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Guida definitiva · 2026

Sicurezza negli Stabilimenti Termali e Terme: Guida 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza in uno stabilimento termale: DVR specializzato, piano di controllo Legionella per vasche e nebulizzatori, scivolamento, stress termico, radon, rischio chimico nei fanghi, impianti elettrici in ambienti umidi (CEI 64-8), DPI e formazione obbligatoria.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Uno stabilimento termale deve gestire la sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 con un DVR personalizzato sui rischi specifici del settore: rischio biologico da Legionella negli impianti idrici e nei nebulizzatori per inalazioni, scivolamento su percorsi bagnati, stress termico da esposizione prolungata a vasche calde, rischio radon in alcune acque minerali, rischio chimico nei fanghi e nei sanificanti, movimentazione manuale dei pazienti, impianto elettrico in ambienti umidi conforme alla CEI 64-8. La formazione specifica sulla Legionella, l'HACCP per la ristorazione e la sorveglianza sanitaria periodica completano il sistema obbligatorio.

1. Quadro normativo per gli stabilimenti termali

La sicurezza negli stabilimenti termali si colloca all'intersezione di più corpi normativi. Il riferimento principale per la tutela dei lavoratori è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), che si applica a qualsiasi datore di lavoro con almeno un lavoratore. A questo si affianca la L. 24 ottobre 2000 n. 323, che ha riformato il settore termale italiano definendo le tipologie di cure erogate (cure idropiniche, fanghi e balneoterapia, inalazioni, irrigazioni, fisioterapia termale), i requisiti per l'accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale e le figure professionali ammesse. L'organizzazione degli spazi fisici degli stabilimenti è disciplinata dal DM 6 aprile 2022, che ha aggiornato i requisiti strutturali e funzionali minimi per gli stabilimenti termali accreditati, includendo indicazioni su ventilazione, dimensioni delle vasche, percorsi bagnati e locali tecnici.

Sul versante del rischio biologico, le Linee Guida nazionali per la prevenzione della Legionellosi (Ministero della Salute, 2015) classificano gli stabilimenti termali tra le strutture ad alto rischio per la presenza di vasche con acqua calda, aerosol da nebulizzatori e sistemi di idromassaggio. Il D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18 (recepimento Direttiva UE 2020/2184) rafforza i requisiti di qualità delle acque negli impianti idrici. Per le acque termali radioattive, il D.Lgs. 101/2020 (recepimento Direttiva EURATOM 2013/59) fissa il livello di riferimento per il radon nei luoghi di lavoro a 300 Bq/m3 medi annui. L'impianto elettrico nelle aree vasche deve rispettare la CEI 64-8 Sezione 7-702.

I codici ATECO di riferimento sono 86.90.21 (attività termali — strutture che erogano prestazioni sanitarie termali in convenzione SSN o in regime privato) e 96.04.10 (servizi di benessere termale — strutture che offrono trattamenti di benessere con acque termali senza valenza sanitaria convenzionata). La distinzione è rilevante per alcuni aspetti della normativa sanitaria, ma non modifica gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua struttura e supportiamo la gestione documentale adattata al caso specifico.

2. DVR negli stabilimenti termali: peculiarità e rischi specifici

Il Documento di Valutazione dei Rischi di uno stabilimento termale presenta caratteristiche che lo distinguono sia da quello di una struttura sanitaria ordinaria sia da quello di un centro benessere estetico. La compresenza di prestazioni sanitarie e di ambienti umidi ad alta temperatura crea profili di rischio compositi che richiedono competenze tecniche specifiche.

Le figure professionali presenti in uno stabilimento termale — balneatori, assistenti alle cure, tecnici degli impianti idrici, personale di accoglienza, medici termali, infermieri, fisioterapisti, addetti alla preparazione e applicazione dei fanghi, personale della ristorazione interna — hanno profili di rischio significativamente diversi tra loro. Il DVR deve quindi essere articolato per mansione, valutando per ciascuna i rischi specifici: il balneatore che lavora a bordo vasca è esposto a scivolamento, stress termico e aerosol (Legionella); l'addetto ai fanghi è esposto a MMC, calore e vapori; il tecnico degli impianti è esposto a rischio biologico (Legionella durante manutenzione), rischio chimico (sanificanti), rischio elettrico in ambienti umidi; il personale di ristorazione interno segue le norme HACCP.

