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Osservatorio · Centri commerciali e sicurezza

Centri Commerciali e Sicurezza sul Lavoro

Infortuni nel retail e nei servizi integrati, rischi emergenti da automazione e rapine, DUVRI e coordinamento appalti: analisi basata su dati INAIL indicativi per i settori ATECO 47 e 81.

2.000+Grandi strutture commerciali in Italia (stima)~400.000Lavoratori diretti (stima indicativa)ATECO 47 / 81Codici di settore di riferimentoINAILFonte open data
Risposta rapida

I centri commerciali italiani concentrano una pluralità di categorie lavorative — cassieri, addetti vendita, operatori di pulizia, addetti alla sicurezza, manutentori — con profili di rischio infortunistico distinti ma interconnessi. I dati INAIL indicativi per i settori ATECO 47 (commercio al dettaglio) e ATECO 81 (servizi agli edifici) segnalano come cadute allo stesso piano, movimentazione manuale dei carichi e rischio da aggressione/rapina rappresentino le cause prevalenti di infortunio. Il quadro normativo (D.Lgs. 81/08, DM 02/09/2021, art. 26 DUVRI) richiede al gestore del centro un ruolo attivo di coordinamento della sicurezza tra le numerose imprese appaltatrici che operano contemporaneamente nella struttura. I dati riportati sono indicativi su fonti INAIL.

Il settore: lavoratori e peculiarità del rischio

Il sistema delle grandi strutture di vendita in Italia conta, secondo stime di settore, oltre 2.000 centri commerciali e gallerie commerciali, con una concentrazione maggiore nelle regioni del Nord e del Centro. Il numero di lavoratori direttamente coinvolti — tra dipendenti delle insegne anchor, operatori di galleria, addetti ai servizi e personale in appalto — è stimato indicativamente in oltre 400.000 unità, a cui si aggiungono le migliaia di lavoratori delle imprese in subappalto (pulizie, vigilanza, manutenzione, allestimenti).

Le peculiarità del contesto produttivo generano un profilo di rischio composito e difficilmente omogeneo:

Nota metodologica

Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL per i settori ATECO 47 e 81. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Principali categorie di infortuni

Sulla base delle elaborazioni indicative sui dati INAIL per i settori ATECO 47 (commercio al dettaglio, escluso veicoli) e ATECO 81.1–81.2 (gestione immobili per conto terzi, pulizia e manutenzione), le categorie di infortunio più rappresentate nel comparto delle grandi strutture commerciali risultano essere:

Cadute allo stesso piano

Costituiscono indicativamente la causa più frequente di infortuni nel commercio al dettaglio, con una quota stimata superiore al 30% degli eventi registrati. Le superfici bagnate durante le operazioni di pulizia, i pavimenti scivolosi nelle giornate di pioggia in prossimità degli ingressi e i dislivelli tra aree di diversa pavimentazione sono i fattori causali più ricorrenti. Il rischio interessa trasversalmente tutte le categorie di lavoratori, con particolare incidenza per gli addetti alle pulizie e il personale di galleria.

Movimentazione manuale dei carichi

La patologia muscolo-scheletrica da sovraccarico biomeccanico — in particolare lombalgie acute e croniche, tendinopatie della spalla e sindrome del tunnel carpale — è frequentemente associata al rifornimento degli scaffali, alla gestione dei magazzini interni e alle operazioni di carico/scarico merci. I cassieri sono esposti a un'ulteriore componente di rischio legata ai movimenti ripetitivi degli arti superiori (OCRA, RULA), con indice di rischio che può risultare significativo nelle ore di picco di affluenza.

Aggressioni e rapine

Il rischio da violenza e aggressione è un elemento caratterizzante del settore commercio al dettaglio rispetto ad altri comparti economici. Le denunce di infortuni da "aggressione, violenza, rissa" nell'ATECO 47 mostrano, nelle elaborazioni INAIL, un'incidenza superiore alla media nazionale inter-settoriale. Oltre alle conseguenze fisiche, gli eventi traumatici da rapina e aggressione generano disturbi psicologici (PTSD, disturbi d'ansia) che possono tradursi in malattie professionali denunciabili.

