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Osservatorio Sicurezza Italia

Indici di Frequenza e Gravità degli Infortuni 2025-2026

Indice di Frequenza e Indice di Gravità degli infortuni: formule, interpretazione, benchmark per settore e utilizzo nel DVR e SGSL.

IFInfortuni per milione di ore lavorateIGGiorni persi per mille ore lavorateISO 45001Standard internazionale SGSLINAILFonte benchmark settoriali (dati indicativi)
Risposta rapida

L'Indice di Frequenza (IF) e l'Indice di Gravità (IG) sono i principali indicatori quantitativi per misurare e confrontare le prestazioni di sicurezza di un'azienda con i benchmark di settore e con se stessa nel tempo. L'IF misura quanti infortuni avvengono ogni milione di ore lavorate; l'IG misura quanti giorni di lavoro vengono persi ogni mille ore lavorate. Entrambi sono utilizzati nel DVR, nel SGSL ISO 45001 e dai consulenti INAIL per identificare le aziende e i settori con le performance peggiori. I benchmark settoriali riportati in questa pagina sono indicativi e basati su elaborazioni su dati INAIL Rapporto Annuale; i valori effettivi aggiornati sono disponibili sul sito INAIL.

Nota metodologica

I benchmark settoriali riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i valori aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data e i Rapporti Annuali INAIL.

Cos'è l'Indice di Frequenza (IF): formula e interpretazione

L'Indice di Frequenza (IF)misura la frequenza degli infortuni in rapporto all'esposizione al rischio, espressa come ore lavorate. È il principale indicatore di performance per confrontare aziende di dimensioni diverse o lo stesso sito in anni diversi.

Formula Indice di Frequenza

IF = (numero di infortuni / ore lavorate) × 1.000.000

Risultato: numero di infortuni ogni milione di ore lavorate (equivalente a circa 500 lavoratori a tempo pieno per un anno).

Come si legge il risultato:un IF di 10 significa che nell'arco di un milione di ore lavorate si verificano 10 infortuni. Per un'azienda con 100 lavoratori a tempo pieno (circa 200.000 ore/anno), un IF di 10 corrisponde a circa 2 infortuni all'anno.

Cosa include il numeratore:si contano gli infortuni che hanno determinato almeno un giorno di assenza oltre a quello dell'infortunio stesso (infortuni con inabilità temporanea assoluta, ITA), più gli infortuni con esito permanente o mortale. Non si contano i micro-infortuni che non causano assenza (es. piccole abrasioni medicabili).

Come si calcola il denominatore (ore lavorate): si sommano le ore di lavoro effettivo di tutti i dipendenti nel periodo di riferimento (anno solare). Non si includono le ore di ferie, malattia, cassa integrazione. I dati sono ricavabili dalla contabilità del personale o dai sistemi di rilevazione presenze.

Cos'è l'Indice di Gravità (IG): formula e interpretazione

L'Indice di Gravità (IG)misura non quante volte accadono gli infortuni, ma quanto sono gravi in termini di giorni di lavoro persi. Un'azienda può avere un IF relativamente contenuto ma un IG elevato se i pochi infortuni che avvengono sono molto gravi (es. fratture, amputazioni, infortuni mortali).

Formula Indice di Gravità

IG = (giorni di lavoro persi / ore lavorate) × 1.000

Risultato: giorni di lavoro persi ogni mille ore lavorate. La base è 1.000 (non 1.000.000 come nell'IF) perché i giorni persi sono già numericamente più grandi degli infortuni.

Come si contano i giorni persi: si sommano i giorni di assenza per inabilità temporanea assoluta (ITA) di tutti gli infortuni nel periodo. Per gli infortuni con inabilità permanente (IP) e per gli infortuni mortali si applicano convenzionalmente valori standard secondo la metodologia ILO: tipicamente 7.500 giorni per ogni decesso e valori proporzionali alla percentuale di invalidità permanente.

Perché usare valori convenzionali:un infortunio mortale non produce giorni di assenza (la persona non rientra), ma il suo impatto in termini di perdita produttiva e umana è immenso. Il valore convenzionale di 7.500 giorni (equivalente a circa 30 anni di vita lavorativa) consente di includerlo nell'IG in modo comparabile tra aziende diverse.

