Le malattie professionali rappresentano la componente ‘silenziosa’ del fenomeno infortunistico: a differenza degli infortuni, che si manifestano in modo acuto e immediato, le patologie da lavoro si sviluppano nel tempo, spesso con un lungo periodo di latenza tra l’esposizione professionale e la comparsa dei sintomi clinicamente evidenti.
Secondo i dati INAIL relativi al 2025, i disturbi muscolo-scheletrici (DMS) si confermano la categoria più numerosa tra le malattie professionali denunciate in Italia, con un’incidenza particolarmente alta nei settori edile, metalmeccanico, agricolo e nei servizi di cura alla persona. Le patologie più frequenti includono le tendinopatie della spalla e del polso, le lombalgie cronico-degenerative e le sindromi da intrappolamento nervoso come la sindrome del tunnel carpale.
L’ipoacusia professionale da esposizione a rumore si colloca al secondo posto nella graduatoria delle malattie professionali. Nonostante i progressi nelle misure di prevenzione (uso di otoprotettori, riduzione del rumore alla fonte, cabine insonorizzate), il numero di casi denunciati rimane elevato, in particolare nei comparti metalmeccanico, tessile e nelle attività di costruzione.
Il D.Lgs. 81/08 prevede specifici Titoli dedicati alla prevenzione di queste patologie: il Titolo VIII disciplina i rischi fisici (rumore, vibrazioni), il Titolo VI si occupa della movimentazione manuale dei carichi con indicazioni su limiti di peso e analisi ergonomica, mentre l’art. 174 e successivi regolamentano il lavoro ai videoterminali con riferimento ai rischi muscolo-scheletrici da postura prolungata.
Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria, il medico competente svolge un ruolo chiave nell’identificazione precoce dei segnali di malattia professionale attraverso le visite periodiche e gli esami integrativi mirati (audiometria per i lavoratori esposti a rumore, valutazione osteoarticolare per i lavoratori con compiti di MMC).
Le imprese possono avvalersi del supporto di consulenti specializzati per la verifica degli obblighi di valutazione del rischio specifici, per la revisione del documento di valutazione del rischio rumore o vibrazioni, e per l’impostazione di un programma di sorveglianza sanitaria adeguato. Questo ti aiuta a verificare gli obblighi applicabili e a costruire un sistema di prevenzione proporzionato alla realtà lavorativa.