La costruzione e la manutenzione di infrastrutture complesse — ponti, gallerie, viadotti e sottovia — presenta un profilo di rischio significativamente più elevato rispetto all'edilizia tradizionale. Alla pericolosità intrinseca dei lavori in quota estrema e degli scavi profondi si aggiungono l'uso di esplosivi, le atmosfere irrespirabili nelle gallerie e la coesistenza di mezzi pesanti in spazi ristretti. Il settore costruzioni nel suo complesso registra indicativamente circa 40.000 infortuni denunciati per anno (dato INAIL, ordine di grandezza), con una quota di eventi gravi e mortali strutturalmente superiore alla media.
Contesto normativo e riferimenti statistici
Infortuni nelle costruzioni di infrastrutture: il macrosettore di riferimento
Le costruzioni di opere d'arte (ponti, gallerie, viadotti, sottovia, muri di sostegno) rientrano nel macrosettore costruzioni, che INAIL classifica tra i settori a più alto rischio infortunistico in Italia. I dati INAIL indicano, come ordine di grandezza, circa 40.000 infortuni denunciati per anno nell'intero settore costruzioni, con un'incidenza di infortuni mortali che lo colloca stabilmente tra le prime posizioni per mortalità assoluta e relativa sul totale degli occupati.
Non esistono statistiche INAIL pubblicamente disaggregate in modo sistematico per la sola sotto-categoria delle infrastrutture complesse (ponti, gallerie, viadotti), separata dall'edilizia residenziale o commerciale. I valori riportati in questa pagina sono pertanto da considerarsi indicativi e basati su ordini di grandezza dell'intero macrosettore costruzioni.
Nota metodologica
Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL e dalle banche dati INAIL Open Data. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
Specificità di ponti, viadotti e gallerie rispetto all'edilizia ordinaria
Le infrastrutture complesse presentano caratteristiche di cantiere che le distinguono nettamente dall'edilizia civile residenziale o commerciale:
- Lavori in quota estrema: la costruzione di pile di ponti e viadotti comporta lavori a quote che possono superare i 20–40 metri (o più, nei viadotti autostradali), in condizioni di esposizione al vento e con accessi difficoltosi.
- Scavi profondi e in galleria: gli scavi per fondazioni profonde, gallerie e sottovia richiedono tecniche specializzate e comportano rischi di crollo delle pareti, allagamento e accumulo di gas.
- Utilizzo di esplosivi: lo scavo di gallerie in roccia ricorre comunemente ad esplosivi, con rischi connessi alla manipolazione, detonazione, proiezione di materiale e formazione di gas tossici post-esplosione.
- Carichi pesanti e mezzi d'opera:la movimentazione di elementi prefabbricati (travi, conci, casseri), l'utilizzo di gru a torre e autogrù di grande portata e il transito di autocarri pesanti in cantiere aumentano il rischio di schiacciamento, caduta di carichi e investimento.
Principali rischi nelle costruzioni di opere d'arte
Cadute dall'alto
Le cadute dall'alto rappresentano la prima causa di infortuni gravi e mortali nei cantieri di infrastrutture. I lavori su pile di ponti, impalcati, impalcature di viadotti e ponteggi di manutenzione espongono i lavoratori a rischi di caduta da quote molto elevate, spesso in assenza di protezioni perimetrali stabili. La difficoltà di installare reti di sicurezza o parapetti standard su strutture di geometria complessa rende questo rischio particolarmente critico.
Crollo di strutture parziali o casseri durante il getto
Il getto di calcestruzzo su casseri e centine temporanee espone i lavoratori al rischio di crollo durante le fasi di maturazione. I cedimenti strutturali dei casseri — dovuti a progettazione inadeguata, montaggio scorretto o sovraccarico — possono causare infortuni mortali multipli. Le norme tecniche CNR e le specifiche di progetto del PSC devono prevedere il calcolo strutturale dei casseri e le procedure di controllo prima, durante e dopo il getto.
Esplosioni in galleria
Nei cantieri di scavo in galleria che utilizzano esplosivi, il rischio di esplosione accidentale è uno dei più gravi. Le cause principali includono: difetti nei detonatori, mancato rispetto delle procedure di brillamento, presenza non autorizzata di personale nelle zone di sicurezza, e residui di esplosivo non detonato (colpi ciechi). Il D.Lgs. 81/08, Titolo XI, e il Regolamento TULPS per gli esplosivi definiscono le procedure obbligatorie per la manipolazione e il brillamento.
