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Sicurezza nelle Case Editrici e nei Giornali: VDT, stress e rischi specifici 2026

Tutto quello che le imprese editoriali e le redazioni giornalistiche devono sapere sulla sicurezza sul lavoro: rischio videoterminali, ergonomia postazioni, stress da deadline e turni notturni, rumore nei reparti tipografici, rischio chimico da inchiostri e solventi, DVR per il settore editoria, telelavoro e sorveglianza sanitaria periodica.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Le case editrici e le redazioni giornalistiche devono gestire principalmente il rischio VDT (Titolo VII D.Lgs. 81/08) per tutto il personale che utilizza il computer oltre 20 ore settimanali, con sorveglianza sanitaria oculistica periodica. Lo stress lavoro-correlato da deadline e turni atipici va valutato obbligatoriamente nel DVR. Le tipografie collegate aggiungono i rischi di rumore da macchinari e rischio chimico da inchiostri e solventi. Il codice ATECO 58.xx determina la formazione obbligatoria dei lavoratori. Il telelavoro e lo smart working richiedono un capitolo dedicato nel DVR.

1. Quadro normativo per le imprese editoriali

Le imprese editoriali — case editrici di libri, giornali, riviste, periodici e prodotti digitali — sono soggette integralmente al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) sin dalla presenza di almeno un lavoratore subordinato o equiparato. L'ampiezza della platea dei soggetti tutelati — che include oltre ai dipendenti diretti anche i collaboratori coordinati e continuativi, i lavoratori a progetto, i tirocinanti e i praticanti — rende l'applicazione del D.Lgs. 81/08 particolarmente rilevante in un settore che storicamente ha fatto largo uso di forme di lavoro flessibile.

I principali titoli del D.Lgs. 81/08 di interesse per il settore editoriale sono: il Titolo III sulle attrezzature di lavoro e i DPI; il Titolo VII (artt. 172-179) dedicato ai videoterminali, che è la norma di riferimento per tutto il personale di redazione; il Titolo VIII Capo IIper la valutazione del rischio rumore (rilevante per le tipografie); il Titolo IX per la valutazione del rischio chimico da inchiostri e solventi nei reparti di stampa; il Titolo X per il rischio biologico (meno rilevante nel settore salvo specifiche situazioni); e le norme sullo stress lavoro-correlato ex art. 28 c. 1 D.Lgs. 81/08 con riferimento all'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004, recepito in Italia con accordo interconfederale del giugno 2008.

Sul versante contrattuale, il CCNL dei giornalisti (FNSI-FIEG) e i contratti applicabili al personale tecnico-amministrativo delle case editrici contengono disposizioni specifiche su orario di lavoro, turni, reperibilità e lavoro notturno che interagiscono con la valutazione dello stress e dei rischi psicosociali prevista dal D.Lgs. 81/08.

2. Rischio VDT per redazioni e uffici editoriali (Titolo VII D.Lgs. 81/08)

Il rischio da utilizzo di videoterminali è il rischio preponderante nelle case editrici e nelle redazioni giornalistiche. Il Titolo VII D.Lgs. 81/08 (artt. 172-179) definisce come lavoratore addetto ai videoterminali colui che ne fa uso in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali (al netto delle interruzioni previste dall'art. 175: 15 minuti ogni ora di utilizzo continuativo del VDT).

I rischi associati all'uso prolungato del videoterminale documentati dalla letteratura scientifica e riconosciuti dalla normativa sono:

Gli obblighi del datore di lavoro ai sensi del Titolo VII comprendono: valutazione dei posti di lavoro VDT con verifica della conformità all'Allegato XXXIV D.Lgs. 81/08; organizzazione delle pause (15 min/ora di utilizzo continuativo o equivalente rotazione delle mansioni); informazione e formazione dei lavoratori sui rischi VDT e sulle misure di prevenzione; sorveglianza sanitaria da parte del medico competente.

3. Ergonomia delle postazioni di giornalisti e grafici

L'Allegato XXXIV D.Lgs. 81/08 e la norma tecnica UNI EN ISO 9241 definiscono i requisiti minimi ergonomici delle postazioni VDT. Per il personale delle redazioni e dei reparti grafici e fotografici, i requisiti fondamentali sono:

