I centri commerciali italiani concentrano una pluralità di categorie lavorative — cassieri, addetti vendita, operatori di pulizia, addetti alla sicurezza, manutentori — con profili di rischio infortunistico distinti ma interconnessi. I dati INAIL indicativi per i settori ATECO 47 (commercio al dettaglio) e ATECO 81 (servizi agli edifici) segnalano come cadute allo stesso piano, movimentazione manuale dei carichi e rischio da aggressione/rapina rappresentino le cause prevalenti di infortunio. Il quadro normativo (D.Lgs. 81/08, DM 02/09/2021, art. 26 DUVRI) richiede al gestore del centro un ruolo attivo di coordinamento della sicurezza tra le numerose imprese appaltatrici che operano contemporaneamente nella struttura. I dati riportati sono indicativi su fonti INAIL.
Il settore: lavoratori e peculiarità del rischio
Il sistema delle grandi strutture di vendita in Italia conta, secondo stime di settore, oltre 2.000 centri commerciali e gallerie commerciali, con una concentrazione maggiore nelle regioni del Nord e del Centro. Il numero di lavoratori direttamente coinvolti — tra dipendenti delle insegne anchor, operatori di galleria, addetti ai servizi e personale in appalto — è stimato indicativamente in oltre 400.000 unità, a cui si aggiungono le migliaia di lavoratori delle imprese in subappalto (pulizie, vigilanza, manutenzione, allestimenti).
Le peculiarità del contesto produttivo generano un profilo di rischio composito e difficilmente omogeneo:
- Cadute allo stesso piano: superfici bagnate nelle aree di pulizia o in prossimità degli ingressi durante eventi meteorologici, pavimentazioni decorative scivolose, dislivelli alle soglie dei singoli negozi, cumuli di merce nei passaggi.
- Movimentazione manuale dei carichi (MMC): rifornimento degli scaffali, movimentazione di pallet in magazzino, gestione di colli ad alto peso, sollevamenti in posture incongrue. Le cassiere sono esposte ai movimenti ripetitivi degli arti superiori durante la scansione degli articoli.
- Postura statica per i cassieri: stazione eretta o seduta prolungata con limitata mobilità, uso del display (VDT) per la gestione del registratore di cassa e delle procedure informatizzate, esposizione a luce artificiale intensa.
- Rapine e aggressioni: il personale di cassa e la vigilanza privata sono le categorie più esposte al rischio da atti criminali con possibili conseguenze fisiche e psicologiche di lungo periodo.
- Rischio chimico per gli addetti alle pulizie: esposizione a detergenti, disinfettanti e solventi (rischio dermatosi, asma professionale), spesso in condizioni di lavoro notturno con scarsa supervisione.
Nota metodologica
Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL per i settori ATECO 47 e 81. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
Principali categorie di infortuni
Sulla base delle elaborazioni indicative sui dati INAIL per i settori ATECO 47 (commercio al dettaglio, escluso veicoli) e ATECO 81.1–81.2 (gestione immobili per conto terzi, pulizia e manutenzione), le categorie di infortunio più rappresentate nel comparto delle grandi strutture commerciali risultano essere:
Cadute allo stesso piano
Costituiscono indicativamente la causa più frequente di infortuni nel commercio al dettaglio, con una quota stimata superiore al 30% degli eventi registrati. Le superfici bagnate durante le operazioni di pulizia, i pavimenti scivolosi nelle giornate di pioggia in prossimità degli ingressi e i dislivelli tra aree di diversa pavimentazione sono i fattori causali più ricorrenti. Il rischio interessa trasversalmente tutte le categorie di lavoratori, con particolare incidenza per gli addetti alle pulizie e il personale di galleria.