Il DVR deve essere firmato dal datore di lavoro, dall'RSPP e dal medico competente (la cui nomina è obbligatoria data la pluralità di rischi che la richiedono), aggiornato ogni qualvolta cambino le condizioni di lavoro o a seguito di infortuni, e deve includere il programma delle misure di miglioramento con responsabilità e scadenze.

3. Rischio biologico: Legionella, Pseudomonas aeruginosa, miceti — Piano di controllo

Il rischio biologico rappresenta la priorità assoluta per la sicurezza negli stabilimenti termali. Gli impianti idrici con acqua calda, le vasche terapeutiche, i nebulizzatori per inalazioni e gli idromassaggi costituiscono un habitat ottimale per la proliferazione di microrganismi patogeni, in particolare Legionella pneumophila, Pseudomonas aeruginosa e miceti (muffe e lieviti).

Legionella pneumophila è l'agente eziologico della legionellosi (malattia del Legionario), una polmonite grave con tasso di mortalità del 10-15% nei soggetti non trattati tempestivamente. Il batterio si moltiplica nelle reti idriche a temperature tra 25 e 45°C, nei punti di ristagno (bracci morti, serbatoi poco utilizzati, pompe sconnesse) e nei biofilm che si formano sulle superfici interne dei tubi. Negli stabilimenti termali i punti critici sono: le vasche terapeutiche con riscaldamento continuo dell'acqua, i nebulizzatori per inalazioni (che dispersero aerosol respirabile direttamente nelle vie aeree dei pazienti e dei lavoratori), le docce dei pazienti, i circuiti di ricircolo dell'acqua degli idromassaggi.

Il Piano di Controllo della Legionella obbligatorio deve comprendere:

Pseudomonas aeruginosa è un batterio opportunista che colonizza le vasche e i circuiti idrici quando la concentrazione di cloro residuo è insufficiente. Causa infezioni cutanee (follicolite da vasca idromassaggio), infezioni dell'orecchio esterno e, nei soggetti immunodepressi, infezioni sistemiche gravi. Il controllo si basa sul mantenimento del cloro residuo libero entro i limiti previsti dalla normativa per le acque delle piscine e delle vasche termali, e sul monitoraggio microbiologico programmato.

I miceti (muffe e lieviti) proliferano nei locali umidi e caldi (spogliatoi, docce, percorsi bagnati, locali fanghi) causando infezioni cutanee (tinea pedis, onicomicosi) nei lavoratori che non indossano calzature impermeabili. Le procedure di sanificazione devono prevedere l'uso di biocidi con attività antifungina, con frequenza adeguata al volume di passaggi.

4. Rischio scivolamento: vasche, percorsi piedi bagnati, scale

Il rischio di scivolamento e caduta in piano è uno dei rischi infortunistici più frequenti negli stabilimenti termali. Le superfici critiche includono: i bordi delle vasche terapeutiche (costantemente bagnati, con alghe e biofilm se la manutenzione non è puntuale), i percorsi a piedi nudi tra gli spogliatoi e le vasche (i "percorsi piedi bagnati"), le scale di accesso alle vasche (soprattutto quelle con gradini a bordo piscina), i locali per i fanghi e gli impacchi (pavimentazioni con residui di fango scivoloso), le docce dei pazienti (comprese quelle attrezzate per persone con disabilità).

Le misure di prevenzione strutturali comprendono: pavimentazioni antiscivolo certificate con coefficiente di attrito a bagnato conforme alla norma DIN 51130 (classe R9-R11 per le zone sempre bagnate) o UNI EN 13845, bordi vasche con fasce antiscivolo integrate, corrimano e maniglioni di supporto lungo le scale e sulle pareti delle docce, rampe con pendenza ≤5% per i percorsi accessibili. Le misure organizzative comprendono: pulizia e asciugatura programmata dei percorsi con frequenza adeguata al flusso di pazienti e lavoratori, segnaletica visibile di avvertimento "pavimento bagnato", istruzione scritta ai lavoratori sull'obbligo di utilizzo delle calzature antiscivolo nelle aree bagnate. I DPI per gli addetti (calzature antiscivolo impermeabili SRC) sono descritti nella sezione dedicata.

