficienti, riducendo il rischio da componenti difficili da separare (es. batterie incollate, schermi con adesivi non standardizzati).
  • Revisione della Direttiva RAEE (2012/19/UE)— la Commissione europea ha avviato un processo di revisione della Direttiva WEEE, con focus sull'innalzamento degli obiettivi di raccolta, sull'armonizzazione delle categorie e sul rafforzamento del sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR). La revisione prevede anche requisiti più stringenti per gli ITA in materia di tracciabilità e sicurezza del trattamento.
  • Piano d'azione per l'economia circolare (CEAP 2020) e normativa sui Critical Raw Materials — il Reg. (UE) 2024/1252 (Critical Raw Materials Act) individua nei RAEE una fonte primaria per il recupero di materie critiche (cobalto, litio, terre rare, indio) necessarie per la transizione energetica. Questo determina una crescente pressione economica verso il trattamento avanzato dei RAEE, che si traduce in nuovi processi idrometallurgici e pirometallurgici con profili di rischio specifici da valutare.
  • Passaporto digitale del prodotto (Digital Product Passport — DPP) — il ESPR prevede l'introduzione del DPP entro il 2027 per le categorie di prodotto prioritarie: uno strumento digitale che raccoglierà informazioni sulla composizione e smontabilità del prodotto, utile per gli operatori RAEE per identificare le sostanze pericolose prima di avviare le operazioni di trattamento.

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Domande frequentiFAQ

Quali sono i rischi principali per chi lavora con i RAEE?
I rischi principali per gli operatori RAEE sono: rischio chimico da metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio) presenti nelle schede elettroniche e nelle batterie; rischio da sostanze organiche persistenti (PFAS, ritardanti di fiamma bromurati) nelle plastiche; rischio fisico da schiacciamento in prossimità di macchinari di frantumazione e presse; rischio da taglio nella fase di smontaggio manuale; esplosione e incendio di batterie agli ioni di litio danneggiate, con produzione di HF (fluoruro di idrogeno) tossico. Il DVR deve valutare tutti questi rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titolo IX (agenti chimici) e, per i cancerogeni, ai sensi del Capo II.
Chi può trattare i RAEE in Italia?
In Italia il trattamento dei RAEE può essere effettuato esclusivamente da impianti di trattamento autorizzati (ITA) ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. 49/2014. L'autorizzazione è rilasciata dalla Regione o dalla Provincia competente nell'ambito dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) o dell'Autorizzazione Ordinaria ai sensi del D.Lgs. 152/2006. I centri di raccolta (CR) possono ricevere e depositare i RAEE ma non possono effettuare trattamento avanzato: devono conferire i RAEE agli ITA entro i termini stabiliti dall'autorizzazione. Chi effettua trattamento RAEE senza le necessarie autorizzazioni commette un illecito penale ai sensi del D.Lgs. 152/2006.
Quali sono i DPI minimi obbligatori per un addetto RAEE?
I DPI minimi variano in base alla mansione specifica. In generale, per le attività di smontaggio manuale sono obbligatori: guanti anti-taglio conformi EN 388 (livello di resistenza al taglio adeguato al rischio specifico), occhiali di protezione EN 166, calzature di sicurezza S1 o S3 EN ISO 20345, mascherina FFP2 o FFP3 per le fasi con polveri o fumi. Per le attività in prossimità di shredder o presse sono aggiuntivamente richiesti: cuffie o tappi auricolari EN 352, indumenti ad alta visibilità EN ISO 20471. Per la gestione di lampade al mercurio e batterie danneggiate sono necessari DPI chimici specifici (guanti EN 374, visiere integrali). Il datore di lavoro determina i DPI definitivi sulla base della valutazione dei rischi ai sensi degli artt. 74-79 D.Lgs. 81/08.
Quando serve il medico competente in un centro RAEE?
La sorveglianza sanitaria con nomina del medico competente (art. 41 D.Lgs. 81/08) è obbligatoria in tutti i centri RAEE e impianti di trattamento in cui esistono rischi tabellati che la impongono. In particolare: rischio chimico da agenti pericolosi (piombo, mercurio, cadmio — Titolo IX, Capo I D.Lgs. 81/08) richiede sorveglianza sanitaria con dosaggi biologici (piombemia, mercuriuria, cadmiuria); rischio da agenti cancerogeni o mutageni (Titolo IX, Capo II) richiede sorveglianza sanitaria obbligatoria con cartella sanitaria di rischio conservata fino a 40 anni dopo la cessazione dell'esposizione; rischio rumore superiore a 80 dB(A) (Titolo VIII, Capo II) richiede sorveglianza audiometrica; movimentazione manuale di carichi richiede valutazione muscolo-scheletrica. In un tipico impianto di trattamento RAEE questi rischi coesistono, rendendo la sorveglianza sanitaria praticamente sempre obbligatoria.

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