Il settore editoriale e dei media comprende realtà molto eterogenee: dalle tipografie e stabilimenti di stampa (ATECO 18.11 e 18.12) alle case editrici e alla produzione audiovisiva (ATECO 59.1, 60.1, 60.2), dalle redazioni giornalistiche quotidiane ai freelance e ai fotogiornalisti. I dati INAIL indicano un settore con incidenza di infortuni traumatici inferiore alla media manifatturiera nelle redazioni, ma con rischi meccanici significativi nelle tipografie e un profilo di rischio psicosociale e ergonomico crescente in tutto il comparto. La digitalizzazione ha ridotto il numero di addetti alla stampa tradizionale, ma ha intensificato i ritmi di lavoro nelle redazioni online e multimediali.
Profilo di rischio del settore editoriale e dei media
Il comparto editoriale e dei media si articola in segmenti con profili di rischio distinti. Le tipografie e gli stabilimenti di stampa (ATECO 18.11 stampa di giornali, 18.12 altra stampa, 18.20 riproduzione su supporti registrati) presentano rischi meccanici da macchinari, esposizione a agenti chimici (inchiostri, solventi) e rumore industriale. Le case editrici, le redazioni giornalistiche e le emittenti radiofoniche e televisive (ATECO 59.11, 59.12, 59.13, 60.10, 60.20) sono caratterizzate da rischi ergonomici da videoterminale, stress lavoro-correlato da scadenze e turni irregolari, e rischi specifici legati alle attività esterne (reportage, inviati, fotogiornalismo).
Rischi ergonomici VDT nelle redazioni giornalistiche
Le redazioni giornalistiche, sia cartacee che online, sono ambienti ad alta intensità di utilizzo del videoterminale. Il Titolo VII, Capo V del D.Lgs. 81/08 (artt. 172–179) si applica integralmente a tutti i redattori, grafici, impaginatori e fotografi che utilizzano il VDT per più di 20 ore settimanali, deducendo le pause previste. Gli obblighi includono: valutazione ergonomica delle postazioni (art. 174), pause di 15 minuti ogni 2 ore di utilizzo continuativo (art. 175), sorveglianza sanitaria con visita oculistica periodica — ogni 5 anni, ogni 2 per over 50 o con disturbi visivi — (art. 176), e formazione specifica (art. 177). La proliferazione delle redazioni multimediali con monitor multipli, schermi verticali e postazioni ergonomicamente inadeguate aumenta il rischio di disturbi muscolo-scheletrici agli arti superiori e di cervicalgie croniche.
Stress da carico cognitivo e scadenze (deadline pressure)
Il rischio da stress lavoro-correlato rappresenta il rischio psicosociale più rilevante nel settore. L'art. 28 c. 1 del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi, incluso quello psicosociale, secondo le indicazioni dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004 e della Circolare del Ministero del Lavoro del 18 novembre 2010. Nelle redazioni, i fattori di rischio specifici includono: cicli di notizie continui (24/7 news cycle) con pressione costante di aggiornamento, reperibilità fuori orario per le breaking news, riduzione degli organici con concentrazione di compiti su un numero minore di lavoratori, esposizione ripetuta a contenuti traumatici nella copertura di cronaca nera, disastri e conflitti (rischio di trauma vicario o secondario), e la precarietà contrattuale diffusa nel settore.
Turni notturni e lavoro in orari atipici
Le redazioni di quotidiani, le emittenti televisive e radiofoniche e i siti di news online organizzano il lavoro in turni che includono la notte (chiusura delle edizioni, notiziari notturni, reperibilità). Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 e il D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 sull'organizzazione dell'orario di lavoro disciplinano il lavoro notturno, definendo i limiti massimi di ore notturne consentite (di norma non più di 8 ore per periodo di 24 ore) e gli obblighi di sorveglianza sanitaria per i lavoratori notturni. I rischi specifici del turno notturno includono: alterazione del ritmo circadiano con effetti sulla salute a lungo termine (disturbi del sonno, patologie cardiovascolari, aumento del rischio di errori), riduzione delle capacità cognitive nelle ultime ore del turno, e rischio di infortuni stradali durante il tragitto casa-lavoro nelle ore notturne.
