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Osservatorio · Imprese di pulizie e facility management

Sicurezza nelle imprese di pulizie e facility management

Scivolamento, movimentazione carichi, agenti chimici, lavoro notturno e categorie a rischio: analisi basata su dati INAIL 2022-2025 e quadro normativo D.Lgs. 81/08 per i comparti ATECO 81.21, 81.22, 81.29 con tendenze 2025-2026 e ispezioni INL.

ATECO 81.2xAttività di pulizia e disinfezione1° causaScivolamento su superfici bagnateINAILFonte dati 2022-2025INLIspezioni settore appalti pulizie
Risposta rapida

Il settore delle imprese di pulizia, facchinaggio e facility management (codici ATECO 81.21 pulizia generale di edifici, 81.22 pulizia specializzata, 81.29 altre pulizie) presenta uno dei profili di rischio infortunistico più elevati nel terziario. I dati INAIL 2022-2025 evidenziano come lo scivolamento su superfici bagnate costituisca la prima causa di infortuni per frequenza assoluta, seguita dai disturbi muscolo-scheletrici da movimentazione manuale di carichi. La presenza di lavoratori stranieri e di addetti over-50 in misura superiore alla media del mercato del lavoro, unita alla diffusione del lavoro notturno e part-time pluricommittente, rende il settore oggetto di particolare attenzione da parte dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

Profilo di rischio del settore pulizie e facility management

Le imprese di pulizia e facility management operano in ambienti di lavoro non propri: gli addetti lavorano nelle sedi dei committenti (uffici, ospedali, scuole, centri commerciali, stabilimenti industriali), con rischi che variano significativamente in funzione del contesto. Questa caratteristica rende complessa la valutazione dei rischi, che deve contemplare non solo i rischi tipici della mansione (scivolamento, movimentazione carichi, agenti chimici) ma anche i rischi specifici degli ambienti del committente con cui possono interferire le attività di pulizia.

Scivolamento e caduta su superfici umide: prima causa di infortuni

Lo scivolamento su superfici rese umide o scivolose dai detergenti e dall'acqua utilizzata nelle operazioni di pulizia rappresenta la causa più frequente di infortuni nel settore, secondo le elaborazioni INAIL per il comparto ATECO 81.2x. Le cadute in piano determinano infortuni con prognosi che varia da contusioni lievi a fratture di anca, polso e caviglia, traumatismi cranici e lesioni alla colonna vertebrale. Il Titolo II del D.Lgs. 81/08 (art. 63 e allegato IV) impone che i luoghi di lavoro siano dotati di pavimenti con caratteristiche antisdrucciolevoli; tuttavia, poiché gli addetti alle pulizie operano in ambienti altrui, le misure di prevenzione devono essere integrate nella procedura di lavoro. Le misure obbligatorie includono: calzature di sicurezza antiscivolo conformi EN ISO 20345 con suola classificata SRC (la più elevata resistenza allo scivolamento su ceramica bagnata e su acciaio con SLS); segnalazione immediata e visibile delle aree bagnate con cartelli normalizzati; tecniche di pulizia che minimizzino le superfici umide contemporaneamente esposte (pulizia per sezioni, uso di mop con sistema di doppio secchio e strizzatura efficiente).

Movimentazione manuale dei carichi

Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167–171) e l'allegato XXXIII disciplinano la movimentazione manuale dei carichi (MMC), definita come qualsiasi operazione di trasporto o sostegno di un carico con i rischi di lesioni dorso-lombari per i lavoratori. Nel settore delle pulizie, le operazioni di MMC sono frequenti: trasporto di carrelli pesanti carichi di attrezzature e prodotti chimici, soprattutto in ambienti con rampe, gradini o ascensori non disponibili; movimentazione di sacchi di rifiuti; spostamento di mobili e arredi durante le operazioni di pulizia a fondo. Il metodo NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health) e il metodo MAPO (Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati, per il settore sanitario) sono i principali strumenti di valutazione. Per le attività con indice di sollevamento superiore a 1 (NIOSH), il datore di lavoro deve adottare misure tecniche e organizzative (ausili meccanici, riduzione del peso, adeguamento delle postazioni) e prevedere la sorveglianza sanitaria con valutazione del rachide.