Causa infortunioCategorie più esposteConfronto con media nazionale
Cadute allo stesso pianoAddetti pulizie, personale galleria, cassieriIncidenza indicativamente superiore alla media
Movimentazione manuale carichiAddetti magazzino, scaffalisti, cassieriIn linea con settori del terziario pesante
Aggressioni / rapineCassieri, addetti sicurezzaIncidenza più elevata rispetto alla media inter-settoriale
Movimenti ripetitivi (arti sup.)Cassieri, addetti confezionamentoRischio sottostimato nella valutazione tradizionale
Rischio chimico (cute/vie resp.)Addetti alle pulizie (ATECO 81.2)Prevalente per malattie professionali non acute

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL aggregati ATECO 47 e 81. Non costituisce dato ufficiale.

Rischi emergenti 2024–2026

Il periodo 2024–2026 è caratterizzato da alcune trasformazioni strutturali del settore che introducono nuovi profili di rischio o amplificano quelli esistenti.

Automazione delle casse (self-checkout)

La diffusione accelerata dei sistemi di cassa self-service ha modificato la distribuzione dei carichi di lavoro per il personale di front-end. L'addetto al presidio delle isole self-checkout è esposto a: elevata sollecitazione cognitiva e interruzioni continue (gestione degli alert di sistema), postura in piedi con spostamenti rapidi tra più postazioni, riduzione dei cicli di pausa rispetto ai cassieri tradizionali e — in alcuni contesti — maggiore esposizione a comportamenti scorretti da parte della clientela. La valutazione del rischio da VDT (Titolo VII D.Lgs. 81/08) deve essere aggiornata per questo tipo di mansione.

Integrazione con i servizi di consegna (rider e logistica interna)

La crescita dell'e-commerce integrato con i punti vendita fisici (click-and-collect, consegne dal negozio) ha introdotto attività di preparazione ordini, movimentazione di colli e interazione con rider esterni all'interno o in prossimità delle strutture commerciali. La gestione degli accessi, i percorsi sicuri per i rider nei magazzini e l'interferenza con il flusso della clientela sono aspetti che richiedono aggiornamento del DVR e, dove applicabile, del DUVRI.

Sicurezza psicosociale: isolamento e turni serali/notturni

L'estensione degli orari di apertura (domeniche, festivi, serali fino alle 22–23) e la riduzione degli organici in fascia serale aumentano il rischio psicosociale legato all'isolamento lavorativo, alla percezione di insicurezza e all'esposizione a potenziali aggressioni in orari di minore affluenza e presidio. Il D.Lgs. 81/08 richiede la valutazione di questi rischi nell'ambito della valutazione dei rischi psicosociali e da stress lavoro-correlato.

Attenzione: aggiornamento DVR

L'introduzione di nuove tecnologie (self-checkout, sistemi WMS per la logistica interna) o la modifica dell'organizzazione del lavoro (turni serali estesi, presidio ridotto) costituisce una modifica significativa del processo produttivo ai sensi dell'art. 29 D.Lgs. 81/08, che impone la rielaborazione della valutazione dei rischi.

Tendenze normative e buone pratiche

Il quadro normativo e le buone pratiche di settore si sono evoluti nel periodo recente, con specifici riferimenti applicabili alle grandi strutture commerciali.

DM 02/09/2021 — Prevenzione incendi nelle grandi strutture

Il Decreto Ministeriale 2 settembre 2021 ha aggiornato le norme di prevenzione incendi per le attività di vendita al dettaglio con superficie superiore a determinate soglie, introducendo un approccio prestazionale (fire safety engineering) in alternativa all'approccio prescrittivo tradizionale. Per i grandi centri commerciali, il decreto impone: aggiornamento del certificato di prevenzione incendi (CPI), piani di emergenza condivisi tra gestore e conduttori, esercitazioni periodiche di evacuazione, e gestione coordinata dei presidi antincendio nelle aree comuni e nei singoli negozi.

Linee guida Confcommercio per la sicurezza nel retail

Confcommercio e le associazioni di categoria hanno elaborato linee guida operative per la sicurezza nei punti vendita, con particolare attenzione a: prevenzione delle cadute (programmi di manutenzione dei pavimenti, segnaletica di pericolo, procedure di pulizia con riduzione del rischio scivolamento), ergonomia delle postazioni cassa (altezza del piano di lavoro, sedute ergonomiche, pause obbligatorie), e protocolli di sicurezza per il personale a contatto con il pubblico.

