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Guida definitiva · 2026

Sicurezza Banche e Istituti di Credito: la Guida Definitiva 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza sul lavoro in banche, istituti di credito, assicurazioni e società finanziarie: rischio rapina, stress lavoro-correlato, VDT, ergonomia sportellisti, caveau, sorveglianza sanitaria, formazione obbligatoria e ispezioni INL. Aggiornata a giugno 2026.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Le banche, gli istituti di credito, le compagnie assicurative e le società finanziarie presentano un profilo di rischio specifico che combina rischi fisici (rapina, gestione valori, lavoro ai caveau), rischi ergonomici e da VDT (sportellisti, consulenti, back office) e rischi psicosociali (stress lavoro-correlato da pressione commerciale, gestione conflitti con la clientela, trauma post-rapina). Il DVR deve analizzare tutte queste dimensioni; il rischio rapina richiede una valutazione dedicata per ciascuna filiale; la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per gli addetti VDT; la formazione specifica deve coprire le procedure di sicurezza operativa, tra cui la gestione degli eventi critici.

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08, D.Lgs. 231/2001 e normative di settore

Il settore bancario, finanziario e assicurativo è soggetto a un quadro normativo che interseca la disciplina generale della sicurezza sul lavoro con norme specifiche di settore. Il pilastro fondamentale resta il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, il Testo Unico sulla salute e sicurezza, che si applica a tutti i datori di lavoro con lavoratori dipendenti o equiparati, senza alcuna esenzione per il settore finanziario. Le disposizioni più rilevanti per banche e istituti di credito riguardano: l'art. 28 (valutazione di tutti i rischi, inclusi quelli da lavoro ripetitivo, da VDT, da stress e da possibili atti criminosi), il Titolo VII (videoterminali), il Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi per il personale che gestisce materiale pesante in magazzino o archivi), il Titolo I Capo III (misure generali di tutela) e il Titolo II (luoghi di lavoro, incluse le disposizioni sulle vie di esodo e i presidi antincendio nelle filiali).

Il D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231sulla responsabilità amministrativa degli enti è rilevante per il settore bancario sotto due profili: da un lato, la violazione delle norme antinfortunistiche (artt. 589 e 590 c.p. — omicidio e lesioni colpose) rientra tra i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001, rendendo necessaria la predisposizione di un Modello Organizzativo 231 (MOG) che includa il sistema di gestione della sicurezza; dall'altro, il settore bancario è fortemente esposto ad altri reati presupposto (corruzione, frode, abuso di mercato) che rendono comunque necessaria l'adozione di un MOG strutturato. L'integrazione tra MOG 231 e sistema di gestione della sicurezza (SGSL ex BS OHSAS 18001 o ISO 45001) è una pratica diffusa nelle banche di medie e grandi dimensioni.

Le normative antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007 e successive modifiche — recepimento della IV e V Direttiva AML) impongono obblighi di adeguata verifica della clientela, segnalazione delle operazioni sospette (SOS) e formazione del personale bancario. Pur non avendo un impatto diretto sulla sicurezza fisica dei lavoratori, questi obblighi influenzano il carico di lavoro e le procedure operative degli sportellisti e dei consulenti, con riflessi sul rischio di stress lavoro-correlato e di errore umano. La normativa sulla sicurezza fisica delle filialitrae origine anche dagli accordi tra l'ABI e le organizzazioni sindacali del settore del credito e dalle disposizioni della Banca d'Italia in materia di rischi operativi.

2. Rischio rapina: valutazione e misure preventive (art. 28 D.Lgs. 81/08)

Il rischio rapina nelle filiali bancarie è un rischio lavorativo specifico che deve essere valutato e documentato nel DVR ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08. Il rischio di subire una rapina espone i lavoratori a conseguenze sia fisiche (possibili lesioni durante l'evento) sia psicologiche (stress acuto durante l'evento, possibile sviluppo di disturbo da stress post-traumatico — PTSD — nelle settimane e mesi successivi). La valutazione del rischio rapina richiede un'analisi specifica per ciascuna filiale, poiché le condizioni di rischio sono strettamente legate alle caratteristiche della sede.

