Le denunce di malattia professionale all'INAIL crescono da cinque anni consecutivi. Secondo la Relazione annuale INAIL presentata il 22 settembre 2026, nel 2025 sono state 98.312, l'11,3% in più rispetto alle 88.338 del 2024: è il valore più alto degli ultimi 26 anni.
L'andamento
Questi sono i dati riportati da ciascuna Relazione annuale INAIL per l'anno di riferimento:
- 2020: poco meno di 45.000 denunce (anno segnato dalla pandemia);
- 2021: poco più di 55.000;
- 2022: circa 61.000;
- 2023: circa 72.000;
- 2024: circa 88.000 (88.338 nel dato rivisto pubblicato nel 2026);
- 2025: 98.312.
I dati dell'ultimo anno sono rilevati alla data di chiusura della Relazione e vengono ritoccati nelle edizioni successive: per i confronti conviene usare sempre la stessa fonte.
Le patologie più denunciate
Le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo sono di gran lunga le più frequenti. Nei dati mensili provvisori di dicembre 2024 erano 57.744 su 88.499 denunce, circa due su tre. Seguivano le malattie del sistema nervoso, soprattutto la sindrome del tunnel carpale (9.283), e le patologie dell'orecchio, in gran parte ipoacusie da rumore (4.989).
Sono patologie legate a movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, posture incongrue, vibrazioni e rumore: rischi che si valutano con metodi noti (NIOSH, OCRA, misure fonometriche e vibrometriche) e che si riducono con misure organizzative e tecniche.
Perché le denunce crescono
L'aumento non indica necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro. Pesano la maggiore attenzione di lavoratori, patronati e medici alla denuncia, l'invecchiamento della popolazione lavorativa e l'emersione di patologie con lunga latenza. Le denunce non coincidono con i casi riconosciuti: una parte è respinta perché non è dimostrata l'origine professionale.
Cosa comporta per l'azienda
Quando il lavoratore presenta un certificato di malattia professionale, il datore di lavoro deve inoltrare la denuncia all'INAIL entro cinque giorni dalla ricezione del certificato (art. 53 D.P.R. 1124/1965). Una malattia riconosciuta può portare all'azione di regresso dell'INAIL e alla richiesta del danno differenziale da parte del lavoratore, se emergono carenze nella prevenzione. Per questo la valutazione dei rischi ergonomici e da agenti fisici deve essere documentata e aggiornata.
Cosa fare in pratica
Verifica che il DVR contenga valutazioni specifiche per movimentazione dei carichi, movimenti ripetitivi, rumore e vibrazioni, con i metodi e le misure utilizzati. Con il medico competente analizza i dati anonimi della sorveglianza sanitaria per individuare le mansioni in cui compaiono i primi disturbi.