Il settore energia, gas e acqua (utilities) presenta un profilo di rischio complesso e articolato: rischio elettrico sulle reti di distribuzione e nelle centrali, rischio di esplosione e incendio nelle reti gas in zone ATEX, rischio di intossicazione da monossido di carbonio in spazi confinati, e pericoli specifici legati alle grandi macchine di produzione energetica. I dati INAIL indicano che gli infortuni gravi e mortali nel comparto sono spesso correlati a eventi acuti ad alta energia (folgorazione, esplosione, caduta in pozzetto). La prevenzione efficace richiede classificazione ATEX, abilitazioni PES/PAV aggiornate, formazione specifica per i lavori in spazi confinati e una gestione rigorosa del DVR secondo il D.Lgs. 81/08.
Il settore energia, gas e acqua in Italia: panoramica occupazionale e dati INAIL
Il settore della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (codice ATECO D) e quello della fornitura di acqua, reti fognarie e gestione dei rifiuti (codice ATECO E) impiegano complessivamente in Italia diverse centinaia di migliaia di addetti, tra lavoratori diretti delle grandi utility (Enel, Eni, Snam, A2A, Hera, Iren e simili) e personale di aziende appaltatrici che eseguono lavori di costruzione e manutenzione sulle reti.
I dati INAIL per il comparto indicano che gli infortuni denunciati nel settore energia e gas hanno una frequenza assoluta inferiore rispetto a comparti con maggiore numero di addetti (edilizia, manifattura), ma una gravità media significativamente superiore. Gli eventi che coinvolgono rischio elettrico, esplosione di gas o caduta in spazi confinati hanno un potenziale letale elevato, il che rende la prevenzione primaria — eliminazione o riduzione del rischio alla fonte — prioritaria rispetto alla semplice dotazione di DPI.
Nota metodologica
I riferimenti agli andamenti del settore riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni qualitative su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono statistiche ufficiali certificate. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
| Sotto-settore | Rischi prevalenti | Riferimento normativo chiave |
|---|---|---|
| Reti distribuzione elettrica | Rischio elettrico, caduta in altezza, lavori in tensione | CEI 11-27, D.Lgs. 81/08 Titolo III |
| Reti distribuzione gas | Esplosione ATEX, intossicazione CO, spazi confinati | D.Lgs. 81/08 Titolo XI, D.P.R. 177/2011 |
| Centrali termoelettriche | Rischio termico, rumore, agenti chimici, movimentazione | D.Lgs. 81/08 Titoli VIII-IX, D.Lgs. 17/2010 |
| Centrali idroelettriche | Rischio elettrico, caduta, lavori in quota, spazi confinati | CEI 11-27, D.Lgs. 81/08 Titolo IV |
| Reti acqua e fognature | Spazi confinati, rischio biologico, caduta in profondità | D.P.R. 177/2011, D.Lgs. 81/08 Titolo X |
Tabella indicativa. Elaborazione su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL aggregati per comparto.
Infortuni nel settore elettrico e reti di distribuzione energia
Il rischio elettrico è il fattore di rischio più caratteristico del settore e quello con il maggiore potenziale di conseguenze gravi o mortali. Il contatto con parti in tensione (diretto o indiretto) può determinare folgorazione, arresto cardiaco, ustioni da arco elettrico e, nelle cadute conseguenti al trauma da corrente, fratture e traumi gravi.
Classificazione del rischio elettrico secondo la CEI 11-27
La norma CEI 11-27, recepita come prassi di riferimento per i lavori elettrici in Italia, distingue tra:
- Lavori fuori tensione (in assenza di tensione):la messa fuori tensione e la messa a terra devono essere eseguite prima di ogni intervento, seguendo le cinque regole d'oro della sicurezza elettrica: sezionamento, blocco contro la richiusura, verifica dell'assenza di tensione, messa a terra e in cortocircuito, protezione delle parti in tensione adiacenti.
- Lavori in prossimità di parti in tensione (zona di lavoro): i lavori eseguiti entro le distanze di sicurezza DL e DV definite dalla norma richiedono misure di protezione aggiuntive (schermi isolanti, attrezzi isolati) e personale con qualifica PAV o PES.
- Lavori sotto tensione (PEI): consentiti solo a personale con abilitazione PEI specifica, con metodiche e attrezzature certificate per la tensione di esercizio.
