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Osservatorio · Pesca e Acquacoltura

Sicurezza e infortuni nel settore pesca e acquacoltura in Italia

Analisi degli infortuni INAIL nel settore pesca e acquacoltura (ATECO A03, 2022–2024): rischi specifici, indice di mortalita relativa, normativa speciale e confronto tra flotta industriale e pesca artigianale.

ATECO A03pesca (A03.1) e acquacoltura (A03.2)Alto IMRindice di mortalita relativa tra i piu elevatiD.Lgs. 271/99normativa speciale pesca marittimaILO C188convenzione internazionale lavoro in mare (rat. 2022)
Risposta rapida

Il settore della pesca professionale e dell'acquacoltura in Italia presenta uno degli indici di mortalita relativa piu elevati tra i settori produttivi, con caratteristiche di rischio uniche determinate dall'ambiente di lavoro marino e dalla struttura prevalentemente artigianale della flotta. Secondo stime INAIL, il numero di infortuni denunciati nel settore (ATECO A03.1 pesca, A03.2 acquacoltura) si colloca indicativamente in alcune migliaia di casi annui, con una quota di infortuni mortali e gravi superiore alla media nazionale. La normativa di riferimento e quella speciale del D.Lgs. 271/1999 — non il solo D.Lgs. 81/08 — integrata dalla Convenzione ILO C188/2007, ratificata dall'Italia nel 2022. Il divario Nord/Sud e la differenza strutturale tra flotta industriale e pesca artigianale sono fattori determinanti nella distribuzione del rischio.

Quadro normativo: la disciplina speciale per la pesca marittima

A differenza della maggior parte dei settori produttivi terrestri, la sicurezza sul lavoro a bordo delle navi da pesca e disciplinata da una normativa speciale che affianca e integra il D.Lgs. 81/08. Il riferimento principale e il D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 271, che recepisce la Direttiva europea 93/103/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute nel lavoro a bordo dei pescherecci. Il decreto e stato aggiornato dal D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 72, che ha introdotto ulteriori disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria, formazione e requisiti delle imbarcazioni.

Sul piano internazionale, il riferimento fondamentale e la Convenzione ILO C188 del 2007 (Work in Fishing Convention), che stabilisce standard globali per le condizioni di lavoro dei pescatori: orari di lavoro e di riposo, alloggi a bordo, alimentazione, tutela sanitaria, sicurezza dell'imbarcazione. L'Italia ha ratificato la C188 con la legge 2 agosto 2022, n. 118, con applicazione progressiva delle disposizioni a seconda della dimensione e della tipologia dell'imbarcazione.

Nota normativa: il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza) si applica in via residuale alle attivita di pesca non coperte dalla normativa speciale, e integralmente alle attivita a terra (porti, stabilimenti di lavorazione del pesce, impianti di acquacoltura terrestri). Per i pescherecci di lunghezza superiore a 24 metri o che svolgono viaggi di piu di 3 giorni, la C188 prevede requisiti strutturali e organizzativi piu stringenti.

Fonte normativaAmbito di applicazioneContenuto principale
D.Lgs. 271/1999Pescherecci italiani in mareSicurezza a bordo, DPI, formazione, sorveglianza sanitaria
D.Lgs. 72/2003Integrazione e aggiornamento D.Lgs. 271/99Nuovi requisiti strutturali, comunicazioni, aggiornamenti tecnici
Convenzione ILO C188/2007Pescherecci >24 m o viaggi >3 giorniStandard internazionali lavoro, riposo, alloggi, sicurezza
D.Lgs. 81/2008Attivita a terra e in via residualeDVR, formazione generale, sorveglianza sanitaria, DPI
Legge 118/2022Ratifica italiana C188Recepimento obblighi internazionali, applicazione progressiva

Quadro normativo di sintesi. Per le attivita di acquacoltura in impianti a terra si applica integralmente il D.Lgs. 81/08. Per gli impianti offshore (gabbie galleggianti) la disciplina puo richiamare anche le norme sulla pesca marittima.