ElementoRequisito minimoNote per redazioni
MonitorSchermo orientabile e inclinabile, assenza di riflessi, luminanza regolabile, frequenza di aggiornamento adeguataPer i grafici: monitor a colori calibrati (preferibilmente IPS o OLED), dimensione minima 24"; distanza occhi-schermo 50-70 cm
TastieraSeparata dallo schermo, inclinazione regolabile, superficie opacaPer i giornalisti con intensa attività di digitazione: valutare tastiere ergonomiche a curva ridotta per prevenire il tunnel carpale
SediaRegolabile in altezza, schienale regolabile in inclinazione e altezza, seduta stabileSedia ergonomica con supporto lombare; poggiapiedi per chi non raggiunge il pavimento con i piedi
Piano di lavoroSuperficie poco riflettente, dimensioni sufficienti per monitor, tastiera, documentiPer i fotoritoccatori e video editor: piano sufficientemente ampio per tavoletta grafica e monitor aggiuntivo
IlluminazioneIlluminamento compreso tra 300 e 500 lux; assenza di abbagliamento diretto e riflesso sul monitorLe redazioni open space con vetrate richiedono tende o veneziane per gestire la luce solare; evitare monitor posizionati di fronte o di schiena a finestre
MicroclimaTemperatura 20-26°C, umidità relativa 40-60%, velocità dell'aria <0,15 m/sGli uffici open space densamente occupati tendono al surriscaldamento; valutare la potenza degli impianti di climatizzazione

Per i reparti di grafica e fotoritocco, la valutazione ergonomica deve considerare anche l'uso della tavoletta grafica e della penna digitale, che per un utilizzo professionale di 6-8 ore al giorno possono indurre sovraccarico biomeccanico del polso e dell'avambraccio. La configurazione della postazione per i grafici differisce da quella standard per un giornalista e va valutata separatamente nel DVR.

4. Stress lavoro-correlato: deadline, turni notturni, reperibilità

Il settore dell'editoria giornalistica è caratterizzato da un'intensità lavorativa che pone lo stress lavoro-correlato tra i rischi prioritari da valutare. I principali fattori di stress specificidel lavoro in redazione, identificati dalla letteratura internazionale di settore e dal metodo INAIL, sono:

La valutazione deve seguire il metodo INAIL (2017) con analisi degli indicatori oggettivi aziendali e, se necessario, il coinvolgimento diretto dei lavoratori. Le misure di intervento possono includere soluzioni organizzative (chiarimento dei ruoli, pianificazione dei turni con anticipo adeguato, procedure per la disconnessione), misure individuali (accesso a supporto psicologico) e interventi sull'ambiente di lavoro (spazi per il recupero, aree silenziose per il lavoro di concentrazione).

5. Rischio rumore nei reparti tipografici

Le case editrici che mantengono in proprio reparti di stampa tipografica devono valutare il rischio rumore ai sensi del Titolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 189-198). I macchinari tipografici — macchine da stampa offset, flessografiche, rotocalco, sistemi di rilegatura, fustellatrici, taglierine — producono livelli di pressione sonora che nella prassi si collocano tra 85 e 100 dB(A) nella posizione dell'operatore, spesso ampiamente al di sopra dei valori di azione superiori (85 dB(A) Lex,8h).

Gli obblighi scattano progressivamente al superamento dei valori di azione: al di sopra di 80 dB(A) (valore di azione inferiore), il datore deve informare i lavoratori e mettere a disposizione DPI uditivi; sopra gli 85 dB(A) (valore di azione superiore), i DPI uditivi sono obbligatori, va attivata la sorveglianza sanitaria audiometrica tramite medico competente e devono essere adottate misure tecniche per ridurre l'esposizione (incapsulamento delle macchine rumorose, pannelli fonoassorbenti, procedure di turnazione). Il valore limite di esposizione è fissato a 87 dB(A) tenuto conto dell'attenuazione del DPI: se con il DPI in dotazione l'esposizione effettiva supera ancora questo limite, il DPI va sostituito o integrato con misure tecniche aggiuntive.

La valutazione strumentale del rumore va effettuata da un tecnico competente ai sensi della norma UNI EN ISO 9612:2011, in condizioni rappresentative della produzione ordinaria.

6. Rischio chimico nei reparti stampa: inchiostri e solventi

Il rischio chimico nei reparti tipografici richiede la valutazione ai sensi degli artt. 223-232 del Titolo IX D.Lgs. 81/08. Le principali sostanze pericolose utilizzate nei processi di stampa offset, flessografica e digitale sono:

La valutazione del rischio chimico richiede la raccolta delle Schede di Dati di Sicurezza (SDS) di tutti i prodotti, la classificazione del rischio e la definizione delle misure di prevenzione. Le misure tecniche prioritarie sono la ventilazione aspirante localizzata alle macchine da stampa e ai banchi di pulizia; la sostituzione dei solventi più pericolosi con prodotti a base acquosa o con solventi a minore tossicità; l'uso di DPI adeguati (guanti chimici categoria III UNI EN 374, maschera con filtro A2 per i vapori organici).

