Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza
Guida settoriale · 2026

Sicurezza Industria Tessile: Maglifici, Filatura, Tessitura — Guida 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza sul lavoro nell'industria tessile: DVR per ATECO 13.10/13.20/13.91/14.19, bissinosi da polveri di cotone, rischio chimico da coloranti azoici e formaldeide, rumore nei telai automatici, rischio ATEX, movimenti ripetitivi, formazione obbligatoria e sorveglianza sanitaria.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Un'azienda tessile (maglificio, filatoio, tessitura) deve gestire la sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 con DVR personalizzato fin dalla presenza del primo dipendente. I rischi principali includono: esposizione a polveri di cotone come agente chimico (bissinosi, malattia tabellata INAIL), rischio chimico da coloranti azoici CMR e formaldeide (VLEP 0,3 ppm, Direttiva 2019/130/UE), rumore elevato nei reparti di tessitura e filatura (spesso 90–100 dB(A)), rischio meccanico da macchine tessili, rischio ergonomico da movimenti ripetitivi degli arti superiori (sindrome del tunnel carpale, tendinopatie), rischio incendio e rischio ATEX da polveri di cotone combustibili. A questi si affiancano la formazione lavoratori (12 ore, rischio medio) e la sorveglianza sanitaria con spirometria, audiometria e accertamenti per esposizione chimica.

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08, REACH, CLP e regolamenti UE tessili

La gestione della sicurezza nell'industria tessile — che comprende maglifici, filatoi, tessiture e aziende di abbigliamento — si inscrive in un quadro normativo multilivello che combina la legislazione sulla sicurezza sul lavoro con la normativa chimica europea e i regolamenti specifici del settore tessile.

Il riferimento centrale è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81(Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), che impone al datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi presenti (art. 17 e art. 28) e l'adozione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti. Il Titolo IX disciplina il rischio da agenti chimici (artt. 221–232), il Titolo VIII Capo II il rischio da agenti fisici — rumore (artt. 187–198), il Titolo VI la movimentazione manuale dei carichi e il Titolo XI gli ambienti con rischio di esplosione (ATEX).

Sul fronte chimico, il Regolamento CE 1907/2006 (REACH)impone ai produttori e importatori di sostanze chimiche di registrare e comunicare le informazioni sui pericoli tramite schede di sicurezza (SDS); l'Allegato XVII contiene le restrizioni specifiche per i coloranti azoici che possono rilasciare ammine aromatiche cancerogene. Il Regolamento CE 1272/2008 (CLP/GHS)disciplina la classificazione e l'etichettatura delle sostanze e miscele pericolose utilizzate nei reparti di tintura e finissaggio. La Direttiva 2019/130/UE (recepita con D.Lgs. 44/2020) ha aggiornato il valore limite di esposizione professionale (VLEP) per la formaldeide a 0,3 ppm come agente cancerogeno.

Per le macchine tessili (telai, macchine da maglieria, carde, filatoi), la Direttiva Macchine 2006/42/CE(recepita con D.Lgs. 17/2010) è il riferimento per la marcatura CE e i requisiti essenziali di sicurezza; sarà sostituita dal Regolamento UE 2023/1230 per le immissioni sul mercato dal 20 gennaio 2027. Il Regolamento UE 1007/2011disciplina la denominazione delle fibre tessili e l'etichettatura della composizione dei prodotti. La Direttiva ATEX 1999/92/CE (recepita nel Titolo XI D.Lgs. 81/08) si applica dove le polveri di cotone o fibre combustibili possono formare atmosfere esplosive.

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua azienda tessile in funzione delle specifiche lavorazioni, dei codici ATECO e dei rischi presenti.

2. DVR e profilo di rischio settore: ATECO 13.10, 13.20, 13.91, 14.19

Il Documento di Valutazione dei Rischiè il documento fondamentale del sistema di sicurezza aziendale. L'obbligo nasce dalla presenza di almeno un lavoratore ai sensi dell'art. 2 lett. a) D.Lgs. 81/08. I principali codici ATECO del settore tessile soggetti agli obblighi del D.Lgs. 81/08 sono:

ATECOAttivitàRischi caratteristici
13.10Preparazione e filatura di fibre tessiliPolveri di cotone/lana (bissinosi), rumore 88–96 dB(A), ATEX polveri
13.20Tessitura di prodotti tessiliRumore 90–105 dB(A) telai, rischio meccanico, polveri
13.91Fabbricazione di tessuti a magliaRumore 82–92 dB(A), rischio meccanico macchine circolari, ergonomico
14.19Confezione altri articoli di abbigliamentoRischio chimico (coloranti, formaldeide), ergonomico (movimenti ripetitivi), rumore

Il DVR di un'azienda tessile deve contenere (art. 28 D.Lgs. 81/08): la relazione sulla valutazione di tutti i rischi presenti; l'individuazione delle misure di prevenzione e dei DPI per ogni mansione; il programma delle misure di miglioramento con responsabilità e tempi; i nominativi di RSPP, RLS e medico competente. Va aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni lavorative, in caso di introduzione di nuove macchine o sostanze chimiche, in caso di infortuni, o a seguito di ispezioni ASL/INL.