Esposizione ad agenti chimici per la pulizia

Le imprese di pulizia utilizzano una gamma ampia di prodotti chimici (detergenti, disinfettanti, sgrassatori, deceranti, rimuovi-calcare) classificati ai sensi del Regolamento CLP (CE n. 1272/2008). La valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08 è obbligatoria per tutti i prodotti chimici utilizzati, indipendentemente dalla loro classificazione. I rischi più rilevanti includono: dermatiti da contatto irritative o allergiche per contatto cutaneo ripetuto con detergenti (anche non classificati come pericolosi); irritazione delle vie respiratorie per inalazione di aerosol di prodotti a base di ipoclorito, acidi forti o solventi in ambienti scarsamente ventilati; reazioni chimiche pericolose per miscelazione accidentale di prodotti incompatibili (es. ipoclorito + acido = sviluppo di cloro gassoso). Per ciascun prodotto è obbligatoria l'acquisizione della Scheda di Dati di Sicurezza (SDS) aggiornata ai sensi del Regolamento REACH (CE 1907/2006), e la formazione dei lavoratori sull'uso sicuro, sulla corretta lettura delle SDS e sull'incompatibilità tra prodotti.

Nota metodologica

I riferimenti agli andamenti del settore riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni qualitative su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL 2022-2025. Non costituiscono statistiche ufficiali certificate. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Tipo di rischioMansioni / contesti prevalentiRiferimento normativo
Scivolamento / caduta in pianoTutti gli addetti pulizie, specialm. su superfici dure bagnateArt. 63 e All. IV D.Lgs. 81/08 — EN ISO 20345 (calzature SRC)
Movimentazione manuale dei carichiAddetti trasporto carrelli, sacchi rifiuti, spostamento mobiliTitolo VI D.Lgs. 81/08 (artt. 167–171) — All. XXXIII
Agenti chimici (detergenti, disinfettanti)Addetti pulizia con prodotti classificati CLPTitolo IX Capo I D.Lgs. 81/08 — Reg. REACH CE 1907/2006
Caduta dall'alto (pulizie in quota)Addetti pulizia vetrate esterne, lavaggio facciata, insegneTitolo IV Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 107–130)
Lavoro notturnoAddetti pulizia uffici, banche, aeroporti in orario notturnoD.Lgs. 66/2003 — Titolo XI D.Lgs. 81/08
Rischi da interferenza con il committentePulizie in stabilimenti industriali, ospedali, laboratoriArt. 26 D.Lgs. 81/08 — DUVRI
Biologico (pulizie in ambito sanitario)Addetti pulizia ospedali, RSA, ambulatoriTitolo X D.Lgs. 81/08 (artt. 266–286)

Tabella indicativa. Elaborazione su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL aggregati per comparto ATECO 81.2x.

Categorie a rischio: lavoratori stranieri, over-50 e lavoro notturno

Lavoratori stranieri: incidenza infortunistica e barriere linguistiche

Il settore delle pulizie e del facility management ha una delle più alte percentuali di lavoratori stranieri tra tutti i comparti del mercato del lavoro italiano. I dati INAIL indicano che i lavoratori stranieri nel settore presentano tassi infortunistici superiori alla media dei lavoratori italiani dello stesso comparto, con cause riconducibili a: barriere linguistiche nella ricezione della formazione sulla sicurezza (formazione erogata solo in italiano senza supporto multilingue), minore familiarità con i sistemi di segnalazione degli infortuni e delle condizioni pericolose, maggiore concentrazione in mansioni con più alta esposizione ai rischi (pulizie in quota, lavoro notturno, pulizie specializzate in ambienti industriali). L'art. 36 e l'art. 37 del D.Lgs. 81/08 impongono che l'informazione e la formazione sulla sicurezza siano comprensibili dai lavoratori, il che implica per i datori di lavoro con dipendenti stranieri l'obbligo di adottare strumenti di comunicazione adeguati: formazione in lingua madre, utilizzo di pictogrammi, video formativi multilingue, tutoraggio da parte di lavoratori senior che condividono la stessa lingua.