I principali fattori da analizzare nella valutazione del rischio rapina comprendono:

Le misure preventive tecniche tipicamente adottate nel settore bancario comprendono: sportelli con vetrate antiproiettile di classe adeguata al rischio, barriere di sicurezza a pavimento o soffitto tra area pubblica e area riservata, sistemi di controllo accessi con bussola di sicurezza o calotta girevole, videosorveglianza con registrazione e conservazione delle immagini, sistemi di allarme silenzioso (panic button) collegati direttamente alle forze dell'ordine, temporizzatori sull'apertura delle casseforti (che rendono impossibile aprire la cassaforte entro un certo intervallo di tempo anche sotto coercizione), sistemi automatici di ricircolo del contante che riducono la quantità di denaro accessibile agli sportellisti. La scelta e la combinazione delle misure deve essere adattata al caso specifico di ciascuna filiale, tenendo conto del livello di rischio accertato e del principio di proporzionalità.

3. Procedure operative anti-rapina

Le misure tecniche di sicurezza fisica devono essere affiancate da procedure operative scritte che definiscano il comportamento corretto dei lavoratori durante una rapina e nelle fasi immediatamente successive. L'assenza di procedure scritte e di formazione specifica aumenta il rischio che i lavoratori reagiscano in modo improvvisato, con possibili conseguenze negative per la loro incolumità.

Le procedure operative anti-rapina devono essere elaborate sulla base di linee guida consolidate e devono coprire almeno le seguenti fasi:

FaseComportamento indicatoMotivazione
Durante la rapina — fase acutaNon opporre resistenza fisica, mantenere la calma, seguire le indicazioni del rapinatore, non compiere gesti bruschi, non azionare l'allarme in modo visibile se questo mette a rischio l'incolumitàLa sicurezza fisica dei lavoratori e dei clienti presenti ha assoluta priorità sul denaro o sui valori
Attivazione allarme silenziosoAttivare il panic button o il segnalatore silenzioso solo se è possibile farlo senza rischio per la propria incolumità; i sistemi a pedaliera o nascosti sono preferibili a quelli visibiliL'allerta tempestiva alle forze dell'ordine aumenta la probabilità di arresto dei rapinatori senza esporre i presenti a rischi aggiuntivi
Dopo la fuga dei rapinatoriNon inseguire i rapinatori, bloccare gli accessi alla filiale impedendo l'uscita dei testimoni, contattare immediatamente le forze dell'ordine (112/113), fornire i primi soccorsi a eventuali feriti, preservare la scena del criminePreservare le prove e attendere le forze dell'ordine senza alterare lo stato dei luoghi
Gestione dei testimoni e dei clienti presentiRaccogliere le generalità dei testimoni prima che lascino la filiale, fornire loro informazioni di contatto per le forze dell'ordine, offrire supporto emotivo immediatoI testimoni possono essere fondamentali per le indagini; alcuni potrebbero essere in stato di shock e aver bisogno di assistenza
Debriefing e supporto post-eventoAttivare il protocollo di supporto psicologico per i lavoratori coinvolti entro le prime 24-48 ore dall'evento, informare il medico competente, gestire le pratiche INAIL per eventuali infortuniL'intervento precoce riduce il rischio di sviluppo di PTSD e favorisce il rientro al lavoro in condizioni di sicurezza

Le procedure devono essere comunicate a tutto il personale che opera nelle filiali, con sessioni di formazione specifiche che includano esercitazioni simulate (tabletop exercise) per familiarizzare con il comportamento corretto in un contesto di stress elevato. La revisione periodica delle procedure, almeno annuale o in seguito a eventi critici, è parte integrante del sistema di gestione della sicurezza.