Arco elettrico: un rischio sottovalutato
L'arco elettrico — scarica elettrica in aria tra conduttori a potenziale diverso — è una delle principali cause di infortuni gravi nel settore elettrico. Le temperature sviluppate (fino a 20.000°C) e la pressione dell'onda d'urto provocano ustioni estese e traumi barotraumatici. La valutazione del rischio arco (Arc Flash Analysis) per la definizione dei DPI idonei (indumenti ignifughi, visiere con rating ATPV adeguato) è una buona prassi sempre più diffusa, coerente con le prescrizioni del D.Lgs. 81/08 sull'obbligo di valutare tutti i rischi presenti.
Lavori in altezza sulle reti aeree
La manutenzione e la costruzione di reti di distribuzione elettrica aerea richiedono frequentemente lavori in quota (su pali, tralicci, piattaforme aeree). Il Titolo IV del D.Lgs. 81/08 impone la preferenza per sistemi di accesso collettivi (piattaforme di lavoro elevabili) rispetto ai sistemi individuali (imbracature) e la valutazione specifica del rischio di caduta con definizione delle misure di prevenzione e protezione. I lavoratori che eseguono lavori in quota devono aver ricevuto formazione specifica e le attrezzature di lavoro in quota devono essere verificate secondo la normativa vigente (D.M. 11 aprile 2011).
Rischi specifici nel settore gas: esplosione, incendio, intossicazione CO
Il settore della distribuzione del gas naturale (metano) e del GPL presenta rischi acuti di elevata gravità, correlati alla natura fisico-chimica dei gas combustibili. La prevenzione efficace richiede la comprensione delle proprietà dei gas presenti e l'adozione sistematica delle misure tecniche e organizzative previste dalla normativa.
Esplosione e incendio da gas combustibile
Il metano (CH4) ha un campo di infiammabilità compreso tra il 5% e il 15% in volume nell'aria (LEL 5%, UEL 15%). Il GPL (propano/butano) ha LEL ancora più basso (1,8–2%) e, essendo più pesante dell'aria, tende ad accumularsi nelle parti basse degli ambienti (pozzetti, cunicoli, locali interrati), rendendo particolarmente pericolosi i lavori in spazi confinati. Un'atmosfera esplosiva si forma in tempi brevi in caso di perdita di gas in ambienti con scarsa ventilazione. Gli inneschi più comuni nelle reti di distribuzione includono: attrezzi non antideflagranti che generano scintille, apparecchiature elettriche non idonee alla zona ATEX, telefoni cellulari in zone classificate.
Intossicazione da monossido di carbonio (CO)
Il monossido di carbonio è un gas incolore, inodore e insapore prodotto dalla combustione incompleta di gas naturale, GPL e altri combustibili. Nelle reti di distribuzione gas, il CO può accumularsi in ambienti con combustione difettosa o in locali tecnici mal ventilati. L'esposizione acuta provoca cefalea, vertigini, perdita di coscienza e, a concentrazioni elevate (oltre 1.200 ppm), morte per ipossia cellulare. Il TLV-C (valore limite di soglia — ceiling) per il CO secondo ACGIH è pari a 200 ppm, mentre il D.Lgs. 81/08 impone di mantenere le esposizioni al di sotto dei valori limite stabiliti dal D.M. 26 febbraio 2004 (25 ppm come TWA, 100 ppm come STEL). I rilevatori di CO fissi e portatili certificati sono misure di prevenzione essenziali per gli operatori delle reti gas.
Lavori in spazi confinati nelle reti gas
I pozzetti di ispezione, i cunicoli di servizio e i locali tecnici interrati delle reti gas sono classificabili come spazi confinati ai sensi del D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177. Prima di ogni ingresso in spazio confinato, il D.P.R. 177/2011 impone: (1) verifica e bonifica dell'atmosfera interna con analisi di O2, CH4/LEL, CO e H2S; (2) procedure di sorveglianza continua dall'esterno durante il lavoro; (3) disponibilità immediata di attrezzature di salvataggio (autorespiratore, cintura di sollevamento, treppiede con argano); (4) qualificazione specifica di tutte le imprese coinvolte — l'impresa appaltatrice deve avere esperienza almeno triennale nei lavori in ambienti sospetti di inquinamento. La formazione degli addetti agli spazi confinati deve includere prove pratiche con autorespiratore e simulazioni di emergenza.