7. DVR per case editrici: ATECO 58.11/58.12/58.13

Il DVR di una casa editrice va strutturato in base alle attività effettivamente svolte. Il primo passo è l'identificazione del codice ATECO prevalente: le imprese del settore editoriale rientrano nella divisione 58 (attività editoriali), con codici specifici per libro (58.11), quotidiani (58.13), riviste e periodici (58.14).

Per una casa editrice con sola attività redazionale e uffici, il DVR tipo comprende:

Per una casa editrice con tipografia interna, il DVR aggiunge i capitoli specifici per: rumore da macchinari, rischio chimico da inchiostri e solventi, rischio da macchine (conformità CE macchine da stampa, sistemi di blocco-lucchettaggio per la manutenzione), rischio da movimentazione manuale dei carichi (rotoli di carta, pallet di prodotto finito), rischio vibrazioni per gli operatori di macchine da stampa con impatto su mano-braccio.

8. Telelavoro e smartworking in redazione

L'editoria è uno dei settori con la maggiore penetrazione del lavoro da remoto: la pandemia ha accelerato la transizione verso modelli ibridi e di full remote per i giornalisti, i grafici, gli editor e il personale amministrativo. Il DVR deve includere un capitolo dedicato alle specifiche condizioni di lavoro dei lavoratori in smart working e telelavoro.

Per lo smart working regolato dalla L. 81/2017 (art. 22), il datore di lavoro deve consegnare un'informativa scritta che illustri i rischi generali e i rischi specifici connessi alla modalità di lavoro agile. Il contenuto minimo dell'informativa comprende: rischi ergonomici della postazione domiciliare (requisiti di monitor, sedia, illuminazione), rischi VDT (indicazioni sulle pause, sulla configurazione ottimale), rischi psicosociali (disconnessione, gestione dei confini vita-lavoro), rischio elettrico (uso di prese con dispersione, ciabatte sovraccaricate), procedure in caso di infortuni durante il lavoro agile (notifica al datore, denuncia INAIL). La copertura assicurativa INAIL si estende anche agli infortuni occorsi durante lo svolgimento dell'attività in modalità agile. Il DVR deve essere aggiornato per tener conto della quota dei lavoratori in lavoro agile e dei rischi specifici. La sorveglianza sanitaria VDT si applica anche ai lavoratori in smart working che superano le 20 ore settimanali di utilizzo del computer.

9. Sorveglianza sanitaria VDT e periodicità delle visite

L'art. 176 D.Lgs. 81/08 disciplina la sorveglianza sanitaria specifica per i lavoratori addetti ai videoterminali. Il medico competente effettua:

Quando la visita evidenzi la necessità di correzione visiva specifica per il lavoro al VDT (diversa o aggiuntiva rispetto ai comuni occhiali da vista del lavoratore), il datore di lavoro è tenuto a fornire i dispositivi di correzione a proprie spese, ai sensi dell'art. 177 c. 2 D.Lgs. 81/08. Il medico competente esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica (idoneo, idoneo con prescrizioni, non idoneo) che il datore è tenuto a recepire nell'organizzazione del lavoro.