Movimentazione manuale dei carichi
La patologia muscolo-scheletrica da sovraccarico biomeccanico — in particolare lombalgie acute e croniche, tendinopatie della spalla e sindrome del tunnel carpale — è frequentemente associata al rifornimento degli scaffali, alla gestione dei magazzini interni e alle operazioni di carico/scarico merci. I cassieri sono esposti a un'ulteriore componente di rischio legata ai movimenti ripetitivi degli arti superiori (OCRA, RULA), con indice di rischio che può risultare significativo nelle ore di picco di affluenza.
Aggressioni e rapine
Il rischio da violenza e aggressione è un elemento caratterizzante del settore commercio al dettaglio rispetto ad altri comparti economici. Le denunce di infortuni da "aggressione, violenza, rissa" nell'ATECO 47 mostrano, nelle elaborazioni INAIL, un'incidenza superiore alla media nazionale inter-settoriale. Oltre alle conseguenze fisiche, gli eventi traumatici da rapina e aggressione generano disturbi psicologici (PTSD, disturbi d'ansia) che possono tradursi in malattie professionali denunciabili.
| Causa infortunio | Categorie più esposte | Confronto con media nazionale |
|---|---|---|
| Cadute allo stesso piano | Addetti pulizie, personale galleria, cassieri | Incidenza indicativamente superiore alla media |
| Movimentazione manuale carichi | Addetti magazzino, scaffalisti, cassieri | In linea con settori del terziario pesante |
| Aggressioni / rapine | Cassieri, addetti sicurezza | Incidenza più elevata rispetto alla media inter-settoriale |
| Movimenti ripetitivi (arti sup.) | Cassieri, addetti confezionamento | Rischio sottostimato nella valutazione tradizionale |
| Rischio chimico (cute/vie resp.) | Addetti alle pulizie (ATECO 81.2) | Prevalente per malattie professionali non acute |
Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL aggregati ATECO 47 e 81. Non costituisce dato ufficiale.
Rischi emergenti 2024–2026
Il periodo 2024–2026 è caratterizzato da alcune trasformazioni strutturali del settore che introducono nuovi profili di rischio o amplificano quelli esistenti.
Automazione delle casse (self-checkout)
La diffusione accelerata dei sistemi di cassa self-service ha modificato la distribuzione dei carichi di lavoro per il personale di front-end. L'addetto al presidio delle isole self-checkout è esposto a: elevata sollecitazione cognitiva e interruzioni continue (gestione degli alert di sistema), postura in piedi con spostamenti rapidi tra più postazioni, riduzione dei cicli di pausa rispetto ai cassieri tradizionali e — in alcuni contesti — maggiore esposizione a comportamenti scorretti da parte della clientela. La valutazione del rischio da VDT (Titolo VII D.Lgs. 81/08) deve essere aggiornata per questo tipo di mansione.
Integrazione con i servizi di consegna (rider e logistica interna)
La crescita dell'e-commerce integrato con i punti vendita fisici (click-and-collect, consegne dal negozio) ha introdotto attività di preparazione ordini, movimentazione di colli e interazione con rider esterni all'interno o in prossimità delle strutture commerciali. La gestione degli accessi, i percorsi sicuri per i rider nei magazzini e l'interferenza con il flusso della clientela sono aspetti che richiedono aggiornamento del DVR e, dove applicabile, del DUVRI.
Sicurezza psicosociale: isolamento e turni serali/notturni
L'estensione degli orari di apertura (domeniche, festivi, serali fino alle 22–23) e la riduzione degli organici in fascia serale aumentano il rischio psicosociale legato all'isolamento lavorativo, alla percezione di insicurezza e all'esposizione a potenziali aggressioni in orari di minore affluenza e presidio. Il D.Lgs. 81/08 richiede la valutazione di questi rischi nell'ambito della valutazione dei rischi psicosociali e da stress lavoro-correlato.
Attenzione: aggiornamento DVR
L'introduzione di nuove tecnologie (self-checkout, sistemi WMS per la logistica interna) o la modifica dell'organizzazione del lavoro (turni serali estesi, presidio ridotto) costituisce una modifica significativa del processo produttivo ai sensi dell'art. 29 D.Lgs. 81/08, che impone la rielaborazione della valutazione dei rischi.
