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Osservatorio · Agricoltura

Infortuni sul lavoro in agricoltura

Il settore agricolo mantiene un profilo di rischio strutturalmente elevato: ribaltamento del trattore, cadute, macchinari e vulnerabilità dei lavoratori stagionali. Analisi basata su ordini di grandezza INAIL.

~50kInfortuni/anno (indicativo)~80–100Mortali/anno (indicativo)~18%Quota mortali su totale nazionaleINAILFonte open data
Risposta rapida

L'agricoltura è uno dei settori con la più alta incidenza di mortalità relativa in Italia. Pur rappresentando una quota contenuta degli occupati totali, concentra indicativamente il 15–20% degli infortuni mortali nazionali. Il ribaltamento del trattore è la prima causa di morte, seguito da cadute dall'alto e contatti con organi in movimento di macchinari agricoli. La presenza diffusa di lavoro autonomo familiare, stagionale e straniero accentua le difficoltà di presidio della prevenzione. I dati riportati sono indicativi e basati su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL.

Il peso dell'agricoltura nel fenomeno infortunistico italiano

Secondo i dati INAIL aggregati, il settore primario (agricoltura, silvicoltura, pesca e allevamento) registra indicativamente tra 40.000 e 55.000 infortuni denunciati per anno, con un'incidenza di eventi mortali che lo colloca tra i settori più pericolosi in termini di mortalità relativa sul totale degli occupati.

L'incidenza stimata di infortuni mortali in agricoltura — circa 80–100 eventi/anno — corrisponde a circa il 15–20% del totale nazionale, a fronte di una quota di occupati che si attesta intorno al 4–5% della forza lavoro. Questo divario segnala un rischio strutturale che supera ampiamente la media intersettoriale.

Nota metodologica

Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

La concentrazione di aziende di piccola dimensione (molte con meno di 5 addetti), la prevalenza di lavoro familiare non salariato e la stagionalità delle attività rendono difficile l'applicazione sistematica dei protocolli di sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008 e riducono la copertura effettiva dei sistemi di sorveglianza infortunistica.

Le cause principali: ribaltamento del trattore, cadute, macchinari agricoli

Ribaltamento del trattore

Il ribaltamento del trattore è storicamente la prima causa di morte in agricoltura in Italia. Le stime INAIL indicano che questa tipologia di evento può essere responsabile di una quota compresa tra il 30 e il 40% dei decessi del settore. Le condizioni che aumentano il rischio includono: terreni in pendenza, velocità eccessiva in curva, assenza o disattivazione del ROPS, mancato uso della cintura di sicurezza, manovre in prossimità di canali o scarpate.

Cadute dall'alto e a livello

Le cadute rappresentano la seconda macro-categoria per frequenza: cadute da scale, da mezzi agricoli durante la salita/discesa, da piattaforme di raccolta e da strutture temporanee di stoccaggio. Le cadute a livello (scivolamenti e inciampi su terreni irregolari o bagnati) sono numericamente rilevanti ma generalmente di minore gravità.

Macchinari agricoli: organi in movimento e proiezione di oggetti

Il contatto con organi in movimento di macchinari agricoli (trebbie, frese, trinciatrici, erpici) è tra le cause di infortuni gravi e mortali. La proiezione di materiale (pietre, rami, residui colturali) durante le operazioni di fresatura o trincatura può causare traumi oculari e da corpo contundente anche agli operatori di macchine adiacenti o ai passanti. La mancata apposizione e il danneggiamento delle protezioni fisse e mobili sono le principali violazioni rilevate in sede ispettiva.

Ribaltamento trattore

30–40% dei mortali

Prima causa di morte nel settore

Cadute dall'alto e a livello

20–25% degli infortuni

Frequenti durante raccolta e stoccaggio

Macchinari e organi in movimento

15–20% degli infortuni gravi

Trebbie, frese, trinciatrici

Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL aggregati.

Lavoratori stagionali e stranieri: una vulnerabilità aggiuntiva

Una quota significativa degli infortuni in agricoltura coinvolge lavoratori stagionali e lavoratori stranieri, categorie che presentano un profilo di rischio più elevato per diverse ragioni strutturali:

Le campagne INAIL e le iniziative regionali promuovono la traduzione dei materiali formativi in più lingue (rumeno, polacco, hindi, arabo) e la distribuzione di DPI di base (guanti, occhiali, calzature di sicurezza) nelle aziende con alta incidenza di lavoratori stagionali.

Il ROPS (Roll-Over Protective Structure): normativa e adozione

Il ROPS — dispositivo di protezione dal ribaltamento montato sui trattori — è lo strumento preventivo primario per ridurre la mortalità da ribaltamento. La normativa vigente prevede:

Il problema principale riguarda il parco macchine esistente: una quota rilevante dei trattori in uso in Italia — in particolare nelle piccole aziende familiari — è datata e priva di ROPS efficace, o con ROPS rimovibile che viene deattivato per ragioni pratiche (passaggio sotto pergolati, telai bassi). L'utilizzo della cintura di sicurezza in combinazione con il ROPS è condizione indispensabile per l'efficacia del dispositivo.