Nota metodologica
I riferimenti agli andamenti del settore riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni qualitative su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono statistiche ufficiali certificate. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
| Tipo di rischio | Mansioni / contesti prevalenti | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Ergonomico VDT | Redattori, grafici, impaginatori, fotografi digitali | Titolo VII Capo V D.Lgs. 81/08 (artt. 172–179) |
| Stress lavoro-correlato | Giornalisti, caporedattori, conduttori TV/radio | Art. 28 D.Lgs. 81/08 — Accordo europeo 2004 |
| Lavoro notturno | Redazioni quotidiani, emittenti TV/radio, news online | D.Lgs. 66/2003 — Titolo XI D.Lgs. 81/08 |
| Meccanico (macchinari stampa) | Tipografi, manutentori rotative, rilegatori | Titolo III D.Lgs. 81/08 — Direttiva Macchine 2006/42/CE |
| Chimico (inchiostri, solventi) | Addetti stampa offset, serigrafia, reparti pulizia macchine | Titolo IX Capo I D.Lgs. 81/08 (artt. 221–232) |
| Rumore industriale | Tipografie con linee di stampa ad alta velocità | Titolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 187–198) |
| Rischi in esterna e trasferte | Fotogiornalisti, inviati, operatori TV in esterna | Art. 28 D.Lgs. 81/08 — valutazione per mansione |
Tabella indicativa. Elaborazione su quadro normativo D.Lgs. 81/08 e dati INAIL aggregati per comparti ATECO 18, 59, 60.
Giornalisti freelance, autonomi e fotogiornalisti in zone di conflitto
Il regime dell'art. 21 D.Lgs. 81/08 per i lavoratori autonomi
Una parte significativa dei giornalisti italiani opera come lavoratore autonomo (pubblicisti, freelance, collaboratori) senza un rapporto di lavoro subordinato stabile. L'art. 21 del D.Lgs. 81/08 stabilisce il regime di tutela applicabile a questi lavoratori: su base volontaria possono beneficiare della sorveglianza sanitaria e frequentare corsi di formazione sulla sicurezza; sono tenuti ad adottare misure appropriate per la propria tutela e, quando operano in luoghi di lavoro altrui, a rispettare le norme di sicurezza vigenti in quell'ambiente.
Quando il committente (testata giornalistica, casa editrice, emittente) affida lavori a giornalisti freelance che operano nei propri locali o sedi operative, l'art. 26 del D.Lgs. 81/08 impone al committente di: fornire informazioni dettagliate sui rischi presenti nell'ambiente di lavoro e sulle misure di prevenzione adottate; coordinare le misure di prevenzione con il lavoratore autonomo; promuovere la cooperazione per l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi. La mancata informazione costituisce violazione sanzionabile.
Fotogiornalismo e inviati in zone di conflitto o ad alto rischio
I giornalisti e i fotoreporter che operano in zone di conflitto armato, aree di disastro o contesti ad alta pericolosità rappresentano una categoria ad elevato rischio specifico. Per i giornalisti dipendenti inviati in zone di conflitto, il datore di lavoro (testata o emittente) è obbligato a effettuare una valutazione del rischio specifica per la trasferta (art. 28 D.Lgs. 81/08), che includa i rischi connessi al contesto operativo. Le misure di prevenzione riconosciute dalla prassi internazionale e raccomandate dall'Ordine dei Giornalisti includono: formazione specifica in ambienti ostili (HEFAT — Hostile Environment And First Aid Training), dotazione di equipaggiamento di protezione adeguato al contesto, protocolli di comunicazione e verifica dello stato del giornalista in loco, assicurazione specifica per zone di guerra o ad alto rischio politico, e procedura di evacuazione in caso di emergenza.
Il rischio di trauma vicario (secondary traumatic stress) è rilevante sia per i giornalisti inviati sia per quelli che in redazione lavorano quotidianamente su materiale grafico e audiovisivo violento o traumatico. Questa dimensione del rischio psicosociale deve essere esplicitamente valutata nel DVR delle testate giornalistiche, con previsione di misure di supporto psicologico (debriefing dopo la copertura di eventi traumatici, accesso a supporto psicologico aziendale o convenzionato).
Digitalizzazione e contrazione del settore tipografico
Il trend di lungo periodo più significativo per il settore è la progressiva riduzione degli addetti nelle tipografie e negli stabilimenti di stampa, conseguenza della digitalizzazione dei contenuti e del calo delle tirature cartacee. Questo ha determinato una riduzione del numero assoluto di lavoratori esposti ai rischi tipici della stampa (meccanici, chimici, rumore), ma ha contestualmente intensificato i carichi di lavoro per i lavoratori rimasti, con maggiore utilizzo di macchinari ad alta automazione che richiedono competenze di manutenzione specifiche e una vigilanza continua sugli standard di sicurezza macchine. Parallelamente, la crescita dell'editoria digitale e del giornalismo online ha aumentato il numero di lavoratori esposti ai rischi ergonomici e psicosociali tipici del lavoro di redazione.