Protocolli anti-rapina — circolari prefettizie e buone pratiche

Molte Prefetture hanno emanato circolari o promosso tavoli di lavoro con le associazioni di categoria e le forze dell'ordine per la definizione di protocolli anti-rapina per il commercio al dettaglio. Le misure più diffuse includono: sistemi di cassaforte a deposito temporizzato, limitazione del contante disponibile in cassa, telecamere di sorveglianza in posizioni strategiche (conformi al GDPR), procedure comportamentali per il personale in caso di rapina e formazione specifica. Queste misure, oltre a ridurre il rischio di vittimizzazione, devono essere documentate nel DVR.

Sistemi anti-scivolamento e manutenzione dei pavimenti

Le linee guida INAIL e UNI EN 13845:2017 (pavimentazioni ad alta resistenza allo scivolamento) forniscono riferimenti tecnici per la scelta e la manutenzione dei pavimenti nelle aree ad alto rischio scivolamento (ingressi, aree ristorazione, servizi igienici, aree di carico). La valutazione del coefficiente di attrito (pendolo di scivolamento) costituisce uno strumento di monitoraggio preventivo utile per il RSPP nella predisposizione del programma di manutenzione preventiva.

Misura preventivaRischio targetRiferimento
Pavimenti anti-scivolamento e manutenzioneCadute allo stesso pianoUNI EN 13845; linee guida INAIL
Postazioni cassa ergonomicheMMC, movimenti ripetitivi, posturaD.Lgs. 81/08 Titoli VI-VII; linee guida Confcommercio
Cassaforte a deposito temporizzatoRapine e aggressioniCircolari prefettizie; art. 28 D.Lgs. 81/08
Piano di emergenza condiviso (CPI)Incendio e evacuazioneDM 02/09/2021
Valutazione rischio psicosocialeStress, isolamento, aggressioniArt. 28 D.Lgs. 81/08; accordo europeo 2004

Tabella indicativa. Non esaustiva delle misure applicabili.

Il ruolo del DUVRI nei grandi centri commerciali

La complessità organizzativa di un grande centro commerciale — che vede operare contemporaneamente il gestore della galleria, decine di conduttori (negozi in affitto), imprese appaltatrici di pulizie (ATECO 81.2), vigilanza privata, imprese di manutenzione e allestitori stagionali — rende il coordinamento della sicurezza una delle principali sfide gestionali del settore.

Obbligo di DUVRI: quando scatta

L'art. 26 del D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro committente a redigere il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI) ogni volta che affida lavori, servizi o forniture a imprese appaltatrici o lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, qualora possano sussistere rischi da interferenza. Nel contesto di un centro commerciale, gli appalti che richiedono tipicamente la redazione del DUVRI includono: servizio di pulizie delle aree comuni, vigilanza e portierato, manutenzione di impianti (ascensori, scale mobili, impianti antincendio), allestimento di stand e aree promozionali temporanee, lavori edili di manutenzione ordinaria.

Contenuto del DUVRI per un grande CC

Un DUVRI adeguato per un grande centro commerciale deve contenere:

Frammentazione degli appalti: principali criticità

La prassi di affidare in subappalto i servizi di pulizia, vigilanza e manutenzione a imprese che a loro volta ricorrono a lavoratori in somministrazione o a contratti a termine brevi genera alcune criticità sistematiche nella gestione della sicurezza: elevato turnover del personale con conseguente difficoltà nel mantenere aggiornata la formazione obbligatoria; scarsa conoscenza dei rischi specifici della singola struttura da parte dei lavoratori neo-inseriti; potenziale indebolimento della catena informativa sui rischi tra committente e lavoratori dell'appaltatore. Il RSPP del gestore del centro ha un ruolo cruciale nel monitorare l'effettiva attuazione del DUVRI e nel sollecitare gli aggiornamenti necessari.

