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Malattie professionali: i dati INAIL del primo semestre 2026 e i settori più colpiti

Le denunce di malattia professionale all'INAIL nel primo semestre 2026 confermano la predominanza dei disturbi muscoloscheletrici, seguiti dall'ipoacusia da rumore. In aumento le patologie da stress lavoro-correlato. Edilizia, manifattura e sanità i settori più colpiti.

· Redazione 123 Consulenza

I dati INAIL relativi alle malattie professionali denunciate nel primo semestre 2026 offrono un quadro prezioso per orientare le politiche di prevenzione delle aziende e degli organi di vigilanza. Come di consueto, l'analisi dei trend permette di identificare i settori e le mansioni a maggior rischio e di valutare l'efficacia delle misure preventive adottate negli anni precedenti.

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) si confermano al primo posto nella classifica delle malattie professionali denunciate, rappresentando circa il 70% del totale. In questa macro-categoria rientrano le tendinopatie, le sindromi da tunnel carpale, le lombosciatalgie e le patologie del rachide cervicale, tutte strettamente collegate a movimenti ripetitivi, posture incongrue, movimentazione manuale dei carichi e utilizzo di attrezzature vibranti. I settori più colpiti sono l'edilizia, la manifattura (in particolare lavorazione dei metalli e produzione alimentare), la sanità e l'assistenza sociale.

L'ipoacusia da rumore si mantiene in seconda posizione, con una tendenza alla lenta riduzione che riflette i progressi nella protezione collettiva e individuale dal rischio rumore effettuati negli ultimi anni. Tuttavia, i dati mostrano che questo miglioramento è concentrato nelle grandi aziende strutturate, mentre nelle piccole e medie imprese la gestione del rischio rumore presenta ancora criticità significative. I settori delle fonderie, della lavorazione del legno e della costruzione di macchinari mostrano le incidenze più elevate.

Di particolare interesse è la crescita delle denunce per patologie correlate allo stress lavoro-correlato e al burnout, con un incremento stimato del 15-20% rispetto al primo semestre 2025. Questo dato, pur con le cautele interpretative legate alla maggior propensione alla denuncia e alla crescente consapevolezza del problema, suggerisce che le misure preventive in questo ambito non siano ancora sufficienti. I settori più colpiti sono la sanità, i servizi sociali, l'istruzione e il commercio al dettaglio.

La sorveglianza sanitaria periodica è lo strumento fondamentale per l'emersione precoce delle malattie professionali: il medico competente, attraverso l'anamnesi lavorativa e gli esami clinici e strumentali previsti dal protocollo sanitario, è in grado di identificare i primi segni di patologia professionale prima che questa evolva in forma invalidante. Il datore di lavoro ha l'obbligo di inviare il lavoratore a visita periodica secondo i tempi stabiliti nel protocollo sanitario e di adottare le misure conseguenti alle indicazioni del medico competente (idoneità con prescrizioni, cambio mansione, adattamento del posto di lavoro).

L'obbligo di denuncia delle malattie professionali spetta al datore di lavoro (art. 53 D.P.R. 1124/1965) entro i termini previsti dalla legge: 2 giorni per le malattie incluse in tabella, 15 giorni per le non tabellate. La denuncia tardiva o omessa è soggetta a sanzione amministrativa.

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Fonti normative

  • INAIL — Dati malattie professionali primo semestre 2026 (open data)
  • Art. 53 D.P.R. 1124/1965 — denuncia malattie professionali
  • D.Lgs. 81/08 — Titolo I, sorveglianza sanitaria

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