I cambiamenti climatici stanno aumentando significativamente il rischio di stress termico per i lavoratori esposti al calore, in particolare in agricoltura, edilizia, logistica e trasporti. In Italia le temperature estive hanno raggiunto livelli storicamente elevati negli ultimi anni, con ondate di calore sempre piu frequenti e prolungate. Il datore di lavoro e obbligato, ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08, a valutare e gestire il rischio da stress termico nel DVR, adottando misure organizzative e tecniche proporzionate. L'indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) rappresenta il riferimento tecnico internazionale per la quantificazione dell'esposizione al calore in ambiente lavorativo. Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e basati su elaborazioni di dati INAIL, ISPRA, OMS e letteratura scientifica di settore.
Nota metodologica
I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti da INAIL Open Data, rapporti ISPRA sul clima, pubblicazioni OMS e letteratura scientifica peer-reviewed. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati consultare INAIL Open Data e ISPRA.
Il riscaldamento climatico come rischio lavorativo emergente
L'Italia e tra i Paesi europei piu esposti agli effetti del riscaldamento globale. I dati ISPRA indicano un incremento delle temperature medie nazionali di circa 2 °C rispetto al periodo pre-industriale, con punte estive significativamente superiori nelle aree metropolitane e nelle pianure del Centro-Sud. Le ondate di calore — periodi prolungati con temperature massime superiori alle medie storiche per almeno tre giorni consecutivi — sono aumentate in frequenza, intensita e durata nel corso degli ultimi decenni.
Per i lavoratori esposti, questo si traduce in un rischio concreto e misurabile di stress termico: la condizione in cui il carico termico ambientale supera la capacita dell'organismo di termoregolarsi efficacemente, con conseguenze che vanno dalla riduzione della capacita lavorativa fino al colpo di calore (heat stroke), una emergenza medica potenzialmente letale.
Crampi da calore
Lieve
Spasmi muscolari per perdita di sali minerali con sudorazione intensa
Esaurimento da calore
Moderato
Debolezza, nausea, cefalea, cute pallida e sudata: richiede immediato allontanamento dall'esposizione
Colpo di calore
Grave — emergenza
Temperatura corporea >40 °C, confusione, possibile perdita di coscienza: potenzialmente letale
Classificazione indicativa basata su linee guida OMS e NIOSH (USA). Elaborazione 123 Consulenza.
Settori piu esposti al rischio stress termico
Non tutti i lavoratori sono ugualmente esposti. Il rischio e massimo nelle attivita svolte all'aperto durante le ore piu calde della giornata e nei luoghi di lavoro chiusi ma non climatizzati con fonti di calore interne. I settori a maggior esposizione in Italia includono:
Agricoltura
I lavoratori agricoli — in particolare i braccianti stagionali impiegati nella raccolta estiva di pomodoro, uva, olive e frutta — sono tra le categorie piu vulnerabili. Le attivita di raccolta manuale richiedono elevato sforzo fisico (alto carico metabolico) in pieno sole, nelle ore centrali della giornata, spesso senza adeguata ombreggiatura o accesso a punti di idratazione. La combinazione di temperatura esterna elevata, irraggiamento solare diretto e carico di lavoro fisico porta rapidamente i valori WBGT oltre le soglie di sicurezza. INAIL segnala regolarmente casi di colpo di calore in lavoratori agricoli stagionali nei mesi di luglio e agosto.
Edilizia e costruzioni all'aperto
I cantieri edilizi, specie quelli su superfici impermeabilizzate o in prossimita di materiali riflettenti come lamiere e membrane bituminose, amplificano il calore ambientale. I lavoratori addetti alla posa di coperture, impermeabilizzazioni e pavimentazioni stradali sono esposti a temperature superficiali che possono superare i 60-70 °C, con un carico termico radiante molto superiore a quello registrato dalle stazioni meteorologiche convenzionali. I ponteggi in acciaio esposti al sole costituiscono un ulteriore fattore di rischio per irraggiamento.
Logistica e magazzinaggio non climatizzato
I magazzini di grandi dimensioni — in particolare quelli destinati allo stoccaggio di beni non deperibili — frequentemente non dispongono di impianti di climatizzazione. Durante le ondate di calore estive, le temperature interne possono superare di 5-10 °C quelle esterne, trasformando attivita altrimenti a basso rischio termico in situazioni di esposizione moderata-elevata per i lavoratori addetti al picking, alla movimentazione pallet e al carico/scarico su banchine esposte al sole.
