L'INAIL ha diffuso nel mese di luglio 2026 il consueto aggiornamento semestrale sull'andamento degli infortuni sul lavoro in Italia, con dati provvisori riferiti al periodo gennaio-giugno 2026. Si tratta di dati preliminari, suscettibili di revisione con l'aggiornamento dei casi aperti, ma già sufficientemente rappresentativi per delineare le tendenze in atto.
Le denunce di infortuni sul lavoro nel primo semestre 2026 risultano complessivamente in leggera flessione rispetto al corrispondente periodo del 2025, con una riduzione stimata nell'ordine del 2-3%. Questo dato, apparentemente positivo, va però letto con cautela: una parte della riduzione riflette la normalizzazione rispetto al biennio post-pandemico 2021-2022, caratterizzato da dinamiche occupazionali e organizzative atipiche.
Sul fronte degli infortuni mortali, il quadro rimane preoccupante. I dati del primo semestre 2026 indicano un numero di decessi ancora elevato, con il settore delle costruzioni che si conferma il comparto più critico, seguito da trasporti e logistica, agricoltura e silvicoltura. Il confronto con il primo semestre 2025 mostra oscillazioni limitate, senza un trend di riduzione strutturale.
Analizzando le dinamiche infortunistiche, emergono alcune costanti: la caduta dall'alto si conferma la prima causa di morte nei cantieri edili; gli infortuni stradali in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) e in occasione di lavoro per le professioni della mobilità continuano a rappresentare una quota rilevante del totale; gli infortuni da contatto con macchinari e attrezzature mostrano una riduzione più marcata, probabilmente collegata ai progressi nella sicurezza dei macchinari.
Sul versante territoriale, le regioni del Nord-Est registrano storicamente i tassi di infortuni più elevati in valore assoluto, in correlazione con la maggiore intensità produttiva manifatturiera. Le regioni del Sud mostrano tassi assoluti inferiori ma con un peso maggiore del settore agricolo, dove il fenomeno degli infortuni con macchine agricole (soprattutto ribaltamento di trattori) rimane un problema cronico.
Per quanto riguarda le malattie professionali, il primo semestre 2026 mostra una prosecuzione della crescita delle denunce, in particolare per malattie muscolo-scheletriche (primo gruppo per frequenza), patologie da rumore (ipoacusia professionale) e patologie da agenti chimici. Questo dato riflette in parte una maggiore consapevolezza dei lavoratori e dei medici competenti, oltre che la ripresa economica in settori con esposizioni tradizionalmente sottostimate.
I dati INAIL confermano l'importanza di mantenere alta l'attenzione sulla prevenzione, con particolare riferimento ai settori e alle mansioni a maggior rischio, e di non abbassare la guardia sull'applicazione delle misure di sicurezza di base — già normativamente previste — che ancora in troppi casi risultano carenti al momento dell'infortunio.