Attenzione

La sola presenza del ROPS non è sufficiente se il conducente non indossa la cintura di sicurezza. In caso di ribaltamento senza cintura, il corpo del conducente tende ad uscire dall'arco protettivo, vanificandone l'efficacia. La formazione sull'uso corretto dei dispositivi rimane un elemento critico.

Malattie professionali in agricoltura: ipoacusia, problemi muscolo-scheletrici e altro

Oltre agli infortuni acuti, l'agricoltura è caratterizzata da un'elevata incidenza di malattie professionali a insorgenza lenta:

Ipoacusia da rumore

L'esposizione prolungata al rumore di trattori, motori, pompe e macchinari da raccolta — spesso in assenza di cabina insonorizzata — causa ipoacusia professionale (sordità lavorativa). La normativa prevede la misurazione dell'esposizione (Titolo VIII D.Lgs. 81/08), la valutazione del rischio, la fornitura di DPI uditivi e la sorveglianza sanitaria periodica per i lavoratori esposti a livelli superiori a 80 dB(A).

Disturbi muscolo-scheletrici (DMS)

La movimentazione manuale di carichi (cassette di frutta, sacchi, attrezzature), le posture incongrue durante operazioni di raccolta manuale (piegamento prolungato, inginocchiamento) e le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio o al corpo intero dai macchinari generano patologie a carico della colonna vertebrale (ernie, lombalgie croniche), delle articolazioni e dei tendini.

Rischi da agenti chimici e biologici

L'utilizzo di fitofarmaci (pesticidi, erbicidi, fungicidi) espone i lavoratori a rischi da agenti chimici con obbligo di valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX D.Lgs. 81/08. Il contatto con animali, substrati organici e rifiuti biologici introduce il rischio da agenti biologici (Titolo X D.Lgs. 81/08), con patologie quali leptospirosi, tetano, brucellosi e dermatosi da contatto.

Malattia professionaleAgente causale principaleRiferimento normativo
Ipoacusia da rumoreRumore trattori e macchinariTitolo VIII D.Lgs. 81/08
Lombalgia cronica / ernia discaleMMC, vibrazioni corpo interoTitolo VI e VII D.Lgs. 81/08
Tendinopatie arto superioreMovimenti ripetitivi raccolta manualeTitolo VI D.Lgs. 81/08
Dermatiti da contattoFitofarmaci, latex, piante sensibilizzantiTitolo IX D.Lgs. 81/08
Patologie respiratorie cronichePolveri organiche, muffe, endotossineTitolo IX D.Lgs. 81/08

Tabella indicativa. Non esaustiva delle patologie tabellate INAIL.

Tendenze recenti: calo strutturale o stallo?

Nel lungo periodo (anni 2000–2020) i dati INAIL mostrano un calo tendenziale degli infortuni in agricoltura, riconducibile a diversi fattori: riduzione degli occupati nel settore primario, rinnovo parziale del parco macchine con attrezzature conformi alle direttive macchine, diffusione delle campagne INAIL e dei bandi ISI. Tuttavia, il ritmo del miglioramento appare rallentato rispetto ad altri settori.

Alcune dinamiche recenti tendono a contrastare il calo strutturale:

Le iniziative istituzionali più recenti puntano su: campagne di comunicazione mirate ai conduttori di trattori, potenziamento dei controlli da parte dei Servizi PSAL delle ASL, integrazione del rischio microclima nella valutazione dei rischi aziendali (DVR) e aggiornamento dei piani formativi specifici per l'abilitazione alla conduzione di trattori (D.M. 12/11/2021).

Approfondisci

Domande frequenti sugli infortuni in agricolturaFAQ

Quanti infortuni si verificano ogni anno in agricoltura in Italia?
Secondo i dati INAIL, il settore agricoltura, silvicoltura e pesca registra indicativamente circa 40.000–55.000 infortuni denunciati per anno, con variazioni legate alla stagionalità e alla quota di lavoro sommerso non rilevato. Il dato è da considerarsi un ordine di grandezza basato sui Rapporti Annuali INAIL.
Qual è la prima causa di morte in agricoltura?
Il ribaltamento del trattore rappresenta storicamente la prima causa di infortuni mortali in agricoltura, responsabile di una quota stimata tra il 30 e il 40% dei decessi nel settore. La presenza del ROPS (dispositivo di protezione dal ribaltamento) e l'uso della cintura di sicurezza sono le misure preventive primarie individuate dal D.Lgs. 81/08 e dal Codice Macchine.
I lavoratori stagionali sono più esposti agli infortuni?
Sì. I lavoratori stagionali, spesso assunti per brevi periodi e non sempre destinatari di adeguata formazione, presentano un profilo di rischio più elevato. La combinazione di scarsa familiarità con le attrezzature, impiego in condizioni climatiche estreme e pressione sui tempi di raccolta aumenta la probabilità di infortuni, in particolare cadute, tagli e colpi di calore.
Cosa sono le malattie professionali più diffuse in agricoltura?
In agricoltura le malattie professionali più rilevanti riguardano l'apparato muscolo-scheletrico (ernie, tendinopatie, lombalgie da movimentazione manuale e posture incongrue) e l'ipoacusia da rumore generata da trattori e macchinari privi di cabina insonorizzata. Rilevanti anche le patologie respiratorie da polveri organiche, fitofarmaci e micotossine.

Fonti normative

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