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Osservatorio · Editoria, giornalismo e media

Sicurezza sul lavoro nell'editoria, giornalismo e media

Rischi ergonomici in redazione, stress da scadenze, turni notturni, giornalisti freelance e fotogiornalisti: analisi basata su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL indicativi per i comparti ATECO 18.11, 18.12, 18.20, 59.1, 60.x con tendenze 2025-2026.

ATECO 18Stampa e riproduzione su supporti registratiATECO 59-60Produzione audiovisiva, radio e TVArt. 21D.Lgs. 81/08 — lavoratori autonomiINAILFonte open data settore
Risposta rapida

Il settore editoriale e dei media comprende realtà molto eterogenee: dalle tipografie e stabilimenti di stampa (ATECO 18.11 e 18.12) alle case editrici e alla produzione audiovisiva (ATECO 59.1, 60.1, 60.2), dalle redazioni giornalistiche quotidiane ai freelance e ai fotogiornalisti. I dati INAIL indicano un settore con incidenza di infortuni traumatici inferiore alla media manifatturiera nelle redazioni, ma con rischi meccanici significativi nelle tipografie e un profilo di rischio psicosociale e ergonomico crescente in tutto il comparto. La digitalizzazione ha ridotto il numero di addetti alla stampa tradizionale, ma ha intensificato i ritmi di lavoro nelle redazioni online e multimediali.

Profilo di rischio del settore editoriale e dei media

Il comparto editoriale e dei media si articola in segmenti con profili di rischio distinti. Le tipografie e gli stabilimenti di stampa (ATECO 18.11 stampa di giornali, 18.12 altra stampa, 18.20 riproduzione su supporti registrati) presentano rischi meccanici da macchinari, esposizione a agenti chimici (inchiostri, solventi) e rumore industriale. Le case editrici, le redazioni giornalistiche e le emittenti radiofoniche e televisive (ATECO 59.11, 59.12, 59.13, 60.10, 60.20) sono caratterizzate da rischi ergonomici da videoterminale, stress lavoro-correlato da scadenze e turni irregolari, e rischi specifici legati alle attività esterne (reportage, inviati, fotogiornalismo).

Rischi ergonomici VDT nelle redazioni giornalistiche

Le redazioni giornalistiche, sia cartacee che online, sono ambienti ad alta intensità di utilizzo del videoterminale. Il Titolo VII, Capo V del D.Lgs. 81/08 (artt. 172–179) si applica integralmente a tutti i redattori, grafici, impaginatori e fotografi che utilizzano il VDT per più di 20 ore settimanali, deducendo le pause previste. Gli obblighi includono: valutazione ergonomica delle postazioni (art. 174), pause di 15 minuti ogni 2 ore di utilizzo continuativo (art. 175), sorveglianza sanitaria con visita oculistica periodica — ogni 5 anni, ogni 2 per over 50 o con disturbi visivi — (art. 176), e formazione specifica (art. 177). La proliferazione delle redazioni multimediali con monitor multipli, schermi verticali e postazioni ergonomicamente inadeguate aumenta il rischio di disturbi muscolo-scheletrici agli arti superiori e di cervicalgie croniche.

Stress da carico cognitivo e scadenze (deadline pressure)

Il rischio da stress lavoro-correlato rappresenta il rischio psicosociale più rilevante nel settore. L'art. 28 c. 1 del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi, incluso quello psicosociale, secondo le indicazioni dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004 e della Circolare del Ministero del Lavoro del 18 novembre 2010. Nelle redazioni, i fattori di rischio specifici includono: cicli di notizie continui (24/7 news cycle) con pressione costante di aggiornamento, reperibilità fuori orario per le breaking news, riduzione degli organici con concentrazione di compiti su un numero minore di lavoratori, esposizione ripetuta a contenuti traumatici nella copertura di cronaca nera, disastri e conflitti (rischio di trauma vicario o secondario), e la precarietà contrattuale diffusa nel settore.

