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Infortuni Mortali Gennaio–Giugno 2026: I Dati INAIL del Primo Semestre

I dati preliminari INAIL sul primo semestre 2026 fotografano l'andamento degli infortuni mortali sul lavoro in Italia. Costruzioni, trasporti e manifatturiero rimangono i settori più colpiti. Un'analisi dei trend regionali e delle principali cause per orientare le strategie di prevenzione.

· Redazione 123 Consulenza

Ogni anno, i dati INAIL sugli infortuni mortali forniscono una fotografia impietosa della situazione della sicurezza sul lavoro in Italia. I dati preliminari del primo semestre 2026, resi disponibili dall'Istituto, consentono di delineare le tendenze in atto e di confrontarle con lo stesso periodo del 2025.

<strong>Il quadro generale: confronto con il primo semestre 2025</strong>

I dati INAIL del primo semestre 2026 evidenziano un quadro ancora preoccupante per quanto riguarda gli infortuni mortali. Nonostante le politiche di prevenzione messe in campo negli ultimi anni, il numero di morti sul lavoro continua a collocarsi su livelli inaccettabili. Il confronto con il primo semestre 2025 mostra variazioni che, pur inserite in un trend di lungo periodo tendenzialmente decrescente, segnalano la necessità di interventi strutturali più incisivi.

I decessi riconducibili a infortuni avvenuti in occasione di lavoro (cosiddette morti in itinere escluse) continuano a rappresentare la componente principale. Le morti in itinere, cioè quelle avvenute durante il tragitto casa-lavoro o lavoro-casa, pur significative numericamente, sono oggetto di una valutazione separata in termini di prevenzione.

<strong>I settori più colpiti: costruzioni, trasporti, manifatturiero</strong>

Le costruzioni si confermano come il settore con la più alta incidenza di infortuni mortali in rapporto al numero di addetti. Le cadute dall'alto, le cadute dall'alto di oggetti e il ribaltamento di macchine operatrici sono le cause principali dei decessi nel settore. Il fenomeno è particolarmente accentuato nei cantieri di piccole e medie dimensioni, dove la gestione della sicurezza è spesso meno strutturata rispetto alle grandi imprese.

Il settore dei trasporti e della logistica mostra anch'esso un'incidenza preoccupante, con incidenti che coinvolgono mezzi pesanti, carrelli elevatori e operazioni di carico e scarico. La crescita del settore, legata all'espansione dell'e-commerce, ha portato a un aumento del numero di addetti, ma non sempre a un parallelo potenziamento dei sistemi di sicurezza.

Il manifatturiero, pur con un'incidenza relativa inferiore rispetto a costruzioni e trasporti, contribuisce in modo significativo al totale degli infortuni mortali per via del numero elevato di addetti. I rischi principali riguardano l'utilizzo di macchinari, l'esposizione a energia elettrica e i rischi da esplosione e incendio in alcuni comparti specifici.

<strong>Analisi regionale: le aree a maggior rischio</strong>

L'analisi territoriale dei dati INAIL evidenzia differenze significative tra le regioni italiane. Le regioni del Nord, con la maggiore concentrazione di attività industriali ed edilizie, registrano il numero assoluto più elevato di infortuni mortali. Tuttavia, calcolando l'incidenza rispetto al numero di occupati, emergono situazioni di criticità anche in alcune regioni del Sud e delle Isole, dove la prevalenza di settori ad alto rischio (edilizia, agricoltura) si combina con una minore diffusione dei sistemi di gestione della sicurezza.

<strong>Le cause principali e le misure di prevenzione prioritarie</strong>

L'analisi delle cause degli infortuni mortali del primo semestre 2026 conferma alcune tendenze di lungo periodo: le cadute dall'alto rimangono la prima causa di morte nei cantieri, gli investimenti da veicoli o mezzi in movimento sono frequenti nei magazzini e nelle aree produttive, il contatto con macchine in movimento o privo di adeguate protezioni è responsabile di un numero significativo di decessi nel manifatturiero.

Sulla base di queste evidenze, le priorità di prevenzione che emergono per il secondo semestre 2026 riguardano: il rafforzamento dei sistemi di protezione collettiva nei cantieri (parapetti, reti, piattaforme di lavoro elevabili), la separazione dei flussi di persone e mezzi nelle aree di magazzino, il potenziamento dei sistemi di sicurezza sui macchinari (ripari, dispositivi di interblocco) e la formazione specifica degli operatori sui rischi caratteristici del settore.

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Fonti normative

  • INAIL – Dati preliminari infortuni sul lavoro primo semestre 2026
  • INAIL – Rapporto annuale 2025 (confronto storico)
  • D.Lgs. 81/2008 – Titolo IV (Cantieri temporanei e mobili)

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