La silicosi e le pneumoconiosi da altri agenti minerali (asbestosi, berilliosi, antracosi) continuano a rappresentare un capitolo rilevante della patologia professionale in Italia, con nuovi casi che emergono anche decenni dopo la cessazione dell'esposizione, in particolare nei settori dell'edilizia, dell'estrazione di materiali lapidei, della lavorazione della ceramica e del vetro e della fonderia.
L'INAIL ha aggiornato nel 2026 le tabelle delle malattie professionali (Decreto Ministeriale 10 giugno 2014 e successive modifiche) e ha pubblicato le istruzioni operative per la valutazione medico-legale del danno biologico permanente da malattie respiratorie occupazionali, in attuazione delle Tabelle di cui al D.Lgs. 38/2000.
Per la silicosi, i criteri diagnostici aggiornati prevedono: documentazione radiologica (RX torace in proiezione standard e HRCT) classificata secondo il sistema ILO (International Labour Organization) con profusione delle opacità piccole di almeno categoria 1/0, valutazione spirometrica con pattern ostruttivo, restrittivo o misto, e documentazione dell'esposizione professionale a polveri silicogene in forma libera cristallina. Il riconoscimento della malattia professionale da parte dell'INAIL può avvenire per via tabellare (presunzione legale di causa per le lavorazioni indicate in tabella) o per via extratabellar (con onere probatorio a carico del lavoratore).
I valori delle rendite (calcolate come percentuale del salario annuo moltiplicata per il coefficiente di inabilità permanente) sono stati rivalutati per il 2026 secondo gli indici ISTAT. L'INAIL ha anche esteso la tutela alle malattie respiratorie da nanoparticelle di silice cristallina e ha aggiornato i criteri per la silicosi complicata (FMP — Fibrosi Massiva Progressiva) con rendite incrementate rispetto alla forma semplice.