Lavoratori over-50: rischi specifici e sorveglianza sanitaria

La popolazione di lavoratori over-50 nel settore delle pulizie è significativa. Con l'avanzare dell'età aumenta la vulnerabilità agli infortuni da scivolamento (riduzione dei riflessi, minor capacità di recupero dell'equilibrio), ai disturbi muscolo-scheletrici da movimentazione manuale (riduzione della capacità funzionale del rachide e degli arti superiori), e la gravità delle conseguenze degli infortuni (tempi di recupero più lunghi, maggiore frequenza di infortuni con inabilità permanente). La sorveglianza sanitaria periodica (art. 41 D.Lgs. 81/08) è lo strumento principale per il monitoraggio della salute dei lavoratori over-50 e per l'idoneità alla mansione specifica: il medico competente deve valutare, con cadenza adeguata all'età e all'anzianità lavorativa del soggetto, le condizioni muscolo- scheletriche, la funzionalità visiva (rilevante per il rischio di scivolamento) e l'impatto del lavoro notturno sul ritmo sonno-veglia.

Lavoro notturno nelle imprese di pulizia

Una parte rilevante delle attività di pulizia si svolge nelle ore notturne, quando gli ambienti (uffici, banche, centri commerciali, aeroporti) sono liberi dalla presenza degli utenti ordinari. Il D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 disciplina il lavoro notturno stabilendo che i lavoratori notturni (che effettuano almeno 3 ore in orario notturno per almeno 80 giorni/anno) hanno diritto a sorveglianza sanitaria specifica prima dell'adibizione al turno notturno e periodicamente. Il lavoro notturno nelle imprese di pulizia presenta ulteriori fattori di rischio specifici: riduzione delle percezione visiva in ambienti con illuminazione ridotta rispetto al giorno, isolamento del lavoratore in ambienti deserti con riduzione della possibilità di soccorso immediato in caso di infortunio, e rischio di violenza e aggressione (soprattutto nelle pulizie di aree aperte, parcheggi, stazioni). Il DVR deve valutare esplicitamente questi fattori aggiuntivi del lavoro notturno e prevedere misure organizzative (comunicazione con la sede, procedure di check-in periodico, divieto di lavoro in totale isolamento negli ambienti a rischio).

Appalti al ribasso e impatto sulla sicurezza

Il settore delle pulizie è caratterizzato da una forte concorrenza al ribasso nelle gare d'appalto, sia pubbliche che private. La riduzione dei margini economici tende a comprimere le spese per la sicurezza: DPI di qualità inferiore, riduzione delle ore di formazione, mancato rinnovo della sorveglianza sanitaria, uso di attrezzature non conformi o non manutenute. L'INL conduce ispezioni specifiche nel settore, con particolare attenzione alla verifica del DURC (regolarità contributiva), alla congruità degli organici rispetto al contratto di appalto, e al rispetto dell'art. 26 c. 6 del D.Lgs. 81/08 che vieta la riduzione a ribasso dei costi della sicurezza nei contratti di appalto. Le Circolari del Ministero del Lavoro sul contrasto al lavoro irregolare nel settore dei servizi integrati sottolineano l'importanza del controllo sul rispetto degli standard di sicurezza da parte delle imprese subappaltatrici.

Malattie professionali e dati INAIL 2022-2025 nel settore pulizie

L'analisi dei dati INAIL per il comparto ATECO 81.2x nel quadriennio 2022-2025 evidenzia un settore con tassi infortunistici assoluti superiori alla media del terziario, con particolare concentrazione nelle fasce di lavoratori stranieri, over-50 e nei contratti a tempo parziale pluricommittente. Le malattie professionali mostrano una crescita nelle denunce per disturbi muscolo-scheletrici e patologie da agenti chimici.

Disturbi muscolo-scheletrici: la malattia professionale più frequente

Le patologie muscolo-scheletriche del rachide (ernie discali lombari e cervicali, lombalgie cronico-degenerative, sindromi da canale stretto lombare) e degli arti superiori (tendiniti della cuffia dei rotatori, epicondiliti, sindrome del tunnel carpale) rappresentano le malattie professionali più frequentemente denunciate dagli addetti alle pulizie. La movimentazione manuale di carichi pesanti e il lavoro in posture incongrue (pulizia di superfici basse, sollevamento secchi, lavaggio vetri in quota con asta) sono i principali fattori causali. La lista delle malattie professionali INAIL (D.M. 27 aprile 2004) include le patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori con presunzione legale di origine professionale per esposizioni documentate nel comparto.

