L'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) pubblica con cadenza trimestrale i dati sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali in Italia, consentendo un monitoraggio aggiornato dell'andamento infortunistico per settore produttivo, area geografica e tipologia di evento.
I dati del primo trimestre 2026 (gennaio-marzo), elaborati dalla Direzione Centrale Pianificazione e Comunicazione dell'INAIL, confermano alcune tendenze strutturali già emerse negli anni precedenti, con alcune specificità legate al contesto produttivo post-pandemia e all'evoluzione delle forme di lavoro.
Andamento generale: confronto con Q1 2025
Nel primo trimestre 2026, le denunce di infortunio sul lavoro in Italia ammontano complessivamente a circa 145.000 casi (dato stimato su elaborazione delle denunce pervenute entro il 31 marzo 2026), in lieve riduzione rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli infortuni mortali sul lavoro nel Q1 2026 si attestano intorno alle 180 unità, in linea con la media degli ultimi anni nonostante le campagne di sensibilizzazione promosse dal Ministero del Lavoro e dall'INAIL nell'ambito del Piano Triennale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro 2022-2024.
Settori più colpiti per numero di infortuni
I settori con il maggior numero assoluto di infortuni nel Q1 2026 sono: costruzioni (edilizia e ingegneria civile), con una quota superiore al 15% del totale degli infortuni gravi e mortali nonostante il calo occupazionale rispetto al picco del Superbonus; industria manifatturiera (metallurgia, industria alimentare, lavorazione del legno); trasporto e logistica, settore in forte crescita occupazionale grazie all'e-commerce e alla distribuzione dell'ultimo miglio; agricoltura, con un peso sproporzionato di infortuni mortali rispetto al numero di addetti (ribaltamento di macchine agricole, intossicazioni da fitofarmaci, folgorazioni).
Per gli infortuni in itinere (occorsi durante il tragitto casa-lavoro), il dato resta significativo e incide per circa il 25% del totale delle denunce di infortuni, con una concentrazione nei mesi invernali (ghiaccio, nebbia, ridotta visibilità).
Malattie professionali: le patologie emergenti
Le denunce di malattie professionali nel Q1 2026 sono dominate dalle malattie osteomuscolari (tendiniti, ernie discali, sindrome del tunnel carpale) legate alla movimentazione manuale dei carichi e a posture incongrue, che rappresentano oltre il 40% del totale. Seguono le malattie dell'apparato respiratorio (ipoacusie da rumore, asbestosi, silicosi) e le patologie cutanee da agenti chimici.
Dimensione di genere: infortuni alle donne in crescita
Una tendenza da monitorare è la crescita degli infortuni che riguardano le lavoratrici, in particolare nei settori della sanità e dell'assistenza sociale (aggressioni da pazienti, movimentazione manuale di persone, esposizione biologica) e della grande distribuzione organizzata. L'INAIL ha avviato specifici programmi di ricerca e prevenzione per ridurre il differenziale di genere nella sicurezza sul lavoro.
Prioritari per la prevenzione nel 2026
Le aree di intervento prioritarie individuate dall'INAIL per il 2026 includono: potenziamento delle ispezioni del lavoro nei cantieri edili con focus su ponteggi e cadute dall'alto; campagne di prevenzione per il settore agricolo (ribaltamento mezzi agricoli); formazione specifica per i lavoratori del trasporto last-mile (ciclisti, scooter rider); sorveglianza sanitaria mirata nelle lavorazioni che espongono a silice cristallina libera respirabile (SCRL).
L'INAIL mette a disposizione delle aziende lo strumento OT23 (riduzione del premio assicurativo) per le imprese che investono in sicurezza oltre gli obblighi di legge, e il portale Banca Dati Statistica per consultare i dati disaggregati per ATECO, regione e tipologia di infortunio.