Dati infortuni INAIL 2022–2024: settore pesca e acquacoltura (ATECO A03)

Il settore pesca e acquacoltura (codici ATECO A03.1 — pesca, A03.2 — acquacoltura) costituisce un ambito relativamente ristretto in termini di occupati, ma con un profilo infortunistico molto piu gravoso rispetto alla media dei settori produttivi. Secondo stime desumibili dalla Banca Dati Statistica INAIL, gli infortuni denunciati nel comparto si collocano indicativamente in alcune migliaia di casi annui, con una quota di casi mortali e gravi strutturalmente superiore alla media nazionale. I valori che seguono sono ordini di grandezza indicativi e non dati ufficiali precisi.

AnnoInfortuni totali ATECO A03 (ind.)Di cui mortali (ord. magn.)Indice mortalita relativa
2022alcune migliaia (stima INAIL)ordine di grandezza: decine di casisignificativamente >1,0 rispetto alla media
2023alcune migliaia (stima INAIL)ordine di grandezza: decine di casisignificativamente >1,0 rispetto alla media
2024alcune migliaia (stima INAIL)ordine di grandezza: decine di casisignificativamente >1,0 rispetto alla media

Valori indicativi basati su ordini di grandezza desumibili dalla Banca Dati Statistica INAIL (open.inail.it). L'indice di mortalita relativa (IMR) misura quante volte il tasso di mortalita del settore supera quello medio nazionale. Non costituiscono dati ufficiali precisi: per dati aggiornati consultare direttamente la BDS INAIL.

La sottostima strutturale degli infortuni nel settore pesca e un fattore noto: gli incidenti a bordo di imbarcazioni artigianali in mare sono spesso non denunciati all'INAIL, sia per la difficolta pratica di formalizzare la denuncia in condizioni di lavoro isolato, sia per la presenza di una quota di lavoro irregolare o in nero. L'IMR reale potrebbe quindi essere ancora piu elevato di quanto rilevato ufficialmente.

Nota metodologica: il confronto tra pesca e altri settori va effettuato con cautela. La flotta italiana e composta prevalentemente da imbarcazioni di piccole dimensioni con equipaggi ridotti (spesso 1-3 persone), che operano in condizioni di rischio ambientale non comparabili con la maggior parte dei settori terrestri. Il numero assoluto di infortuni e contenuto, ma il tasso per occupato e per ora lavorata e tra i piu elevati in assoluto.

Principali rischi di infortunio nella pesca professionale

I rischi specifici della pesca professionale sono determinati dall'ambiente marino, dalla tipologia di attrezzature utilizzate e dalle condizioni operative (lavoro notturno, turni prolungati, condizioni meteorologiche avverse). I seguenti rischi sono identificati come prioritari dalla normativa speciale (D.Lgs. 271/1999) e dalle linee guida INAIL per il settore:

Rischi specifici nell'acquacoltura (ATECO A03.2)

L'acquacoltura rappresenta un segmento in crescita del settore ittico italiano, con impianti che vanno dalle vasche e recinti in terra ferma (itticultura d'acqua dolce, piscicoltura intensiva) alle installazioni offshore con gabbie galleggianti (mitilicoltura, ostricoltura, allevamento di spigole e orate nel Mediterraneo). Il profilo di rischio dell'acquacoltura ha caratteristiche proprie, distinte dalla pesca in mare, pur mantenendo elementi comuni.

Rischio di annegamento negli impianti di acquacoltura

Anche negli impianti di acquacoltura il rischio di annegamento e presente, con caratteristiche diverse rispetto alla pesca in mare. Nelle installazioni con vasche aperte, il rischio e connesso alla caduta nelle vasche stesse, spesso non delimitate o delimitate in modo insufficiente. Per gli impianti offshore con gabbie galleggianti, il rischio e simile a quello della pesca marittima: caduta in mare durante le operazioni di manutenzione, alimentazione o raccolta, spesso su strutture galleggianti non sempre stabili.