FAQ — Sicurezza nelle case editrici e nelle redazioniFAQ

Quante ore di utilizzo del computer fanno scattare l'obbligo di sorveglianza sanitaria VDT?
Il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 (artt. 172-179), dedicato ai videoterminali, si applica ai lavoratori che utilizzano un'attrezzatura munita di videoterminale per almeno 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni. La definizione di "lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale" è contenuta nell'art. 173 lett. b) e comprende chiunque utilizzi tale attrezzatura in modo sistematico o abituale. Per i giornalisti, i grafici, gli impaginatori, i fotoritoccatori e in generale tutto il personale delle redazioni che lavora quotidianamente al computer, il superamento delle 20 ore settimanali è praticamente certo: per chi lavora 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana, l'esposizione effettiva al VDT supera abbondantemente questa soglia. La sorveglianza sanitaria obbligatoria ai sensi dell'art. 176 D.Lgs. 81/08 comprende: visita preventiva prima dell'assunzione o del cambio mansione, con esame della funzione visiva; visite periodiche con frequenza quinquennale per i lavoratori fino a 50 anni e biennale per quelli oltre i 50 anni; visita su richiesta del lavoratore quando riferisca disturbi riconducibili all'uso del videoterminale (affaticamento visivo, cefalea, disturbi posturali). Il medico competente, all'esito della visita, può prescrivere dispositivi di correzione visiva specifici per il lavoro al VDT, a carico del datore di lavoro, quando quelli abitualmente utilizzati dal lavoratore non siano adeguati.
Lo stress da lavoro giornalistico deve essere valutato nel DVR? Come si fa?
Sì. Lo stress lavoro-correlato è un rischio da valutare obbligatoriamente nel DVR ai sensi dell'art. 28 c. 1 D.Lgs. 81/08, che include esplicitamente tra i rischi da valutare quelli correlati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004. Per i giornalisti e il personale delle redazioni, i fattori di rischio caratteristici sono: pressione delle scadenze (deadlines quotidiane, breaking news, edizioni lampo), turni di lavoro atipici (notti, weekend, festivi per le testate quotidiane e i portali di news online), reperibilità continuativa anche fuori orario di lavoro, riduzione degli organici con conseguente aumento del carico individuale, precarietà contrattuale (giornalisti freelance, collaboratori), competizione interna per gli incarichi. La valutazione dello stress lavoro-correlato viene effettuata con il metodo INAIL validato nel 2011 (aggiornato nel 2017), che si articola in due fasi: una fase preliminare che analizza indicatori oggettivi (infortuni, assenze per malattia, turnover, segnalazioni, contenuto e contesto del lavoro) e, se necessario, una fase approfondita che coinvolge direttamente i lavoratori attraverso focus group, questionari o interviste. Per le redazioni, la fase approfondita è quasi sempre necessaria, data la specificità e l'intensità dei fattori di stress. Le misure di intervento possono includere: chiarimento dei ruoli, miglioramento della comunicazione interna, rotazione dei turni notturni, procedure per la gestione della reperibilità, supporto psicologico ai lavoratori.
Quali rischi chimici sono presenti in una tipografia collegata a una casa editrice?
I reparti di stampa tipografica presentano rischi chimici significativi che richiedono una valutazione specifica ai sensi del Titolo IX D.Lgs. 81/08 (artt. 223-232). I principali agenti chimici da valutare sono: inchiostri da stampa offset, flessografia e serigrafia — che contengono resine, pigmenti (alcuni pigmenti a base di metalli pesanti: piombo, cromo, cadmio, nelle formulazioni più datate; sostituite da formulazioni più sicure nelle produzioni moderne ma non assenti nelle tipografie con macchinari obsoleti), fotoiniciatori UV nelle inchiostri per stampa UV; solventi organici usati per la pulizia delle macchine da stampa e dei cilindri (isopropanolo, nafta, acetati, etilbenzene) — molti classificati come irritanti, nocivi per inalazione, alcuni con effetti neurotossici da esposizione cronica; piastre di stampa e rivelatori per le piastre a base di soluzioni alcaline o acide; lubrificanti e oli idraulici per la manutenzione dei macchinari. La valutazione del rischio chimico deve considerare: la quantità di sostanza utilizzata, la frequenza e la durata dell'esposizione, le condizioni di ventilazione del locale, le vie di assorbimento (inalazione di vapori, contatto cutaneo con inchiostri e solventi). Va effettuata la caratterizzazione del rischio (rischio irrilevante per la salute, basso per la sicurezza, oppure non basso) ai sensi degli artt. 224-225 D.Lgs. 81/08, con conseguente identificazione delle misure tecniche (ventilazione aspirante localizzata alle macchine, sostituzione dei solventi più pericolosi con prodotti a minor rischio) e dei DPI (guanti chimici categoria III, maschera con filtro A per i vapori organici, occhiali di protezione).
Il DVR di una casa editrice che non ha tipografia in proprio è diverso da quello di una con reparto stampa?