4. Stress lavoro-correlato nel settore bancario: un rischio psicosociale ad alto impatto

Il settore bancario è riconosciuto dalla letteratura scientifica e dalla prassi delle autorità di vigilanza come uno dei settori ad elevato impatto psicosociale per i lavoratori. L'art. 28 c. 1-bis del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione dello stress lavoro-correlato a tutti i datori di lavoro con lavoratori dipendenti, senza soglie di esenzione. Per le organizzazioni di medie e grandi dimensioni come le banche, la valutazione non può limitarsi a una dichiarazione generica: deve essere metodologicamente fondata, documentata e adattata alla realtà specifica dell'organizzazione.

I principali fattori di rischio psicosociale specifici del settore bancario comprendono:

La valutazione dello stress lavoro-correlato deve essere condotta seguendo la metodologia INAIL aggiornata o metodologie validate equivalenti. Per le organizzazioni di grandi dimensioni, è buona prassi integrare la valutazione con indagini sul clima organizzativo, focus group tematici e analisi degli indicatori sentinella (assenteismo per patologie stress-correlate, utilizzo del servizio EAP, turnover volontario). Le misure organizzative — revisione degli obiettivi commerciali, formazione alla gestione dello stress e dei conflitti, procedure di supporto post-evento critico, politiche di conciliazione lavoro-vita — sono generalmente le più efficaci e devono essere adattate al caso specifico.

5. VDT ed ergonomia: lavoro a schermo tutto il giorno

La quasi totalità del personale bancario — sportellisti, consulenti, analisti di credito, addetti al back office, personale della direzione centrale — lavora per l'intera giornata lavorativa davanti a uno o più monitor. Il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 definisce come lavoratore addetto a videoterminale (VDT) chi utilizza un'attrezzatura con schermo per almeno 20 ore settimanali (in media 4 ore al giorno), detraendo le interruzioni. Per i lavoratori bancari, questa soglia è quasi invariabilmente superata.

Gli obblighi del datore di lavoro per i lavoratori VDT comprendono:

Nelle filiali bancarie merita attenzione anche l'ergonomia degli sportelli al pubblico: l'altezza del banco può non essere ottimale per tutte le stature degli sportellisti, la posizione dei monitor e delle periferiche (tastiere, lettori di documenti, stampanti) può imporre posture scorrette se non è possibile regolarle. Ti aiutiamo a verificare la conformità delle postazioni e supportiamo la gestione documentale della valutazione VDT adattata al caso specifico.

6. Sportellisti e cassieri: rischi fisici ed ergonomici specifici

Gli sportellisti e i cassieri delle filiali bancarie presentano un profilo di rischio ergonomico e fisico peculiare rispetto ai lavoratori del back office. La loro postazione è spesso fissa e non regolabile (il banco cassa è una struttura architettonica), il lavoro richiede movimenti ripetitivi delle mani e dei polsi (conteggio del contante, battitura della tastiera numerica, firma di documenti), il contatto diretto con il pubblico per ore continuative comporta carico vocale e posture prolungate.

I rischi fisici ed ergonomici più rilevanti per gli sportellisti e i cassieri comprendono:

RischioCause principaliMisure preventive
Disturbi muscolo-scheletrici agli arti superiori (sindrome del tunnel carpale, tendiniti)Movimenti ripetitivi di polsi e dita nel conteggio del contante e nella battitura, postura del polso in flessione o estensione prolungataValutazione del rischio da movimenti ripetitivi (metodo OCRA o RULA), pause, utilizzo di contatrici automatiche, riduzione del contante allo sportello, poggiapolsi
Disturbi del rachide cervicale e dorsalePostura prolungata seduta con flessione del collo per leggere documenti o guardare monitor posizionati non correttamente, banco cassa non regolabile in altezzaValutazione ergonomica della postazione, regolazione del monitor, sedia ergonomica regolabile, formazione alle posture corrette
Affaticamento visivo (astenopia)Lavoro prolungato al monitor in condizioni di illuminazione scorretta (riflessi, contrasto insufficiente), lettura di documenti cartacei in alternanza con lo schermoValutazione illuminotecnica, posizionamento corretto delle fonti di luce, monitor con filtro anti-riflesso, sorveglianza sanitaria con visita oculistica
Rischio da esposizione a polvere di contanteManipolazione di banconote e monete, potenziale contaminazione con sostanze chimiche (inclusa la cocaina, presente sulle banconote circolanti) e biologica (batteri e virus)Utilizzo di contatrici automatiche per ridurre il contatto diretto, igiene delle mani frequente, disponibilità di dispenser igienizzante allo sportello
Rischio da banconote falseUtilizzo di lampade UV per il controllo dell'autenticità; esposizione cronica a UV-AUtilizzo preferenziale di rilevatori automatici con tecnologia IR o magnetica in sostituzione delle lampade UV; se si usano lampade UV, limitare il tempo di esposizione e utilizzare quelle con schermatura del tubo
Carico vocaleLavoro con il pubblico per ore continuative, necessità di parlare a voce alta in ambienti rumorosi o con vetri di separazioneValutazione acustica degli ambienti, utilizzo di interfoni o microfoni integrati nei vetri di separazione, pause vocali