Patologie dermatologiche e respiratorie da agenti chimici

Le dermatiti da contatto irritative (da esposizione ripetuta a detergenti alcalini e acidi) e allergiche (da sensibilizzazione a biocidi, profumi e conservanti nei detergenti) sono tra le malattie professionali più denunciate nel comparto. Le patologie respiratorie, in particolare l'asma professionale da sensibilizzanti nei detergenti enzimatici o nei biocidi, sono in crescita nelle denunce INAIL e richiedono l'istituzione di un profilo di sorveglianza sanitaria specifico (spirometria con test di bronco-provocazione in caso di sospetto). La prevenzione passa attraverso la sostituzione dei prodotti più aggressivi con formulazioni meno tossiche (principio di sostituzione, art. 224 D.Lgs. 81/08), l'uso sistematico di DPI cutanei (guanti in nitrile EN 374) e respiratori (facciali filtranti FFP2 o FFP3 per le operazioni che generano aerosol di prodotti classificati come irritanti).

Infortuni mortali e gravi: caduta dall'alto nelle pulizie specializzate

Le pulizie specializzate (lavaggio facciate, pulizia vetrate esterne di grattacieli e centri commerciali, pulizia insegne e illuminazione in quota) espongono i lavoratori al rischio di caduta dall'alto, che rappresenta la principale causa di infortuni mortali nel settore. Il Titolo IV Capo II del D.Lgs. 81/08 (artt. 107–130) si applica integralmente: è obbligatorio l'utilizzo di sistemi anticaduta certificati (linee vita EN 795, imbragature EN 361, cordini con assorbitore EN 355), la formazione specifica per l'utilizzo dei DPI anticaduta (Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012) e il piano di emergenza per il recupero del lavoratore sospeso. Le piattaforme aeree (PLE — Piattaforme di Lavoro Elevabili) richiedono la formazione specifica ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 (allegato IX — macchine).

Malattia professionale / infortunioProfili più espostiMisura preventiva principale
Fratture da scivolamento (polso, anca, caviglia)Tutti gli addetti, specialm. over-50 e stranieriCalzature SRC EN ISO 20345, segnalazione aree bagnate
Ernia discale lombare / cervicalgia cronicaAddetti MMC, trasporto carrelli, lavaggio a terraValutazione NIOSH, ausili meccanici, formazione MMC
Tendinite cuffia dei rotatoriAddetti lavaggio vetri, pulizia superfici alteRiduzione esposizione, ausili, rotazione mansioni
Dermatite da contatto (irritativa / allergica)Addetti uso quotidiano detergenti e disinfettantiGuanti nitrile EN 374, sostituzione prodotti, crema barriera
Asma professionale (da sensibilizzanti in detergenti)Addetti prodotti enzimatici, biocidi spraySostituzione prodotti, ventilazione, FFP2/FFP3 se aerosol
Caduta dall'alto (pulizie in quota)Addetti pulizie facciate, vetrate, insegneSistemi anticaduta EN 361/355/795, formazione specifica

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL settore ATECO 81.2x (2022-2025) e letteratura medico-legale. Non esaustiva delle patologie tabellate INAIL per comparto.

Tendenze 2025-2026 nel settore pulizie e facility management

Il settore delle pulizie e del facility management è soggetto a dinamiche strutturali che influenzano il profilo di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Le principali tendenze in atto per il biennio 2025-2026 sono:

Intensificazione delle ispezioni INL nel settore

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha identificato il settore delle pulizie e del multiservizi come priorità ispettiva, in ragione dell'alta incidenza di irregolarità rilevate: lavoro irregolare e sommerso, mancato rispetto dei CCNL di settore, violazioni in materia di sicurezza sul lavoro (assenza o carenza del DVR, mancata formazione dei lavoratori, omessa sorveglianza sanitaria, DPI non forniti o inadeguati). Le circolari del Ministero del Lavoro sul contrasto al lavoro irregolare nel settore dei servizi integrati e la pianificazione delle attività ispettive INL indicano un incremento dei controlli, con particolare attenzione alle imprese che operano in regime di subappalto e alle committenze pubbliche. Le sanzioni per le violazioni più gravi (omicidio colposo o lesioni gravi con aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza) hanno subito un inasprimento con le modifiche al D.Lgs. 81/08 introdotte dal D.Lgs. 19/2024.