Turni notturni e lavoro in orari atipici

Le redazioni di quotidiani, le emittenti televisive e radiofoniche e i siti di news online organizzano il lavoro in turni che includono la notte (chiusura delle edizioni, notiziari notturni, reperibilità). Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 e il D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 sull'organizzazione dell'orario di lavoro disciplinano il lavoro notturno, definendo i limiti massimi di ore notturne consentite (di norma non più di 8 ore per periodo di 24 ore) e gli obblighi di sorveglianza sanitaria per i lavoratori notturni. I rischi specifici del turno notturno includono: alterazione del ritmo circadiano con effetti sulla salute a lungo termine (disturbi del sonno, patologie cardiovascolari, aumento del rischio di errori), riduzione delle capacità cognitive nelle ultime ore del turno, e rischio di infortuni stradali durante il tragitto casa-lavoro nelle ore notturne.

Nota metodologica

I riferimenti agli andamenti del settore riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni qualitative su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono statistiche ufficiali certificate. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Tipo di rischioMansioni / contesti prevalentiRiferimento normativo
Ergonomico VDTRedattori, grafici, impaginatori, fotografi digitaliTitolo VII Capo V D.Lgs. 81/08 (artt. 172–179)
Stress lavoro-correlatoGiornalisti, caporedattori, conduttori TV/radioArt. 28 D.Lgs. 81/08 — Accordo europeo 2004
Lavoro notturnoRedazioni quotidiani, emittenti TV/radio, news onlineD.Lgs. 66/2003 — Titolo XI D.Lgs. 81/08
Meccanico (macchinari stampa)Tipografi, manutentori rotative, rilegatoriTitolo III D.Lgs. 81/08 — Direttiva Macchine 2006/42/CE
Chimico (inchiostri, solventi)Addetti stampa offset, serigrafia, reparti pulizia macchineTitolo IX Capo I D.Lgs. 81/08 (artt. 221–232)
Rumore industrialeTipografie con linee di stampa ad alta velocitàTitolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 187–198)
Rischi in esterna e trasferteFotogiornalisti, inviati, operatori TV in esternaArt. 28 D.Lgs. 81/08 — valutazione per mansione

Tabella indicativa. Elaborazione su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL aggregati per comparti ATECO 18, 59, 60.

Giornalisti freelance, autonomi e fotogiornalisti in zone di conflitto

Il regime dell'art. 21 D.Lgs. 81/08 per i lavoratori autonomi

Una parte significativa dei giornalisti italiani opera come lavoratore autonomo (pubblicisti, freelance, collaboratori) senza un rapporto di lavoro subordinato stabile. L'art. 21 del D.Lgs. 81/08 stabilisce il regime di tutela applicabile a questi lavoratori: su base volontaria possono beneficiare della sorveglianza sanitaria e frequentare corsi di formazione sulla sicurezza; sono tenuti ad adottare misure appropriate per la propria tutela e, quando operano in luoghi di lavoro altrui, a rispettare le norme di sicurezza vigenti in quell'ambiente.

Quando il committente (testata giornalistica, casa editrice, emittente) affida lavori a giornalisti freelance che operano nei propri locali o sedi operative, l'art. 26 del D.Lgs. 81/08 impone al committente di: fornire informazioni dettagliate sui rischi presenti nell'ambiente di lavoro e sulle misure di prevenzione adottate; coordinare le misure di prevenzione con il lavoratore autonomo; promuovere la cooperazione per l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi. La mancata informazione costituisce violazione sanzionabile.

Fotogiornalismo e inviati in zone di conflitto o ad alto rischio

I giornalisti e i fotoreporter che operano in zone di conflitto armato, aree di disastro o contesti ad alta pericolosità rappresentano una categoria ad elevato rischio specifico. Per i giornalisti dipendenti inviati in zone di conflitto, il datore di lavoro (testata o emittente) è obbligato a effettuare una valutazione del rischio specifica per la trasferta (art. 28 D.Lgs. 81/08), che includa i rischi connessi al contesto operativo. Le misure di prevenzione riconosciute dalla prassi internazionale e raccomandate dall'Ordine dei Giornalisti includono: formazione specifica in ambienti ostili (HEFAT — Hostile Environment And First Aid Training), dotazione di equipaggiamento di protezione adeguato al contesto, protocolli di comunicazione e verifica dello stato del giornalista in loco, assicurazione specifica per zone di guerra o ad alto rischio politico, e procedura di evacuazione in caso di emergenza.

Il rischio di trauma vicario (secondary traumatic stress) è rilevante sia per i giornalisti inviati sia per quelli che in redazione lavorano quotidianamente su materiale grafico e audiovisivo violento o traumatico. Questa dimensione del rischio psicosociale deve essere esplicitamente valutata nel DVR delle testate giornalistiche, con previsione di misure di supporto psicologico (debriefing dopo la copertura di eventi traumatici, accesso a supporto psicologico aziendale o convenzionato).