Differenza tra IF, IG e IFIN (Indice di Frequenza degli Infortuni mortali)

In letteratura e nelle analisi INAIL si trovano anche indicatori derivati che affinano l'analisi rispetto ai soli IF e IG:

IndiceFormulaCosa misuraBase
IF — Indice di Frequenza(infortuni / ore lavorate) × 1.000.000Frequenza di tutti gli infortuni con assenza1.000.000 ore
IG — Indice di Gravità(giorni persi / ore lavorate) × 1.000Gravità media degli infortuni in giorni persi1.000 ore
IFIN — Indice di Frequenza mortali(infortuni mortali / ore lavorate) × 100.000.000Frequenza degli infortuni con esito mortale100.000.000 ore
Gravità mediaIG / IF × 1.000Durata media dell'assenza per singolo infortunioGiorni/infortunio

Metodologia basata su standard ILO/INAIL. La base di 100.000.000 ore per l'IFIN è necessaria perché gli infortuni mortali sono numericamente rari rispetto al totale.

L'IFIN è particolarmente significativo per i settori ad alto rischio (costruzioni, agricoltura, trasporti) dove il numero di infortuni mortali è statisticamente abbastanza elevato da permettere confronti nel tempo. Per le singole aziende di medie dimensioni, il numero di eventi mortali è troppo basso per calcoli significativi dell'IFIN.

Come si usano IF e IG nel DVR e nel SGSL ISO 45001

Utilizzo nel DVR (D.Lgs. 81/08 art. 28)

Il Documento di Valutazione dei Rischi deve contenere, tra l'altro, l'analisi degli infortuni e delle malattie professionali occorse in azienda. L'inserimento degli indici IF e IG nel DVR consente di:

Utilizzo nel SGSL ISO 45001:2018

La norma ISO 45001:2018 (clausola 9.1 — Monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione delle prestazioni) richiede che l'organizzazione monitori e misuri le proprie prestazioni di sicurezza attraverso indicatori definiti. IF e IG rientrano tra gli indicatori di lagging (consuntivi) raccomandati.

ISO 45001 raccomanda di affiancare agli indici di lagging (reattivi) anche indicatori di leading (proattivi), come:

Benchmark settoriali in Italia: dati indicativi INAIL 2025-2026

I benchmark settoriali indicativi, desunti dai Rapporti Annuali INAIL, permettono all'azienda di posizionare le proprie performance rispetto alla media del settore di appartenenza. I valori riportati sono puramente indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza; i valori ufficiali aggiornati sono disponibili sul sito INAIL e nei Rapporti Annuali.

SettoreIF indicativoIG indicativoRischio prevalente
Costruzioni20–351,5–2,5Cadute dall'alto, schiacciamenti, investimento mezzi
Metalmeccanica / manifattura15–250,8–1,5Tagli, impigliamento macchine, proiezione schegge
Agricoltura25–452,0–3,5Ribaltamento trattori, macchine agricole, colpo di calore
Sanità e assistenza20–300,7–1,2Movimentazione pazienti, scivolamenti, aghi e taglienti
Terziario / commercio5–120,3–0,7Scivolamenti, cadute in piano, stress lavoro-correlato
Trasporti e logistica15–301,0–2,0Incidenti stradali, movimentazione carichi, carrelli elevatori

Valori indicativi, elaborazione su dati INAIL Rapporto Annuale 2020–2024. I valori ufficiali variano per anno, sottosettore e modalità di calcolo. Consultare INAIL per i benchmark aggiornati.

Come calcolare IF e IG per la propria azienda: esempi pratici

Di seguito due esempi pratici per illustrare il calcolo degli indici in contesti aziendali reali.

Esempio 1: azienda metalmeccanica media

Dati di input

  • Numero di dipendenti: 80
  • Ore lavorate nell'anno: 140.000 ore
  • Infortuni con assenza: 4
  • Giorni totali di assenza per infortuni: 62

Calcolo

IF = (4 / 140.000) × 1.000.000 = 28,6

IG = (62 / 140.000) × 1.000 = 0,44

Interpretazione: IF di 28,6 è nella fascia alta per il settore metalmeccanico (benchmark indicativo: 15–25). IG di 0,44 è nella fascia bassa, il che suggerisce infortuni frequenti ma mediamente non gravi.

Esempio 2: azienda del terziario con un infortunio grave

Dati di input

  • Numero di dipendenti: 30
  • Ore lavorate nell'anno: 52.000 ore
  • Infortuni con assenza: 1 (frattura con 45 giorni di prognosi)
  • Giorni totali di assenza per infortuni: 45

Calcolo

IF = (1 / 52.000) × 1.000.000 = 19,2

IG = (45 / 52.000) × 1.000 = 0,87

Interpretazione: nonostante solo un infortunio in un anno, l'IF risulta elevato (19,2) a causa della piccola dimensione aziendale. L'IG di 0,87 segnala che quell'unico infortunio è stato di gravità significativa. Questo evidenzia il limite degli indici nelle piccole aziende: un singolo evento impatta molto sulle statistiche.