Sicurezza nelle centrali di produzione energetica (termoelettrico, idroelettrico)
Le centrali di produzione energetica — siano esse termoelettriche (a ciclo combinato, a vapore, turbogas) o idroelettriche — presentano un profilo di rischio specifico legato alla presenza di grandi macchine rotanti, sistemi in pressione, impianti elettrici ad alta tensione e, nelle termoelettriche, combustibili e agenti chimici di trattamento delle acque.
Rischi nelle centrali termoelettriche
Le centrali a ciclo combinato e a vapore presentano i seguenti rischi principali:
- Rischio termico da superfici calde: le tubazioni del vapore, i corpi delle turbine e gli scambiatori di calore operano a temperature elevate (fino a 600°C nelle turbine a vapore avanzate). Il contatto diretto o la proiezione di vapore in pressione può causare ustioni gravi. Il coibentamento delle superfici calde e la segnaletica di pericolo sono misure obbligatorie ai sensi del D.Lgs. 81/08, Titolo V (segnaletica).
- Rischio chimico nel trattamento delle acque:il trattamento chimico delle acque di caldaia richiede l'utilizzo di agenti demineralizzanti (acido cloridrico, idrossido di sodio) e di biocidi. La valutazione del rischio chimico (Titolo IX D.Lgs. 81/08) e la formazione degli addetti alle stazioni di trattamento sono obbligatorie.
- Rumore da turbine e compressori: le turbine a gas e a vapore e i compressori generano livelli di rumore molto elevati nelle aree di produzione. La sorveglianza audiometrica e la zonizzazione acustica con obbligo di DPI auricolari sono misure standard ai sensi del Titolo VIII D.Lgs. 81/08.
- Rischio da atmosfere esplosive nelle turbine a gas: le zone di alimentazione del combustibile gassoso nelle turbine a gas rientrano nel campo di applicazione del Titolo XI D.Lgs. 81/08 e richiedono classificazione ATEX specifica.
Rischi nelle centrali idroelettriche
Le centrali idroelettriche presentano rischi specifici correlati all'ambiente di lavoro (gallerie, pozzi piezometrici, locali in caverna) e alla presenza di grandi macchine elettromeccaniche (alternatori, turbine Pelton, Francis o Kaplan):
- Spazi confinati in gallerie e pozzi:le ispezioni e le manutenzioni in gallerie di carico, pozzi piezometrici e condotte forzate richiedono le procedure previste dal D.P.R. 177/2011 con verifica preventiva dell'atmosfera.
- Rischio annegamento e rischio idraulico: le operazioni vicino a canali, vasche di carico e scarico presentano rischi di caduta in acqua. Procedure di isolamento idraulico (sbarramento e svuotamento delle sezioni di lavoro) e DPI per il rischio annegamento sono misure obbligatorie.
- Rischio elettrico nelle sale macchine:i generatori degli alternatori operano a tensioni di media e alta tensione. L'applicazione della norma CEI 11-27 e le procedure di consignazione energetica (lockout/tagout) sono fondamentali per la manutenzione in sicurezza.
Adempimenti DVR per aziende del settore utilities
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per le aziende del settore utilities deve affrontare una pluralità di titoli speciali del D.Lgs. 81/08, con una complessità documentale spesso superiore a quella di altri comparti industriali. Gli elementi essenziali del DVR per il settore energia, gas e acqua comprendono:
Valutazione del rischio elettrico
La valutazione del rischio elettrico deve identificare tutti gli impianti e le attrezzature elettriche presenti, le operazioni con potenziale contatto diretto o indiretto, le distanze di sicurezza applicabili (D.L. e D.V. secondo la norma CEI 11-27) e le misure di protezione adottate. Il DVR deve anche valutare il rischio di arco elettrico per le operazioni su quadri e impianti in media tensione. La conformità degli impianti elettrici alle norme tecniche applicabili (CEI 64-8 per impianti utilizzatori, CEI 11-1 per impianti di produzione e distribuzione) deve essere documentata con le dichiarazioni di conformità o le verifiche periodiche obbligatorie (D.P.R. 462/2001).
Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE)
Per le aziende del settore gas con zone ATEX classificate, il DPCE è parte integrante del DVR ai sensi dell'art. 294 del D.Lgs. 81/08. Deve includere: classificazione delle zone ATEX con planimetrie, elenco delle apparecchiature Ex installate con relativa conformità, analisi delle sorgenti di innesco e misure di protezione, procedure di lavoro sicure in zona ATEX, piano di manutenzione delle apparecchiature Ex.
