Esiste un legame tra welfare aziendale e sicurezza sul lavoro? I dati disponibili e la letteratura scientifica suggeriscono di sì. Le aziende che investono nel benessere complessivo dei propri lavoratori — attraverso misure di welfare strutturate — mostrano indicatori di sicurezza migliori rispetto a quelle che limitano la propria azione alla sola conformità normativa.
Cosa si intende per welfare aziendale in ottica di sicurezza
Il welfare aziendale, ai fini della sicurezza sul lavoro, va inteso in senso ampio: non solo benefit economici (voucher, rimborsi spese), ma anche interventi che incidono sulle condizioni di lavoro, sul clima organizzativo e sulla salute psicofisica dei lavoratori. Tra le misure più rilevanti dal punto di vista preventivo:
- Assistenza sanitaria integrativa: favorisce accesso più rapido a visite specialistiche, riduce il presenteismo (lavoratori malati che lavorano comunque), migliora la gestione di patologie croniche che possono compromettere la capacità di attenzione e reazione nei contesti a rischio.
- Supporto psicologico: cruciale per la gestione dello stress lavoro-correlato (SLC), che il D.Lgs. 81/08 all'art. 28 obbliga a valutare nell'ambito del DVR. I programmi di Employee Assistance Program (EAP) riducono i livelli di SLC e il rischio di errori umani legati all'affaticamento e alla disattenzione.
- Flessibilità oraria e lavoro agile: la gestione flessibile dei turni consente di ridurre la fatica accumulata e i rischi legati al lavoro notturno e ai turni lunghi, fattori correlati a un maggior tasso di infortuni secondo le ricerche INAIL e EUOSHA.
- Formazione al benessere e prevenzione burnout: programmi di mindfulness, gestione dello stress e stili di vita sani migliorano la capacità di attenzione e riducono il rischio di incidenti da distrazione.
Il collegamento con OT23: incentivi fiscali INAIL
L'INAIL offre alle imprese uno sconto sul premio assicurativo attraverso il Modello OT23 (Oscillazione per andamento infortunistico), applicabile alle imprese che nell'anno precedente la richiesta abbiano adottato interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e salute rispetto ai requisiti minimi di legge. Tra gli interventi ammissibili nel 2026 figurano:
- Adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza certificati ISO 45001 o conformi alle Linee Guida INAIL (punteggio elevato nel modello)
- Programmi di sorveglianza sanitaria migliorativi rispetto ai minimi di legge
- Misure di promozione della salute (campagne vaccinali, screening sanitari)
- Investimenti in ergonomia e riduzione del rischio muscoloscheletrico
- Programmi di gestione dello stress lavoro-correlato documentati
Lo sconto OT23 varia dal 5% al 28% del tasso INAIL applicabile, a seconda della dimensione aziendale e del punteggio conseguito con gli interventi.
Dati indicativi sul legame welfare-infortuni
Studi condotti da INAIL in collaborazione con atenei italiani su campioni di PMI del settore manifatturiero hanno evidenziato come le aziende con programmi di welfare strutturati (almeno 3 misure attive) presentino un indice di frequenza degli infortuni mediamente inferiore del 18-25% rispetto ad aziende del medesimo settore senza programmi equivalenti. I settori con maggiore impatto positivo sono l'edilizia, la logistica e la sanità privata, dove la fatica fisica e lo stress organizzativo sono fattori di rischio primari.
Le ricerche EUOSHA indicano inoltre che ogni euro investito in programmi di prevenzione e promozione della salute genera un ritorno economico medio di 2,2 euro in riduzione di costi (assenteismo, infortuni, turnover).
Come integrare welfare e sicurezza nella strategia aziendale
Per le PMI italiane, l'approccio più efficace è integrare la valutazione dello stress lavoro-correlato (obbligatoria ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08) con un'analisi dei bisogni di welfare, utilizzando strumenti come i questionari somministrati nell'ambito della sorveglianza sanitaria o nelle riunioni periodiche ex art. 35.
La CCNL di riferimento del settore può contenere previsioni specifiche in materia di welfare che il datore di lavoro è tenuto a rispettare come livelli minimi, salvo migliorarli unilateralmente o in accordo con le RSU/RSA.
In definitiva, il welfare aziendale non è solo un vantaggio competitivo per attrarre talenti: è anche uno strumento concreto di prevenzione degli infortuni, riconosciuto e incentivato dall'INAIL attraverso il sistema OT23. Investire nel benessere dei lavoratori è dunque, allo stesso tempo, un obbligo morale, un vantaggio economico e un'opportunità di riduzione del rischio assicurativo.