Trasporti e distribuzione
Gli autisti di veicoli pesanti privi di climatizzazione efficiente, i corrieri per la consegna last-mile e i conducenti di mezzi d'opera operanti in aree urbane soffocanti sono esposti a stress termico sia durante la guida sia nelle operazioni di carico/scarico. I tempi di riposo obbligatori imposti dalla normativa sul trasporto (regolamento CE 561/2006) non sempre coincidono con la disponibilita di luoghi freschi e riparati dove recuperare termicamente.
| Settore | Principale fonte di calore | Fattore aggravante |
|---|---|---|
| Agricoltura | Irraggiamento solare diretto | Alto carico metabolico (raccolta manuale), assenza ombreggiatura |
| Edilizia (coperture, strade) | Irraggiamento + superfici riflettenti | Temperature superficiali >60 °C, lavoro fisicamente gravoso |
| Logistica/magazzini | Calore intrappolato in ambienti chiusi | Assenza climatizzazione, movimentazione continua pallet |
| Trasporti | Abitacolo surriscaldato + operazioni esterne | Alternanza caldo/fermo prolungato senza recupero termico |
| Siderurgia/vetrerie | Fonti di calore radiate interne | Calore secco ad alta intensita, DPI pesanti che limitano la dispersione |
Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL, OMS e letteratura scientifica.
L'indice WBGT: cos'e e come si usa
Il Wet Bulb Globe Temperature (WBGT)e l'indice internazionale di riferimento per la valutazione dello stress termico in ambiente lavorativo. Introdotto negli anni '50 dall'esercito statunitense per prevenire i colpi di calore durante l'addestramento, e oggi adottato dalla norma ISO 7243 e raccomandato da OMS, NIOSH e INAIL come strumento di valutazione quantitativa del rischio termico.
Il WBGT integra tre componenti della temperatura ambientale in una misura composita che riflette l'effetto combinato di temperatura dell'aria, umidita relativa, velocita del vento e calore radiante (solare o da fonti industriali):
- Temperatura del termometro umido naturale (Tnw):misura l'effetto dell'umidita sul raffreddamento evaporativo — quanto efficacemente la sudorazione puo disperdere il calore corporeo. Contribuisce per il 70% al calcolo WBGT outdoor.
- Temperatura del globo nero (Tg): misura il calore radiante assorbito da un corpo esposto al sole o a fonti di calore. Contribuisce per il 20% al calcolo WBGT outdoor.
- Temperatura dell'aria (Ta):la temperatura convenzionale misurata all'ombra. Contribuisce per il 10% al calcolo WBGT outdoor e per il 30% in ambienti al chiuso senza irraggiamento solare diretto.
Soglie WBGT: valori guida ISO 7243
La norma ISO 7243 definisce valori limite di riferimento del WBGT in funzione del livello di attivita fisica (carico metabolico) del lavoratore. Per lavoratori non acclimatati le soglie sono piu conservative:
| Livello di attivita | Esempio mansione | WBGT limite (acclimatato) | WBGT limite (non acclimatato) |
|---|---|---|---|
| Riposo | Lavoro sedentario, scrittura | 33 °C | 32 °C |
| Attivita leggera | Assemblaggio leggero, lavoro in piedi | 30 °C | 29 °C |
| Attivita moderata | Movimentazione manuale, muratura | 28 °C | 26 °C |
| Attivita pesante | Scavo, raccolta manuale, lavori in quota | 26 °C | 23 °C |
| Attivita molto pesante | Lavori di demolizione, colata metalli | 25 °C | 20 °C |
Valori guida indicativi da ISO 7243. I valori effettivi dipendono dalla valutazione specifica del rischio aziendale. Consultare un medico competente o RSPP per la valutazione del DVR.
Attenzione
Un WBGT di 32 °C outdoor non corrisponde a una temperatura dell'aria di 32 °C. Durante un'ondata di calore con 38 °C, umidita relativa al 60% e irraggiamento solare diretto, il WBGT outdoor puo superare i 30-31 °C: gia al di sopra dei valori limite per attivita fisicamente gravose con lavoratori non acclimatati. E fondamentale misurare o stimare il WBGT nelle condizioni reali di lavoro, non basarsi unicamente sul bollettino meteorologico.
Obblighi del datore di lavoro ex art. 28 D.Lgs. 81/08
L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di valutare tuttii rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, incluso lo stress termico da calore. Il documento di valutazione dei rischi (DVR) deve quindi contenere una sezione specifica dedicata al rischio termico quando le condizioni operative lo rendono rilevante — il che, in seguito all'aumento delle temperature estive, si applica a un numero crescente di settori e mansioni.