Per le aziende tessili fino a 10 dipendenti, il titolare può svolgere direttamente il ruolo di RSPP previa frequenza del corso da 32 ore (rischio medio) ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 con aggiornamento quinquennale. Per le aziende con più di 10 dipendenti o con lavorazioni particolarmente rischiose (tintura con sostanze CMR, ambienti ATEX), la nomina di un RSPP esterno con competenze specifiche sul settore tessile è fortemente consigliata.

3. Polveri tessili e bissinosi: cotone, lana, fibre sintetiche

L'esposizione a polveri tessili è il rischio professionale storicamente più caratteristico dell'industria tessile. Le polveri di fibre naturali (cotone, lana, lino, canapa, juta) e di fibre sintetiche (poliestere, nylon, acrilico) sono classificate come agenti chimici pericolosi ai sensi del Titolo IX D.Lgs. 81/08 e valutate secondo i valori limite di esposizione professionale (VLA-TWA).

Tipo di polvereVLA-TWA (media 8h)Effetti principali
Cotone grezzo (polvere respirabile)0,2 mg/m³ (ACGIH TLV)Bissinosi, asma professionale, broncopatia cronica ostruttiva
Lana (polvere inalabile)10 mg/m³ (polvere inerte totale)Dermatite da contatto, sensibilizzazione allergica, rinite
Fibre sintetiche (polvere inalabile)10 mg/m³ (polvere inerte totale)Irritazione vie respiratorie (acrilico); fibre fini <3 µm: irritazione polmonare
Polveri respirabili generiche3 mg/m³ (D.Lgs. 81/08, All. XXXVIII)Patologie polmonari croniche da esposizione prolungata

La bissinosiè inclusa nella Tabella delle Malattie Professionali INAIL (D.M. 10 giugno 2014) come malattia tabellata per i lavoratori dell'industria tessile che operano a contatto con fibre vegetali. È caratterizzata da dispnea e costrizione toracica prevalentemente il lunedì («effetto lunedì», Monday morning feeling) nei primi anni di esposizione, con progressione verso broncopatia ostruttiva permanente nelle forme avanzate. I reparti a maggiore rischio sono la cardatura, la pettinatrice, l'apertura e la pulitura del cotone grezzo, la filatura open-end.

La valutazione dell'esposizione richiede campionamenti ambientali e personali eseguiti da tecnico abilitato. Le misure di prevenzione prioritarie sono: aspiratori localizzati ai macchinari di apertura e cardatura, cabine di apertura fibre in depressione, impianti di depolverazione con filtri HEPA, umidificazione controllata dell'aria (riduce la dispersione delle polveri di cotone). La sorveglianza sanitaria con spirometria (FEV1, FVC, VEMS) è obbligatoria. Deve essere adattato al caso specifico.

4. Rischio chimico: coloranti azoici, formaldeide, solventi, enzimi

I reparti di tintura, stampa e finissaggio tessile utilizzano un ampio repertorio di sostanze chimiche pericolose, la cui valutazione rientra nel Titolo IX D.Lgs. 81/08 (artt. 221–232) e negli obblighi del Regolamento REACH per la gestione delle schede di sicurezza (SDS).

Per ogni sostanza chimica classificata utilizzata in azienda deve essere disponibile la SDS aggiornata e redatta una valutazione dell'esposizione professionale, con confronto rispetto ai valori VLA-TWA applicabili. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e supportiamo la redazione del DVR chimico.

5. Rischio rumore: telai automatici e reparti filatura

I reparti di filatura e tessitura sono tra gli ambienti di lavoro più rumorosi dell'industria manifatturiera. Il rischio è disciplinato dal Titolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 187–198). I valori di esposizione caratteristici delle macchine tessili più diffuse sono:

Macchina / repartoLEX,8h tipicoObbligo D.Lgs. 81/08
Telai a navetta tradizionali95–105 dB(A)DPI uditivi obbligatori + misure tecniche/organizzative
Telai a pinze e a proiettile90–98 dB(A)DPI uditivi obbligatori + misure tecniche/organizzative
Telai a getto d'aria / acqua88–95 dB(A)DPI uditivi obbligatori (LEX > 85 dB(A))
Macchine da maglieria circolare82–92 dB(A)DPI uditivi obbligatori se > 85 dB(A); messa a disposizione se 80–85 dB(A)
Carde e pettinatrici (filatura)88–96 dB(A)DPI uditivi obbligatori + misure tecniche/organizzative

