ISTAT e INAIL hanno pubblicato le statistiche sugli infortuni sul lavoro relative al primo trimestre 2026, con dati disaggregati per settore di attività economica, dimensione dell'impresa, regione geografica e caratteristiche del lavoratore infortunato.
Il comparto delle costruzioni si conferma quello con il più alto tasso di infortuni gravi e mortali in rapporto agli addetti, seguito dall'agricoltura e dalla logistica e magazzinaggio. Nel manifatturiero, si segnalano miglioramenti nei comparti dove negli ultimi anni sono stati implementati sistemi di gestione della sicurezza certificati ISO 45001, confermando la correlazione positiva tra investimento preventivo e riduzione degli eventi.
Un dato particolarmente significativo riguarda la distribuzione degli infortuni per tipologia contrattuale: i lavoratori somministrati, a tempo determinato e i tirocinanti mostrano un tasso di infortuni superiore alla media, in rapporto alla loro quota di presenza nel mercato del lavoro. Il dato è interpretato come effetto combinato di minore esperienza nei ruoli, insufficiente formazione specifica al momento dell'inserimento e minor familiarità con i rischi dell'ambiente lavorativo.
L'analisi geografica evidenzia persistenti differenze tra le regioni del Nord e del Sud Italia, in parte riconducibili alla diversa composizione settoriale dell'economia e alle diverse dimensioni medie delle imprese, in parte a fattori legati alla densità e all'efficacia dei controlli ispettivi.
I dati sulle malattie professionali denunciate mostrano un incremento delle patologie muscoloscheletriche e delle malattie respiratorie di origine lavorativa, settori su cui INAIL ha annunciato campagne di sensibilizzazione e incentivi specifici per il 2026.
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