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Normativa

IA sul lavoro: obblighi del datore tra AI Act e L. 132/2025

Cosa deve fare l'azienda che usa l'intelligenza artificiale con i lavoratori: pratiche vietate, informativa, sistemi ad alto rischio e nuove scadenze.

· Aggiornato il

Sempre più aziende usano software di intelligenza artificiale per organizzare turni, selezionare personale, valutare prestazioni o monitorare la sicurezza (per esempio telecamere che rilevano l'uso dei DPI). Il datore di lavoro che li adotta ha obblighi che derivano da tre fonti: il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), la L. 23 settembre 2025, n. 132 e le norme già esistenti su controlli a distanza e privacy.

Cosa prevede l'AI Act per chi usa l'IA

L'AI Act distingue tra chi sviluppa un sistema (fornitore) e chi lo usa (deployer). L'azienda che acquista un software e lo impiega con i propri lavoratori è un deployer. Gli obblighi già applicabili sono:

I sistemi usati per assumere, assegnare compiti, monitorare e valutare i lavoratori o decidere promozioni e licenziamenti sono classificati ad alto rischio (Allegato III, punto 4). Per questi il deployer deve seguire le istruzioni del fornitore, affidare la sorveglianza a persone competenti, conservare i log e, prima di metterli in servizio, informare i rappresentanti dei lavoratori e i lavoratori interessati (art. 26).

Con il pacchetto di semplificazione noto come Digital Omnibus, approvato nel 2026, l'applicazione degli obblighi sui sistemi ad alto rischio dell'Allegato III è stata spostata al 2 dicembre 2027 (2 agosto 2028 per quelli integrati in prodotti). Prima di pianificare gli adempimenti conviene verificare il testo vigente su EUR-Lex.

Cosa aggiunge la legge italiana

La L. 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, stabilisce che l'IA nel lavoro deve migliorare le condizioni di lavoro e tutelare l'integrità psicofisica dei lavoratori, senza discriminazioni. Il datore di lavoro deve informare il lavoratore dell'uso dell'IA nei casi e con le modalità dell'art. 1-bis del D.Lgs. 152/1997, introdotto dal Decreto Trasparenza (D.Lgs. 104/2022), che riguarda i sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati.

Controlli a distanza e privacy

Un sistema che può controllare l'attività dei lavoratori, anche se installato per sicurezza, ricade nell'art. 4 della L. 300/1970: serve l'accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato. Il trattamento dei dati richiede inoltre una base giuridica, l'informativa e, di regola, una valutazione d'impatto (art. 35 GDPR). Vedi le FAQ sulla videosorveglianza dei dipendenti.

L'IA nella valutazione dei rischi

Un sistema di IA introdotto in reparto è un cambiamento organizzativo: va considerato nel DVR (art. 28 D.Lgs. 81/2008) per gli effetti su carichi di lavoro, ritmi, stress lavoro-correlato e interazione con macchine. Se l'IA è incorporata in una macchina, valgono anche le regole del Regolamento macchine (UE) 2023/1230. Sull'uso di strumenti di IA per scrivere il DVR vedi DVR e intelligenza artificiale.

Errori frequenti

Cosa fare in pratica

Fai l'inventario dei sistemi di IA in uso, verifica con il fornitore se rientrano nell'alto rischio, controlla che nessuno svolga pratiche vietate, aggiorna informative e accordi ex art. 4 dello Statuto e inserisci l'IA nella valutazione dei rischi.

intelligenza artificiale AI Act Reg. UE 2024/1689 L. 132/2025 privacy lavoratori

Fonti normative

Testo a cura della redazione di 123 Consulenza. Ultimo aggiornamento: . Le informazioni hanno carattere generale: per l’applicazione al tuo caso verifica il testo vigente delle norme citate.

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