L'assistenza ai pazienti con disabilità motoria nelle aree vasche richiede un'attenzione aggiuntiva: gli ausili per il trasferimento (carrelli-doccia, sollevatori per vasca, sedie a rotelle impermeabili) devono essere conformi alla normativa tecnica, in buone condizioni di manutenzione e il personale deve essere formato al loro uso corretto per ridurre il rischio sia per il paziente sia per l'operatore.

5. Rischio chimico: fanghi terapeutici, radon, sanificanti

Il rischio chimico negli stabilimenti termali presenta profili specifici che non si riscontrano in altri contesti sanitari o di benessere. La valutazione del rischio chimico deve essere condotta ai sensi del Titolo IX D.Lgs. 81/08 (artt. 223-232) per tutte le sostanze e i preparati chimici presenti nella struttura.

Fanghi terapeutici: i fanghi termali (peloid) sono miscele di argille, acque minerali e materiale organico che maturano in vasche di maturazione. Durante la preparazione (rimescolamento, riscaldamento, trasporto alle cabine fanghi) si possono sviluppare vapori e polveri che i lavoratori inalano. Il profilo tossicologico dipende dalla composizione mineralogica dell'argilla e dalla presenza di componenti volatili nelle acque minerali utilizzate per la maturazione. In linea generale i fanghi termali non presentano rischi chimici acuti elevati, ma l'esposizione cronica a polveri e vapori richiede valutazione specifica con campionamenti ambientali e analisi della composizione per escludere la presenza di silice libera cristallina o altri componenti pericolosi.

Radon: in alcune aree geografiche italiane (Toscana, Lazio, Campania, Friuli Venezia Giulia) le acque termali sgorgano da formazioni geologiche con elevata radioattività naturale, portando in soluzione gas radon (Rn-222) che si libera nei locali chiusi dove si svolgono le terapie. Il D.Lgs. 101/2020 fissa il livello di riferimento per i luoghi di lavoro a 300 Bq/m3. I locali a rischio negli stabilimenti termali sono le cabine per inalazioni con nebulizzatori a base di acque radioattive, le vasche coperte in ambienti chiusi, i locali tecnici. Il monitoraggio va effettuato con dosimetri passivi (tipicamente al passaggio tra le stagioni) e i risultati devono essere riportati nel DVR. In caso di superamento del valore di riferimento devono essere adottate misure tecniche (ventilazione forzata, impermeabilizzazione delle superfici a contatto con il suolo) e il lavoratore rientra nella sorveglianza sanitaria per esposizione a radon.

Prodotti sanificanti e disinfettanti: ipoclorito di sodio, biossido di cloro, perossido di idrogeno, prodotti per la manutenzione delle vasche e degli impianti idrici. Per ciascuno vanno acquisite le Schede di Dati di Sicurezza (SDS) aggiornate ai sensi del Regolamento UE 1907/2006 (REACH) e del Regolamento UE 1272/2008 (CLP), selezionati i DPI adeguati, predisposte le procedure di emergenza per fuoriuscite e contatti accidentali, e impartita la formazione specifica agli addetti.

6. Stress termico: ambienti ad alta temperatura e alternanza di temperature

Lo stress termico rappresenta un rischio professionale rilevante per gli addetti degli stabilimenti termali, disciplinato dal Titolo VIII D.Lgs. 81/08 (Agenti fisici — microclima) e valutabile con la norma ISO 7933 (stress termico per ambienti caldi) e con l'indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature).

