Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza
Osservatorio · Casi mortali

Morti sul lavoro in Italia dal 2020 al 2025

Le denunce di infortunio con esito mortale pubblicate da INAIL nelle Relazioni annuali, con le revisioni successive.

1198Casi mortali denunciati 20253,69Mortali in occasione di lavoro ogni 100.000 occupati (2025)175Casi nelle costruzioni (2025)
Risposta rapida

Nel 2025 le denunce di infortunio con esito mortale presentate all’INAIL sono state 1198, il 3,3% in meno rispetto ai 1.239 casi del 2024 nel dato rivisto. Dal 2020 il valore oscilla fra circa 1.150 e 1.550 casi l’anno; il massimo del 2020 è legato ai decessi per COVID-19 contratto in occasione di lavoro. Costruzioni, manifattura e trasporti sono i settori con più casi.

Casi mortali denunciati per anno

Valori pubblicati nella Relazione annuale INAIL relativa a ciascun anno. Nella colonna a destra il valore dello stesso anno pubblicato in una Relazione successiva, quando disponibile.

Casi mortali denunciati all’INAIL per anno
AnnoCasi mortaliGraficoDato rivisto
20201538—
202113611425 (Relazione annuale 2022)
202212081268 (Relazione annuale 2023)
202311471201 (Relazione annuale 2024)
202412021239 (Relazione annuale 2025)
20251198—

Cosa spiega le variazioni

Settori con più casi mortali nel 2025

SettoreCasi mortali denunciati
Costruzioni175
Attività manifatturiere129
Trasporto e magazzinaggio126

Per un’impresa questi numeri si traducono in priorità concrete: nei cantieri la protezione contro le cadute dall’alto e la gestione delle interferenze fra imprese; nella manifattura la sicurezza delle macchine e delle attività di manutenzione; nella logistica la separazione fra pedoni e mezzi e la gestione del rischio stradale. Per le imprese edili si veda anche la scheda sulla patente a crediti, che prevede la decurtazione di 20 crediti per ogni infortunio mortale accertato in via definitiva.

Domande frequenti sulle morti sul lavoroFAQ

Quante sono state le morti sul lavoro nel 2025?
La Relazione annuale INAIL 2025 riporta 1.198 denunce di infortunio con esito mortale (1.189 lavoratori e 9 studenti), con dati rilevati al 30 aprile 2026. Il numero comprende anche gli infortuni in itinere e i casi ancora in istruttoria.
Perché il 2020 ha un picco?
Nel 2020 il contagio da COVID-19 contratto in occasione di lavoro è stato trattato da INAIL come infortunio: oltre un terzo dei 1.538 casi mortali denunciati quell’anno è legato al virus. Il picco non indica quindi un peggioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le morti sul lavoro sono in calo?
Fra il 2024 e il 2025, sui dati rivisti, INAIL rileva un calo del 3,3% (da 1.239 a 1.198) e un’incidenza dei casi mortali in occasione di lavoro scesa da 3,88 a 3,69 ogni 100.000 occupati. Su un periodo così breve e con dati soggetti a revisione è prudente parlare di sostanziale stabilità.
Che differenza c’è fra casi denunciati e accertati?
La denuncia è la comunicazione dell’evento all’INAIL. Dopo l’istruttoria una parte dei casi non è riconosciuta come infortunio sul lavoro; i casi accertati sono quindi meno delle denunce. Le statistiche su denunce e su casi accertati non vanno mescolate.

Ultimo aggiornamento dei dati: 2026-10-12.

Fonti normative

  • INAIL — Relazione annuale 2025 (22 settembre 2026, dati al 30 aprile 2026)
  • INAIL — Relazioni annuali 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024
  • INAIL — Open data

Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.