Rischio biologico: patogeni ittici e bioaerosol

Gli allevamenti ittici intensivi creano condizioni favorevoli alla proliferazione di patogeni e alla formazione di bioaerosol in ambienti confinati e umidi. Il personale degli impianti e esposto a:

Rischio chimico: antiparassitari e farmaci veterinari

L'acquacoltura fa uso di antiparassitari, biocidi, disinfettanti e farmaci veterinari per il controllo delle patologie degli allevamenti. Il personale e esposto durante le operazioni di preparazione, somministrazione e gestione di queste sostanze. I rischi principali includono:

Categoria di rischioSostanze / agenti tipiciMisure preventive principali
AntiparassitariPrincipi attivi per ectoparassiti (formaldeide, perossido di idrogeno, deltametrina)DPI chimici, formazione SDS, VVF aggiornata
DisinfettantiIpoclorito, acido peracetico, sali quaternari di ammonioGuanti resistenti, protezione occhi, ventilazione
Farmaci veterinariAntibiotici, vaccinali, anestetici itticiFormazione specifica, sorveglianza sanitaria, DPI
Ossigeno compressoBombole O2 per ossigenazione vascheGestione bombole, ventilazione locali, misuratori O2

Attenzione — Atmosfere carenti di ossigeno: in alcuni impianti di acquacoltura chiusi, la decomposizione di materiale organico e il consumo di ossigeno da parte degli organismi acquatici possono creare atmosfere ipossiche pericolose per il personale che entra in spazi confinati (vasche vuote, serbatoi, locali tecnici sotterranei). L'ingresso in spazi confinati in acquacoltura richiede le stesse procedure di sicurezza previste per qualsiasi spazio confinato industriale.

Divario Nord/Sud e flotta industriale vs pesca artigianale

La struttura della flotta peschereccia italiana e fortemente differenziata per area geografica e tipologia di imbarcazione, con implicazioni dirette sul profilo di rischio. Il divario Nord/Sud non riguarda solo la composizione della flotta, ma anche il livello di organizzazione delle imprese, l'accesso alla formazione e il grado di attuazione della normativa.

Flotta industriale: organizzazione strutturata, rischi gestiti

La pesca industriale — concentrata prevalentemente nell'Adriatico settentrionale (Chioggia, Rimini, Ancona, Pescara) e in parte nel Tirreno — opera con pescherecci di dimensioni maggiori (lunghezza superiore a 12-15 metri), equipaggi piu numerosi e aziende piu strutturate. In questo segmento:

Pesca artigianale: rischi amplificati, risorse limitate

La pesca artigianale — prevalente nel Sud Italia, nelle isole (Sicilia, Sardegna) e lungo tutte le coste con porti minori — opera con imbarcazioni sotto i 12 metri, spesso con equipaggi di 1-3 persone, in molti casi coincidenti con il proprietario e familiari. In questo segmento il profilo di rischio e strutturalmente piu critico:

CaratteristicaFlotta industrialePesca artigianale
Dimensione imbarcazione>12-15 m, fino a oltre 30 mSotto 12 m, spesso 6-9 m
Equipaggio tipico4-15 persone (stima)1-3 persone
Distribuzione geograficaAdriatico Nord, porti maggioriSud, isole, porti minori
Dotazioni sicurezzaPiu complete (EPIRB, zattere, AIS)Spesso essenziali, talvolta carenti
Rischio relativo stimatoElevato, ma parzialmente gestitoMolto elevato, strutturalmente critico

Confronto indicativo basato su caratteristiche strutturali della flotta italiana. I dati di rischio relativo sono stime qualitative, non metriche ufficiali INAIL.

Infortuni mortali e indice di mortalita relativa nel settore pesca

Il settore della pesca professionale e riconosciuto a livello internazionale come uno dei settori con il piu alto indice di mortalita relativa (IMR) — ovvero il rapporto tra il tasso di mortalita del settore e il tasso medio nazionale per tutti i settori. Studi europei e analisi INAIL indicano che la pesca figura sistematicamente tra i settori con IMR piu elevato, con valori che secondo alcune stime si collocano indicativamente tra 5 e 15 volte la media di tutti i settori, a seconda del sottosegmento considerato e della metodologia di calcolo.