Digitalizzazione e contrazione del settore tipografico

Il trend di lungo periodo più significativo per il settore è la progressiva riduzione degli addetti nelle tipografie e negli stabilimenti di stampa, conseguenza della digitalizzazione dei contenuti e del calo delle tirature cartacee. Questo ha determinato una riduzione del numero assoluto di lavoratori esposti ai rischi tipici della stampa (meccanici, chimici, rumore), ma ha contestualmente intensificato i carichi di lavoro per i lavoratori rimasti, con maggiore utilizzo di macchinari ad alta automazione che richiedono competenze di manutenzione specifiche e una vigilanza continua sugli standard di sicurezza macchine. Parallelamente, la crescita dell'editoria digitale e del giornalismo online ha aumentato il numero di lavoratori esposti ai rischi ergonomici e psicosociali tipici del lavoro di redazione.

Malattie professionali e dati INAIL nel settore editoriale

I dati INAIL per i comparti ATECO 18 (stampa) e 59–60 (produzione audiovisiva, radio e TV) evidenziano due profili infortunistici distinti. Le attività di stampa mostrano un'incidenza di infortuni traumatici (schiacciamenti, impigliamenti in macchina, tagli) tipici del settore manifatturiero meccanizzato. Le attività editoriali e dei media presentano invece una prevalenza di malattie professionali di origine ergonomica e psicosociale, con crescita delle denunce per disturbi muscolo-scheletrici e patologie legate allo stress.

Patologie professionali prevalenti nelle redazioni

Le patologie muscolo-scheletriche agli arti superiori (tendinite del sovraspinoso, sindrome del tunnel carpale, epicondilite) e alla colonna (cervicalgie, lombalgie posturali) costituiscono le malattie professionali più frequentemente denunciate tra i lavoratori delle redazioni con uso intensivo di VDT. La sindrome del tunnel carpale, in particolare, è stata inserita nella lista delle malattie professionali INAIL con presunzione legale di origine professionale (D.M. 27 aprile 2004, Lista I, gruppo 5) per i lavoratori VDT con esposizione documentata. I disturbi visivi da astenopia accomodativa, con cefalea, bruciore oculare e affaticamento visivo, rappresentano un'ulteriore patologia frequente, prevenibile attraverso la sorveglianza sanitaria VDT e la corretta organizzazione della postazione.

Patologie da agenti chimici nel settore della stampa

Gli addetti alla stampa offset e ai reparti di pre-stampa sono esposti a solventi organici (isopropanolo, idrocarburi alifatici e aromatici presenti nei diluenti per inchiostri) che richiedono la valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08. Se la valutazione evidenzia rischio non basso per la salute, diventa obbligatoria la sorveglianza sanitaria specifica (art. 229), con monitoraggio biologico (indicatori biologici di esposizione — IBE) per i solventi con VLE-B (valore limite biologico) definiti dall'allegato XXXVIII. Le esposizioni a inchiostri contenenti composti aromatici o pigmenti metallici devono essere valutate anche in relazione al rischio cancerogeno (Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/08).

Ipoacusia professionale nelle tipografie

Le rotative da stampa ad alta velocità, le macchine piegatrici e le linee di confezione dei periodici generano livelli di rumore che spesso superano gli 85 dB(A). Il Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/08 impone, al superamento del valore superiore di azione di 85 dB(A) LEX,8h, l'obbligo di sorveglianza sanitaria con audiometria periodica, la fornitura e l'uso obbligatorio di DPI uditivi (protezioni acustiche EN 352), e la segnalazione delle aree rumorose. L'ipoacusia professionale da rumore è una delle malattie professionali tabellate INAIL più frequenti nelle tipografie.