Atmosfere irrespirabili in galleria
Durante lo scavo in galleria si possono formare atmosfere irrespirabili per accumulo di:
- CO (monossido di carbonio): prodotto da motori a combustione interna, generatori e dalle esplosioni
- CO2 (anidride carbonica): prodotta dalla respirazione, dai motori e dalle reazioni chimiche del terreno
- Metano: presente naturalmente in alcune formazioni geologiche, con rischio di esplosione oltre i limiti LEL
- Polveri di scavo: silice cristallina libera e altre polveri, causa di silicosi e patologie respiratorie croniche
La ventilazione forzata e il monitoraggio continuo della qualità dell'aria sono misure obbligatorie e irrinunciabili nei cantieri di galleria.
Veicoli e mezzi pesanti in prossimità dell'area di lavoro
Nei cantieri stradali e autostradali, i lavoratori a piedi sono esposti al rischio di investimento da parte di veicoli in transito o di mezzi d'opera che operano all'interno del cantiere (dumper, escavatori, autobetoniere, autogrù). La segnaletica, le barriere di separazione e le procedure di controllo degli accessi sono elementi critici del PSC.
Caduta di oggetti dall'alto
In cantieri su più livelli (costruzione di ponti, impalcature di viadotti, lavori di ripristino su strutture elevate), la caduta di oggetti, attrezzi e frammenti di materiale rappresenta un rischio rilevante per i lavoratori nei livelli sottostanti e per i terzi in transito. Le reti antiproiezione e i parasassi sono dispositivi di protezione collettiva specifici per questo rischio.
Rischio elettrico
La presenza di linee elettriche aeree in prossimità di cantieri di infrastrutture (viadotti, cavalcavia, ponti ferroviari) espone i lavoratori e i mezzi d'opera al rischio di contatto accidentale con linee in tensione. Gli impianti di cantiere devono rispettare la Norma CEI 64-8 e il D.Lgs. 81/08, Titolo III (attrezzature di lavoro) e Titolo VIII (agenti fisici — rischio elettrico).
Cadute dall'alto
Rischio n. 1 per mortalità
Pile, impalcati, impalcature su viadotti
Atmosfere irrespirabili
Rischio specifico gallerie
CO, CO2, metano, polveri di scavo
Esplosioni in galleria
Rischio estremo
Scavo con esplosivi, colpi ciechi
Valori indicativi. Elaborazione su riferimenti INAIL e normativi.
Misure preventive specifiche
PSC — Piano di Sicurezza e Coordinamento
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è obbligatorio in tutti i cantieri in cui operano o sono previste più imprese esecutrici (art. 100 D.Lgs. 81/08). Per i cantieri di infrastrutture complesse, il PSC assume un ruolo centrale poiché deve analizzare e coordinare i rischi di interferenza tra le diverse imprese presenti (scavo, strutture, impianti, segnaletica, movimentazione carichi). I contenuti minimi del PSC sono definiti dall'Allegato XV al D.Lgs. 81/08 e includono: descrizione dell'opera, identificazione dei rischi, misure di prevenzione e protezione, stima dei costi della sicurezza e cronoprogramma.
Coordinatore per la Sicurezza in Fase di Esecuzione (CSE)
Il CSE (art. 92 D.Lgs. 81/08) è nominato dal committente o dal responsabile dei lavori quando in cantiere operano più imprese. Nei cantieri di infrastrutture complesse — dove coesistono sistematicamente imprese di scavo, strutturisti, carpentieri metallici, impiantisti e ditte specializzate per esplosivi o ventilazione — la nomina del CSE è pressoché invariabilmente obbligatoria. Il CSE verifica l'applicazione del PSC, coordina i piani operativi di sicurezza (POS) delle singole imprese e può sospendere i lavori in caso di pericolo grave e imminente.
Sistemi di protezione dalle cadute
Per i lavori in quota nei cantieri di infrastrutture si applicano:
- UNI EN 13374:norma tecnica europea che classifica i sistemi di protezione perimetrale (parapetti, correnti, tavole fermapiede) in funzione dell'altezza e dell'inclinazione della superficie di lavoro.
- Linee vita (UNI EN 795): dispositivi di ancoraggio permanenti o temporanei per il collegamento dei sistemi di arresto caduta individuali (imbracature, dissipatori di energia, cordini anticaduta).