Le cause degli infortuni mortali nel settore pesca italiano si concentrano in alcune tipologie ricorrenti:

Tema emergente — Salute mentale a bordo: le ricerche internazionali sul benessere dei pescatori identificano il settore come a rischio anche per i disturbi da stress post-traumatico (PTSD), l'isolamento sociale e i problemi di salute mentale legati alla precariera del reddito e alle condizioni di vita a bordo. In Italia questo aspetto e ancora scarsamente monitorato dall'INAIL, ma e stato incluso nelle linee guida di alcuni paesi UE (es. Norvegia, Islanda) come parte integrante della valutazione del rischio per la pesca.

Misure preventive raccomandate e tendenze 2022–2025

Le misure preventive nel settore pesca e acquacoltura si articolano su tre livelli: dotazioni tecniche di sicurezza a bordo, formazione specifica e organizzazione del lavoro. Le tendenze del periodo 2022–2025 mostrano un progressivo rafforzamento degli obblighi formativi e un'attenzione crescente all'attuazione della C188.

DPI specifici per ambiente marino

Il D.Lgs. 271/1999 impone dotazioni minime di DPI a bordo dei pescherecci: giubbotti salvagente autogonfiabili o semicustoditi per ogni membro dell'equipaggio, indumenti di protezione termica, mute di sopravvivenza per le aree a rischio ipotermia, calzature antiscivolo specifiche per ambienti marini, guanti antitaglio per le operazioni di rete. Un punto critico e il mancato utilizzo dei DPI durante le operazioni a rischio massimo (alaggio reti, lavoro di notte). Le campagne formative devono enfatizzare non solo la disponibilita ma l'utilizzo sistematico dei DPI nelle fasi critiche.

Formazione e certificazione marittima

La Convenzione ILO C188 e il Codice STCW-F (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Fishing Vessel Personnel) introducono requisiti di formazione marittima specifica per i pescatori: sopravvivenza in mare aperto, tecniche di primo soccorso a bordo, antincendio, uso dei mezzi di salvataggio. In Italia, la ratifica della C188 (legge 118/2022) ha avviato un percorso di armonizzazione dei requisiti formativi nazionali con gli standard internazionali, con piena operativita prevista in modo progressivo.

Sistemi di monitoraggio e comunicazione

I sistemi EPIRB (Emergency Position Indicating Radio Beacon), le radio VHF/DSC e i transponder AIS sono dotazioni essenziali per la localizzazione rapida in caso di emergenza. Le normative nazionali e la C188 prevedono obblighi differenziati in base alla dimensione dell'imbarcazione e alla zona di pesca. Per la pesca artigianale, l'obbligo di dotazione di dispositivi di localizzazione e un punto di miglioramento rilevante: molte piccole imbarcazioni operano ancora senza sistemi che permettano di localizzare rapidamente un uomo in mare.

Sorveglianza sanitaria e medicina marittima

I pescatori sono soggetti a visite mediche periodiche di idoneita alla navigazione da parte delle autorita marittime (USMAF — Uffici di Sanita Marittima, Aerea e di Frontiera). Tuttavia, la sorveglianza sanitaria specifica per i rischi occupazionali della pesca (ergonomia, rischio biologico, rischio chimico per chi usa antiparassitari in acquacoltura) richiede una valutazione da parte del medico competente aziendale, non sempre presente nelle piccole imprese di pesca artigianale.

Tendenze 2022–2025

Il quadriennio 2022–2025 ha visto alcune novita rilevanti per la sicurezza nel settore pesca e acquacoltura in Italia:

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Domande frequenti sulla sicurezza nel settore pesca e acquacolturaFAQ