Attenzione: verifica dell'idoneità tecnico-professionale

Prima di affidare un appalto, il committente è obbligato a verificare l'idoneità tecnico-professionaledell'impresa appaltatrice (art. 26, comma 1, D.Lgs. 81/08): iscrizione CCIAA per attività coerente con l'appalto, DURC in regola, copia del DVR aziendale, eventuali attestati di formazione specifica. La mancata verifica espone il committente a responsabilità solidale in caso di infortunio del lavoratore dell'appaltatore.

Approfondisci

FAQ sicurezza nei centri commercialiFAQ

Quali sono i principali rischi per i lavoratori dei centri commerciali?
I lavoratori dei centri commerciali sono esposti a una pluralità di rischi professionali. Le cadute allo stesso livello rappresentano la causa più frequente di infortunio, favorite da superfici bagnate, dislivelli alle soglie dei negozi e pavimentazioni scivolose nelle aree comuni. La movimentazione manuale dei carichi (rifornimento scaffali, movimentazione merci in magazzino) è la principale causa di disturbi muscolo-scheletrici, in particolare lombalgie e tendinopatie. Per i cassieri si aggiunge il rischio da postura statica prolungata e movimenti ripetitivi degli arti superiori (scansione articoli). Il rischio da rapina e aggressione è specifico del settore: colpisce soprattutto gli operatori di cassa e il personale di sicurezza, con possibili conseguenze psicologiche (disturbo post-traumatico da stress). I lavoratori notturni e di pulizia sono esposti a isolamento, rischio da scivolamento su superfici bagnate e rischio chimico da detergenti.
Chi è responsabile della sicurezza in un grande centro commerciale con molti negozi in affitto?
La struttura proprietaria/gestrice del centro commerciale (galleria commerciale) è il datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 per i propri dipendenti diretti e assume la qualifica di committente o datore di lavoro committente per le aree comuni, con gli obblighi di coordinamento previsti dall'art. 26. Ciascun conduttore (negozio in affitto) è a sua volta datore di lavoro per i propri dipendenti e risponde della sicurezza all'interno della propria unità. Nelle aree comuni — corridoi, parcheggi, servizi igienici, scale mobili — la responsabilità ricade primariamente sul gestore del centro. Il DM 02/09/2021 applicabile agli edifici con particolari caratteristiche di affollamento introduce ulteriori obblighi di prevenzione incendi e gestione delle emergenze, che coinvolgono sia il gestore sia i singoli conduttori secondo un piano di emergenza condiviso.
Come si gestisce la sicurezza dei lavoratori in appalto (pulizie, sicurezza) in un centro commerciale?
Il D.Lgs. 81/08, art. 26, disciplina gli obblighi del datore di lavoro committente nei confronti dei lavoratori delle imprese appaltatrici. In un centro commerciale, dove operano contemporaneamente appaltatori di pulizie (ATECO 81.2), vigilanza privata, manutentori e allestitori, il committente ha l'obbligo di: (1) verificare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici (iscrizione CCIAA, DVR, DURC); (2) fornire informazioni dettagliate sui rischi specifici dell'ambiente di lavoro; (3) redigere e aggiornare il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza), che individua le misure di coordinamento per eliminare o ridurre i rischi da interferenza tra le diverse imprese operanti. Il DUVRI deve essere allegato al contratto di appalto. Per appalti di durata superiore e con particolari complessità organizzative, può essere nominato un Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione.
Quali misure di sicurezza contro le rapine sono obbligatorie in un negozio all'interno di un CC?
Non esiste una norma unica che codifichi un elenco tassativo di misure anti-rapina per i negozi al dettaglio, ma l'obbligo generale di valutare e prevenire tutti i rischi professionali (art. 28 D.Lgs. 81/08) include il rischio da rapina e aggressione. In base alle linee guida del Ministero del Lavoro, di INAIL e delle circolari prefettizie dedicate al commercio, le misure più indicate includono: limitazione del contante in cassa con sistemi di cassaforte a deposito temporizzato, procedure operative chiare per la gestione degli incassi, sistemi di videosorveglianza conformi al GDPR, presenza di sistemi di allarme collegati a istituto di vigilanza, formazione specifica del personale sulla gestione delle situazioni di rischio (non resistere in caso di rapina). Il DVR deve riportare la valutazione del rischio specifico e le misure preventive e protettive adottate, con aggiornamento periodico.

Fonti normative

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