I valori limite di esposizione (art. 189 D.Lgs. 81/08) sono: valore inferiore di azione LEX,8h = 80 dB(A) (obbligo di messa a disposizione dei DPI); valore superiore di azione LEX,8h = 85 dB(A) (obbligo di utilizzo DPI); valore limite di esposizione LEX,8h = 87 dB(A) (non superabile con qualsiasi DPI). Nei reparti dove il livello supera i 90 dB(A), il datore di lavoro deve adottare misure tecniche collettive: cabine insonorizzate per i posti di controllo, capote fonoassorbenti sui telai, fondazioni antivibranti, separazione dei reparti rumorosi da quelli silenziosi. La valutazione del rumore deve essere effettuata con misurazioni ISO 9612.

La sorveglianza sanitaria audiometrica(audiometria tonale liminare) è obbligatoria quando LEX,8h supera gli 80 dB(A), con periodicita' annuale sopra gli 85 dB(A) e quinquennale tra 80 e 85 dB(A). La perdita uditiva professionale da rumore è tra le malattie professionali più frequenti nel settore tessile in Italia.

6. Rischio meccanico: macchine tessili e rischio intrappolamento

Le macchine tessili sono attrezzature di lavoro ai sensi del Titolo III D.Lgs. 81/08 e devono essere conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (D.Lgs. 17/2010). Ogni macchina deve recare la marcatura CE, essere accompagnata dalla dichiarazione di conformità e dal manuale d'uso in italiano. Le macchine immesse sul mercato dal 20 gennaio 2027 dovranno rispettare il Regolamento UE 2023/1230.

I rischi meccanici più significativi per le macchine tessili sono:

Il datore di lavoro deve predisporre un registro delle attrezzature con documentazione CE, pianificazione e registrazione delle manutenzioni periodiche, controllo dell'integrità dei ripari prima di ogni avvio. Le macchine con ripari mancanti o difettosi vanno messe fuori servizio con cartellino visibile fino alla riparazione. Le verifiche periodiche obbligatorie (ove previste dall'Allegato VII D.Lgs. 81/08) devono essere effettuate da soggetto abilitato.

7. Rischio ergonomico: movimenti ripetitivi e posture incongrue

Il rischio ergonomico è tra i rischi più rilevanti per la salute dei lavoratori del settore tessile, disciplinato dal Titolo VI D.Lgs. 81/08 e dalle norme tecniche della serie UNI ISO 11228. Le principali condizioni di rischio presenti nell'industria tessile sono:

La sindrome del tunnel carpale(STC) da movimenti ripetitivi è inclusa nella Tabella delle Malattie Professionali INAIL (D.M. 10 giugno 2014) per i lavoratori che eseguono movimenti ripetitivi degli arti superiori. La valutazione OCRA o RULA deve essere documentata nel DVR e aggiornata in caso di cambio di produzione, nuove macchine o modifiche organizzative. La sorveglianza sanitaria con il medico competente (visita con esame neurologico degli arti superiori, eventuale EMG su indicazione clinica) è obbligatoria quando la valutazione ergonomica indica rischio presente.

8. Rischio biologico: muffe e allergie professionali

Il rischio biologico nell'industria tessile è valutato ai sensi del Titolo X D.Lgs. 81/08. I principali fattori di rischio biologico presenti in questo settore sono:

Le misure di prevenzione del rischio biologico comprendono: controllo dell'umidità negli ambienti di stoccaggio fibre grezze (umidità relativa <65%), manutenzione e disinfezione periodica dei sistemi di umidificazione dell'aria, rotazione e pulizia regolare dei bagni di tintura, DPI (guanti monouso, mascherina FFP2 per operazioni di movimentazione fibre con rischio biologico), sorveglianza sanitaria con il medico competente per i soggetti atopici o con storia di allergie professionali.

9. Rischio incendio e ATEX: fibre combustibili e polveri di cotone

L'industria tessile presenta un profilo di rischio incendio significativo a causa dell'elevata quantità di materiali combustibili presenti: fibre naturali e sintetiche, tessuti, fili, imballaggi di carta e cartone, solventi e oli lubrificanti per i macchinari. Le fibre sintetiche (poliestere, nylon, acrilico) hanno temperature di ignizione relativamente basse e in combustione producono gas tossici; il cotone e le fibre vegetali bruciano rapidamente con sviluppo di brace.

