La trasformazione digitale sta modificando in profondità il profilo dei rischi professionali nelle aziende italiane. L'introduzione di robot collaborativi (cobot), esoscheletri industriali, sistemi di IA decisionale e veicoli a guida autonoma (AGV) genera nuove categorie di rischio che il D.Lgs. 81/08 impone di valutare e gestire nel DVR. EU-OSHA e INAIL hanno avviato specifici programmi di ricerca su questi temi, riconoscendo che l'automazione non elimina i rischi professionali ma li trasforma. I valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e basati su ordini di grandezza desunti da rapporti EU-OSHA e INAIL.
Nota metodologica
I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su rapporti EU-OSHA, INAIL e letteratura scientifica di settore. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati consultare EU-OSHA — Digitalizzazione e lavoro.
La trasformazione digitale e la sicurezza sul lavoro
La quarta rivoluzione industriale — caratterizzata da IoT, intelligenza artificiale, robotica avanzata e connettività pervasiva — sta ridisegnando il rapporto tra lavoratore e macchina in tutti i principali settori produttivi. Se da un lato l'automazione promette di eliminare le mansioni più pericolose, ripetitive o fisicamente gravose, dall'altro introduce nuove categorie di rischio che richiedono un aggiornamento delle competenze in materia di sicurezza e delle procedure di valutazione del rischio.
EU-OSHA ha identificato nella digitalizzazione uno dei rischi emergenti prioritariper la sicurezza e salute sul lavoro nel periodo 2021–2027, sottolineando che i rischi non scompaiono con l'automazione ma si trasformano: dai rischi fisici tradizionali emergono rischi cognitivi, psicosociali e da interazione uomo-macchina difficilmente riconducibili alle categorie preesistenti nel D.Lgs. 81/08.
Rischi fisici residui
Trasformati, non eliminati
Contatto con cobot, proiezione di componenti, AGV in spazi condivisi
Rischi cognitivi
Nuova categoria emergente
Sovraccarico informativo, vigilanza prolungata, interazione con sistemi autonomi
Rischi psicosociali
In crescita
IA decisionale, monitoraggio algoritmico, perdita di autonomia lavorativa
Classificazione indicativa. Elaborazione su dati EU-OSHA 2023–2025.
Robot collaborativi (cobot): nuovi rischi fisici e cognitivi
I robot collaborativi — progettati per operare in spazi condivisi con i lavoratori senza barriere fisiche di separazione — rappresentano una delle tecnologie a più rapida diffusione nelle PMI manifatturiere italiane. A differenza dei robot industriali tradizionali, i cobot non richiedono celle di sicurezza dedicate e possono interagire direttamente con l'operatore umano. Questa caratteristica, che ne costituisce il principale vantaggio produttivo, introduce anche nuove categorie di rischio.
Rischi fisici nell'interazione uomo-cobot
La norma tecnica ISO/TS 15066 definisce i parametri di forza e pressione massima ammissibili nel contatto tra cobot e operatore umano. Tuttavia, i rischi fisici non si limitano al contatto diretto: includono la proiezione di componenti in lavorazione, le vibrazioni trasmesse all'operatore attraverso utensili tenuti in mano, e i rischi ergonomici derivanti dalla necessità di adattare la postura dell'operatore ai movimenti del robot.
Rischi cognitivi da interazione uomo-macchina
EU-OSHA segnala che la supervisione di sistemi robotici collaborativi richiede un livello di vigilanza sostenuta significativamente diverso rispetto alle mansioni manuali tradizionali. Il lavoratore deve mantenere la consapevolezza simultanea del proprio compito e dei movimenti del cobot, con un carico cognitivo che può portare a fenomeni di fatica mentale, riduzione dell'attenzione e aumento degli errori nelle fasi critiche.
| Tipo di rischio | Scenario tipico | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Contatto fisico accidentale | Operatore entra nella zona di lavoro del cobot durante il movimento | ISO/TS 15066, D.Lgs. 81/08 art. 70 |
| Proiezione componenti | Pezzo sfugge alla presa del cobot e colpisce l'operatore | D.Lgs. 81/08 all. V, UNI EN ISO 10218 |
| Fatica cognitiva | Vigilanza prolungata su sistema autonomo in produzione continua | D.Lgs. 81/08 art. 28 (stress lavoro-correlato) |
| Rischio ergonomico | Adattamento posturale forzato ai movimenti del cobot | D.Lgs. 81/08 Titolo VI (MMC) |
Tabella indicativa. Elaborazione su dati EU-OSHA e normativa tecnica ISO.
Esoscheletri industriali: riduzione MMC ma nuovi rischi ergonomici
Gli esoscheletri industriali — dispositivi indossabili che amplificano o supportano la capacità muscolo-scheletrica dell'operatore — sono sempre più utilizzati in settori come la logistica, l'automotive e l'edilizia per ridurre i rischi da movimentazione manuale dei carichi (MMC). INAIL ha condotto studi pilota su esoscheletri industriali passivi e attivi, documentando una riduzione stimata dell'attivazione muscolare nei movimenti di sollevamento, con valori indicativi di riduzione del carico lombare.