Tendenze normative e buone pratiche
Il quadro normativo e le buone pratiche di settore si sono evoluti nel periodo recente, con specifici riferimenti applicabili alle grandi strutture commerciali.
DM 02/09/2021 — Prevenzione incendi nelle grandi strutture
Il Decreto Ministeriale 2 settembre 2021 ha aggiornato le norme di prevenzione incendi per le attività di vendita al dettaglio con superficie superiore a determinate soglie, introducendo un approccio prestazionale (fire safety engineering) in alternativa all'approccio prescrittivo tradizionale. Per i grandi centri commerciali, il decreto impone: aggiornamento del certificato di prevenzione incendi (CPI), piani di emergenza condivisi tra gestore e conduttori, esercitazioni periodiche di evacuazione, e gestione coordinata dei presidi antincendio nelle aree comuni e nei singoli negozi.
Linee guida Confcommercio per la sicurezza nel retail
Confcommercio e le associazioni di categoria hanno elaborato linee guida operative per la sicurezza nei punti vendita, con particolare attenzione a: prevenzione delle cadute (programmi di manutenzione dei pavimenti, segnaletica di pericolo, procedure di pulizia con riduzione del rischio scivolamento), ergonomia delle postazioni cassa (altezza del piano di lavoro, sedute ergonomiche, pause obbligatorie), e protocolli di sicurezza per il personale a contatto con il pubblico.
Protocolli anti-rapina — circolari prefettizie e buone pratiche
Molte Prefetture hanno emanato circolari o promosso tavoli di lavoro con le associazioni di categoria e le forze dell'ordine per la definizione di protocolli anti-rapina per il commercio al dettaglio. Le misure più diffuse includono: sistemi di cassaforte a deposito temporizzato, limitazione del contante disponibile in cassa, telecamere di sorveglianza in posizioni strategiche (conformi al GDPR), procedure comportamentali per il personale in caso di rapina e formazione specifica. Queste misure, oltre a ridurre il rischio di vittimizzazione, devono essere documentate nel DVR.
Sistemi anti-scivolamento e manutenzione dei pavimenti
Le linee guida INAIL e UNI EN 13845:2017 (pavimentazioni ad alta resistenza allo scivolamento) forniscono riferimenti tecnici per la scelta e la manutenzione dei pavimenti nelle aree ad alto rischio scivolamento (ingressi, aree ristorazione, servizi igienici, aree di carico). La valutazione del coefficiente di attrito (pendolo di scivolamento) costituisce uno strumento di monitoraggio preventivo utile per il RSPP nella predisposizione del programma di manutenzione preventiva.
| Misura preventiva | Rischio target | Riferimento |
|---|---|---|
| Pavimenti anti-scivolamento e manutenzione | Cadute allo stesso piano | UNI EN 13845; linee guida INAIL |
| Postazioni cassa ergonomiche | MMC, movimenti ripetitivi, postura | D.Lgs. 81/08 Titoli VI-VII; linee guida Confcommercio |
| Cassaforte a deposito temporizzato | Rapine e aggressioni | Circolari prefettizie; art. 28 D.Lgs. 81/08 |
| Piano di emergenza condiviso (CPI) | Incendio e evacuazione | DM 02/09/2021 |
| Valutazione rischio psicosociale | Stress, isolamento, aggressioni | Art. 28 D.Lgs. 81/08; accordo europeo 2004 |
Tabella indicativa. Non esaustiva delle misure applicabili.
Il ruolo del DUVRI nei grandi centri commerciali
La complessità organizzativa di un grande centro commerciale — che vede operare contemporaneamente il gestore della galleria, decine di conduttori (negozi in affitto), imprese appaltatrici di pulizie (ATECO 81.2), vigilanza privata, imprese di manutenzione e allestitori stagionali — rende il coordinamento della sicurezza una delle principali sfide gestionali del settore.