Il rischio ATEX da polveri di cotone è disciplinato dal Titolo XI D.Lgs. 81/08 e dalla Direttiva 1999/92/CE. Le polveri di cotone sono classificate come polveri combustibili esplosive (Gruppo St1, Kst fino a 150 bar·m/s), con concentrazione minima esplosiva (MEC) nell'ordine di 50–100 g/m³. Il rischio di formazione di atmosfere esplosive è reale nei reparti di apertura, cardatura, filatura e nei sistemi di depolverazione (filtri, cicloni) dove si raccolgono le polveri di cotone.

Gli obblighi del datore di lavoro in presenza di rischio ATEX da polveri comprendono:

Per la prevenzione incendi generale, il datore di lavoro deve redigere un piano di emergenza con procedure di evacuazione, dotare l'azienda di estintori idonei (polvere ABC o CO&sub2;) posizionati secondo le indicazioni del DM 02/09/2021, formare almeno un addetto antincendio per turno (formazione 8 ore per rischio medio). Le aziende tessili con superficie superiore a 600 m² o con determinate caratteristiche produttive rientrano nelle attività soggette al DPR 151/2011 (SCIA antincendio VVF). Deve essere adattato al caso specifico con la consulenza di un esperto antincendio.

10. Formazione obbligatoria: rischio medio, 12 ore

Le aziende dell'industria tessile e del maglificio (ATECO 13.10, 13.20, 13.91, 14.19) sono classificate come attività a rischio mediodall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011. Il monte ore di formazione dei lavoratori è di 12 ore totali: 4 ore di formazione generale e 8 ore di formazione specifica sui rischi del settore manifatturiero tessile. L'aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni.

I contenuti obbligatori della formazione specifica per il settore tessile comprendono:

Per i lavoratori esposti ad agenti cancerogeni (formaldeide, coloranti azoici CMR), la formazione deve includere i contenuti specifici del Titolo IX Capo III D.Lgs. 81/08. I preposti (responsabile di reparto, capo turno tessile) hanno un percorso aggiuntivo di 8 ore. Il datore di lavoro RSPP frequenta il corso da 32 ore con aggiornamento quinquennale.

11. Sorveglianza sanitaria: spirometria, audiometria, esami ematochimici

La sorveglianza sanitariaè obbligatoria ai sensi dell'art. 41 D.Lgs. 81/08 per tutti i lavoratori del settore tessile per i quali la valutazione dei rischi evidenzi un'esposizione che supera i valori di azione previsti. Il medico competente, nominato con lettera di incarico, collabora alla redazione del DVR, definisce il protocollo sanitario e effettua le visite preventive e periodiche.

Il protocollo sanitario per l'industria tessile comprende tipicamente:

Il medico competente esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica(idoneo, idoneo con prescrizioni o limitazioni, non idoneo temporaneamente, non idoneo permanentemente) e lo comunica al datore di lavoro e al lavoratore. I giudizi con limitazioni (es. «idoneo con limitazione: non esporre a polveri di cotone superiori a 0,1 mg/m³») devono essere recepiti nell'organizzazione del lavoro.

12. Sanzioni D.Lgs. 81/08

Le aziende tessili sono soggette a ispezioni da parte di ASL/PSAL per la sicurezza sul lavoro, INL per i rapporti di lavoro, ARPA per le emissioni in atmosfera e gli scarichi di acque reflue di tintura. Le principali sanzioni ai sensi del D.Lgs. 81/08(artt. 55–60) sono:

Le prescrizioni ex D.Lgs. 758/94 emesse dall'ASL/PSAL sospendono il procedimento penale: il datore di lavoro ottempera entro il termine prescritto e paga un quarto del massimo dell'ammenda. L'inadempienza riattiva il procedimento penale. In caso di infortuni gravi o mortali si aggiungono i profili penali ex artt. 589–590 c.p. (omicidio o lesioni personali colpose). La sospensione dell'attività imprenditoriale (art. 14 D.Lgs. 81/08) può essere disposta dall'INL in caso di gravi violazioni con pericolo imminente per la sicurezza dei lavoratori.

Checklist adempimenti industria tessile (maglifici, filatura, tessitura)