Sì, significativamente. Una casa editrice che esternalizza completamente la stampa e si limita alle attività redazionali, editoriali, grafiche e commerciali ha un profilo di rischio molto più vicino a quello di un ufficio professionale: il rischio preponderante è il VDT per tutto il personale, con la componente di stress lavoro-correlato e i rischi ergonomici legati alle postazioni di lavoro. In questo contesto, il DVR tipico comprende: valutazione rischio VDT con programma di sorveglianza sanitaria, valutazione ergonomia postazioni (monitor, sedia, mouse, tastiera, illuminazione), valutazione stress lavoro-correlato per il personale editoriale, valutazione rischi per i lavoratori in smart working, valutazione del rischio incendio (classificazione REI degli ambienti, estintori, vie di fuga, piano di emergenza), valutazione del rischio elettrico (conformità impianti, verifica messa a terra). Quando invece la casa editrice gestisce in proprio un reparto tipografico, al DVR di base si aggiungono i capitoli specifici per: rischio chimico da inchiostri e solventi, rischio rumore da macchinari di stampa, rischio da macchine (conformità CE delle macchine da stampa, protezioni degli organi in movimento, procedure di blocco/lucchettaggio per la manutenzione), rischio da movimentazione manuale dei carichi (rotoli di carta, pallettizzazione delle copie stampate), rischio da polveri di carta.
Come va gestita la sicurezza dei giornalisti in smart working o telelavoro?
La sicurezza dei lavoratori in telelavoro e smart working (lavoro agile) è regolata dal D.Lgs. 81/08 in modo differenziato a seconda della forma contrattuale. Per il <strong>telelavoro regolato</strong> (ai sensi del D.Lgs. 2017 o del contratto collettivo di settore), il datore di lavoro ha l'obbligo di garantire la sicurezza della postazione di lavoro domiciliare: la norma e la prassi richiedono la fornitura di un'informativa scritta sui rischi, sui comportamenti da tenere e sui requisiti ergonomici minimi della postazione; la verifica (almeno documentale e dichiarativa) della conformità dell'ambiente domestico ai requisiti minimi di sicurezza (illuminazione, aerazione, disponibilità di superficie adeguata per il monitor, sedia regolabile); la copertura assicurativa INAIL per infortuni in itinere e durante l'attività lavorativa a domicilio. Per lo <strong>smart working</strong> regolato dalla L. 81/2017, il datore consegna l'informativa scritta sui rischi generali e specifici ai sensi dell'art. 22 L. 81/2017. In entrambi i casi, il DVR deve contenere un capitolo dedicato al lavoro da remoto, che valuta il rischio VDT per la postazione domiciliare, il rischio da ergonomia non ottimale degli ambienti domestici e il rischio psicosociale derivante dall'isolamento, dalla difficoltà di separare i tempi di vita e di lavoro, e dalla potenziale intensificazione del lavoro (fenomeno di over-connection documentato in letteratura). La sorveglianza sanitaria VDT si applica anche ai lavoratori in telelavoro o smart working che superano le 20 ore settimanali di utilizzo del VDT.
Qual è il livello di rischio ATECO per le case editrici e quante ore di formazione richiedono?
Le case editrici rientrano nella divisione ATECO 58 (attività editoriali): 58.11 (edizione di libri), 58.12 (edizione di guide, manuali, atlanti), 58.13 (edizione di giornali), 58.14 (edizione di riviste e periodici), 58.19 (altre attività editoriali). L'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 classifica queste attività come rischio basso per le imprese che svolgono esclusivamente attività redazionali e di ufficio (senza produzione tipografica propria). Per il personale in attività di rischio basso, la formazione obbligatoria è di 8 ore totali: 4 ore di formazione generale e 4 ore di formazione specifica sui rischi del settore (VDT, ergonomia, stress, emergenze, primo soccorso), con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. Quando l'azienda editoriale gestisce in proprio un reparto tipografico, gli addetti alla stampa rientrano nel macrosettore ATECO dell'industria manifatturiera (rischio medio o alto a seconda della specificità dei processi produttivi), con formazione rispettivamente di 12 ore (rischio medio) o 16 ore (rischio alto). Preposti e dirigenti seguono percorsi aggiuntivi come previsto dall'Accordo. La formazione antincendio (D.M. 02/09/2021) e la formazione di primo soccorso (D.M. 388/2003) si aggiungono separatamente per gli addetti alle squadre di emergenza.

11. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (Titolo VII artt. 172-179 VDT; Titolo VIII rumore; Titolo IX rischio chimico; art. 28 stress; art. 41 sorveglianza sanitaria)
  • Accordo europeo 8 ottobre 2004 sullo stress lavoro-correlato (recepito con accordo interconfederale del 9 giugno 2008)
  • INAIL — Metodo di valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato (versione aggiornata 2017)
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti
  • L. 22 maggio 2017 n. 81 — Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (smart working)
  • Regolamento UE 1272/2008 (CLP) — Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro (prevenzione incendi)
  • UNI EN ISO 9241 — Ergonomia dell'interazione uomo-sistema (postazioni VDT, monitor, tastiere, sedie da lavoro)
  • UNI EN ISO 9612:2011 — Acustica, determinazione dell'esposizione al rumore in ambiente di lavoro
  • CCNL Giornalisti (FNSI-FIEG) — Norme su orario di lavoro, reperibilità e tutele per il lavoro in redazione

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalle attività svolte, dalle mansioni presenti, dalla presenza o meno di reparti tipografici e dalla normativa vigente. DVR, valutazione VDT, stress e sorveglianza sanitaria devono essere adattati al caso concreto.

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