Le condizioni di lavoro che espongono a stress termico negli stabilimenti termali sono:

Le misure di prevenzione comprendono: rotazione delle mansioni con periodi di recupero in ambienti freschi, fornitura di acqua potabile fresca in quantità non inferiore a 0,5 litri per ora di lavoro in ambiente caldo, limitazione della durata dei turni nelle zone più calde, monitoraggio delle condizioni microclimatiche con termometri e igrometri, formazione specifica sulle modalità di riconoscimento e risposta ai sintomi di stress termico (crampi da calore, sincope da calore, colpo di calore). La sorveglianza sanitaria specifica con il medico competente è obbligatoria quando la valutazione supera i livelli di azione previsti dalla norma ISO 7933.

AreaTemperatura tipicaUmidità relativaMisure principali
Vasche terapeutiche28-32°C aria, 36-40°C acqua80-90%Rotazione, pause in ambiente fresco, idratazione
Sauna secca60-90°C10-20%Accesso limitato, max 5-10 min per operazione, abbigliamento adeguato
Bagno turco / hammam40-55°C~100%Accesso limitato, max 10 min per operazione, sorveglianza sanitaria
Locali fanghi25-30°C70-85%Ventilazione, DPI vapori, pause programmate

7. Movimentazione manuale dei carichi: barelle, pazienti, attrezzature

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) negli stabilimenti termali presenta caratteristiche peculiari legate alla presenza di pazienti che spesso hanno limitazioni motorie e alla necessità di trasportare attrezzature pesanti per le cure. La normativa di riferimento è il Titolo VI D.Lgs. 81/08 (artt. 167-171) e le norme tecniche ISO 11228 (sollevamento e abbassamento, trasporto, spinta e trazione).

I principali carichi movimentati negli stabilimenti termali sono:

Le misure di prevenzione comprendono: dotazione di ausili per la movimentazione dei pazienti (sollevatori mobili a imbracatura, carrelli-doccia, lettini elettrici regolabili in altezza per la cabina fanghi), formazione specifica degli addetti alle tecniche di movimentazione assistita dei pazienti e all'uso degli ausili, organizzazione del lavoro con rotazione delle mansioni per ridurre l'esposizione continuativa alla MMC, sorveglianza sanitaria specifica per la valutazione del rachide lombare e degli arti superiori.

8. Rischio elettrico in ambienti umidi: CEI 64-8 Sezione 702

Gli stabilimenti termali concentrano in spazi ridotti vasche d'acqua calda, impianti di idromassaggio, sistemi di nebulizzazione, pompe idrauliche e apparecchiature elettriche per i trattamenti terapeutici. La combinazione di acqua e impianti elettrici genera un rischio di elettrocuzione che richiede una progettazione e una gestione degli impianti particolarmente attenta, disciplinate dalla CEI 64-8 Sezione 7-702 (impianti elettrici in luoghi contenenti vasche da bagno o docce) e dall'art. 63 e Allegato IV D.Lgs. 81/08.

La norma CEI 64-8 Sezione 7-702 suddivide gli spazi intorno alle vasche in tre zone con requisiti progressivi:

ZonaDefinizioneApparecchi ammessiProtezione minima
Zona 0Interno della vascaSolo apparecchi SELV 12 V AC / 30 V DCIPX7 (immersione)
Zona 1Adiacente alla vasca (fino a 2,25 m di altezza, 0,6 m orizzontali)Apparecchi SELV, PELV fino a 25 V AC; pompe jacuzzi fisseIPX5 (getti d'acqua)
Zona 2Adiacente alla zona 1 (fino a 0,6 m ulteriori)Apparecchi normali con protezione adeguata, apparecchi a doppio isolamentoIPX4 (spruzzi)

Tutte le prese a spina e gli interruttori nelle zone 1 e 2 sono vietati, ad eccezione delle prese di sicurezza (rasoi) in zona 2 protette da trasformatore d'isolamento. L'interruzione automatica dell'alimentazione richiede interruttori differenziali con corrente di intervento ≤30 mA su tutti i circuiti delle zone. I circuiti SELV devono avere trasformatore di sicurezza conforme alla norma CEI EN 61558-2-6. L'equipotenzialità supplementare deve collegare tutte le masse metalliche accessibili nelle zone 1 e 2 (tubazioni, telai vasca, corrimano metallici).