Limitazioni degli indici: cosa non misurano IF e IG

Gli indici IF e IG sono strumenti potenti ma con limitazioni strutturali che è importante conoscere per non trarre conclusioni errate:

Usare gli indici per il miglioramento continuo PDCA

Il ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act), alla base di ISO 45001:2018 e di tutti i sistemi di gestione moderni, trova negli indici IF e IG uno strumento operativo nel momento del Check:

Plan — Pianificare

Definire obiettivi quantitativi di riduzione di IF e IG per l'anno (es. riduzione del 15% rispetto all'anno precedente). Identificare le aree critiche su cui concentrare le misure preventive.

Do — Attuare

Implementare le misure preventive pianificate: formazione, miglioramenti tecnici, procedure, DPI. Raccogliere sistematicamente i dati su infortuni, near-miss e giorni di assenza.

Check — Verificare

Calcolare IF e IG al termine del periodo e confrontarli con l'obiettivo e con i benchmark settoriali. Analizzare le cause degli infortuni occorsi con metodo causa-radice (RCA, 5 Perché).

Act — Migliorare

Se gli obiettivi non sono stati raggiunti, identificare le misure aggiuntive. Se raggiunti, alzare il livello di ambizione per il ciclo successivo. Aggiornare il DVR con i risultati dell'analisi.

Un'azienda che utilizza sistematicamente IF e IG nel ciclo PDCA, affiancandoli a indicatori di leading come il numero di near-miss segnalati e la percentuale di audit completati, dimostra in sede di certificazione ISO 45001 e in caso di ispezione un approccio maturo alla gestione della sicurezza, che è elemento rilevante anche nella valutazione della colpa in caso di contenzioso per infortuni.

Approfondisci

FAQ indici di frequenza e gravità infortuniFAQ

Come si calcola l'Indice di Frequenza (IF) degli infortuni?
L'Indice di Frequenza (IF) si calcola con la formula: IF = (numero di infortuni / ore lavorate) × 1.000.000. Il risultato indica quanti infortuni si verificano ogni milione di ore lavorate. Ad esempio, se un'azienda registra 3 infortuni su 500.000 ore lavorate in un anno, l'IF è pari a 6. La moltiplicazione per 1.000.000 serve a ottenere un numero leggibile senza molti decimali. Alcune metodologie usano 200.000 ore come base (equivalente a 100 lavoratori a tempo pieno per un anno), tipico della metodologia BLS americana; in Italia la base INAIL è generalmente 1.000.000.
Come si calcola l'Indice di Gravità (IG) degli infortuni?
L'Indice di Gravità (IG) si calcola con la formula: IG = (giorni di lavoro persi / ore lavorate) × 1.000. Il risultato indica quanti giorni di lavoro vengono persi ogni mille ore lavorate. I giorni persi includono quelli di assenza per inabilità temporanea assoluta; per gli infortuni mortali e per quelli con inabilità permanente si applicano convenzionalmente valori standard (es. 7.500 giorni per decesso, secondo la metodologia ILO). Un IG elevato segnala infortuni gravi con lunghe degenze, anche se poco frequenti.
Gli indici IF e IG sono obbligatori nel DVR?
Il D.Lgs. 81/08 art. 28 richiede che il DVR contenga la valutazione di tutti i rischi e le misure di prevenzione adottate, inclusa l'analisi degli infortuni occorsi. Non esiste un obbligo esplicito di calcolare IF e IG nel DVR, ma il loro utilizzo è fortemente raccomandato dalle linee guida INAIL e da ISO 45001:2018 come strumento di monitoraggio delle prestazioni di sicurezza. Nei sistemi di gestione certificati (SGSL ISO 45001), il monitoraggio degli indicatori di performance — inclusi IF e IG — è un requisito esplicito della norma (clausola 9.1).
Cosa non misurano gli indici IF e IG?
Gli indici IF e IG misurano solo gli infortuni accaduti e registrati; non misurano: i near-miss (quasi-infortuni), le condizioni di rischio latenti, le malattie professionali (che hanno tempi di latenza lunghi e non si traducono in assenze immediate), il rischio percepito dai lavoratori, la qualità del sistema di gestione della sicurezza. Un'azienda con IF e IG bassi può avere un elevato numero di near-miss non segnalati. Per questo ISO 45001 raccomanda di affiancare agli indici di lagging (reattivi, come IF e IG) indicatori di leading (proattivi, come il numero di near-miss segnalati, le ispezioni effettuate, i lavoratori formati).

Fonti normative

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