L'industria ceramica e del vetro in Italia è caratterizzata da un profilo di rischio professionale complesso. Le malattie professionali a insorgenza lenta — in primo luogo la silicosi da inalazione di silice libera cristallina (SLC) — rappresentano la principale preoccupazione del settore, affiancate dal rischio termico nei forni di cottura e fusione, dall'esposizione a rumore negli impianti di macinazione e formatura e dal rischio chimico legato a smalti, ossidi metallici e fondenti. I principali distretti produttivi — Sassuolo (MO), Faenza (RA), Civita Castellana (VT) e Murano (VE) — presentano profili di rischio parzialmente differenziati in base alle tipologie di prodotto e ai processi impiegati. I dati riportati sono indicativi e basati su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali e dalla banca dati INAIL.
Nota metodologica
Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati consultare INAIL Open Data.
Classificazione ATECO e perimetro del settore
L'industria ceramica e del vetro rientra nella Sezione C — Attività manifatturiere della classificazione ATECO 2007. I codici di riferimento principali sono:
| Codice ATECO | Descrizione | Esempi di produzione |
|---|---|---|
| 23.11 | Fabbricazione di vetro piano | Lastre, vetro float, vetro stratificato |
| 23.13 | Fabbricazione di vetro cavo | Bottiglie, flaconi, vasi in vetro |
| 23.14 | Fabbricazione di fibre di vetro | Lana di vetro, fibre per isolamento |
| 23.19 | Fabbricazione e lavorazione di altro vetro (inclusa lavorazione tecnica) | Vetro artistico di Murano, vetro ottico |
| 23.41 | Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali | Maiolica, porcellana, articoli da regalo |
| 23.42 | Fabbricazione di articoli sanitari in ceramica | Lavabi, vasche, sanitari |
| 23.43 | Fabbricazione di isolatori e di pezzi isolanti in ceramica | Isolatori elettrici, ceramiche tecniche |
| 23.44 | Fabbricazione di altri prodotti in ceramica per uso tecnico e industriale | Crogioli, refrattari, supporti |
| 23.49 | Fabbricazione di altri prodotti in ceramica | Piastrelle, laterizi decorativi, ceramica da costruzione |
In Italia il settore occupa indicativamente alcune decine di migliaia di addetti diretti, con una forte concentrazione distrettuale. Le imprese variano da grandi gruppi industriali quotati (piastrelle, vetro piano) a microimprese artigiane (ceramica artistica, vetro soffiato). Questa eterogeneità dimensionale ha un impatto diretto sulle capacità di presidio della sicurezza: le piccole imprese artigiane dispongono spesso di risorse limitate per l'implementazione di misure tecniche complesse come i sistemi di aspirazione localizzata.
Il rischio silice (SLC): il pericolo principale del comparto
La silice libera cristallina (SLC), in particolare nella forma di quarzo e cristobalite, è classificata come cancerogeno del gruppo 1 da IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) per i lavoratori esposti durante attività lavorative. Nell'industria ceramica la SLC è presente in:
- Materie prime: caolino, argille, feldspato, quarzo macinato, sabbia silicea utilizzate nella preparazione degli impasti per piastrelle, sanitari, stoviglie e refrattari.
- Fasi di processo a rischio elevato: macinazione a secco, setacciatura, miscelazione manuale di polveri, pressatura a secco, rifinitura e smerigliatura di pezzi crudi o cotti.
- Industria vetraria:la sabbia silicea (SiO² > 99%) è la materia prima principale del vetro; il rischio è elevato nelle fasi di carico e miscelazione in batch prima della fusione.
Il valore limite di esposizione professionale (VLEP)per la silice cristallina respirabile è fissato a 0,1 mg/m³ dalla Direttiva 2017/164/UE e dal D.Lgs. 81/08. Superamenti del VLEP sono stati documentati da INAIL in misurazioni effettuate in impianti con processi a secco non adeguatamente ingegnerizzati, in particolare nelle PMI.
INAIL raccomanda una gerarchia di misure preventive per la riduzione del rischio silice:
- Sostituzione: riduzione o eliminazione delle materie prime silicifere ove tecnicamente fattibile (es. sostituzione del quarzo con materiali alternativi negli impasti ceramici).
- Processi a umido: sostituzione dei processi a secco con processi a umido (macinazione in acqua, atomizzazione) per sopprimere la generazione di polvere alla fonte.