Il datore di lavoro deve acquisire la dichiarazione di conformità dell'impianto ai sensi del DM 37/2008, il progetto elettrico firmato da un professionista abilitato, ed effettuare le verifiche periodiche della messa a terra biennali (per ambienti con pericolo) a cura di un organismo abilitato. Le apparecchiature elettriche portatili utilizzate nelle aree umide (aspiratori d'acqua, pulitori a vapore, pompe) devono avere il grado di protezione IP appropriato alla zona in cui vengono utilizzate.

9. DPI per gli addetti agli stabilimenti termali

I DPI per il personale degli stabilimenti termali vanno selezionati in base alla valutazione dei rischi per mansione, devono essere conformi al Regolamento UE 2016/425 e portare la marcatura CE con la categoria di rischio appropriata. Vanno consegnati con verbale firmato dal lavoratore, con formazione sull'uso corretto e sulla manutenzione (artt. 77-78 D.Lgs. 81/08).

MansioneDPI specificiNorma di riferimento
Balneatore / addetto vascheCalzature antiscivolo impermeabili, guanti monouso nitrile per assistenza ai pazientiUNI EN ISO 20345 (SRC impermeabili); guanti Cat. III UNI EN 374
Addetto fanghi e impacchiCalzature antiscivolo impermeabili, guanti monouso, abbigliamento idrorepellente, mascherina FFP1 per polveri/vapori (se previsto da valutazione)Calzature SRC; guanti Cat. III; mascherina UNI EN 149
Addetto inalazioni / nebulizzatoriMascherina FFP2 durante la pulizia dei nebulizzatori, guanti monouso, occhiali di protezioneMascherina UNI EN 149 FFP2; guanti Cat. III; occhiali UNI EN 166
Tecnico impianti idriciGuanti chimici Cat. III, occhiali a tenuta, maschera con filtro A2/B2 (per prodotti chimici), calzature S3 SRCGuanti UNI EN 374; maschera UNI EN 136/140; calzature UNI EN ISO 20345
Addetto pulizie aree umideGuanti chimici, calzature impermeabili antiscivolo, grembiule impermeabile, mascherina FFP2Guanti Cat. III UNI EN 374; calzature SRC impermeabili
Assistenza pazienti con disabilitàCalzature antiscivolo SRC, cintura lombare di supporto (ausilio — non DPI sostitutivo della corretta tecnica), guanti monousoUNI EN ISO 20345 SRC; guanti Cat. I/II per ausilio non chimico

Documenti obbligatori per uno stabilimento termale — checklist

  • DVR completo per mansione: biologico, scivolamento, stress termico, MMC, chimico, elettrico, radon
  • Piano di controllo della Legionella con registrazioni di campionamenti e interventi
  • Monitoraggio radon nei locali chiusi con acque radioattive (D.Lgs. 101/2020)
  • Nomine RSPP, RLS, medico competente, addetti emergenza e primo soccorso
  • Attestati formazione lavoratori 12 ore (rischio medio) + formazione specifica Legionella
  • Formazione HACCP per addetti alla ristorazione interna (Reg. CE 852/2004)
  • SDS aggiornate per tutti i prodotti sanificanti, disinfettanti e chimici
  • Verbali di consegna DPI ai lavoratori con prova di formazione sull'uso corretto
  • Dichiarazione di conformità impianto elettrico (DM 37/2008) e progetto CEI 64-8 Sez. 702
  • Verifiche periodiche della messa a terra biennali da organismo abilitato
  • Protocollo sanitario del medico competente e giudizi di idoneità alla mansione specifica
  • Valutazione MAPO per la movimentazione dei pazienti e registro ausili per l'assistenza

10. Formazione: Legionella, HACCP, antincendio, sorveglianza sanitaria

Gli stabilimenti termali (ATECO 86.90.21) rientrano nell'ambito delle attività sanitarie, classificate a rischio medio-alto ai fini della formazione. Il monte ore di formazione dei lavoratori previsto dall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 è di 12 ore totali (4 ore generali + 8 ore specifiche per il settore), con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. Le strutture con ATECO 96.04.10 (benessere termale) seguono lo stesso monte ore qualora il rischio prevalente sia classificato come medio.

