La valutazione dell'esposizione al rumoreè il processo di misurazione e calcolo dei livelli di rumore a cui sono esposti i lavoratori durante l'attività lavorativa. Disciplinata dal D.Lgs. 81/08, Titolo VIII Capo II (artt. 190–198), ha l'obiettivo di determinare le grandezze LEX,8h (livello di esposizione giornaliero in dB(A)) e Lpc(pressione di picco in dB(C)) e confrontarle con i valori d'azione inferiori (80 dB(A)), superiori (85 dB(A)) e il valore limite di esposizione (87 dB(A)).
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Riferimento normativo
Il quadro normativo di riferimento è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo VIII “Agenti fisici”, Capo II “Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro” (articoli 190–198). Il decreto recepisce la Direttiva europea 2003/10/CE e stabilisce i seguenti valori di riferimento:
- Valori d'azione inferiori: LEX,8h = 80 dB(A) e Lpc = 135 dB(C)
- Valori d'azione superiori: LEX,8h = 85 dB(A) e Lpc = 137 dB(C)
- Valori limite di esposizione: LEX,8h = 87 dB(A) e Lpc= 140 dB(C) (calcolati tenendo conto dell'attenuazione fornita dai DPI)
Il metodo tecnico per l'esecuzione delle misurazioni è definito dalla norma UNI EN ISO 9612:2011“Acustica — Determinazione dell'esposizione al rumore negli ambienti di lavoro — Metodo tecnico ingegneristico”. La norma descrive le tre strategie di campionamento e i criteri di incertezza di misura. Complementare è la serie UNI EN ISO 11690, che fornisce linee guida per la progettazione di luoghi di lavoro silenziosi e per le misure di prevenzione tecnica.
L'art. 190 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di effettuare la valutazione del rischio rumore nell'ambito del processo generale di valutazione dei rischi, documentandone i risultati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Come si misura l'esposizione al rumore
Le misurazioni devono essere eseguite con strumentazione conforme agli standard metrologici:
- Fonometro integratore-mediatore di classe 1 o 2 (secondo IEC 61672), dotato di filtri di ponderazione A e C, per la misura stazionaria del livello equivalente continuo LAeq.
- Dosimetro(secondo IEC 61252), indossato dal lavoratore durante l'intera giornata lavorativa o in specifiche fasi, particolarmente utile per mansioni con mobilità elevata o esposizione variabile nel tempo.
Le grandezze fondamentali misurate sono:
- LEX,8h in dB(A) — livello di esposizione personale al rumore normalizzato alla giornata lavorativa di 8 ore, calcolato a partire dai livelli equivalenti delle singole attività e dalle relative durate di esposizione.
- Lpc in dB(C)— livello di pressione sonora di picco ponderata C, rilevante per l'esposizione a impulsi di breve durata ad alta intensità (es. colpi, esplosioni, attrezzature pneumatiche).
La norma UNI EN ISO 9612:2011 prevede tre strategie di campionamento:
- Task-based (per attività) — si misurano separatamente i livelli sonori di ciascuna attività svolta durante la giornata; il LEX,8h si calcola combinando i contributi di ogni attività ponderati per la rispettiva durata.
- Job-based (per mansione)— si selezionano mansioni rappresentative e si misura l'esposizione di un campione statisticamente significativo di lavoratori che svolgono la medesima mansione.
- Full-day (giornata intera)— misura continuativa sull'intera giornata lavorativa tramite dosimetro; è la strategia più diretta ma richiede la gestione dell'incertezza legata alla variabilità inter-giornaliera.
In ogni caso la norma richiede la stima e la dichiarazione dell'incertezza di misura estesa (tipicamente U = 1–4 dB), che deve essere riportata nel rapporto di misura e considerata nella valutazione del rischio.
Obblighi in funzione del livello di esposizione
Gli obblighi a carico del datore di lavoro variano in base al risultato della valutazione:
- Sotto 80 dB(A) e Lpc < 135 dB(C) — nessuna misura specifica obbligatoria; la valutazione deve comunque essere documentata nel DVR e aggiornata periodicamente.
- Tra 80 e 85 dB(A) — valore d'azione inferiore superato:obbligo di informazione e formazione dei lavoratori sui rischi derivanti dall'esposizione al rumore, sulle misure adottate e sull'uso dei dispositivi di protezione individuale udito (DPI-U); i DPI-U devono essere messi a disposizione su richiesta del lavoratore.
- Tra 85 e 87 dB(A) — valore d'azione superiore superato:i DPI-U diventano obbligatori e il loro utilizzo da parte dei lavoratori è prescritto; deve essere istituita la sorveglianza sanitaria su richiesta del lavoratore o qualora il medico competente ne ravvisi l'opportunità; il datore di lavoro è tenuto a elaborare e attuare un programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione.
- Oltre 87 dB(A) — valore limite di esposizione superato:il superamento è vietato; il datore di lavoro deve adottare immediatamente misure tecniche e organizzative per ricondurre l'esposizione al di sotto del limite; la sorveglianza sanitaria è obbligatoria; i lavoratori devono essere informati del superamento e dei provvedimenti adottati.
In tutti i casi in cui il rischio è significativo, il datore di lavoro deve delimitare e segnalare con apposita segnaletica le aree in cui LEX,8hsupera i valori d'azione superiori, limitando l'accesso a chi non sia autorizzato e adeguatamente protetto.
Chi può effettuare la valutazione e aggiornamento
La valutazione dell'esposizione al rumore è svolta dal datore di lavoro, che può avvalersi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del medico competente (ove nominato) o di un tecnico della prevenzione qualificatocon specifica competenza in acustica occupazionale. Le misurazioni devono essere eseguite da personale formato sull'uso degli strumenti e sulle metodologie previste dalla norma UNI EN ISO 9612:2011.
L'art. 190, comma 5, del D.Lgs. 81/08 stabilisce che la valutazione deve essere aggiornata:
- ogni quattro anni se i livelli non superano i valori d'azione superiori;
- ogni due anni se i livelli superano i valori d'azione superiori;
- immediatamente in caso di modifica significativa del processo produttivo, dell'organizzazione del lavoro, delle attrezzature o delle sorgenti di rumore che possa influire sull'esposizione.
I risultati della valutazione — compreso il rapporto di misura con i valori di LEX,8h, Lpc, l'incertezza di misura e la descrizione delle attività e degli strumenti utilizzati — devono essere conservati nel DVR e resi disponibili agli organi di vigilanza (ASL/ATS, Ispettorato Nazionale del Lavoro).
Vedi anche
Domande frequentiFAQ
Qual è la differenza tra LEX,8h e Lpc?
Quando scatta la sorveglianza sanitaria per il rischio rumore?
Cosa deve fare il datore di lavoro se un lavoratore supera 87 dB(A)?
Con quale frequenza deve essere aggiornata la valutazione del rischio rumore?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Titolo VIII Capo II “Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro” (artt. 187–198)
- UNI EN ISO 9612:2011 — Acustica. Determinazione dell’esposizione al rumore negli ambienti di lavoro. Metodo tecnico ingegneristico
- Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali — Indicazioni operative sulla valutazione del rischio rumore e sull’applicazione del D.Lgs. 81/08 Titolo VIII
- INAIL — Linee guida per la valutazione dell’esposizione professionale al rumore: metodi, strumenti e criteri di incertezza
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