La riduzione della quantità di contante gestita agli sportelli — attraverso la diffusione di sportelli bancomat, sistemi di pagamento digitale e self-service bancari — ha ridotto significativamente il rischio ergonomico da movimenti ripetitivi legati al conteggio del denaro nelle filiali che hanno adottato questi modelli operativi. Tuttavia, le operazioni di conteggio e di gestione del contante non sono completamente eliminate nelle filiali tradizionali e richiedono una valutazione specifica.

7. Rischi per i lavoratori dei caveau e dei depositi valori

I caveau bancari, i depositi valori e le camere blindate sono ambienti di lavoro con caratteristiche specifiche che generano rischi distinti da quelli degli uffici e degli sportelli al pubblico. Il personale che lavora nei caveau — addetti alla gestione del contante e dei valori, addetti alla verifica e al confezionamento delle banconote, personale di trasporto valori — è esposto a una combinazione di rischi fisici, chimici ed ergonomici che richiedono una valutazione dedicata.

I principali rischi nei caveau e nei depositi valori comprendono:

La progettazione e la gestione dei caveau deve tenere conto anche degli aspetti di sicurezza fisica (sistema di apertura con temporizzatore, sistemi antirapina integrati, videosorveglianza, doppio controllo per l'accesso) che interagiscono con le procedure di sicurezza del lavoro e devono essere coordinate nella stesura delle procedure operative.

8. Sorveglianza sanitaria nel settore bancario

La sorveglianza sanitarianelle banche e negli istituti di credito è obbligatoria per tutte le categorie di lavoratori esposti a rischi per i quali il D.Lgs. 81/08 prevede l'obbligo di visita medica del medico competente. Nel settore bancario, i rischi che determinano l'obbligo di sorveglianza sanitaria più frequentemente sono:

Il medico competente redige il protocollo sanitario sulla base della valutazione del rischio e lo aggiorna ogni volta che cambiano le condizioni di rischio o il profilo degli esposti. Il giudizio di idoneità alla mansione specifica viene espresso per ciascun lavoratore (idoneo, idoneo con limitazioni/prescrizioni, idoneo con limitazioni temporanee, non idoneo) e comunicato al datore e al lavoratore. Il medico competente deve partecipare alla valutazione del rischio e può essere interpellato per la valutazione delle misure preventive e organizzative.

Dopo un evento critico come una rapina, il medico competente dovrebbe essere coinvolto tempestivamente per valutare le condizioni psicologiche dei lavoratori coinvolti, coordinare l'eventuale supporto psicologico specialistico e definire le modalità di rientro in servizio adeguate allo stato di salute di ciascun lavoratore.

9. Formazione obbligatoria nel settore bancario

Le banche, gli istituti di credito e le compagnie assicurative rientrano nella classificazione rischio mediodell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (codici ATECO K — attività finanziarie e assicurative). Questo comporta: 4 ore di formazione generale (comune a tutti i lavoratori indipendentemente dal settore) più 8 ore di formazione specifica sui rischi del settore di appartenenza, per un totale di 12 ore complessive per ogni lavoratore, con aggiornamento periodico di 6 ore ogni 5 anni. I preposti devono seguire un modulo aggiuntivo di 8 ore; i dirigenti devono completare una formazione di 16 ore.