  • DVR redatto e aggiornato (art. 28 D.Lgs. 81/08), firmato da datore di lavoro e RSPP
  • RSPP nominato con corso 32h rischio medio (Accordo SR 21/12/2011) o professionista esterno qualificato
  • Valutazione esposizione a polveri tessili (cotone, lana) con campionamento strumentale documentato
  • Valutazione rischio chimico: schede di sicurezza (SDS) aggiornate per tutti i coloranti e ausiliari chimici
  • Verifica conformità REACH coloranti azoici (Allegato XVII Reg. CE 1907/2006, voce 43)
  • Valutazione esposizione a formaldeide con campionamento personale; registro esposti agenti cancerogeni (art. 243 D.Lgs. 81/08)
  • Valutazione del rischio rumore con misurazioni ISO 9612; DPI uditivi consegnati e documentati
  • Valutazione rischio ergonomico con metodo OCRA per addetti a lavorazioni ripetitive (tessitura, maglieria, controllo qualità)
  • Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE) redatto se presenti polveri di cotone combustibili (art. 294 D.Lgs. 81/08)
  • Piano di emergenza antincendio redatto; formazione antincendio rischio medio (8h, DM 02/09/2021) effettuata
  • Formazione lavoratori completata: 12h (4h generale + 8h specifica settore tessile, Accordo SR 2011/2025)
  • Sorveglianza sanitaria attivata: medico competente nominato con protocollo (spirometria, audiometria, esami per esposizione chimica)
  • Registro infortuni tenuto e aggiornato; registro esposti ad agenti cancerogeni trasmesso a INAIL (art. 243)
  • Manutenzione macchine tessili documentata: verifica integrità ripari interbloccati, procedure LOTO per la manutenzione

