Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza
Sicurezza

Welfare Aziendale e Riduzione degli Infortuni: Dati e Strumenti 2026

Il welfare aziendale strutturato — assistenza sanitaria integrativa, supporto psicologico, flessibilità oraria — è correlato a una riduzione degli infortuni nelle PMI italiane. Analisi dei dati INAIL e degli strumenti disponibili.

· Redazione 123 Consulenza

Esiste un legame tra welfare aziendale e sicurezza sul lavoro? I dati disponibili e la letteratura scientifica suggeriscono di sì. Le aziende che investono nel benessere complessivo dei propri lavoratori — attraverso misure di welfare strutturate — mostrano indicatori di sicurezza migliori rispetto a quelle che limitano la propria azione alla sola conformità normativa.

Cosa si intende per welfare aziendale in ottica di sicurezza

Il welfare aziendale, ai fini della sicurezza sul lavoro, va inteso in senso ampio: non solo benefit economici (voucher, rimborsi spese), ma anche interventi che incidono sulle condizioni di lavoro, sul clima organizzativo e sulla salute psicofisica dei lavoratori. Tra le misure più rilevanti dal punto di vista preventivo:

Il collegamento con OT23: incentivi fiscali INAIL

L'INAIL offre alle imprese uno sconto sul premio assicurativo attraverso il Modello OT23 (Oscillazione per andamento infortunistico), applicabile alle imprese che nell'anno precedente la richiesta abbiano adottato interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e salute rispetto ai requisiti minimi di legge. Tra gli interventi ammissibili nel 2026 figurano:

Lo sconto OT23 varia dal 5% al 28% del tasso INAIL applicabile, a seconda della dimensione aziendale e del punteggio conseguito con gli interventi.

Dati indicativi sul legame welfare-infortuni

Studi condotti da INAIL in collaborazione con atenei italiani su campioni di PMI del settore manifatturiero hanno evidenziato come le aziende con programmi di welfare strutturati (almeno 3 misure attive) presentino un indice di frequenza degli infortuni mediamente inferiore del 18-25% rispetto ad aziende del medesimo settore senza programmi equivalenti. I settori con maggiore impatto positivo sono l'edilizia, la logistica e la sanità privata, dove la fatica fisica e lo stress organizzativo sono fattori di rischio primari.

Le ricerche EUOSHA indicano inoltre che ogni euro investito in programmi di prevenzione e promozione della salute genera un ritorno economico medio di 2,2 euro in riduzione di costi (assenteismo, infortuni, turnover).

Come integrare welfare e sicurezza nella strategia aziendale

Per le PMI italiane, l'approccio più efficace è integrare la valutazione dello stress lavoro-correlato (obbligatoria ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08) con un'analisi dei bisogni di welfare, utilizzando strumenti come i questionari somministrati nell'ambito della sorveglianza sanitaria o nelle riunioni periodiche ex art. 35.

La CCNL di riferimento del settore può contenere previsioni specifiche in materia di welfare che il datore di lavoro è tenuto a rispettare come livelli minimi, salvo migliorarli unilateralmente o in accordo con le RSU/RSA.

In definitiva, il welfare aziendale non è solo un vantaggio competitivo per attrarre talenti: è anche uno strumento concreto di prevenzione degli infortuni, riconosciuto e incentivato dall'INAIL attraverso il sistema OT23. Investire nel benessere dei lavoratori è dunque, allo stesso tempo, un obbligo morale, un vantaggio economico e un'opportunità di riduzione del rischio assicurativo.

welfare aziendale INAIL OT23 riduzione infortuni

Fonti normative

  • D.Lgs. 81/2008 art. 28 — Oggetto della valutazione dei rischi (stress lavoro-correlato)
  • INAIL — Modello OT23, oscillazione per andamento infortunistico
  • ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro

Articoli correlati

Tutti gli articoli

Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.