Malattia professionaleProfili più espostiMisura preventiva principale
Sindrome del tunnel carpaleRedattori, impaginatori, graficiPostazione ergonomica, pause VDT, sorveglianza sanitaria
Cervicalgia / lombalgia posturaleLavoratori VDT con postazione inadeguataValutazione ergonomica, seduta regolabile, monitor a livello occhi
Astenopia accomodativaTutti i lavoratori VDT in redazioneIlluminazione corretta, sorveglianza oculistica, pause
Ipoacusia professionaleTipografi, addetti rotative e linee di stampaValutazione fonometrica, DPI uditivi, insonorizzazione
Dermatiti da contatto e patologie respiratorieAddetti stampa offset, reparti pulizia macchineValutazione rischio chimico, DPI (guanti, maschere), aspirazione localizzata
Disturbi psicosociali / burnoutGiornalisti di cronaca, redattori online, inviatiValutazione stress lavoro-correlato, supporto psicologico, rotazione

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL settori ATECO 18, 59, 60 e letteratura medico-legale. Non esaustiva delle patologie tabellate INAIL per comparto.

Tendenze 2025-2026 nel settore editoriale e dei media

L'evoluzione del settore editoriale e dei media presenta dinamiche strutturali che modificano il profilo di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Le principali tendenze in atto per il biennio 2025-2026 sono:

Riduzione degli organici e intensificazione dei carichi

La contrazione della raccolta pubblicitaria e delle copie vendute dei quotidiani cartacei ha determinato una progressiva riduzione degli organici delle redazioni italiane. I lavoratori rimasti sono chiamati a produrre contenuti per piattaforme multiple (carta, web, social media, podcast, video) con organici ridotti. Questo fenomeno di intensificazione del lavoro — documentato nei rapporti dell'Ordine dei Giornalisti e del sindacato di categoria (FNSI) — si traduce in un aumento del carico cognitivo, riduzione dei tempi di verifica delle notizie (risk of errors) e maggiore esposizione al rischio da stress lavoro-correlato. Il DVR delle testate che hanno effettuato riduzioni di organico deve essere aggiornato per riflettere le modifiche organizzative e il loro impatto sui fattori di rischio psicosociale.

Giornalismo digitale e social media: nuovi rischi

Il giornalismo digitale introduce nuovi fattori di rischio non completamente coperti dalla normativa vigente: la continua esposizione ai social media come fonte di notizie (con contenuti potenzialmente traumatici: video di violenza, immagini di conflitti, materiale di abuso) comporta un rischio di trauma vicario per i giornalisti che monitorano le piattaforme; la pressione delle metriche di engagement (visualizzazioni, click, condivisioni) crea nuove forme di stress da prestazione; la connettività continua rende difficile la disconnessione dal lavoro. Questi fattori devono essere considerati nella valutazione del rischio psicosociale ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08.

Criticità ispettive rilevate dall'INL nel settore

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha rilevato nel settore editoriale le seguenti criticità ricorrenti: mancata o carente valutazione del rischio VDT nelle redazioni (postazioni non analizzate, sorveglianza sanitaria VDT non attivata o non aggiornata); assenza di sezione dedicata allo stress lavoro-correlato nel DVR, con particolare riguardo per la copertura di eventi traumatici; mancata informativa ai giornalisti freelance che operano nei locali della testata (art. 26 D.Lgs. 81/08); nelle tipografie, mancato aggiornamento della valutazione del rischio chimico a seguito di cambiamenti nelle formulazioni degli inchiostri o dei solventi. Queste irregolarità sono sanzionabili ai sensi del D.Lgs. 81/08 e, soprattutto, espongono i lavoratori a rischi concreti per la salute.