Le circolari annuali del Ministero della Salute e le comunicazioni INAIL sulle ondate di calore forniscono indicazioni operative che, pur non avendo forza normativa diretta, rappresentano lo stato dell'arte delle buone pratiche e costituiscono riferimento in caso di contenzioso o ispezione. Le principali misure che il datore di lavoro deve adottare includono:
Misure organizzative
- Orari di lavoro adattati:anticipare le attivita outdoor nelle prime ore del mattino (prima delle 8:00-9:00) ed evitare l'esposizione nelle ore di picco termico (12:00-16:00) durante le ondate di calore. In agricoltura, l'ordinanza del Ministero del Lavoro ha in piu occasioni reso obbligatorio lo stop alle lavorazioni nelle ore centrali durante le allerte meteo rosse.
- Rotazione dei turni e pause adeguate: i lavoratori esposti a carichi termici elevati devono poter effettuare pause in luoghi freschi, con accesso a acqua potabile fresca in quantita sufficiente (almeno 250 ml ogni 20 minuti di attivita intensa in condizioni di caldo).
- Acclimatazione graduale:i lavoratori non ancora adattati a temperature elevate (dopo assenza, nuovi assunti estivi, prime settimane di caldo stagionale) devono essere progressivamente esposti al calore, aumentando il carico di lavoro e il tempo di esposizione nell'arco di 7-14 giorni.
- Procedure di emergenza per colpo di calore: il piano di emergenza aziendale deve includere le procedure per il riconoscimento dei sintomi di colpo di calore e i protocolli di primo soccorso (raffreddamento rapido, chiamata del 118), con lavoratori formati sul sito.
Misure tecniche e ambientali
- Ombreggiatura e ripari:installazione di tettoie, tensostrutture o reti ombreggianti nei cantieri e nelle aree agricole per ridurre l'irraggiamento solare diretto sulle zone di lavoro e nelle aree di riposo.
- Ventilazione forzata e climatizzazione:nei magazzini e nei locali chiusi, l'installazione di ventilatori industriali o impianti di climatizzazione e la misura tecnica piu efficace per ridurre il WBGT interno. In assenza di climatizzazione, la ventilazione riduce il calore percepito ma non abbassa la temperatura dell'aria.
- DPI idonei al calore: indumenti di lavoro leggeri, traspiranti e chiari (che riflettono il calore radiante), copricapo con protezione solare per i lavoratori outdoor. I DPI impermeabili o isolanti riducono ulteriormente la dispersione termica e devono essere considerati nella valutazione del WBGT effettivo.
DVR aggiornato
Include valutazione rischio termico con indice WBGT o equivalente, identificazione mansioni esposte e lavoratori vulnerabili
Orari adattati al calore
Anticipo delle attivita outdoor, sospensione nelle ore di picco durante allerte meteo arancioni e rosse
Idratazione garantita
Accesso libero ad acqua potabile fresca in quantita sufficiente sul luogo di lavoro, senza costi per il lavoratore
Sorveglianza sanitaria mirata
Il medico competente identifica i lavoratori a rischio aumentato (patologie cardiovascolari, obesita, anziani, gravidanza) e ne monitora le condizioni
Sorveglianza sanitaria e lavoratori vulnerabili
L'art. 41 del D.Lgs. 81/08 prevede la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rischi specifici: il rischio da stress termico rientra in questa categoria quando la valutazione del DVR ne rileva la significativita. Il medico competente ha un ruolo cruciale nella gestione del rischio termico, in particolare per l'identificazione dei lavoratori con condizioni che aumentano la suscettibilita al calore.
Categorie di lavoratori a rischio aumentato
- Lavoratori con patologie cardiovascolari: il calore aumenta il carico cardiaco necessario per mantenere la termoregolazione; i lavoratori con cardiopatie, ipertensione non controllata o insufficienza cardiaca sono a rischio significativamente maggiore di eventi acuti durante le ondate di calore.
- Lavoratori anziani (oltre i 55-60 anni):la capacita di termoregolazione si riduce con l'eta, la soglia della sudorazione aumenta e la percezione della sete diminuisce, aumentando il rischio di disidratazione e colpo di calore senza adeguati segnali di allarme.
- Lavoratori in sovrappeso o obesita: il tessuto adiposo riduce la dispersione del calore e aumenta il carico metabolico per la stessa attivita fisica, amplificando la produzione di calore interno.
