Il settore agricolo continua a collocarsi tra i comparti produttivi con i più elevati indici di frequenza e gravità degli infortuni sul lavoro in Italia. Secondo i dati INAIL relativi all'anno 2025, le denunce di infortunio nel comparto agricolo e forestale mostrano una distribuzione concentrata in tre aree critiche: gli infortuni connessi all'uso di macchine agricole (in particolare il ribaltamento del trattore), gli eventi avversi legati all'esposizione al caldo nei mesi estivi e gli infortuni che coinvolgono lavoratori stagionali stranieri, categoria statisticamente più esposta.
Il ribaltamento del trattore si conferma la prima causa di morte in agricoltura, incidendo per una quota significativa degli infortuni mortali annui nel settore. Il parco macchine agricolo italiano presenta ancora una quota rilevante di trattori datati, privi di strutture di protezione del conducente (ROPS) omologate secondo le disposizioni vigenti. Il D.Lgs. 81/08 e il D.Lgs. 214/2012 impongono la valutazione specifica del rischio derivante dall'uso di macchine agricole, con obbligo di formazione degli operatori e verifica dell'idoneità dei mezzi al terreno di utilizzo.
Il rischio da stress termico colpisce con particolare intensità i lavoratori agricoli impiegati nelle operazioni di raccolta durante i mesi estivi, quando le temperature elevate si combinano con lo sforzo fisico intenso e la prolungata esposizione al sole. Il Ministero del Lavoro e il Ministero della Salute hanno emanato circolari congiunte che raccomandano l'adattamento degli orari nelle giornate di allerta caldo, la garanzia di adeguata idratazione e la predisposizione di aree di sosta all'ombra.
I lavoratori stagionali stranieri, impiegati in modo prevalente nelle operazioni di raccolta e nella gestione degli animali, mostrano secondo le elaborazioni INAIL indicatori di rischio superiori alla media del settore. Tra i fattori identificati: le barriere linguistiche che limitano la comprensione delle istruzioni di sicurezza, la discontinuità contrattuale, la ridotta anzianità lavorativa nei primi periodi di impiego e la difficoltà di accesso ai percorsi formativi standard. Il D.Lgs. 81/08 all'art. 36 e 37 impone che l'informazione e la formazione siano erogate in modo comprensibile per il lavoratore.
Per il 2026 le priorità di intervento individuate dall'INAIL e dall'INL riguardano: il completamento della sostituzione dei trattori privi di ROPS attraverso i bandi ISI e i PSR regionali; la promozione di materiali formativi multilingue per i lavoratori stagionali stranieri; il rafforzamento dei controlli ispettivi nelle aziende agricole che impiegano manodopera in nero o in regime di caporalato. Le imprese agricole con lavoratori dipendenti sono chiamate a verificare la conformità del parco macchine, ad aggiornare il DVR con la valutazione del rischio da stress termico e a documentare la formazione impartita ai lavoratori stagionali.