Digitalizzazione e automazione nelle pulizie professionale

L'introduzione di attrezzature automatizzate per la pulizia (lavasciuga autonome a guida automatica, robot per la pulizia di superfici, droni per l'ispezione e la pulizia di facciate) sta modificando il profilo di rischio di alcune mansioni. La riduzione delle attività di pulizia manuale su superfici basse può ridurre il rischio da MMC e da esposizione ad agenti chimici per gli addetti; tuttavia introduce nuovi rischi legati all'interazione uomo-robot (collisioni, schiacciamenti) che richiedono la valutazione ai sensi del Titolo III del D.Lgs. 81/08 e il rispetto della norma ISO 10218 per i robot industriali e della norma ISO/TS 15066 per i robot collaborativi. La formazione degli addetti all'uso delle nuove attrezzature automatizzate (art. 37 D.Lgs. 81/08) è obbligatoria.

Crescita del facility management integrato

Il mercato si sta orientando verso contratti di facility management integrato, in cui un'unica impresa fornisce servizi multipli (pulizia, facchinaggio, vigilanza, manutenzione verde, piccola manutenzione). Questa evoluzione determina una maggiore eterogeneità delle mansioni svolte dagli stessi lavoratori, con potenziale cumulo di esposizioni a rischi diversi in una stessa giornata lavorativa. Il DVR delle imprese di facility management integrato deve essere più articolato rispetto a quello di un'impresa di sole pulizie: deve valutare tutte le mansioni effettivamente svolte dai lavoratori, compresi i rischi da interferenza tra attività diverse.

Criticità ispettive rilevate dall'INL nel comparto

Le ispezioni INL nel settore delle pulizie e del facility management hanno rilevato le seguenti criticità più frequenti: assenza o inadeguatezza del DVR (valutazione del rischio da scivolamento non effettuata o trattata superficialmente; rischio chimico non valutato con le SDS dei prodotti realmente utilizzati; MMC non valutata con metodo idoneo); mancata formazione dei lavoratori (in particolare: assenza di formazione in lingua madre per i lavoratori stranieri, formazione non aggiornata dopo cambio di mansione o introduzione di nuovi prodotti chimici); sorveglianza sanitaria omessa o con cadenza inadeguata (in particolare per i lavoratori notturni, gli over-50 e gli esposti a rischio chimico); DPI non forniti, inadeguati al rischio specifico o non effettivamente utilizzati (calzature di sicurezza non antiscivolo, guanti non conformi EN 374 per il rischio chimico specifico).