- Reti di sicurezza (UNI EN 1263): dispositivi di protezione collettiva per la cattura di persone o materiali in caduta, particolarmente utilizzati sotto i lavori di carpenteria e getto sugli impalcati.
- DPI di III categoria: imbracature di sicurezza conformi alla norma UNI EN 361, obbligatorie quando non è possibile installare protezioni collettive adeguate.
Ventilazione forzata nelle gallerie
Il sistema di ventilazione forzata è la misura preventiva principale contro le atmosfere irrespirabili durante lo scavo in galleria. Il progetto di ventilazione deve essere parte integrante del PSC e prevedere: calcolo delle portate d'aria necessarie in funzione della lunghezza della galleria e dei mezzi impiegati, posizionamento dei ventilatori e dei condotti, procedure di emergenza in caso di guasto e monitoraggio continuo della qualità dell'aria (CO, CO2, O2, CH4) con sistemi di allarme.
Attenzione — Ambienti confinati
Le gallerie, i pozzetti e i cassoni di fondazione rientrano nella definizione di ambienti confinati ai sensi del D.P.R. 177/2011. Prima di ogni accesso è obbligatoria la misurazione della qualità dell'aria, la presenza di un addetto esterno di controllo e la disponibilità di autorespiratori e sistema di recupero del lavoratore. Il mancato rispetto di queste procedure è tra le cause più frequenti di infortuni mortali multipli (il cosiddetto "effetto salvataggio").
Normativa di riferimento
| Riferimento normativo | Ambito di applicazione |
|---|---|
| D.Lgs. 81/08, Titolo IV — Cantieri temporanei o mobili | Obbligo di PSC, CSE, POS, notifica preliminare, coordinamento sicurezza |
| D.Lgs. 81/08, Allegato XV | Contenuti minimi del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) |
| D.Lgs. 81/08, Allegato XVI | Fascicolo con le caratteristiche dell'opera (documento per la manutenzione futura) |
| D.Lgs. 81/08, Titolo XI — Esplosivi | Gestione, stoccaggio e utilizzo di esplosivi nei cantieri di galleria |
| D.P.R. 177/2011 — Ambienti confinati | Qualificazione imprese, procedure di accesso, figure obbligatorie |
| Linee Guida MIT 2020 — Ponti e viadotti | Classificazione del rischio, ispezioni periodiche obbligatorie, censimento ponti |
| UNI EN 13374 — Sistemi di protezione perimetrale | Classificazione e requisiti dei parapetti e protezioni per lavori in quota |
| UNI EN 1263 — Reti di sicurezza | Requisiti delle reti di protezione collettiva nei cantieri |
Tabella indicativa. Non esaustiva della normativa applicabile.
Le Linee Guida MIT 2020 per ponti e viadotti
Le Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti, emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2020, hanno introdotto un sistema strutturato di censimento e ispezione del patrimonio infrastrutturale italiano. Le linee guida definiscono livelli di attenzione, classi di rischio e frequenze di ispezione obbligatorie, con impatto diretto sui cantieri di manutenzione e adeguamento dei ponti esistenti — che presentano rischi aggiuntivi rispetto alle nuove costruzioni (strutture parzialmente in servizio, interferenze con il traffico, degradi strutturali non sempre prevedibili).
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Domande frequenti sulla sicurezza nei cantieri di ponti e gallerieFAQ
Perché la costruzione di ponti e gallerie è più pericolosa dell'edilizia tradizionale?
Quali sono le principali norme di sicurezza applicabili ai cantieri di infrastrutture complesse?
Chi è il Coordinatore per la Sicurezza in Fase di Esecuzione (CSE) e quando è obbligatorio?
Come si gestisce il rischio da atmosfere irrespirabili durante lo scavo di gallerie?
Fonti normative
- INAIL Rapporti Annuali — edizioni 2020–2024
- INAIL Open Data — Banca Dati Statistica infortuni e malattie professionali per settore
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro, Titolo IV (Cantieri)
- D.Lgs. 81/08, Allegato XV — Contenuti minimi del PSC
- D.Lgs. 81/08, Allegato XVI — Fascicolo con le caratteristiche dell'opera
- D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Qualificazione delle imprese per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati
- Linee Guida MIT 2020 — Classificazione e gestione del rischio e sicurezza dei ponti esistenti
- UNI EN 13374:2013 — Sistemi di protezione perimetrale provvisoria dei bordi
- UNI EN 1263-1:2014 — Reti di sicurezza: requisiti di sicurezza, metodi di prova
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