Malattie professionali e dati INAIL nel settore editoriale
I dati INAIL per i comparti ATECO 18 (stampa) e 59–60 (produzione audiovisiva, radio e TV) evidenziano due profili infortunistici distinti. Le attività di stampa mostrano un'incidenza di infortuni traumatici (schiacciamenti, impigliamenti in macchina, tagli) tipici del settore manifatturiero meccanizzato. Le attività editoriali e dei media presentano invece una prevalenza di malattie professionali di origine ergonomica e psicosociale, con crescita delle denunce per disturbi muscolo-scheletrici e patologie legate allo stress.
Patologie professionali prevalenti nelle redazioni
Le patologie muscolo-scheletriche agli arti superiori (tendinite del sovraspinoso, sindrome del tunnel carpale, epicondilite) e alla colonna (cervicalgie, lombalgie posturali) costituiscono le malattie professionali più frequentemente denunciate tra i lavoratori delle redazioni con uso intensivo di VDT. La sindrome del tunnel carpale, in particolare, è stata inserita nella lista delle malattie professionali INAIL con presunzione legale di origine professionale (D.M. 27 aprile 2004, Lista I, gruppo 5) per i lavoratori VDT con esposizione documentata. I disturbi visivi da astenopia accomodativa, con cefalea, bruciore oculare e affaticamento visivo, rappresentano un'ulteriore patologia frequente, prevenibile attraverso la sorveglianza sanitaria VDT e la corretta organizzazione della postazione.
Patologie da agenti chimici nel settore della stampa
Gli addetti alla stampa offset e ai reparti di pre-stampa sono esposti a solventi organici (isopropanolo, idrocarburi alifatici e aromatici presenti nei diluenti per inchiostri) che richiedono la valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08. Se la valutazione evidenzia rischio non basso per la salute, diventa obbligatoria la sorveglianza sanitaria specifica (art. 229), con monitoraggio biologico (indicatori biologici di esposizione — IBE) per i solventi con VLE-B (valore limite biologico) definiti dall'allegato XXXVIII. Le esposizioni a inchiostri contenenti composti aromatici o pigmenti metallici devono essere valutate anche in relazione al rischio cancerogeno (Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/08).
Ipoacusia professionale nelle tipografie
Le rotative da stampa ad alta velocità, le macchine piegatrici e le linee di confezione dei periodici generano livelli di rumore che spesso superano gli 85 dB(A). Il Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/08 impone, al superamento del valore superiore di azione di 85 dB(A) LEX,8h, l'obbligo di sorveglianza sanitaria con audiometria periodica, la fornitura e l'uso obbligatorio di DPI uditivi (protezioni acustiche EN 352), e la segnalazione delle aree rumorose. L'ipoacusia professionale da rumore è una delle malattie professionali tabellate INAIL più frequenti nelle tipografie.
| Malattia professionale | Profili più esposti | Misura preventiva principale |
|---|---|---|
| Sindrome del tunnel carpale | Redattori, impaginatori, grafici | Postazione ergonomica, pause VDT, sorveglianza sanitaria |
| Cervicalgia / lombalgia posturale | Lavoratori VDT con postazione inadeguata | Valutazione ergonomica, seduta regolabile, monitor a livello occhi |
| Astenopia accomodativa | Tutti i lavoratori VDT in redazione | Illuminazione corretta, sorveglianza oculistica, pause |
| Ipoacusia professionale | Tipografi, addetti rotative e linee di stampa | Valutazione fonometrica, DPI uditivi, insonorizzazione |
| Dermatiti da contatto e patologie respiratorie | Addetti stampa offset, reparti pulizia macchine | Valutazione rischio chimico, DPI (guanti, maschere), aspirazione localizzata |
| Disturbi psicosociali / burnout | Giornalisti di cronaca, redattori online, inviati | Valutazione stress lavoro-correlato, supporto psicologico, rotazione |
Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL settori ATECO 18, 59, 60 e letteratura medico-legale. Non esaustiva delle patologie tabellate INAIL per comparto.
Tendenze 2025-2026 nel settore editoriale e dei media
L'evoluzione del settore editoriale e dei media presenta dinamiche strutturali che modificano il profilo di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Le principali tendenze in atto per il biennio 2025-2026 sono:
Riduzione degli organici e intensificazione dei carichi
La contrazione della raccolta pubblicitaria e delle copie vendute dei quotidiani cartacei ha determinato una progressiva riduzione degli organici delle redazioni italiane. I lavoratori rimasti sono chiamati a produrre contenuti per piattaforme multiple (carta, web, social media, podcast, video) con organici ridotti. Questo fenomeno di intensificazione del lavoro — documentato nei rapporti dell'Ordine dei Giornalisti e del sindacato di categoria (FNSI) — si traduce in un aumento del carico cognitivo, riduzione dei tempi di verifica delle notizie (risk of errors) e maggiore esposizione al rischio da stress lavoro-correlato. Il DVR delle testate che hanno effettuato riduzioni di organico deve essere aggiornato per riflettere le modifiche organizzative e il loro impatto sui fattori di rischio psicosociale.
