Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza

Prevenzione primaria, secondaria e terziaria

La distinzione della medicina preventiva applicata al lavoro: evitare il danno, scoprirlo presto, limitarne le conseguenze.

Risposta rapida

La prevenzione primaria impedisce che il danno si verifichi, eliminando o riducendo il rischio (una protezione sulla macchina, una sostanza meno pericolosa). La secondaria individua precocemente un danno già iniziato, quando è ancora reversibile o curabile (ad esempio l’audiometria che rileva un calo uditivo iniziale). La terziaria limita le conseguenze di un danno avvenuto e favorisce il recupero (reinserimento, adattamento della mansione). Il D.Lgs. 81/2008 dà priorità alla primaria: l’art. 15 chiede di eliminare i rischi o ridurli alla fonte prima di ricorrere ad altre misure.

Esempi nel lavoro

LivelloEsempiObblighi collegati
PrimariaSostituire un solvente pericoloso, insonorizzare una macchina, installare un parapetto, formare i lavoratori, fornire DPIValutazione dei rischi (art. 28), misure generali di tutela (art. 15), formazione (art. 37), DPI (art. 77)
SecondariaVisite periodiche, audiometrie, spirometrie, monitoraggio biologico, analisi dei quasi incidentiSorveglianza sanitaria (art. 41), misure ripetute degli agenti, registro e analisi degli eventi
TerziariaPrimo soccorso, gestione del rientro dopo infortunio, cambio di mansione, adattamento del posto di lavoroPrimo soccorso (art. 45, DM 388/2003), giudizio di idoneità e mansioni compatibili (art. 42)

Perché la primaria viene prima

La sorveglianza sanitaria non protegge da sola: scopre un danno che è già iniziato. Un’azienda che si affida alle visite mediche senza ridurre l’esposizione sta facendo solo prevenzione secondaria. Allo stesso modo i DPI sono una misura primaria ma residuale: l’art. 75 consente di usarli solo quando i rischi non possono essere evitati o ridotti abbastanza con misure tecniche, collettive od organizzative.

Come usarla nel DVR

  • Per ogni rischio significativo indicare prima le misure che lo eliminano o lo riducono alla fonte.
  • Collegare il protocollo sanitario ai rischi residui, non usarlo al posto delle misure.
  • Prevedere come gestire il lavoratore con limitazioni o dopo un infortunio, prima che serva.

Fonti normative

Voci collegate

Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.

ChiamaPreventivo gratuito