- Aspirazione localizzata: installazione di cappe aspiranti e sistemi di captazione direttamente sul punto di generazione della polvere, con filtrazione HEPA.
- Ventilazione generale:misura integrativa, non sostitutiva dell'aspirazione localizzata.
- DPI respiratori: come ultima linea di difesa, maschere FFP2 o FFP3 o semimaschera con filtro P3, con sorveglianza sanitaria periodica.
Silicosi: irreversibilità e latenza
La silicosi può progredire anche dopo la cessazione dell'esposizione e non ha una terapia risolutiva. I tempi di latenza possono essere superiori a 10–20 anni. La sorveglianza sanitaria post-espositiva è obbligatoria per i lavoratori che hanno superato il VLEP.
Rischio termico: forni di cottura e fusione
I forni rappresentano l'elemento produttivo più critico sotto il profilo del rischio termico. Le temperature di esercizio variano in funzione del prodotto:
Ceramica (piastrelle, sanitari)
900–1250 °C
Forni a tunnel e forni a rullo
Vetro industriale
1400–1600 °C
Forni a bacino continuo
Vetro soffiato (Murano)
1000–1300 °C
Forni a crogiolo, lavorazione manuale
I lavoratori addetti ai forni sono esposti a stress da calore (microclima caldo-secco), radiazioni infrarosse e ultraviolette, rischio di ustioni da contatto e da proiezione di materiale fuso. Il D.Lgs. 81/08 (Titolo VIII, Capo III bis per le radiazioni ottiche artificiali e Titolo IX per il microclima) impone la valutazione del rischio da stress termico con indicatori oggettivi (WBGT, indice IREQ) e la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti.
Per i maestri vetrai di Murano, la lavorazione al canotto (soffiatura manuale davanti alla bocca del forno) comporta un'esposizione combinata a calore radiante intenso e a vibrazioni mano-braccio trasmesse dagli strumenti di lavoro. Il rischio da vibrazioni è valutato ai sensi del Titolo VIII, Capo III del D.Lgs. 81/08, con valore limite giornaliero A(8) = 5 m/s² per il sistema mano-braccio.
Rischio rumore: impianti di macinazione, pressatura e movimentazione
Gli impianti di macinazione (mulini a sfere, mulini a getto), le presse per la formatura delle piastrelle, i nastri trasportatori e le macchine di confezionamento generano livelli di pressione sonora che possono superare gli 85–90 dB(A) in posizione operatore, collocando molti addetti nella fascia di rischio medio-alto prevista dal Titolo VIII, Capo II del D.Lgs. 81/08.
L'ipoacusia da rumore è una delle malattie professionali più denunciate nel manifatturiero ceramico, in particolare tra i lavoratori con anzianità di servizio elevata in reparti non insonorizzati. Le misure preventive includono:
- Riduzione alla fonte: insonorizzazione delle macchine con pannelli fonoassorbenti, incapsulamento dei mulini, manutenzione preventiva per ridurre le emissioni di rumore degli impianti deteriorati.
- Organizzazione del lavoro: rotazione degli addetti tra reparti ad alta e bassa esposizione per ridurre il livello di esposizione personale giornaliero.
- DPI uditivi: cuffie antirumore o inserti auricolari con attenuazione adeguata al livello di esposizione, forniti obbligatoriamente sopra gli 85 dB(A).
- Sorveglianza sanitaria: audiometria periodica obbligatoria per i lavoratori esposti oltre i 80 dB(A), con sorveglianza rafforzata sopra gli 85 dB(A).
Rischio chimico: smalti, ossidi metallici e fondenti
La decorazione e la smaltatura dei manufatti ceramici introducono un rischio chimico specifico legato all'utilizzo di:
| Agente chimico | Fase di utilizzo | Effetti sulla salute |
|---|---|---|
| Ossidi di piombo (Pb) | Smalti tradizionali, maioliche storiche | Saturnismo, nefropatia, neurotossicità |
| Ossidi di cadmio (Cd) | Pigmenti giallo-arancio (uso residuale) | Nefrotossicità, cancerogeno IARC gruppo 1 |
| Ossidi di cromo (Cr VI) | Pigmenti verdi, cromatura | Cancerogeno polmonare, dermatiti allergiche |
| Ossidi di cobalto (Co) | Pigmenti blu (smalti e vetro) | Fibrosi polmonare, sensibilizzazione cutanea |
| Fondenti al borace e acido borico | Smalti, fritte ceramiche | Irritazione vie respiratorie, tossicità riproduttiva |
| Solventi organici (serigrafie) | Decorazione serigrafica, stampa digitale | Irritazione, neurotossicità cronica |
Tabella indicativa. L'utilizzo di ossidi di piombo e cadmio è severamente limitato o vietato dalla legislazione europea per la maggior parte delle applicazioni, ma può sussistere in produzioni di nicchia, restauro o esportazione verso mercati non UE.
La valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08 deve includere la classificazione dei preparati (Regolamento CLP 1272/2008), la misurazione dell'esposizione professionale e il confronto con i VLEP di cui al D.Lgs. 81/08 e alle direttive europee sugli agenti chimici pericolosi. Per il cromo VI e il cadmio si applicano i limiti della Direttiva 2017/164/UE.
I distretti produttivi: Sassuolo, Civita Castellana, Faenza, Murano
La geografia industriale del comparto italiano è fortemente distrettualizzata. Ogni distretto presenta caratteristiche produttive e profili di rischio parzialmente differenziati:
Sassuolo (MO) — Emilia-Romagna
Piastrelle per pavimenti e rivestimenti
Silice nelle polveri da pressatura a secco; rischio termico nei forni a tunnel e rullo; rumore da presse e linee di smaltatura.
Civita Castellana (VT) — Lazio
Sanitari in ceramica (WC, lavabi, bidet)
Silice nella preparazione degli impasti; rischio chimico negli smalti; movimentazione manuale di pezzi pesanti nelle fasi di formatura e controllo qualità.
Faenza (RA) — Emilia-Romagna
Maiolica artistica, ceramica decorata
Rischio chimico da ossidi metallici nei pigmenti; esposizione a smalti con fritte al piombo nelle produzioni tradizionali; polveri durante lavorazione manuale.
Murano (VE) — Veneto
Vetro soffiato artigianale e artistico
Rischio termico intenso da forni a crogiolo; radiazioni infrarosse; vibrazioni mano-braccio; ossidi metallici nei coloranti; stress fisico da lavorazione manuale prolungata.
Il ruolo delle associazioni di categoria distrettuali — in particolare Confindustria Ceramica per il comparto piastrelle e sanitari e le associazioni degli artigiani vetrai — è rilevante nella diffusione delle buone pratiche e nell'implementazione degli accordi NEPSI a livello aziendale. Le RSU e i RLSSA (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di Sito) svolgono un ruolo di controllo e partecipazione alla valutazione del rischio.
Malattie professionali: dati indicativi INAIL e trend
Secondo elaborazioni su dati INAIL, le malattie professionali denunciate nel comparto manifatturiero ceramica e vetro comprendono indicativamente le seguenti categorie principali:
| Malattia professionale | Rilevanza nel comparto | Stato tabellare INAIL |
|---|---|---|
| Silicosi e pneumoconiosi | Molto alta — prima causa di MP tabellata nel settore | Tabellata (presunzione legale) |
| Bronchite cronica / BPCO | Alta — da polveri miste e SLC | Tabellata con nesso causale da dimostrare |
| Ipoacusia da rumore | Alta — impianti macinazione e pressatura | Tabellata (presunzione legale) |
| Dermatiti allergiche da contatto | Media — smalti, coloranti, solventi | Non tabellata (sistema misto) |
| Disturbi muscolo-scheletrici (DMS) | Media — MMC, posture, vibrazioni | Non tabellata (sistema misto) |
| Tumori polmonari (silice cancerogena) | Bassa ma grave — latenza lunga | Non tabellata, nesso da dimostrare |
Tabella indicativa basata su fonti INAIL pubbliche. "Tabellata" indica la presenza nella tabella delle malattie professionali allegata al D.P.R. 1124/1965 e successive modifiche, con presunzione legale di origine professionale per le lavorazioni a rischio specificate.
Nel lungo periodo (2010–2023) si registra un calo tendenziale delle nuove diagnosi di silicosi nelle coorte più giovani di lavoratori, attribuibile alla progressiva diffusione dei processi a umido (atomizzazione) nelle grandi aziende ceramiche del distretto di Sassuolo e all'applicazione più sistematica dell'aspirazione localizzata. Tuttavia, l'insorgenza di malattie tra lavoratori con anzianità elevata riflette esposizioni avvenute 15–30 anni prima, quando i processi a secco erano molto più diffusi.
