Lo stress lavoro-correlato è riconosciuto dall'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 come un rischio da valutare nella redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). La valutazione deve seguire le indicazioni della Commissione consultiva permanente, che ha approvato le proprie indicazioni metodologiche nel 2010. Nel 2026, l'INAIL ha aggiornato le proprie linee guida operative, fornendo strumenti più precisi e aggiornati per supportare le aziende nell'adempimento di questo obbligo.
<strong>Perché aggiornare le linee guida: il contesto del 2026</strong>
La necessità di aggiornare le linee guida deriva da diverse ragioni. In primo luogo, le evidenze scientifiche sul tema dello stress lavoro-correlato si sono arricchite notevolmente negli anni successivi al 2010, con nuovi studi epidemiologici e nuove metodologie di valutazione validate dalla letteratura internazionale. In secondo luogo, i cambiamenti nei modelli di lavoro degli ultimi anni — smart working, lavoro su piattaforma, iperconnettività, aumento dei ritmi produttivi — hanno introdotto nuovi fattori di rischio psicosociale che le linee guida originarie non contemplavano.
In terzo luogo, l'esperienza applicativa di oltre un decennio ha evidenziato alcune criticità nella fase di valutazione, con metodologie applicate in modo non uniforme tra le diverse realtà aziendali e con risultati spesso non confrontabili.
<strong>I nuovi strumenti di assessment</strong>
Le linee guida INAIL 2026 introducono strumenti di assessment aggiornati per le due fasi previste dalla metodologia: la valutazione preliminare (analisi degli indicatori oggettivi) e la valutazione approfondita (analisi della percezione soggettiva dei lavoratori).
Per la valutazione preliminare, le linee guida aggiornate forniscono un set rivisto di indicatori sentinella (assenteismo, turnover, segnalazioni al medico competente, richieste di cambio mansione) e di indicatori di contenuto e contesto del lavoro, con criteri di scoring aggiornati per determinare il livello di rischio.
Per la valutazione approfondita, le linee guida indicano strumenti validati da utilizzare per la raccolta della percezione soggettiva dei lavoratori, tra cui versioni aggiornate di questionari di self-report e indicazioni per la conduzione di focus group e interviste semi-strutturate. È previsto il coinvolgimento del Medico Competente, dell'RSPP e del RLS in tutte le fasi della valutazione approfondita.
<strong>Focus sui settori ad alto rischio: sanità, scuola e logistica</strong>
Le linee guida 2026 dedicano particolare attenzione a tre settori identificati come ad alto rischio per i disturbi psicosociali lavoro-correlati: la sanità, la scuola e la logistica.
Nel settore sanitario, i fattori di rischio principali riguardano il carico emotivo del lavoro (esposizione a sofferenza, morte, emergenze), i turni di lavoro (incluso il lavoro notturno), l'esposizione a violenza da parte di pazienti o familiari, e la complessità organizzativa. Le linee guida forniscono indicatori specifici per ospedali, RSA e servizi territoriali.
Nel settore scolastico, l'attenzione si concentra sul carico di lavoro, sulla gestione di classi difficili, sulle relazioni con le famiglie e sulle esigenze di digitalizzazione. I dati sulle malattie professionali degli insegnanti (in particolare i disturbi vocali e i disturbi psicologici) forniscono un quadro epidemiologico di riferimento.
Nel settore della logistica, la crescita dei ritmi produttivi legata all'e-commerce, i sistemi di monitoraggio della performance in tempo reale e la precarietà contrattuale sono identificati come fattori di rischio psicosociale significativi da valutare con metodologie ad hoc.
<strong>Come integrare le nuove linee guida nel DVR</strong>
L'aggiornamento delle linee guida INAIL richiede alle aziende di rivedere le proprie procedure di valutazione del rischio stress lavoro-correlato, aggiornando la sezione del DVR dedicata a questo rischio con la metodologia e gli strumenti aggiornati. La revisione del DVR deve essere condotta con il coinvolgimento del Medico Competente e del RLS, e i risultati della valutazione devono tradursi in misure di prevenzione concrete, pianificate e monitorate nel tempo.