Tuttavia, gli studi disponibili evidenziano anche rischi ergonomici introdotti dagli esoscheletri stessi, che il DVR deve considerare:
- Ridistribuzione dei carichi muscolari: la riduzione del carico lombare può aumentare il carico su distretti muscolari diversi (spalle, anche, ginocchia), con rischi ergonomici che non erano presenti nella mansione originale.
- Limitazione della libertà di movimento: alcuni esoscheletri riducono il range of motion articolare, creando situazioni di rischio in ambienti di lavoro con spazi ristretti o in caso di caduta o scivolamento.
- Effetti sulla termoregolazione:l'indossare un esoscheletro aumenta il calore corporeo trattenuto, con rischi di stress termico in ambienti caldi o durante attività fisicamente intense.
- Dipendenza tecnologica: il lavoratore che utilizza regolarmente un esoscheletro attivo può sviluppare una riduzione della forza muscolare propria nelle fasi di non utilizzo del dispositivo — fenomeno segnalato da alcuni studi preliminari.
Attenzione
L'introduzione di esoscheletri in azienda richiede l'aggiornamento del DVR, il coinvolgimento del medico competente e una valutazione ergonomica specifica. Non è sufficiente il rispetto dei limiti di peso della MMC: occorre analizzare i nuovi profili di rischio introdotti dal dispositivo stesso, in accordo con le linee guida INAIL sugli esoscheletri (edizioni 2019 e successive).
IA decisionale: quando l'algoritmo decide le mansioni — rischi psicosociali
Un numero crescente di aziende utilizza sistemi di intelligenza artificiale per supportare o automatizzare decisioni organizzative: assegnazione dei turni, ottimizzazione dei ritmi di produzione, valutazione delle prestazioni individuali, pianificazione delle ferie. Questi sistemi — definiti comunemente «management algoritmico» — possono generare rischi psicosociali significativi che il D.Lgs. 81/08 impone di valutare nel DVR.
Principali rischi psicosociali del management algoritmico
- Perdita di autonomia e controllo: il lavoratore che vede le proprie mansioni assegnate da un algoritmo sperimenta una riduzione del senso di controllo sul proprio lavoro, fattore di rischio riconosciuto per lo stress lavoro-correlato dalla Commissione Consultiva del Ministero del Lavoro.
- Intensificazione dei ritmi:i sistemi IA ottimizzano i ritmi produttivi in modo continuo, eliminando i margini di recupero informale tra una operazione e l'altra, con aumento del carico di lavoro percepito e riduzione dei tempi di recupero.
- Opacità delle decisioni: la mancanza di trasparenza sui criteri algoritmici genera percezione di arbitrarietà nelle valutazioni, con effetti negativi sul benessere psicologico e sul clima organizzativo.
- Monitoraggio pervasivo: i sistemi IA raccolgono e analizzano dati comportamentali in tempo reale, creando condizioni di sorveglianza continua che EU-OSHA associa a un aumento dello stress e a una riduzione della soddisfazione lavorativa.
Il Regolamento UE sull'Intelligenza Artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689) classifica i sistemi IA utilizzati per la gestione dei lavoratori come sistemi ad «alto rischio», imponendo requisiti di trasparenza, supervisione umana e documentazione tecnica che si aggiungono agli obblighi del D.Lgs. 81/08.
Autonomous Guided Vehicles (AGV) in magazzino: statistiche infortuni
I veicoli a guida autonoma (AGV) sono ampiamente diffusi nei magazzini della grande distribuzione, nella logistica e nell'industria farmaceutica. Pur riducendo gli infortuni legati all'uso di carrelli elevatori con conducente, introducono un profilo di rischio specifico legato all'interazione con i lavoratori pedoni negli spazi condivisi.
I dati INAIL indicativi sui magazzini automatizzati mostrano che gli infortuni in ambienti con AGV tendono a concentrarsi in situazioni di:
- Interferenza nelle zone di transizione: incroci tra corridoi AGV e aree pedonali, specialmente in condizioni di scarsa visibilità o durante le operazioni di carico/scarico.
- Manutenzione e ripristino: gli interventi tecnici sugli AGV fermi (manutenzione ordinaria, eliminazione ostacoli) rappresentano un momento di rischio elevato, poiché il sistema può riavviarsi automaticamente.
- Guasti del sistema di rilevamento: malfunzionamenti dei sensori di prossimità o del software di navigazione possono causare comportamenti imprevedibili del veicolo nelle aree con presenza di operatori.