La formazione specifica per il personale bancario deve coprire i rischi effettivamente presenti nell'attività: rischio rapina e procedure operative di sicurezza, VDT ed ergonomia, stress lavoro-correlato (riconoscimento dei segnali, strategie di gestione), movimentazione manuale dei carichi per il personale dei caveau, rischio rumore per il personale esposto, procedure di emergenza (incendio, evacuazione). Il piano di formazione deve essere adattato alle mansioni specifiche: la formazione degli sportellisti di filiale avrà contenuti diversi da quella degli analisti della direzione centrale o del personale dei caveau.

Oltre alla formazione D.Lgs. 81/08, il personale bancario deve ricevere:

Documenti minimi per una banca o istituto di credito — checklist sintetica

  • DVR con sezioni dedicate: rischio rapina (per filiale), VDT ed ergonomia, stress lavoro-correlato, MMC (per caveau), rumore (per caveau), incendio
  • Nomina RSPP (professionista esterno abilitato o datore con corso specifico — le banche rientrano tipicamente in rischio medio)
  • Designazione e nomina RLS (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) o RLST
  • Nomina medico competente e protocollo sanitario aggiornato
  • Attestati formazione lavoratori 12 ore (rischio medio) per tutti i dipendenti, con aggiornamento quinquennale
  • Attestati formazione preposti (modulo aggiuntivo 8 ore) e dirigenti (16 ore)
  • Attestati formazione antincendio (addetti designati, livello adeguato alla classificazione della filiale)
  • Attestati formazione primo soccorso (addetti designati, gruppo A o B a seconda della filiale)
  • Procedure operative scritte per la gestione della rapina, disponibili in ogni filiale e note a tutto il personale
  • Piano di emergenza e di evacuazione per ciascuna filiale, con planimetrie affisse
  • Verbale consegna DPI (se applicabile: es. guanti per addetti caveau, cuffie antirumore)
  • Registro sorveglianza sanitaria (giudizi di idoneità e visite effettuate) con aggiornamento periodico
  • Protocollo di supporto psicologico post-evento critico (rapina, aggressione) adottato e comunicato
  • Documento di valutazione del rischio VDT per le postazioni degli addetti a videoterminale
  • Registro infortuni aggiornato e segnalazioni INAIL nei termini previsti

10. Gestione delle emergenze: rapina, incendio, evacuazione

Le filiali bancarie sono soggette agli obblighi di prevenzione incendi e gestione delle emergenze previsti dal D.Lgs. 81/08 e dal D.M. 2 settembre 2021 (che ha sostituito il D.M. 10/03/1998 sulle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco). Il piano di emergenza e di evacuazione è obbligatorio per le aziende con più di 10 lavoratori o con attività soggette alla disciplina di prevenzione incendi.

Le filiali bancarie presentano caratteristiche specifiche che devono essere considerate nel piano di emergenza:

Il piano di emergenza deve essere affisso in luoghi visibili in ciascuna filiale, deve essere portato a conoscenza di tutto il personale (anche quello neoassunto), deve essere periodicamente testato con prove di evacuazione (almeno una l'anno per le sedi più complesse). Gli addetti all'emergenza devono essere designati formalmente e devono ricevere formazione specifica proporzionata al livello di rischio della struttura.

11. Ispezioni INL e ASL nel settore finanziario

Le banche e gli istituti di credito possono essere oggetto di ispezioni da parte di diversi organi di vigilanza. L'INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) verifica il rispetto della normativa lavoristica e della sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alle grandi organizzazioni e ai settori con elevato rischio di violazioni sistematiche. Lo SPRESAL/PSAL(Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ASL) verifica la conformità al D.Lgs. 81/08 con particolare attenzione alla valutazione del rischio, alla formazione, alla sorveglianza sanitaria e all'adeguatezza delle misure preventive. I VVF (Vigili del Fuoco) verificano la conformità alla normativa antincendio per le filiali soggette a controllo.