FAQ — Sicurezza industria tessile, maglifici e filaturaFAQ

Un maglificio con 3 dipendenti deve redigere il DVR?
Sì. L’obbligo di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi nasce dalla presenza di almeno un lavoratore subordinato o equiparato ai sensi dell’art. 2 lett. a) D.Lgs. 81/08. Non esiste alcuna soglia dimensionale che escluda l’obbligo: un maglificio con tre dipendenti — anche part-time, stagionali o a tempo determinato — deve disporre del DVR firmato dal datore di lavoro e dall’RSPP, con data certa. Nel DVR di un maglificio o di un’azienda di filatura vanno obbligatoriamente valutati tutti i rischi specifici del contesto: esposizione a polveri tessili (rischio chimico Titolo IX D.Lgs. 81/08), rischio chimico da coloranti e ausiliari chimici (Titolo IX, Reg. REACH, Reg. CLP), rischio da rumore (Titolo VIII Capo II), rischio meccanico da macchine da maglieria e filatura, rischio ergonomico da movimenti ripetitivi degli arti superiori, rischio incendio (fibre altamente combustibili), rischio da scivolamento e caduta. Il DVR deve contenere il programma delle misure di miglioramento con tempi e responsabilità, i nominativi di RSPP e RLS, l’elenco dei DPI per mansione. Per i maglifici con meno di 10 dipendenti il titolare può svolgere direttamente il ruolo di RSPP previa frequenza del corso di 32 ore (rischio medio, Accordo Stato-Regioni 21/12/2011). Il DVR va aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni lavorative, in caso di infortuni o a seguito di ispezioni che evidenzino carenze. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili al tuo contesto specifico.
Cos’è la bissinosi e come si previene nei reparti di filatura cotone?
La bissinosi è una pneumopatia professionale causata dall’inalazione cronica di polveri di cotone grezzo, lino e canapa. È inclusa nella Tabella delle Malattie Professionali INAIL (D.M. 10 giugno 2014) come malattia tabellata per i lavoratori dell’industria tessile esposti a polveri di fibre vegetali. Clinicamente si manifesta con una caratteristica dispnea e costrizione toracica all’inizio della settimana lavorativa (cosiddetto “effetto lunedì”), che tende a migliorare nel corso della settimana; nelle forme croniche progredisce verso broncopatia ostruttiva permanente. Dal punto di vista normativo, le polveri di cotone respirabili sono classificate come agenti chimici pericolosi ai sensi del Titolo IX D.Lgs. 81/08. Il VLA-TWA (Valore Limite di Esposizione media ponderata nel tempo su 8 ore) di riferimento per la polvere respirabile di cotone è di 0,2 mg/m³ (indicato da ACGIH come TLV-TWA specifico per cotone non trattato) e comunque inferiore al limite generale per polveri respirabili di 3 mg/m³. La valutazione dell’esposizione richiede campionamento ambientale e personale eseguito da tecnico abilitato in condizioni rappresentative dell’attività produttiva. Le misure di prevenzione prioritarie comprendono misure tecniche (aspiratori localizzati ai macchinari di cardatura, pettinatrice e filatura, cabine di apertura fibre con depressione controllata, sistemi di filtrazione HEPA per l’aria esausta), misure organizzative (rotazione delle mansioni, limitazione del tempo di permanenza nei reparti a polvere elevata) e DPI respiratori (semimaschere filtranti FFP2 o FFP3 a seconda del livello di esposizione rilevato). La sorveglianza sanitaria con spirometria periodica (FEV1, FVC, VEMS) è obbligatoria. Deve essere adattato al caso specifico sulla base della misurazione strumentale.
I coloranti azoici e la formaldeide nei tessili sono classificati come cancerogeni?
Sì, parzialmente. Alcuni coloranti azoici — in particolare quelli che per riduzione rilasciano ammine aromatiche cancerogene come la benzidina (4,4’-diaminobifenile), la 4-aminobifenile e la 2-naftilammina — sono classificati come sostanze CMR (cancerogene, mutagene o reprotossiche) ai sensi del Regolamento UE 1272/2008 (CLP/GHS) e sono soggetti alle restrizioni del Regolamento REACH (Allegato XVII, voce 43). La produzione e l’utilizzo di tali coloranti è vietata o fortemente limitata nell’UE, ma il rischio residuale esiste nei reparti di tintura che utilizzano formulazioni importate non conformi o di dubbia origine. Il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere le schede di sicurezza (SDS) aggiornate ai sensi dell’art. 31 REACH per tutti i coloranti e ausiliari chimici utilizzati. La formaldeide (metanale) è classificata come cancerogeno di Categoria 1B (sostanza cancerogena per l’essere umano) ai sensi del Reg. CLP, sulla base delle evidenze IARC (Gruppo 1 per carcinoma nasofaringeo e leucemia mieloide acuta). Viene utilizzata nell’industria tessile come fissativo nei trattamenti di finissaggio anti-piega e anti-restringimento (resine ureiche e melamminiche che rilasciano formaldeide), nei mordenti per tintura e nei prodotti antimuffa. Il VLEP (Valore Limite di Esposizione Professionale) per la formaldeide è stato aggiornato dalla Direttiva 2019/130/UE (che modifica la Direttiva 2004/37/CE sugli agenti cancerogeni) a 0,3 ppm (0,369 mg/m³) come valore limite vincolante a lungo termine (media 8h), recepito in Italia con D.Lgs. 44/2020. I lavoratori esposti a formaldeide sono soggetti agli obblighi del Titolo IX Capo III D.Lgs. 81/08 (agenti cancerogeni e mutageni) e alla sorveglianza sanitaria specifica. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili.
Quante ore di formazione devono fare i lavoratori di un’azienda tessile o maglificio?
Le aziende dell’industria tessile (codici ATECO 13.10 — filatura; 13.20 — tessitura; 13.91 — fabbricazione di tessuti a maglia; 14.19 — confezione di altri articoli di abbigliamento) sono classificate come attività a rischio medio ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. Il monte ore di formazione obbligatoria per i lavoratori è di 12 ore totali: 4 ore di formazione generale (concetti di rischio, danno, prevenzione, organizzazione della prevenzione, diritti e doveri, primo soccorso di base, gestione delle emergenze) e 8 ore di formazione specifica sui rischi del settore manifatturiero tessile (polveri tessili, rischio chimico da coloranti e solventi, rumore da telai, rischio meccanico da macchine, rischio ergonomico da movimenti ripetitivi, DPI specifici di settore, procedure di emergenza incendio). L’aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni. Per i lavoratori esposti ad agenti chimici classificati (coloranti azoici CMR, formaldeide come agente cancerogeno) la formazione deve includere i contenuti specifici del Titolo IX Capo III D.Lgs. 81/08: rischi per la salute, misure di prevenzione, uso corretto dei DPI, procedure in caso di incidente o emergenza. I preposti (responsabile di reparto, capo turno) hanno un percorso aggiuntivo di 8 ore. Il datore di lavoro RSPP per rischio medio frequenta il corso da 32 ore. La formazione antincendio per attività a rischio medio è di 8 ore (DM 02/09/2021). Complessivamente, un operatore tessile pienamente formato all’avvio accumula tra le 28 e le 36 ore di formazione obbligatoria.
I telai automatici superano i limiti di rumore? Quando sono obbligatori i DPI uditivi?
