Le malattie professionali rappresentano una delle sfide più complesse del sistema di tutela della salute sul lavoro. A differenza degli infortuni, che hanno una causa immediata e identificabile, le malattie professionali si sviluppano nel corso del tempo, rendendo più difficile stabilire il nesso causale con l'attività lavorativa e più complessa la loro prevenzione. I dati INAIL 2025 offrono uno spaccato prezioso su questo fenomeno, evidenziando tendenze preoccupanti e segnali di nuove patologie emergenti.
**Il quadro statistico 2025**
I dati INAIL sulle denunce di malattia professionale nel 2025 mostrano un numero complessivo di denunce che si mantiene su livelli elevati, in continuità con il trend degli ultimi anni. La crescita registrata non è necessariamente indice di un aumento della diffusione delle malattie professionali, ma riflette anche una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori e dei medici di medicina generale e degli specialisti sul diritto alla denuncia e sul sistema di tutela INAIL.
La distribuzione settoriale delle malattie professionali denunciate evidenzia una concentrazione in alcuni settori specifici: edilizia, manifatturiero (in particolare metalmeccanico, tessile e chimico), agricoltura e, in crescita, il settore dei servizi (in particolare logistica e assistenza alla persona).
**Le malattie muscolo-scheletriche: la categoria più diffusa**
Le malattie del sistema muscolo-scheletrico continuano a rappresentare la categoria più numerosa nelle denunce INAIL, con patologie come la sindrome del tunnel carpale, le tendinopatie, le epicondiliti e le patologie del rachide (ernie discali, lombalgie professionali). Queste patologie sono strettamente correlate all'esposizione a movimenti ripetitivi, posture incongrue e movimentazione manuale dei carichi.
I settori più colpiti sono la manifattura (particolarmente le linee di assemblaggio e le operazioni di confezionamento), l'agricoltura (raccolta manuale, utilizzo di attrezzature vibranti), l'edilizia e il settore della cura alla persona (assistenza ospedaliera, RSA, assistenza domiciliare). Per questi settori, la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico con metodi validati (OCRA, NIOSH, RULA) è fondamentale per identificare i lavoratori a rischio e adottare misure preventive efficaci.
**I disturbi psicosociali: una crescita preoccupante**
Le denunce di malattia professionale legate a disturbi psicosociali, in particolare burnout, disturbi d'ansia e depressione correlati al lavoro, mostrano un trend di crescita significativo negli ultimi anni, accelerato dall'impatto della pandemia e dai cambiamenti nell'organizzazione del lavoro (smart working, iperconnettività, aumento dei carichi di lavoro).
Il riconoscimento dei disturbi psicosociali come malattia professionale è ancora un percorso complesso, che richiede la dimostrazione del nesso causale tra l'esposizione a fattori di rischio psicosociale sul lavoro (come un ambiente di lavoro ostile, il mobbing, il burnout da sovraccarico lavorativo) e la patologia diagnosticata. Le linee guida INAIL e le circolari della Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (CONTARP) forniscono gli strumenti per valutare questa connessione.
**Le neoplasie professionali: il peso dell'amianto e i nuovi agenti cancerogeni**
Le neoplasie di origine professionale continuano a essere una delle componenti più drammatiche delle malattie professionali. Le patologie amianto-correlate (mesotelioma pleurico, carcinoma polmonare da amianto) continuano a essere denunciate in numero significativo, a decenni di distanza dall'esposizione, a causa del lungo periodo di latenza di queste malattie.
In parallelo, si registra una crescente attenzione verso i nuovi agenti cancerogeni presenti negli ambienti di lavoro: polveri di legno duro, fumi di saldatura, silice cristallina respirabile, alcuni pesticidi utilizzati in agricoltura. Il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM) gestito dall'INAIL è uno strumento fondamentale per la sorveglianza epidemiologica delle patologie da amianto.
**Le patologie da agenti chimici: nuovi scenari**
Le malattie professionali da agenti chimici mostrano un profilo in evoluzione. Oltre alle patologie tradizionalmente correlate all'esposizione a solventi organici, metalli pesanti e prodotti chimici industriali, emergono nuove preoccupazioni legate all'esposizione a nano-materiali, a sostanze chimiche emergenti nell'industria elettronica e alla chimica verde (con profili tossicologici non ancora completamente definiti).
La valutazione del rischio da agenti chimici deve tenere conto dei nuovi VLE aggiornati (vedi articolo dedicato) e deve includere una valutazione specifica delle sostanze CMR (cancerogene, mutagene, reprotossiche) presenti nei cicli produttivi.
**La sorveglianza sanitaria come strumento di prevenzione**
Un tema trasversale nell'analisi delle malattie professionali è il ruolo cruciale della sorveglianza sanitaria nella prevenzione e nella diagnosi precoce. Il Medico Competente, attraverso la sorveglianza sanitaria periodica, può identificare segni precoci di patologie professionali e mettere in atto misure per limitare la progressione della malattia e prevenire l'insorgenza di nuovi casi tra i lavoratori con analoga esposizione.
La segnalazione al Registro Malattie Professionali dell'INAIL non è solo un obbligo di legge, ma uno strumento di utilità pubblica che contribuisce alla costruzione del quadro epidemiologico nazionale e orienta le politiche di prevenzione.