Il settore dell'energia solare ha registrato una crescita costante delle installazioni fotovoltaiche su coperture residenziali, commerciali e industriali. Con l'aumento delle installazioni cresce anche il numero di lavoratori esposti ai rischi specifici di questa attività: la caduta dall'alto — primo rischio per mortalità nel settore delle costruzioni — e il rischio elettrico correlato alla tensione in corrente continua (DC) generata dai pannelli, che non può essere interrotta semplicemente sezionando l'inverter.
Il rischio di caduta dall'alto. Ai sensi del Titolo IV del D.Lgs. 81/08 e dell'allegato XVIII, i lavori in quota (ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile) richiedono l'adozione di misure di protezione collettiva (parapetti, reti di sicurezza, ponteggi) come priorità rispetto ai DPI individuali. Tuttavia, nelle installazioni fotovoltaiche su falde inclinate le protezioni collettive sono spesso di difficile applicazione, e si ricorre frequentemente ai sistemi di arresto caduta individuali. È importante verificare che il sistema anticaduta scelto sia compatibile con la tipologia di copertura e con le caratteristiche geometriche della falda. Il Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio (PiMUS) — obbligatorio quando si utilizzano ponteggi — deve essere integrato con la valutazione del rischio caduta specifica per la copertura.
I DPI anticaduta specifici. Per le installazioni fotovoltaiche su coperture inclinate i DPI di categoria III più frequentemente adottati comprendono: imbracatura di sicurezza conforme alla norma EN 361, dispositivo di ancoraggio conforme alla EN 795 (applicato su strutture portanti certificate), cordino con dissipatore di energia conforme alla EN 354/EN 355 o dispositivo retrattile conforme alla EN 360. Il datore di lavoro deve fornire i DPI idonei in conformità all'art. 77 D.Lgs. 81/08, verificarne la manutenzione e formare i lavoratori al loro utilizzo corretto. Il medico competente deve valutare l'idoneità specifica dei lavoratori destinati ai lavori in quota con utilizzo di imbracatura.
Il rischio elettrico DC. I pannelli fotovoltaici generano tensione DC già in presenza di luce, anche diffusa: non è possibile de-energizzare i pannelli semplicemente aprendo l'interruttore DC o sezionando l'inverter. La tensione generata può raggiungere valori pericolosi (centinaia di Volt) proporzionalmente al numero di pannelli in serie nel singolo stringa. Gli operatori devono essere classificati come Persone Esperte (PES) o Persone Avvertite (PAV) ai sensi della norma CEI 11-27 ed avere ricevuto formazione specifica sui rischi elettrici degli impianti fotovoltaici. I guanti dielettrici (norma EN 60903), i teli isolanti e gli strumenti di misura a doppio isolamento sono i principali strumenti di protezione dal rischio elettrico DC.
La norma CEI EN 62446. La norma CEI EN 62446-1 (Sistemi fotovoltaici connessi alla rete — requisiti per il collaudo, la documentazione e la manutenzione) definisce i requisiti per il collaudo e la verifica degli impianti prima della messa in servizio, incluse le misure elettriche da effettuare e la documentazione da consegnare al cliente. Sebbene la norma sia principalmente rivolta alla qualità dell'impianto, essa ha rilevanza per la sicurezza degli operatori nella fase di verifica e manutenzione, in quanto definisce le condizioni di misura in sicurezza sulla parte DC.
Formazione obbligatoria. La formazione degli installatori di impianti fotovoltaici prevede sia la formazione generale in materia di sicurezza (art. 37 D.Lgs. 81/08) sia la formazione specifica per i lavori in quota (secondo gli accordi Stato-Regioni vigenti) e la qualificazione elettrica conforme alla CEI 11-27. È opportuno verificare gli obblighi formativi applicabili in funzione delle mansioni svolte e dei rischi specifici presenti nel cantiere di installazione.