- Donne in gravidanza:la termoregolazione e alterata durante la gravidanza e l'esposizione a calore estremo puo avere conseguenze negative sia per la madre sia per il feto. L'art. 11 del D.Lgs. 151/2001 prevede la possibilita di anticipare il congedo in caso di condizioni di lavoro incompatibili con la gravidanza, incluse quelle termiche.
- Lavoratori in terapia farmacologica: alcuni farmaci (diuretici, beta-bloccanti, psicofarmaci, antistaminici) riducono la capacita di termoregolazione o aumentano la produzione di calore metabolico. Il medico competente deve essere informato delle terapie in corso durante la sorveglianza sanitaria periodica.
Aggiornamento del DVR
L'art. 29 del D.Lgs. 81/08 impone l'aggiornamento del DVR quando si verificano significativi mutamenti del processo produttivo o delle condizioni di rischio. I cambiamenti climatici e l'aumento della frequenza delle ondate di calore costituiscono una variazione delle condizioni di rischio che richiede una revisione periodica della sezione relativa allo stress termico nel DVR — non soltanto in risposta a un evento acuto. Le aziende che operano in settori esposti dovrebbero effettuare questo aggiornamento con cadenza annuale, prima dell'inizio della stagione estiva.
Attenzione
Un DVR che non contempla il rischio da stress termico — in un'azienda agricola, edile o logistica che opera nella stagione estiva — e da considerarsi incompleto ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08. In caso di infortunio da colpo di calore, l'assenza di valutazione del rischio termico nel DVR costituisce elemento di colpa grave per il datore di lavoro e per il RSPP, con conseguenze sia penali sia assicurative.
Circolari INAIL e Ministero della Salute sulle ondate di calore
Ogni anno, in previsione della stagione estiva, il Ministero della Salute pubblica il Piano Operativo Nazionale per la Prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, che include indicazioni operative per i lavoratori esposti e linee guida per i datori di lavoro. INAIL emette contestualmente comunicazioni e schede informative rivolte ai settori piu esposti.
Le raccomandazioni contenute in questi documenti — pur non avendo forza normativa diretta — sono rilevanti sotto il profilo della responsabilita del datore di lavoro: il mancato rispetto delle indicazioni del Ministero della Salute e di INAIL puo essere valorizzato negativamente in sede giudiziaria come elemento indicativo della mancata adozione delle misure di precauzione disponibili.
I contenuti tipici delle circolari ministeriali sulle ondate di calore includono:
- Mappe di rischio per comune e livello di allerta: il sistema di allerta nazionale Meteo-Health (gestito da ISPRA e ISS) classifica le ondate di calore su tre livelli (giallo, arancione, rosso) con indicazioni operative differenziate per ciascun livello.
- Indicazioni per la modifica degli orari di lavoro outdoor: nei livelli arancione e rosso, le circolari raccomandano la sospensione delle attivita outdoor nelle ore piu calde (tipicamente 12:00-16:00) o la loro riorganizzazione nelle prime ore del mattino.
- Linee guida per l'idratazione: quantita minima di acqua raccomandata in funzione del livello di attivita fisica e della temperatura, con indicazioni per la prevenzione della disidratazione nei turni prolungati.
- Raccomandazioni per le aziende agricole: schede specifiche per il settore agricolo con indicazioni sulla gestione del rischio per lavoratori stagionali, spesso migranti con minore familiarita con le procedure aziendali e le condizioni climatiche locali.
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FAQ stress termico e sicurezza sul lavoroFAQ
Esiste un valore limite di WBGT obbligatorio per legge in Italia?
Il datore di lavoro puo essere sanzionato se un lavoratore subisce un colpo di calore?
Quali sono i settori con maggior rischio di stress termico in Italia?
Cosa deve contenere il DVR in materia di stress termico da caldo?
Fonti normative
- INAIL — Stress termico: rischi e prevenzione nei luoghi di lavoro
- Ministero della Salute — Piano Operativo Nazionale Caldo (edizioni 2022-2025)
- ISO 7243:2017 — Ergonomics of the thermal environment — Assessment of heat stress using the WBGT index
- OMS/WHO — Heat and health (2024)
- ISPRA — Rapporto sugli indicatori del clima in Italia (edizioni 2020-2024)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (artt. 28, 29, 41)
La tua azienda opera all'aperto o in ambienti non climatizzati durante l'estate?
Ti aiutiamo ad aggiornare il DVR con la valutazione del rischio stress termico, a definire le misure preventive e a formare i lavoratori esposti, prima dell'arrivo delle ondate di calore.