Approfondisci

FAQ sicurezza nell'editoria e nel giornalismoFAQ

I giornalisti freelance e i pubblicisti sono tutelati dal D.Lgs. 81/08?
I giornalisti che operano in modo autonomo senza vincolo di subordinazione rientrano nella categoria dei lavoratori autonomi di cui all'art. 21 del D.Lgs. 81/08. Tale articolo prevede che possano, su base volontaria, beneficiare della sorveglianza sanitaria e partecipare a corsi di formazione sulla sicurezza. Tuttavia, l'obbligo di adottare le misure appropriate per la propria tutela è in capo al lavoratore stesso. Quando il giornalista freelance opera all'interno di locali o cantieri di un committente, l'art. 26 del D.Lgs. 81/08 obbliga il committente a fornire informazioni sui rischi specifici presenti nell'ambiente di lavoro e a coordinare le misure di prevenzione. I giornalisti che operano in zone di conflitto o in contesti ad alto rischio devono essere adeguatamente informati e, se operano come lavoratori dipendenti anche temporanei, il datore di lavoro è tenuto alla valutazione del rischio specifico per la mansione, inclusa la redazione di procedure di sicurezza per le trasferte in contesti pericolosi.
Quali sono gli obblighi del datore di lavoro in una redazione giornalistica per la gestione del rischio da stress lavoro-correlato?
L'art. 28 c. 1 del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi, compreso quello da stress lavoro-correlato, seguendo le indicazioni della Commissione Consultiva Permanente (Circolare del Ministero del Lavoro del 18 novembre 2010). Nelle redazioni giornalistiche, il rischio psicosociale presenta caratteristiche specifiche: la pressione delle scadenze (deadline) quotidiane o continue nei media online, la reperibilità h24 per le breaking news, la copertura di eventi traumatici (cronaca nera, disastri, conflitti), l'instabilità contrattuale del settore e la riduzione degli organici. Il DVR deve documentare questi fattori di rischio specifici per mansione e, se la fase preliminare della valutazione evidenzia criticità, prevedere una fase approfondita con strumenti validati (questionari, focus group). Le misure preventive tipiche includono: organizzazione dei turni che garantisca periodi di recupero adeguati, limitazione delle chiamate fuori orario, supporto psicologico per i giornalisti che coprono eventi traumatici (debriefing), e procedure chiare per la rotazione nelle coperture ad alto impatto emotivo.
Le tipografie e le case editrici con macchinari di stampa offset e digitale hanno obblighi specifici oltre al D.Lgs. 81/08 generale?
Sì. Nelle tipografie e negli stabilimenti di stampa (ATECO 18.11 e 18.12), oltre agli obblighi generali del D.Lgs. 81/08, si applicano normative specifiche per i rischi connessi ai macchinari di stampa. Il Titolo III del D.Lgs. 81/08 (artt. 69–87) regolamenta l'uso delle attrezzature di lavoro: le macchine da stampa, i piegatrici, le rilegatrici e i sistemi di fustellatura devono essere conformi alla Direttiva Macchine (2006/42/CE, recepita con D.Lgs. 27/2010) e, per le macchine immesse sul mercato prima del recepimento, devono essere verificate e adeguate ai requisiti essenziali di sicurezza. Il rischio da agenti chimici è particolarmente rilevante: i solventi utilizzati nelle inchiostri offset e nei processi di pulizia delle macchine (isopropanolo, white spirit, acetato di etile) richiedono la valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08 e, se le concentrazioni superano i valori limite di esposizione professionale (VLEP), la sorveglianza sanitaria specifica. Il rischio da rumore (Titolo VIII Capo II) è significativo nelle grandi tipografie con linee di stampa ad alta velocità: la valutazione fonometrica e, se il livello equivalente supera 80 dB(A), le misure di protezione collettiva e individuale (cuffie antirumore) sono obbligatorie.
Quali misure di sicurezza sono obbligatorie per i giornalisti e i tecnici TV che operano in esterna o in contesti rischiosi?
Per i giornalisti e i tecnici televisivi (operatori di ripresa, tecnici del suono, tecnici delle luci) che operano in esterna, il datore di lavoro deve effettuare una valutazione del rischio specifica per la trasferta (art. 28 D.Lgs. 81/08), che includa: (1) Rischio stradale per gli spostamenti legati all'attività lavorativa (art. 21 del D.Lgs. 81/08 non si applica al commuting ordinario, ma le trasferte lavorative rientrano nel rischio lavorativo); (2) Rischi specifici del contesto operativo: manifestazioni pubbliche e assembramenti (rischio di tumulti), cantieri e aree di emergenza (cadute, polveri, agenti chimici), eventi sportivi ad alto rischio; (3) Per le trasferte in zone di conflitto armato o ad alto rischio politico-sociale: il datore di lavoro deve fornire briefing specifico sui rischi, equipaggiamento di protezione idoneo al contesto (giubbotti antiproiettile certificati NIJ se necessario, kit di pronto soccorso avanzato), formazione per operare in sicurezza in ambienti ostili (corso Hostile Environment And First Aid Training — HEFAT), assicurazione specifica per zone di guerra, e procedura di comunicazione regolare con la sede. La mancata valutazione del rischio per trasferte in zone ad alto rischio costituisce violazione dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08.

Fonti normative

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Ti affianchiamo nella redazione del DVR per il settore editoriale e dei media: valutazione VDT, stress lavoro-correlato, turni notturni, rischi chimici nelle tipografie e tutela dei giornalisti freelance. D.Lgs. 81/08.