Le violazioni più frequentemente contestate nelle ispezioni al settore bancario comprendono:

ViolazioneSanzione indicativa (D.Lgs. 81/08)
DVR incompleto o non aggiornato (mancante la sezione rischio rapina o stress)Ammenda da 2.457 a 4.914 €
Mancata valutazione dello stress lavoro-correlato o valutazione non metodologicamente fondataAmmenda da 2.457 a 4.914 €
Mancata sorveglianza sanitaria degli addetti VDTArresto fino a 4 mesi o ammenda da 1.096 a 4.384 €
Formazione lavoratori assente o incompleta (rischio medio: 12 ore)Arresto fino a 8 mesi o ammenda fino a 5.700 € per lavoratore non formato
Mancata nomina o nomina irregolare del medico competenteArresto fino a 4 mesi o ammenda da 1.096 a 4.384 €
Mancata nomina RSPPArresto 3-6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 €
Assenza del piano di emergenza e delle procedure di evacuazioneArresto fino a 3 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 €
Mancata designazione degli addetti all'emergenza o assenza di formazione antincendioAmmenda da 500 a 1.500 € per lavoratore non designato o non formato

Oltre alle sanzioni amministrative e penali, le violazioni della normativa di sicurezza possono avere impatti sulla reputazione dell'istituto bancario, sulle relazioni sindacali e sul giudizio degli organismi di vigilanza bancaria (Banca d'Italia, BCE per le banche significative) in merito all'adeguatezza dei controlli interni e del sistema di gestione dei rischi operativi. Supportiamo la verifica di conformità al D.Lgs. 81/08 e la gestione documentale adattata al caso specifico dell'organizzazione.