Approfondisci

FAQ sicurezza nelle imprese di pulizia e facility managementFAQ

Qual è la principale causa di infortuni nelle imprese di pulizie e come si previene?
Lo scivolamento e la caduta su superfici bagnate o umide costituisce la prima causa di infortuni nel settore delle pulizie per frequenza assoluta, secondo i dati INAIL per il comparto ATECO 81.2x. Le superfici rese scivolose dall'acqua e dai detergenti durante le operazioni di pulizia aumentano significativamente il rischio di caduta, che può determinare fratture, traumi cranici e lesioni alla colonna vertebrale. Le misure di prevenzione obbligatorie ai sensi del D.Lgs. 81/08 includono: utilizzo di calzature antiscivolo conformi alla norma EN ISO 20345 (suola SRC con classe di scivolosità certificata su superfici umide e ceramica), segnalazione dell'area bagnata con cartelloni di avviso visibili a distanza adeguata (segnaletica di sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titolo V), utilizzo di attrezzature di lavoro sicure (carrelli con secchi separati per soluzione pulita e soluzione usata, mop con sistema di strizzatura a pressione per ridurre l'acqua residua sul pavimento). Il DVR deve analizzare specificamente questo rischio con riferimento ai diversi tipi di superfici presenti negli ambienti di lavoro dei committenti (piastrelle, marmo, linoleum, parquet), che presentano caratteristiche di scivolosità molto diverse in condizioni umide.
Quali prodotti chimici usati nelle pulizie richiedono la valutazione del rischio chimico e la sorveglianza sanitaria?
La valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08 (artt. 221–232) è obbligatoria per tutte le imprese di pulizia che utilizzano prodotti detergenti, disinfettanti, sgrassatori e deceranti. Non tutti i prodotti determinano automaticamente l'obbligo di sorveglianza sanitaria: la valutazione deve determinare se il rischio è 'basso per la sicurezza e irrilevante per la salute' (caso in cui la sorveglianza sanitaria non è obbligatoria) oppure superiore (obbligo di sorveglianza). I prodotti più critici nel settore includono: detergenti acidi forti (acido fosforico, acido cloridrico) utilizzati per la rimozione di incrostazioni calcaree in bagni e cucine, che richiedono DPI specifici (guanti in nitrile certificati EN 374, protezione occhi EN 166, possibile facciale filtrante se generano aerosol); prodotti a base di ipoclorito di sodio (candeggina) in concentrazioni elevate, con rischio di irritazione delle mucose respiratorie; solventi organici (acetone, alcol isopropilico) in sgrassatori e prodotti per superfici; disinfettanti a base di glutaraldeide o biocidi registrati ai sensi del Regolamento UE 528/2012 (Biocidal Products Regulation). Per ciascun prodotto è obbligatoria l'acquisizione della Scheda di Dati di Sicurezza (SDS) ai sensi del Regolamento REACH (CE 1907/2006) e CLP (CE 1272/2008), e la formazione dei lavoratori sull'uso sicuro (art. 227 D.Lgs. 81/08).
Le lavoratrici delle pulizie in gravidanza o allattamento hanno tutele specifiche?
Sì. Il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità) impone al datore di lavoro di effettuare una valutazione specifica dei rischi per le lavoratrici in gravidanza, puerperio e allattamento (art. 11), con riferimento all'allegato C che elenca i rischi per i quali sono vietate determinate attività. Per le addette alle pulizie, i rischi rilevanti includono: movimentazione manuale di carichi (limitazioni progressivamente crescenti durante la gravidanza), esposizione a prodotti chimici classificati come tossici per la riproduzione o sensibilizzanti (le SDS indicano la pericolosità specifica per gravidanza e allattamento), lavoro a turni notturni (vietato nei 2 mesi precedenti il parto presunto e 3 mesi dopo il parto, art. 53 D.Lgs. 151/2001). In presenza di rischi non eliminabili con misure di protezione adeguate, il datore di lavoro deve adibire la lavoratrice a mansioni alternative non rischiose o, se impossibile, richiedere l'interdizione anticipata dal lavoro all'Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL). La mancata valutazione dei rischi per le lavoratrici in gravidanza è sanzionata ai sensi dell'art. 69 D.Lgs. 81/08.
Come si gestisce la sicurezza nelle imprese di pulizia che operano in appalto con appalti al ribasso?
Il fenomeno degli appalti al ribasso nel settore delle pulizie è una criticità strutturale documentata dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). Quando i margini economici sono compressi dai ribassi d'asta, la spesa per la sicurezza (DPI, formazione, sorveglianza sanitaria, attrezzature sicure) tende a subire tagli che aumentano il rischio per i lavoratori. Il quadro normativo prevede specifiche tutele: l'art. 26 del D.Lgs. 81/08 (coordinamento in materia di appalti) impone al committente (il datore di lavoro che affida i lavori in appalto) di verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'appaltatore in materia di sicurezza, di fornire informazioni sui rischi presenti nell'ambiente di lavoro, e di redigere il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) se le attività si svolgono in ambienti con rischi interferenziali. Il committente non può ridurre i costi della sicurezza nei contratti di appalto: l'art. 26 c. 6 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che i costi della sicurezza non sono soggetti a ribasso d'asta e devono essere indicati espressamente nel contratto. L'INL conduce ispezioni specifiche nel settore per verificare il rispetto di questa disposizione, la regolarità contributiva (DURC) e la congruità dell'organico rispetto al contratto di appalto.

Fonti normative

Hai bisogno di supporto per la valutazione del rischio in un'impresa di pulizie?

Ti affianchiamo nella redazione del DVR per le imprese di pulizia e facility management: valutazione scivolamento, MMC, rischio chimico, lavoro notturno e DUVRI per gli appalti. D.Lgs. 81/08.