Zonazione segregata
Separazione fisica o elettronica delle aree AGV dalle zone pedonali (D.Lgs. 81/08 all. IV)
Procedure LOTO
Lockout/Tagout prima di qualsiasi intervento su AGV fermo: procedura obbligatoria
Segnalazione acustica e luminosa
Ogni AGV deve segnalare la propria presenza con segnali univoci riconoscibili dagli operatori
Formazione specifica
Art. 37 D.Lgs. 81/08 + Accordo SR 2025: formazione obbligatoria per tutti i lavoratori nell'area
Obblighi DVR per ambienti con automazione avanzata
Il D.Lgs. 81/08 non prevede una sezione specifica per l'automazione avanzata, ma l'art. 28 impone che il DVR valuti «tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari» — categoria che include i nuovi rischi da automazione. In concreto, il datore che introduce tecnologie di automazione avanzata deve aggiornare il DVR per considerare:
- Analisi dei rischi residui post-automazione:identificazione dei rischi che persistono o emergono dopo l'introduzione del sistema automatico, con riferimento alle norme tecniche specifiche (ISO 10218 per robot industriali, ISO/TS 15066 per cobot, EN 1525 per AGV).
- Valutazione dei rischi cognitivi e psicosociali: come richiesto dalla Commissione Consultiva, il DVR deve includere la valutazione dello stress lavoro-correlato in ambienti ad alta automazione, considerando i fattori di autonomia, carico cognitivo e monitoraggio algoritmico.
- Procedure di emergenza aggiornate: i piani di emergenza e di manutenzione devono essere rielaborati per includere le procedure specifiche per i sistemi automatici (spegnimento di emergenza, LOTO, ripristino dopo guasto).
- Formazione aggiornata:ogni modifica sostanziale ai sistemi automatici richiede un aggiornamento della formazione specifica ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. 81/08, documentato e verificato prima della messa in esercizio delle modifiche.
Attenzione
L'introduzione di un sistema di automazione avanzata non elimina automaticamente le mansioni dal DVR: occorre una rielaborazione documentata del documento che mappi le nuove interazioni uomo-macchina, i rischi emergenti e le misure di prevenzione adottate. L'omessa rielaborazione del DVR a seguito di modifiche sostanziali al processo produttivo è sanzionata dall'art. 55 D.Lgs. 81/08.
Prospettive INAIL e EU-OSHA sul futuro del lavoro
INAIL e EU-OSHA convergono nel segnalare che la transizione digitale richiede un aggiornamento strutturale degli strumenti di valutazione e gestione del rischio, che non possono limitarsi ad applicare categorie preesistenti a tecnologie radicalmente nuove.
Le principali linee di lavoro identificate dai due enti per il periodo 2025–2030 includono:
- Sviluppo di check-list specifiche per ambienti automatizzati: strumenti pratici per la valutazione dei rischi da cobot, AGV e sistemi IA, pensati per le PMI che non dispongono di competenze tecniche interne specializzate.
- Linee guida su esoscheletri: INAIL ha già pubblicato una prima guida sugli esoscheletri industriali e continua le ricerche per aggiornare le indicazioni sulla base dei dati di utilizzo reale in contesti produttivi italiani.
- Integrazione dell'AI Act con il D.Lgs. 81/08:la Commissione Europea e il Ministero del Lavoro stanno lavorando a chiarimenti interpretativi su come gli obblighi del Regolamento UE sull'IA si integrano con il quadro normativo esistente in materia di sicurezza sul lavoro.
- Formazione continua degli RSPP: EU-OSHA segnala che i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione necessitano di aggiornamenti specifici sulle tecnologie emergenti, un tema che le organizzazioni datoriali stanno includendo nei piani di formazione continua.
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FAQ: IA, automazione e sicurezza sul lavoroFAQ
L'introduzione di un cobot in azienda richiede l'aggiornamento del DVR?
Gli esoscheletri industriali sono considerati DPI ai sensi del D.Lgs. 81/08?
L'uso di sistemi IA per l'assegnazione delle mansioni può creare rischi psicosociali?
Quali obblighi formativi esistono per i lavoratori che operano accanto ad AGV in magazzino?
Fonti normative
- EU-OSHA — Digitalizzazione e salute e sicurezza sul lavoro
- EU-OSHA — Foresight on new and emerging occupational safety and health risks (OSH)
- INAIL — Guida agli esoscheletri industriali (indicativo)
- INAIL Rapporto Annuale 2025 (indicativo)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (artt. 17, 28, 29, 37, 70, 73)
- Regolamento UE 2024/1689 — Artificial Intelligence Act (AI Act)
- ISO/TS 15066:2016 — Robots and robotic devices: collaborative robots
- UNI EN ISO 10218-1/2 — Robots and robotic devices: safety requirements for industrial robots
- EN 1525:1997 — Safety of industrial trucks: driverless trucks and their systems (AGV)
- Accordo Stato-Regioni 2025 — Formazione sicurezza per lavoratori
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