Valutazione del rischio spazi confinati
La valutazione degli spazi confinati deve censire tutti gli spazi confinati presenti (pozzetti, cunicoli, serbatoi, locali interrati), classificarli in base al rischio (sospetti di inquinamento o meno), definire le procedure operative per l'accesso sicuro e la gestione delle emergenze, e identificare le attrezzature di soccorso necessarie. La gestione degli appalti in spazi confinati deve rispettare integralmente il D.P.R. 177/2011, con verifica della qualificazione delle imprese appaltatrici.
Gestione degli appalti e interferenze (DUVRI)
Il settore utilities ricorre frequentemente ad appalti per lavori di manutenzione e costruzione delle reti. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI), previsto dall'art. 26 del D.Lgs. 81/08, deve essere redatto e aggiornato per tutti gli appalti e deve coordinare i rischi tra le attività del committente e quelle degli appaltatori. La nomina del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) è obbligatoria per i cantieri che superano le soglie dell'art. 90 del D.Lgs. 81/08.
Formazione obbligatoria e abilitazioni specifiche (PES/PAV, lavori su gas)
Il personale del settore utilities è soggetto a una pluralità di obblighi formativi previsti sia dal D.Lgs. 81/08 (formazione generale e specifica, art. 37) sia da norme tecniche settoriali. La corretta gestione del percorso formativo di ogni lavoratore è fondamentale per la compliance normativa e per la riduzione del rischio.
Formazione di base D.Lgs. 81/08
Tutti i lavoratori devono completare la formazione obbligatoria prevista dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011: formazione generale (4 ore) e formazione specifica in ragione del settore di appartenenza. Per il settore produzione e distribuzione di energia, gas, vapore e acqua (rischio medio-alto), la formazione specifica è di 12 ore (4 ore generali + 8 ore specifiche). Il preposto deve seguire un corso aggiuntivo di almeno 8 ore; il dirigente un corso di 16 ore; il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP deve completare un corso da 16 ore (rischio alto) con aggiornamento quinquennale.
Abilitazione PES/PAV/PEI per lavori elettrici
La norma CEI 11-27 definisce un sistema strutturato di qualificazione del personale addetto ai lavori elettrici. Le qualifiche principali sono:
- PE (Persona Esposta): lavoratore che può essere esposto al rischio elettrico ma non esegue lavori elettrici in modo sistematico; richiede formazione di base sui rischi elettrici.
- PAV (Persona Avvertita): lavoratore informato sui rischi elettrici e istruito per evitare i pericoli nelle operazioni svolte sotto la sorveglianza di un PES; può eseguire lavori elettrici semplici su impianti di bassa tensione sotto la direzione di un PES.
- PES (Persona Esperta):lavoratore con conoscenze tecniche approfondite degli impianti elettrici e dei rischi correlati, in grado di eseguire autonomamente lavori elettrici in sicurezza e di dirigere altri lavoratori; può nominare il responsabile dell'impianto (RI) per la messa fuori tensione.
- PEI (Persona Idonea ai lavori sotto tensione): abilitazione specifica per lavori in tensione su BT e MT, conseguita dopo corso specialistico certificato e soggetta ad aggiornamento periodico. Richiesta per le operazioni di switching e manutenzione sotto tensione tipiche del settore distribuzione elettrica.
Le qualifiche PES, PAV e PEI devono essere documentate con attestati di formazione e rivedute periodicamente (di norma ogni 3 anni o a seguito di modifiche significative degli impianti).
Formazione per i lavori su impianti gas
Il D.M. 26 novembre 2021 e la norma UNI 11554 definiscono i requisiti di qualificazione del personale addetto alla costruzione e manutenzione delle reti gas. Gli operatori devono disporre di attestati specifici per le attività svolte (posa di tubazioni, allacciamenti, collaudi, interventi di emergenza). La formazione per i lavori in spazi confinati sulle reti gas (D.P.R. 177/2011) deve includere la gestione dei rilevatori di gas, le procedure di evacuazione di emergenza e l'utilizzo dell'autorespiratore.
Formazione antincendio di livello elevato
Ai sensi del D.M. 2 settembre 2021 (nuova normativa antincendio), gli addetti alla prevenzione incendi in luoghi di lavoro con rischio incendio elevato (centrali energetiche, depositi di gas combustibile, stazioni di compressione) devono completare il corso di livello avanzato della durata di 16 ore, comprensivo di prova pratica con utilizzo di estintori, uscita di emergenza con percorso segnalato e simulazione di evacuazione. Il rinnovo triennale è obbligatorio.
