L'INAIL ha pubblicato la relazione statistica sugli infortuni sul lavoro relativi al primo semestre 2026, rilevando 489 decessi da infortuni denunciati (dato provvisorio suscettibile di aggiornamento), in crescita del 4,2% rispetto ai 469 del corrispondente periodo del 2025. Il dato si colloca al di sopra della media quinquennale e segna un'inversione di tendenza rispetto al leggero calo registrato nel biennio 2022-2023.
L'analisi per settore di attività mostra una concentrazione del rischio nei comparti tradizionalmente più pericolosi: le costruzioni e i lavori di ingegneria civile contano il 22% dei decessi, il trasporto e magazzinaggio il 19%, l'agricoltura il 14% e l'industria manifatturiera il 12%. Nei rimanenti settori si registra una quota complessiva del 33%, con un'attenzione crescente per il commercio all'ingrosso e al dettaglio, dove gli infortuni durante le operazioni di movimentazione merci risultano in aumento.
Sotto il profilo della dinamica dell'evento, gli incidenti stradali in occasione di lavoro (esclusi quelli in itinere) confermano il primato con il 29% dei decessi, seguiti dalle cadute dall'alto (25%), dai ribaltamenti di veicoli da lavoro in ambito agricolo e forestale (12%) e dagli infortuni da investimento o schiacciamento da parte di mezzi o attrezzature (11%). L'analisi geografica evidenzia le regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est come quelle con il maggior numero assoluto di eventi mortali, mentre in termini di incidenza relativa sul numero di addetti le regioni meridionali mostrano tassi più elevati nei settori dell'edilizia e dell'agricoltura.
I dati confermano l'urgenza di rafforzare le misure di vigilanza e prevenzione, in particolare nei confronti delle micro-imprese e dei lavoratori autonomi, categorie storicamente più esposte al rischio infortunistico e meno raggiunte dalle campagne di sensibilizzazione. Il Ministero del Lavoro ha annunciato un piano straordinario di ispezioni per il secondo semestre 2026, con focus sui settori delle costruzioni e del trasporto.