Alla formazione base del D.Lgs. 81/08 si aggiungono percorsi formativi specifici obbligatori:

11. Sorveglianza sanitaria: stress termico, biologico, chimico, posture

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria (art. 41 D.Lgs. 81/08) ogni volta che la valutazione evidenzia un'esposizione superiore ai valori di azione previsti. Negli stabilimenti termali i trigger principali che obbligano alla nomina del medico competente e all'attivazione del protocollo sanitario sono:

Il medico competente, nominato mediante lettera di incarico, collabora alla redazione del DVR, definisce il protocollo sanitario, effettua le visite preventive e periodiche, esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica e partecipa alla riunione periodica annuale (art. 35 D.Lgs. 81/08, obbligatoria per aziende con più di 15 lavoratori).

FAQ — Sicurezza stabilimenti termali e termeFAQ

Il piano di controllo della Legionella è obbligatorio per uno stabilimento termale?
Sì. Gli stabilimenti termali rientrano esplicitamente nelle strutture ad alto rischio Legionella secondo le Linee Guida nazionali del Ministero della Salute (2015), in quanto dispongono di impianti idrici con acqua calda, vasche terapeutiche, nebulizzatori per inalazioni e idromassaggi: tutti sistemi che favoriscono la proliferazione e la dispersione aerea di Legionella pneumophila. Il piano di controllo deve comprendere la valutazione del rischio dell'impianto idrico, la mappatura dei punti critici (vasche, nebulizzatori, docce dei pazienti, fontanelle), la programmazione dei campionamenti batteriologici, le misure di controllo della temperatura (acqua calda sanitaria ≥60°C nei serbatoi, ≥50°C ai punti di erogazione), le procedure di shock termico e clorazione, e la registrazione di tutti gli interventi. La mancata adozione del piano espone il datore di lavoro a responsabilità penale in caso di casi di legionellosi tra lavoratori o utenti.
Quali DPI devono essere forniti agli addetti che lavorano nelle vasche termali?
Gli addetti che operano nelle vasche termali e nelle aree bagnate devono essere dotati di: calzature antiscivolo impermeabili conformi alla norma UNI EN ISO 20345 con classificazione SRC (resistenza allo scivolamento su superfici bagnate), guanti monouso in nitrile o latex per l'assistenza ai pazienti (rischio biologico e chimico), abbigliamento idrorepellente quando esposti agli spruzzi delle vasche o durante le operazioni di pulizia e sanificazione. Per il personale addetto ai nebulizzatori per inalazioni va valutata la necessità di mascherine FFP2/FFP3 in funzione del risultato dei campionamenti Legionella. Per gli addetti ai prodotti sanificanti (cloro, biocidi) sono necessari guanti chimici di categoria III, occhiali a tenuta e, ove indicato dalla SDS, maschera con filtro specifico.
Come si valuta il rischio da stress termico per gli addetti che lavorano in vasche calde?
Il rischio da stress termico va valutato ai sensi del Titolo VIII D.Lgs. 81/08 (microclima) e della norma ISO 7933 (stress termico per ambienti caldi) e ISO 7730 (ambienti moderati). Per gli addetti agli stabilimenti termali i parametri rilevanti sono: temperatura dell'aria e dell'acqua nelle vasche (tipicamente 36-40°C per le vasche terapeutiche), umidità relativa elevata (spesso superiore all'80%), irraggiamento termico nelle saune e nei bagni turchi, durata dell'esposizione per turno. La valutazione deve stimare la perdita sudorale e la temperatura interna prevista con metodi come il WBGT (Wet Bulb Globe Temperature). Se la valutazione supera i valori di riferimento vanno previste: pause programmate in ambienti freschi, fornitura di acqua potabile in quantità adeguata, rotazione delle mansioni, sorveglianza sanitaria specifica con il medico competente.
Il gas radon è un rischio negli stabilimenti termali?