Confronto con gli standard europei e l'Accordo NEPSI
A livello europeo, il controllo del rischio silice nel settore ceramico e vetrario è governato dall'Accordo NEPSI(Non-Exposure to Silica Industry Agreement), firmato nel 2006 da Eurosil, Quarry Products Association e le principali associazioni di categoria manifatturiere europee. L'accordo stabilisce:
- Good Practice Guides (GPG):linee guida settore per settore (ceramica, vetro, fonderie, calcestruzzo) con misure specifiche per la riduzione dell'esposizione a SLC al di sotto del limite di 0,1 mg/m³.
- Reportistica periodica:le aziende aderenti pubblicano dati sull'esposizione media dei lavoratori, con verifica indipendente e rendicontazione annuale a Eurosil.
- Sostituzione delle materie prime:impegno a valutare sistematicamente la sostituibilità tecnica della silice cristallina con materiali alternativi nei processi che lo consentono.
Il confronto tra i dati italiani e quelli dei principali paesi europei produttori di ceramica (Spagna, Germania, Francia, Polonia) suggerisce che l'Italia, pur avendo adottato formalmente il NEPSI e recepito le direttive europee, presenta ancora un divario nell'applicazione pratica nelle PMI rispetto a paesi come la Germania, dove i sistemi di sorveglianza occupazionale (DGUV) hanno una copertura più capillare. L'obiettivo europeo per il settore è il progressivo avvicinamento verso un'esposizione "as low as reasonably practicable" (ALARP), con target di lungo periodo ben al di sotto del VLEP legale.
Interventi preventivi raccomandati da INAIL
Sulla base delle attività di ricerca e di vigilanza, INAIL raccomanda per il comparto ceramica e vetro un approccio integrato che combina misure tecniche, organizzative e sanitarie:
Rischio silice
- ›Sostituzione delle materie prime silicifere ove tecnicamente praticabile
- ›Macinazione e trasporto in fase umida o slurry
- ›Aspirazione localizzata con captazione alla fonte certificata
- ›Monitoraggio periodico delle concentrazioni di SLC (almeno annuale)
Rischio termico
- ›Schermatura termica delle bocche dei forni
- ›Rotazione degli addetti alle operazioni ad alta esposizione termica
- ›Fornitura di indumenti di protezione termica omologati EN ISO 11612
- ›Sorveglianza sanitaria con valutazione cardiologica e dermatologica
Rischio rumore
- ›Insonorizzazione e incapsulamento dei mulini a sfere
- ›Manutenzione preventiva per ridurre il degrado acustico degli impianti
- ›DPI uditivi con attenuazione adeguata e programma di fit-testing
- ›Audiometria periodica con soglia di allerta a 10 dB di shift permanente
Rischio chimico
- ›Sostituzione degli ossidi pericolosi con alternative certificate (es. pigmenti privi di Cr VI)
- ›Sistemi di smaltatura in cabine ventilate con aspirazione
- ›Schede di sicurezza aggiornate (SDS) disponibili in reparto per tutti i preparati
- ›Monitoraggio biologico per lavoratori esposti a piombo, cadmio e cromo VI
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Domande frequenti su infortuni e malattie professionali nella ceramica e nel vetroFAQ
Quali malattie professionali sono riconosciute nel settore della ceramica e del vetro?
Cos'è la silicosi e perché colpisce i lavoratori ceramici e vetrari?
Quanti infortuni si registrano indicativamente nel comparto ceramica e vetro in Italia?
Quali sono le differenze di rischio tra il distretto di Sassuolo e quello di Murano?
Cosa prevede la normativa per la protezione dal rischio silice in un'azienda ceramica?
Fonti normative
- INAIL Open Data — open.inail.it
- INAIL Rapporto Annuale (edizioni 2018–2024)
- INAIL — Banca Dati Statistica: infortuni e malattie professionali per ATECO
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro
- D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 — Tabelle malattie professionali
- Direttiva 2017/164/UE — Quarta lista di valori limite indicativi di esposizione professionale
- Accordo NEPSI (Non-Exposure to Silica Industry) — Good Practice Guides per il settore ceramico e vetrario
- IARC Monographs Vol. 100C — Silica Dust, Crystalline, in the Form of Quartz or Cristobalite (2012)
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) — Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze
- INAIL — Bandi ISI: incentivi alle imprese per la sicurezza sul lavoro
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