Il rischio ATEX nelle reti di distribuzione gas
Le reti di distribuzione del gas naturale e del GPL sono soggette alle disposizioni del D.Lgs. 17/2010 (che recepisce la Direttiva 2006/42/CE Macchine e la Direttiva 94/9/CE ATEX per i prodotti) e al Titolo XI del D.Lgs. 81/08 (che recepisce la Direttiva 1999/92/CE sui luoghi di lavoro con atmosfere esplosive). La gestione del rischio ATEX in questo comparto richiede competenze tecniche specifiche e un approccio sistematico.
Classificazione delle zone nelle reti gas
La norma CEI EN 60079-10-1 (classificazione delle zone per gas e vapori) fornisce i criteri per la classificazione delle zone ATEX nelle installazioni gas. I punti critici tipici nelle reti di distribuzione includono: cabine di decompressione (uscite delle valvole di sicurezza), locali contatori, impianti di odorizzazione, aree di carico/scarico del GPL. La classificazione deve essere eseguita da personale competente e documentata su planimetrie specifiche che devono essere mantenute aggiornate.
Apparecchiature Ex nelle reti gas
Tutte le apparecchiature elettriche e non elettriche (valvole a motore, attuatori, strumenti di misura, sistemi di comunicazione) installate in zone ATEX devono essere certificate Ex secondo le norme IEC/EN 60079 per il gruppo di apparecchio corrispondente (Gruppo IIA per il propano/butano, Gruppo IIB per il gas naturale, Gruppo IIC per l'idrogeno) e la classe di temperatura appropriata. La documentazione di conformità (dichiarazione UE di conformità, certificato notificato) deve essere raccolta e conservata per ogni apparecchiatura installata.
Manutenzione delle apparecchiature Ex
La norma CEI EN 60079-17 definisce le prescrizioni per l'ispezione e la manutenzione delle installazioni elettriche in zone ATEX. Le ispezioni devono essere eseguite da personale qualificato con cadenza definita in base al tipo di apparecchiatura e alle condizioni ambientali. I rapporti di ispezione devono essere documentati e conservati. Qualsiasi modifica alle installazioni in zona ATEX deve essere preventivamente valutata dal punto di vista ATEX prima dell'esecuzione.
| Zona ATEX | Definizione | Categoria apparecchio richiesta |
|---|---|---|
| Zona 0 | Atmosfera esplosiva presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente | Categoria 1G (massima protezione) |
| Zona 1 | Atmosfera esplosiva occasionalmente presente in condizioni normali di funzionamento | Categoria 1G o 2G |
| Zona 2 | Atmosfera esplosiva non probabile in condizioni normali; se presente, per breve durata | Categoria 1G, 2G o 3G |
Classificazione per gas e vapori infiammabili (G). Fonte: Titolo XI D.Lgs. 81/08 e norma CEI EN 60079-10-1. La classificazione deve essere effettuata da personale competente.
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Quali certificazioni specifiche per i lavori sugli impianti elettrici delle utilities?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (Titoli III, VIII, IX, XI)
- D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 17 — Attuazione Direttiva 2006/42/CE Macchine e Direttiva 94/9/CE ATEX
- D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Lavori in ambienti sospetti di inquinamento e spazi confinati
- Norma CEI 11-27 — Lavori su impianti elettrici: qualifica del personale PES, PAV, PEI
- Norma CEI EN 60079-10-1 — Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per gas
- Norma CEI EN 60079-17 — Ispezione e manutenzione degli impianti elettrici in zone ATEX
- Norma UNI 11554 — Qualificazione del personale addetto alla costruzione e manutenzione reti gas
- D.M. 2 settembre 2021 — Criteri per la gestione della sicurezza antincendio in luoghi di lavoro
- INAIL Open Data — open.inail.it
- INAIL Rapporto Annuale (edizioni 2020–2024)
- INAIL — Banca Dati Statistica infortuni per settore ATECO D ed E (energia, gas, acqua)
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Ti affianchiamo nella redazione del DVR, nella classificazione ATEX, nel Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE) e nella gestione delle abilitazioni PES/PAV: D.Lgs. 81/08 Titoli III e XI, CEI 11-27.