In alcune acque termali, soprattutto quelle che sgorgano da formazioni geologiche granitiche o con rocce metamorfiche, si riscontra la presenza di radon disciolto che può liberarsi in ambienti chiusi scarsamente ventilati. Il D.Lgs. 101/2020 (recepimento Direttiva EURATOM 2013/59) stabilisce il livello di riferimento per i luoghi di lavoro a 300 Bq/m3 medi annui. Negli stabilimenti termali con acque radioattive naturali va effettuata la valutazione della concentrazione di radon nei locali dove i lavoratori sono presenti per più di 4 ore/giorno (cabine inalazioni, ambienti con nebulizzatori, vasche coperte). Se il valore supera 300 Bq/m3 devono essere adottate misure tecniche (ventilazione, impermeabilizzazione dei pavimenti) e il lavoratore rientra nella sorveglianza sanitaria per esposizione a radiazioni ionizzanti naturali. Il monitoraggio va documentato nel DVR.
La formazione sulla Legionella è obbligatoria per tutti gli addetti termali?
Sì, per tutti i lavoratori che operano in prossimità degli impianti idrici a rischio, delle vasche, dei nebulizzatori e degli impianti di condizionamento. La formazione specifica sulla Legionella deve coprire: modalità di proliferazione del batterio e fattori di rischio (temperatura, ristagno, incrostazioni), riconoscimento dei segnali di allerta negli impianti (variazioni di colore, odore, incrostazioni), procedure da seguire in caso di campionamento positivo, corretto utilizzo dei DPI durante le operazioni di manutenzione e pulizia degli impianti. Questa formazione si affianca alla formazione obbligatoria prevista dall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 (12 ore per rischio medio) e non la sostituisce. Per le strutture con servizio di ristorazione interno è richiesta anche la formazione HACCP ai sensi del Reg. CE 852/2004.
Quali sono i rischi specifici del DVR per uno stabilimento termale rispetto a un centro benessere ordinario?
Il DVR di uno stabilimento termale presenta peculiarità significative rispetto a quello di un centro benessere non sanitario. Il codice ATECO 86.90.21 (attività termali) comporta la presenza di prestazioni sanitarie, con pazienti che spesso hanno patologie croniche, disabilità motorie o fragilità che aumentano il rischio di caduta e la necessità di assistenza fisica. I rischi aggiuntivi tipici degli stabilimenti termali includono: rischio biologico elevato per gli impianti con acqua termale calda (Legionella, Pseudomonas); rischio radon per alcune acque minerali naturali; stress termico per lavoratori esposti per lungo tempo a vasche a 36-40°C e alternanza con ambienti a temperatura normale; movimentazione manuale dei pazienti con disabilità motoria o barelle; rischio chimico specifico per i fanghi terapeutici (vapori, polveri durante la preparazione) e per i sanificanti delle vasche. Questi fattori rendono il DVR termale più complesso rispetto a quello di una SPA o centro benessere estetico.

13. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 28, 36-37, 41, 55, 63, 77-79, Titoli VI, VIII, IX, X)
  • L. 24 ottobre 2000 n. 323 — Riordino del settore termale
  • DM 6 aprile 2022 — Aggiornamento requisiti strutturali e funzionali degli stabilimenti termali
  • Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della Legionellosi — Ministero della Salute, 2015
  • D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18 — Recepimento Direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano
  • D.Lgs. 31 luglio 2020 n. 101 — Recepimento Direttiva EURATOM 2013/59 (protezione dalle radiazioni ionizzanti, livelli radon)
  • CEI 64-8 Sezione 7-702 — Impianti elettrici in luoghi contenenti vasche da bagno o docce
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti
  • Reg. CE 852/2004 — Igiene dei prodotti alimentari (HACCP per ristorazione interna)
  • ISO 7933:2004 — Ergonomia degli ambienti termici — valutazione dello stress termico

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla struttura, dalle attività svolte, dalle mansioni presenti, dalle caratteristiche delle acque termali utilizzate e dalla normativa vigente. DVR, Piano Legionella, monitoraggio radon, valutazione stress termico e sorveglianza sanitaria devono essere adattati al caso concreto. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua struttura e supportiamo la gestione documentale.

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