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Sicurezza impianti fotovoltaici: obblighi per le imprese installatrici nel 2026

Con la crescita esponenziale delle installazioni fotovoltaiche in Italia, le imprese del settore devono affrontare rischi specifici: cadute dall'alto, rischio elettrico in corrente continua e lavori in presenza di tensioni residue. Ecco il quadro normativo e gli adempimenti in vigore nel 2026.

· Redazione 123 Consulenza

<strong>Il quadro normativo di riferimento</strong><br>L'installazione di impianti fotovoltaici coinvolge una sovrapposizione di norme che l'impresa installatrice deve conoscere e applicare integralmente. Il <strong>D.Lgs. 81/2008</strong> costituisce il riferimento principale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, con specifico riguardo al Titolo IV (cantieri temporanei o mobili) quando i lavori avvengono in contesti assimilabili a cantieri, e al Titolo III per l'uso di attrezzature di lavoro. La <strong>norma CEI 11-27</strong> disciplina i lavori su impianti elettrici e in prossimità di parti in tensione, definendo le figure del <em>Persona Esperta (PES)</em>, della <em>Persona Avvertita (PAV)</em> e della <em>Persona Comune (PEC)</em>, con relative competenze e responsabilità. Il <strong>D.M. 37/2008</strong> regolamenta invece la progettazione, installazione e manutenzione degli impianti elettrici, imponendo la dichiarazione di conformità al termine dei lavori.<br><br><strong>I rischi principali: cadute dall'alto</strong><br>Il rischio più frequente e più grave nel settore fotovoltaico riguarda le <strong>cadute dall'alto</strong>. I moduli vengono installati su coperture di edifici, capannoni industriali e strutture a terra elevate, spesso in condizioni di superfici scivolose, inclinate o fragili. Il D.Lgs. 81/08, all'art. 111, impone al datore di lavoro di privilegiare misure di protezione collettiva (parapetti, reti di sicurezza, ponteggi) rispetto ai dispositivi di protezione individuale. Quando le prime non sono tecnicamente praticabili, i lavoratori devono utilizzare sistemi di arresto caduta conformi alle norme EN 361 (imbracature) e EN 354/EN 355 (cordini e dissipatori). La valutazione dei rischi deve includere il piano per la dismissione futura dell'impianto, che genera analoghi rischi di caduta.<br><br><strong>Rischio elettrico in corrente continua (DC)</strong><br>A differenza degli impianti elettrici tradizionali in corrente alternata, i moduli fotovoltaici generano corrente continua che <strong>non può essere interrotta semplicemente aprendo un interruttore</strong>: finché vi è irraggiamento solare, la tensione nei cavi DC è presente. Questo rende particolarmente pericolose le operazioni di manutenzione e riparazione, poiché l'arco elettrico in DC è autoalimentante e difficile da estinguere. La norma CEI 11-27 classifica queste attività come <em>lavori sotto tensione</em> o <em>lavori in prossimità di parti in tensione</em> e prevede procedure operative specifiche, con personale qualificato PES o PAV. Il rischio di folgorazione è aggravato dalla presenza di tensioni che, in grandi impianti, possono superare i 1000 V DC.<br><br><strong>Formazione obbligatoria per i lavori in quota</strong><br>L'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 (e i suoi aggiornamenti) disciplina la formazione per l'utilizzo di attrezzature per lavori in quota: piattaforme di lavoro elevabili (PLE), ponteggi fissi e scale. I lavoratori devono seguire specifici corsi abilitanti con durata variabile (ad esempio, 6 ore teoriche + 6 ore pratiche per l'uso della PLE), integrati dagli aggiornamenti periodici. In aggiunta, le imprese installatrici devono assicurare la formazione generale e specifica prevista dall'art. 37 D.Lgs. 81/08, con attenzione ai rischi specifici del settore elettrico-fotovoltaico, inclusi i moduli e-learning ammessi dall'Accordo Stato-Regioni del 2025.<br><br><strong>DPI specifici per il settore fotovoltaico</strong><br>I <strong>Dispositivi di Protezione Individuale</strong> richiesti per l'installazione fotovoltaica comprendono: imbracatura anticaduta (EN 361), casco con mentoniera (EN 397), calzature antistatiche con puntale (EN ISO 20345), guanti isolanti per bassa tensione (EN 60903) e, dove necessario, indumenti ad alta visibilità (EN ISO 20471). Per le operazioni su impianti in tensione, sono richiesti guanti isolanti certificati per la categoria di tensione pertinente. Le aziende devono documentare la consegna dei DPI e verificarne periodicamente l'efficienza e l'integrità.<br><br><strong>Statistiche infortuni nel settore: un fenomeno in crescita</strong><br>L'INAIL segnala un incremento degli infortuni nelle attività di installazione e manutenzione di impianti energetici da fonti rinnovabili, in linea con la crescita del settore trainata dagli incentivi del Superbonus e dei successivi provvedimenti. I dati evidenziano come gli infortuni gravi siano prevalentemente riconducibili a cadute dall'alto e a contatti con parti in tensione. Le imprese del settore devono aggiornare il <strong>DVR</strong> per riflettere le specifiche condizioni operative di ogni cantiere fotovoltaico, predisponendo un Piano Operativo di Sicurezza (POS) che dettagli le misure adottate per ciascuna fase lavorativa.

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Fonti normative

  • D.Lgs. 81/2008 – Titolo III (Uso attrezzature di lavoro) e Titolo IV (Cantieri temporanei)
  • Norma CEI 11-27 – Lavori su impianti elettrici
  • D.M. 37/2008 – Impianti all'interno degli edifici
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 – Formazione uso attrezzature lavoro in quota

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