FAQ — Sicurezza banche e istituti di creditoFAQ

Una banca o un istituto di credito è obbligato a redigere il DVR per il rischio rapina?
Sì. L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, compresi quelli derivanti da fattori di natura psicologica e fisica come le rapine. Per le banche e gli istituti di credito, il rischio rapina è considerato un rischio specifico del settore che deve essere analizzato e documentato nel DVR. La valutazione deve tenere conto della collocazione geografica della filiale, della tipologia di sportello (con o senza cassa automatica), dell'orario di apertura, delle caratteristiche strutturali dei locali e della storia degli eventi criminosi nell'area. Le misure preventive individuate — dispositivi tecnici, procedure operative, formazione del personale — vanno specificate con i tempi di attuazione e i responsabili. La valutazione deve essere adattata al caso specifico di ciascuna filiale, poiché le condizioni di rischio possono variare significativamente tra sedi urbane, suburbane e rurali.
Lo stress lavoro-correlato nelle banche deve essere oggetto di valutazione formale o è sufficiente una dichiarazione generica nel DVR?
Lo stress lavoro-correlato non può essere oggetto di una valutazione generica o puramente dichiarativa. L'art. 28 c. 1-bis del D.Lgs. 81/08 richiede una valutazione documentata e metodologicamente fondata. Per le organizzazioni di medie e grandi dimensioni come le banche, l'INAIL e le parti sociali del settore bancario raccomandano la valutazione in due fasi: una valutazione preliminare basata su indicatori oggettivi aziendali (tassi di assenteismo, indici di infortuni, turnover, segnalazioni di disagio, ricorso a visite su richiesta del lavoratore) e, se la valutazione preliminare individua un rischio non trascurabile, una valutazione approfondita che include la raccolta di dati soggettivi tramite questionari validati somministrati ai lavoratori. Nel settore bancario i fattori di rischio psicosociale specifici da considerare includono: pressione commerciale per il raggiungimento di obiettivi di vendita, rischio di sequestro o rapina con effetti post-traumatici, carico cognitivo elevato da gestione di normative complesse, conflitti con la clientela, lavoro su turnazione e orari atipici. La valutazione deve essere adattata alla realtà specifica di ciascuna organizzazione.
Quali obblighi di sicurezza fisica sono previsti per le filiali bancarie?
La sicurezza fisica delle filiali bancarie è regolata da un insieme di norme provenienti da fonti diverse. Il D.Lgs. 81/08 impone la valutazione del rischio rapina come rischio per la sicurezza dei lavoratori, con conseguente adozione di misure preventive proporzionate al livello di rischio accertato. L'Accordo ABI-Sindacati del 2000 (e i successivi accordi di categoria) contiene disposizioni specifiche sulla sicurezza nelle banche, tra cui linee guida per gli standard minimi di sicurezza fisica delle filiali. Il D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti impone l'adozione di modelli organizzativi anche per prevenire reati che possono essere commessi da dipendenti nell'interesse della banca. Le disposizioni della Banca d'Italia (Circolare 285/2013 e aggiornamenti) includono requisiti organizzativi e di controllo interno che si intersecano con la gestione dei rischi operativi, inclusa la sicurezza fisica. I requisiti minimi di sicurezza fisica (sistemi antirapina, blindature, videosorveglianza, temporizzatori di apertura delle cassaforti) sono definiti anche dai contratti assicurativi e dagli accordi con le forze dell'ordine. Supportiamo la verifica della conformità agli obblighi applicabili alla specifica filiale.
I lavoratori che hanno subito una rapina hanno diritto a supporto psicologico a carico del datore di lavoro?
Sì. La rapina è un evento traumatico che può determinare conseguenze psicologiche rilevanti per i lavoratori coinvolti, incluso il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Il D.Lgs. 81/08 e la normativa di riferimento sullo stress lavoro-correlato prevedono che il datore di lavoro adotti misure di prevenzione e gestione dei rischi psicosociali, che includono anche la gestione degli eventi critici (critical incident management). Gli accordi collettivi del settore bancario (CCNL del credito) e i protocolli aziendali delle principali banche prevedono generalmente l'attivazione di un percorso di supporto psicologico per i lavoratori esposti a rapina, attraverso strutture interne (EAP — Employee Assistance Programme) o servizi esterni convenzionati. L'assenza dal lavoro successiva a un evento traumatico va gestita con particolare attenzione: il medico competente valuta l'idoneità al rientro in servizio, eventualmente con limitazioni temporanee. La denuncia all'INAIL dell'evento come infortunio sul lavoro o malattia professionale (per i casi di PTSD consolidato) è un diritto del lavoratore che va supportato dal datore. Questi aspetti devono essere disciplinati nelle procedure operative aziendali e nel DVR.

13. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 18, 28, 29, 36, 37, 41)
  • D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 — Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e degli enti
  • D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231 (antiriciclaggio) e successive modifiche (D.Lgs. 90/2017, D.Lgs. 125/2019)
  • Accordo ABI-Sindacati sulla sicurezza nelle banche — Protocollo d'intesa sicurezza filiali (ABI, 2000 e aggiornamenti)
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione dei lavoratori, preposti e dirigenti ex art. 37 D.Lgs. 81/08
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio e gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro
  • D.M. 15 luglio 2003 n. 388 — Disposizioni sul pronto soccorso aziendale
  • Circolare Banca d'Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 e aggiornamenti — Disposizioni di vigilanza per le banche
  • INAIL — Linee guida per la valutazione dello stress lavoro-correlato (metodologia per le aziende di medie e grandi dimensioni)
  • CCNL per i lavoratori dipendenti delle aziende di credito, finanziarie e strumentali (CCNL Credito) — disposizioni in materia di sicurezza e salute
  • Regolamento UE 2016/679 (GDPR) — applicazione nei sistemi di videosorveglianza e controllo accessi
  • D.Lgs. 18 agosto 2015 n. 151 e D.Lgs. 14 settembre 2015 n. 148 — Jobs Act, disposizioni su orario e flessibilità

Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili alle banche, agli istituti di credito e alle compagnie assicurative dipendono dall'attività concretamente svolta, dalle caratteristiche delle sedi operative, dai lavoratori presenti e dalla normativa vigente; DVR, valutazione del rischio rapina, protocolli sanitari e piani di emergenza devono essere adattati al caso specifico. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua organizzazione e supportiamo la gestione documentale.

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