Giornalismo digitale e social media: nuovi rischi
Il giornalismo digitale introduce nuovi fattori di rischio non completamente coperti dalla normativa vigente: la continua esposizione ai social media come fonte di notizie (con contenuti potenzialmente traumatici: video di violenza, immagini di conflitti, materiale di abuso) comporta un rischio di trauma vicario per i giornalisti che monitorano le piattaforme; la pressione delle metriche di engagement (visualizzazioni, click, condivisioni) crea nuove forme di stress da prestazione; la connettività continua rende difficile la disconnessione dal lavoro. Questi fattori devono essere considerati nella valutazione del rischio psicosociale ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08.
Criticità ispettive rilevate dall'INL nel settore
L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha rilevato nel settore editoriale le seguenti criticità ricorrenti: mancata o carente valutazione del rischio VDT nelle redazioni (postazioni non analizzate, sorveglianza sanitaria VDT non attivata o non aggiornata); assenza di sezione dedicata allo stress lavoro-correlato nel DVR, con particolare riguardo per la copertura di eventi traumatici; mancata informativa ai giornalisti freelance che operano nei locali della testata (art. 26 D.Lgs. 81/08); nelle tipografie, mancato aggiornamento della valutazione del rischio chimico a seguito di cambiamenti nelle formulazioni degli inchiostri o dei solventi. Queste irregolarità sono sanzionabili ai sensi del D.Lgs. 81/08 e, soprattutto, espongono i lavoratori a rischi concreti per la salute.
Approfondisci
- Osservatorio sicurezza
Panoramica completa dei dati infortunistici italiani.
- Salute mentale e lavoro
Stress lavoro-correlato, burnout e benessere organizzativo.
- Infortuni nel lavoro autonomo
Tutele e rischi per freelance e lavoratori autonomi (art. 21 D.Lgs. 81/08).
- Turni notturni e infortuni
Analisi degli effetti del lavoro notturno sulla salute e sicurezza.
- Smart working e sicurezza
Impatto del lavoro agile sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
- Malattie professionali in Italia
Andamento delle denunce e patologie più frequenti per comparto.
FAQ sicurezza nell'editoria e nel giornalismoFAQ
I giornalisti freelance e i pubblicisti sono tutelati dal D.Lgs. 81/08?
Quali sono gli obblighi del datore di lavoro in una redazione giornalistica per la gestione del rischio da stress lavoro-correlato?
Le tipografie e le case editrici con macchinari di stampa offset e digitale hanno obblighi specifici oltre al D.Lgs. 81/08 generale?
Quali misure di sicurezza sono obbligatorie per i giornalisti e i tecnici TV che operano in esterna o in contesti rischiosi?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (Titoli III, VII, VIII, IX, XI)
- D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 — Attuazione della Direttiva 93/104/CE e della Direttiva 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro
- Accordo europeo sullo stress lavoro-correlato — 8 ottobre 2004 (recepito dall'Accordo interconfederale del 9 giugno 2008)
- Ministero del Lavoro — Circolare 18 novembre 2010: indicazioni della Commissione Consultiva per la valutazione dello stress lavoro-correlato
- D.M. 27 aprile 2004 — Elenco delle malattie professionali per le quali è obbligatoria la denuncia (Lista I, lista II, lista III)
- Direttiva Macchine 2006/42/CE — recepita con D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 17 (requisiti essenziali sicurezza macchine)
- INAIL Open Data — open.inail.it
- INAIL Rapporto Annuale (edizioni 2020–2024)
- INAIL — Banca Dati Statistica infortuni e malattie professionali per settori ATECO 18 (stampa), 59 (produzione audiovisiva), 60 (radio e TV)
- INAIL — Schede di rischio per comparto: industria grafica e tipografica
- Ordine dei Giornalisti — Linee guida sulla sicurezza dei giornalisti freelance e inviati in zone di conflitto
- FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) — Rapporti sul lavoro giornalistico in Italia
Hai bisogno di supporto per la valutazione del rischio in una redazione o tipografia?
Ti affianchiamo nella redazione del DVR per il settore editoriale e dei media: valutazione VDT, stress lavoro-correlato, turni notturni, rischi chimici nelle tipografie e tutela dei giornalisti freelance. D.Lgs. 81/08.