Obbligo di DUVRI: quando scatta
L'art. 26 del D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro committente a redigere il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI) ogni volta che affida lavori, servizi o forniture a imprese appaltatrici o lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, qualora possano sussistere rischi da interferenza. Nel contesto di un centro commerciale, gli appalti che richiedono tipicamente la redazione del DUVRI includono: servizio di pulizie delle aree comuni, vigilanza e portierato, manutenzione di impianti (ascensori, scale mobili, impianti antincendio), allestimento di stand e aree promozionali temporanee, lavori edili di manutenzione ordinaria.
Contenuto del DUVRI per un grande CC
Un DUVRI adeguato per un grande centro commerciale deve contenere:
- Identificazione dei rischi da interferenza:analisi delle aree e delle fasi di lavoro in cui i dipendenti dell'appaltatore e i lavoratori del committente (o di altri appaltatori) operano in prossimità o sovrapposizione.
- Misure di coordinamento: definizione di orari separati per le operazioni di pulizia (preferibilmente fuori orario di apertura al pubblico), segregazione delle aree di manutenzione, percorsi sicuri per i lavoratori in appalto nelle aree non aperte al pubblico.
- Costi della sicurezza da interferenza: il DUVRI deve indicare i costi specifici per le misure di coordinamento, che non sono soggetti a ribasso in sede di offerta economica (art. 26, comma 5, D.Lgs. 81/08).
- Aggiornamento dinamico:il DUVRI deve essere aggiornato ogni volta che variano le condizioni dell'appalto, le imprese operanti o il layout della struttura.
Frammentazione degli appalti: principali criticità
La prassi di affidare in subappalto i servizi di pulizia, vigilanza e manutenzione a imprese che a loro volta ricorrono a lavoratori in somministrazione o a contratti a termine brevi genera alcune criticità sistematiche nella gestione della sicurezza: elevato turnover del personale con conseguente difficoltà nel mantenere aggiornata la formazione obbligatoria; scarsa conoscenza dei rischi specifici della singola struttura da parte dei lavoratori neo-inseriti; potenziale indebolimento della catena informativa sui rischi tra committente e lavoratori dell'appaltatore. Il RSPP del gestore del centro ha un ruolo cruciale nel monitorare l'effettiva attuazione del DUVRI e nel sollecitare gli aggiornamenti necessari.
Attenzione: verifica dell'idoneità tecnico-professionale
Prima di affidare un appalto, il committente è obbligato a verificare l'idoneità tecnico-professionaledell'impresa appaltatrice (art. 26, comma 1, D.Lgs. 81/08): iscrizione CCIAA per attività coerente con l'appalto, DURC in regola, copia del DVR aziendale, eventuali attestati di formazione specifica. La mancata verifica espone il committente a responsabilità solidale in caso di infortunio del lavoratore dell'appaltatore.
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Quali sono i principali rischi per i lavoratori dei centri commerciali?
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Come si gestisce la sicurezza dei lavoratori in appalto (pulizie, sicurezza) in un centro commerciale?
Quali misure di sicurezza contro le rapine sono obbligatorie in un negozio all'interno di un CC?
Fonti normative
- INAIL Open Data — open.inail.it
- INAIL Rapporti Annuali — infortuni per settore ATECO 47 e 81 (edizioni 2020–2024)
- INAIL Banca Dati Statistica — infortuni e malattie professionali per codice ATECO
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (art. 26 DUVRI, artt. 28–29, Titoli VI–VII)
- DM 02/09/2021 — Norme di prevenzione incendi per le attività di vendita al dettaglio
- Circolare INL — tutela dei lavoratori nel settore del commercio e della grande distribuzione organizzata
- Confcommercio — Linee guida sicurezza sul lavoro per il commercio al dettaglio
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