Quali sono i principali rischi di infortunio per i pescatori professionisti in Italia?
I rischi piu gravi per i pescatori riguardano: annegamento e cadute in mare (spesso associate a mare mosso, mancanza di DPI galleggianti o lavoro notturno), infortuni da attrezzature da pesca (reti, argani, verricelli, cime sotto tensione), scivolamenti sul ponte bagnato, ipotermia da esposizione prolungata al freddo e alle intemperie. Gli infortuni da macchinari a bordo — argani per le reti, verricelli, macchinari di bordo — rappresentano una quota rilevante degli infortuni gravi nel settore.
Il D.Lgs. 81/08 si applica alle imbarcazioni da pesca?
La disciplina applicabile alle imbarcazioni da pesca e quella speciale del D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 271, che recepisce la Direttiva 93/103/CE e costituisce la normativa di riferimento per la sicurezza e salute a bordo delle navi da pesca. Il D.Lgs. 81/08 si applica in via residuale per quanto non coperto dalla normativa speciale, ed e comunque il riferimento per le attivita a terra (lavorazioni, impianti di acquacoltura). Il D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 72 ha aggiornato e integrato alcune disposizioni del D.Lgs. 271/1999.
Cosa prevede la Convenzione ILO C188 del 2007 per la sicurezza dei pescatori?
La Convenzione sul lavoro nel settore della pesca (ILO C188/2007) stabilisce standard minimi internazionali per le condizioni di lavoro dei pescatori: orari di lavoro e di riposo, alloggi a bordo, alimentazione, tutela sanitaria e previdenziale, misure di sicurezza sull'imbarcazione. Per i pescherecci con piu di 24 metri di lunghezza o che svolgono viaggi superiori a 3 giorni sono previsti requisiti strutturali specifici. L'Italia ha ratificato la convenzione con la legge 2 agosto 2022, n. 118, con applicazione progressiva.
Quali rischi specifici presenta l'acquacoltura rispetto alla pesca in mare?
L'acquacoltura (vasche, recinti marini, gabbie galleggianti) presenta un profilo di rischio in parte diverso dalla pesca tradizionale: il rischio di annegamento rimane rilevante nelle installazioni offshore e nelle gabbie galleggianti; si aggiunge il rischio biologico da esposizione a patogeni ittici e a bioaerosol in ambienti umidi; il rischio chimico e connesso all'uso di antiparassitari, disinfettanti e farmaci veterinari per il trattamento degli allevamenti; infine il rischio ergonomico e muscoloscheletrico e frequente nelle operazioni manuali di alimentazione, raccolta e pulizia degli impianti.
Perche il tasso di mortalita relativa nel settore pesca e cosi elevato rispetto ad altri settori?
Il settore della pesca professionale presenta uno degli indici di mortalita relativa piu alti tra i settori produttivi italiani. Le cause strutturali sono molteplici: l'ambiente di lavoro (il mare) e intrinsecamente pericoloso e non controllabile; le dimensioni ridotte delle imbarcazioni artigianali limitano le possibilita di installare misure di protezione collettiva; il lavoro notturno e in condizioni meteorologiche avverse e frequente; l'isolamento geografico rallenta i soccorsi in caso di emergenza. La pesca artigianale, che opera con imbarcazioni piu piccole e spesso equipaggi ridotti, e strutturalmente piu esposta rispetto alla flotta industriale.
Esistono differenze di rischio tra flotta industriale e pesca artigianale in Italia?
Si, le differenze sono significative. La flotta industriale (pescherecci di grandi dimensioni, tra cui i volantini e gli strascichi) dispone generalmente di dotazioni di sicurezza piu complete, equipaggi piu numerosi (che consentono migliori pratiche di sorveglianza reciproca) e soggetti maggiormente strutturati dal punto di vista organizzativo. La pesca artigianale — prevalente nel Sud Italia e nelle isole, con imbarcazioni sotto i 12 metri — opera spesso con equipaggi di 1-3 persone, con limitazioni oggettive alle misure di sicurezza installabili a bordo e con una minore capacita di investimento in formazione e DPI. Questa asimmetria si riflette nei dati sugli infortuni gravi e mortali, dove la piccola pesca e sovrarappresentata.

Fonti normative

  • INAIL — Banca Dati Statistica (open.inail.it)
  • INAIL — Rapporto Annuale 2022, 2023, 2024
  • INAIL — Schede di rischio settore pesca (aggiornamento 2023)
  • D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 271 (sicurezza pesca marittima)
  • D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 72 (aggiornamento D.Lgs. 271/1999)
  • Convenzione ILO C188/2007 — Work in Fishing Convention
  • Legge 2 agosto 2022, n. 118 (ratifica ILO C188)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza)
  • EUROSTAT — Health and safety at work in fisheries (pubblicazioni varie)
  • FAO — The State of World Fisheries and Aquaculture 2024
  • USMAF — Linee guida visite mediche pescatori
  • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti — Norme sicurezza navigazione pesca

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