Sì. I reparti di filatura e tessitura sono tra gli ambienti più rumorosi dell’industria manifatturiera. I telai a navetta tradizionali generano livelli di pressione sonora equivalente (LEX,8h) tipicamente compresi tra 95 e 105 dB(A), i telai a getto d’aria e a getto d’acqua tra 88 e 98 dB(A), le macchine da maglieria circolare tra 82 e 92 dB(A), le carde e i filatori open-end tra 88 e 96 dB(A). Questi valori superano ampiamente i valori limite di esposizione (VLE) stabiliti dal Titolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (art. 189): valore inferiore di azione LEX,8h = 80 dB(A); valore superiore di azione LEX,8h = 85 dB(A); valore limite di esposizione LEX,8h = 87 dB(A). Il superamento del valore superiore di azione (85 dB(A)) rende obbligatorio l’uso dei DPI uditivi, che i lavoratori hanno l’obbligo di indossare. Il superamento del valore inferiore di azione (80 dB(A)) obbliga il datore di lavoro a mettere i DPI uditivi a disposizione dei lavoratori e a formarli sul loro utilizzo. Nei reparti dove LEX,8h supera i 90 dB(A) (comune in filatura e tessitura con telai a navetta) è obbligatorio adottare anche misure tecniche e organizzative di riduzione del rumore: capote fonoassorbenti sulle macchine, cabine insonorizzate per i posti di controllo, rotazione delle mansioni tra reparti silenziosi e rumorosi, riduzione del tempo di permanenza nel reparto rumoroso. La valutazione dell’esposizione al rumore deve essere effettuata con misurazioni secondo la norma ISO 9612:2009 eseguite da un tecnico abilitato. La sorveglianza sanitaria (audiometria tonale periodica) è obbligatoria quando LEX,8h supera gli 80 dB(A).
Come si valuta il rischio ergonomico per gli addetti ai telai (metodo OCRA)?
Il rischio ergonomico da movimenti ripetitivi degli arti superiori per gli addetti ai telai, alle macchine da maglieria e alle operazioni di controllo qualità tessile è valutato ai sensi del Titolo VI D.Lgs. 81/08 (movimentazione manuale dei carichi, nella accezione estesa ai movimenti ripetitivi) e delle norme tecniche UNI ISO 11228-3:2009 (movimenti ripetitivi a basso carico degli arti superiori). I metodi di valutazione di riferimento sono il metodo OCRA (Occupational Repetitive Action, norma UNI EN 1005-5 e UNI ISO 11228-3) e il metodo RULA (Rapid Upper Limb Assessment) per la valutazione delle posture incongrue. Il metodo OCRA calcola l’Indice OCRA come rapporto tra la frequenza di azioni tecniche effettiva e la frequenza di azioni tecniche raccomandata (FR). Un valore di Indice OCRA superiore a 2,2 indica rischio presente che richiede misure di intervento; superiore a 3,5 indica rischio elevato. Per gli addetti all’annodatura e riparazione dei fili (testura manuale dei difetti), al carico e scarico delle spolette, al controllo qualità con movimenti ripetitivi delle dita (frequenza spesso superiore a 60 azioni/minuto), i valori OCRA frequentemente superano la soglia di rischio presente. Le patologie professionali correlate più frequenti nel settore tessile sono: la sindrome del tunnel carpale (compressione del nervo mediano al polso, malattia tabellata INAIL), le tendinopatie della spalla (sovraccarico biomeccanico del sovraspinoso e del bicipite) e i disturbi del gomito (epicondilite laterale). Le misure di prevenzione comprendono: rotazione delle mansioni con attività a basso carico biomeccanico, pause attive, riprogettazione del layout della postazione di lavoro (altezza del piano di lavoro, angolo di flessione del polso), automazione parziale delle operazioni ripetitive. La sorveglianza sanitaria con il medico competente (visita con valutazione degli arti superiori, EMG su indicazione clinica) è obbligatoria quando la valutazione OCRA indica rischio presente. Deve essere adattato al caso specifico.
Le polveri di cotone nei maglifici e filatoi sono soggette alla normativa ATEX?
Sì, in determinate condizioni. Le polveri di cotone (e in generale le polveri di fibre vegetali naturali come lino, juta, canapa) sono classificate come polveri combustibili in grado di formare atmosfere esplosive ai sensi della Direttiva 1999/92/CE (ATEX luoghi di lavoro, recepita con D.Lgs. 81/08 Titolo XI e Allegato XLIX) e della Direttiva 94/9/CE (ATEX apparecchiature, sostituita dal Reg. UE 2014/34/UE). La polvere di cotone ha caratteristiche esplosive note: concentrazione minima esplosiva (MEC) nell’ordine di 50-100 g/m³, temperatura di ignizione circa 360-400°C per il cloud e molto più bassa per lo strato depositato, indice di esplosività Kst fino a 100-150 bar·m/s. Il rischio ATEX da polveri di cotone è significativo principalmente nei seguenti ambienti: reparti di apertura e pulitura fibre (batting, willowing), silos e tramogge di stoccaggio cotone grezzo, reparti di cardatura e pettinatrice, canali di aspirazione e filtri di depolverazione. Nei reparti di tessitura e maglieria il rischio ATEX è generalmente minore, ma deve essere valutato caso per caso in funzione della concentrazione di polveri sospese e della presenza di sorgenti di ignizione. Il datore di lavoro deve redigere il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE) ai sensi dell’art. 294 D.Lgs. 81/08, classificare le zone (Zona 20, 21, 22 per polveri), selezionare attrezzature ATEX di categoria idonea per le zone classificate, implementare misure di prevenzione (pulizia sistematica per evitare accumuli di polvere superiori a 1-2 mm, buona prassi elettrostatica, messa a terra delle macchine) e di protezione (sistemi di inertizzazione, soppressione dell’esplosione o sfogo controllato). Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a redigere il DPCE.
Quali DPI sono obbligatori nell’industria tessile per i diversi reparti?
I DPI obbligatori nell’industria tessile variano significativamente in funzione del reparto, delle lavorazioni svolte e dei rischi identificati nella valutazione specifica. Devono essere conformi al Regolamento UE 2016/425 (marcatura CE con categoria di rischio) e selezionati in base ai risultati della valutazione strumentale dell’esposizione. Nei reparti di filatura e cardatura (rischio polveri tessili): maschere filtranti FFP2 per esposizioni moderate a polvere di cotone o fibre sintetiche; FFP3 per esposizioni elevate o per operazioni ad alta dispersione (pulizia filtri, svuotamento silos); occhiali di sicurezza con protezione laterale per schizzi di lubrificante. Nei reparti di tintura e finissaggio (rischio chimico): guanti di protezione chimica Cat. III conformi alla UNI EN 374, con materiale idoneo agli specifici solventi, coloranti o fissativi in uso (la scelta del materiale — nitrile, neoprene, PVC — dipende dalla scheda di sicurezza del prodotto); occhiali o visiera di protezione per operazioni di travaso; grembiule impermeabile; calzature di sicurezza con protezione chimica per rischio di versamento. In presenza di formaldeide superante il VLEP (0,3 ppm): semimaschere con filtro combinato A2/P3 o protezione respiratoria equivalente indicata nella scheda di sicurezza. Nei reparti di tessitura e maglieria (rischio rumore): cuffie antirumore o tappi auricolari con SNR (Single Number Rating) adeguato al livello di rumore rilevato (tipicamente SNR 27-35 dB per cuffie, 28-37 dB per tappi sagomati); il livello di attenuazione deve essere verificato con il metodo HML o di banda d’ottava. Per le operazioni di manutenzione meccanica: guanti antivibrazione Cat. II conformi UNI EN ISO 10819; calzature di sicurezza S3 con puntale e antiperforazione (UNI EN ISO 20345). Tutti i DPI vanno consegnati con verbale firmato e sostituiti periodicamente secondo le indicazioni del fabbricante.

14. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 28, 36-37, 41, 55-60, Titoli VI, VIII, IX, X, XI e allegati)
  • Regolamento CE n. 1907/2006 (REACH) — Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche; Allegato XVII — Restrizioni coloranti azoici
  • Regolamento CE n. 1272/2008 (CLP/GHS) — Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose
  • Direttiva 2019/130/UE del Parlamento europeo e del Consiglio — Modifica Direttiva 2004/37/CE agenti cancerogeni e mutageni; VLEP formaldeide 0,3 ppm; recepita con D.Lgs. 44/2020
  • Regolamento UE n. 1007/2011 — Denominazioni delle fibre tessili e relativa etichettatura e marcatura della composizione in fibre dei prodotti tessili
  • Direttiva 1999/92/CE (ATEX luoghi di lavoro) — Prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori in presenza di atmosfere esplosive; D.Lgs. 81/08 Titolo XI, art. 294
  • Direttiva 2006/42/CE — Macchine; recepita con D.Lgs. 17/2010; applicabile a telai, macchine da maglieria, carde, filatoi open-end
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ai sensi del D.Lgs. 81/08 (rischio medio: 12 ore lavoratori, 32 ore RSPP)
  • D.M. 10 giugno 2014 — Tabelle delle malattie professionali INAIL: bissinosi (voce 49) e sindrome del tunnel carpale da movimenti ripetitivi (voce 93)
  • ISO 9612:2009 (UNI EN ISO 9612:2011) — Acustica — Determinazione dell’esposizione al rumore negli ambienti di lavoro — Metodo tecnico progettuale
  • UNI ISO 11228-3:2009 — Ergonomia — Movimentazione manuale — Movimenti a basso carico e ad alta frequenza degli arti superiori (metodo OCRA)
  • INAIL — Profilo di rischio dell’industria tessile, abbigliamento e pelli-cuoio; documento di riferimento settoriale per la valutazione dei rischi

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla struttura, dalle lavorazioni svolte, dalle mansioni presenti e dalla normativa vigente al momento. DVR, valutazione del rischio da agenti chimici, valutazione del rumore, DPCE e protocollo sanitario devono essere adattati al caso specifico. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua azienda tessile e supportiamo la gestione documentale.

Vuoi impostare la sicurezza nel tuo maglificio, filatoio o tessitura?

Supportiamo la gestione documentale e formativa per maglifici, filatoi, tessiture e aziende di abbigliamento, adattata alle specifiche lavorazioni e al profilo di rischio del tuo stabilimento.