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Piano di Emergenza Interno (PEI)

Definizione, contenuti minimi, base normativa e obblighi del Piano di Emergenza Interno aziendale ai sensi del D.Lgs. 81/08 e del D.M. 02/09/2021.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il Piano di Emergenza Interno (PEI) è il documento aziendale che definisce le procedure, le responsabilità e le risorse da attivare in caso di emergenza all'interno dei luoghi di lavoro. Va oltre il semplice piano di evacuazione: disciplina la risposta a qualsiasi evento critico che possa mettere a rischio l'incolumità delle persone presenti, tra cui incendi, spargimenti di sostanze chimiche, eventi meteorologici estremi e malori. L'obbligo di predisporre il PEI discende dagli artt. 43 e 46 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e, per i profili antincendio, dalle disposizioni del D.M. 02/09/2021 (Codice di prevenzione incendi).

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Base normativa

Il Piano di Emergenza Interno trova il proprio fondamento nelle seguenti norme:

  • Art. 43 D.Lgs. 81/08 — impone al datore di lavoro di organizzare i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, antincendio e gestione delle emergenze; di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione e primo soccorso; e di informare tutti i lavoratori sui rischi specifici e sulle misure da adottare in caso di emergenza.
  • Art. 46 D.Lgs. 81/08 — disciplina la prevenzione incendi, prevedendo che il datore di lavoro adotti le misure necessarie ai fini della prevenzione degli incendi e della tutela dell'incolumità dei lavoratori; rinvia alle norme tecniche emanate dal Ministero dell'Interno per la definizione dei requisiti minimi.
  • D.M. 02/09/2021 (Codice di prevenzione incendi) — stabilisce i criteri generali per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi; definisce i requisiti dei piani di emergenza e le modalità di effettuazione delle esercitazioni antincendio.
  • D.M. 10/03/1998 — ancora vigente per le attività non soggette al Codice, regolamenta i criteri generali di sicurezza antincendio e specifica i contenuti del piano di emergenza in base alla categoria di rischio dell'attività (basso, medio, elevato).

Differenza tra Piano di Evacuazione e Piano di Emergenza Interno

Spesso i due termini vengono usati come sinonimi, ma esistono differenze sostanziali:

  • Il Piano di Evacuazione (o piano di esodo) è una componente del PEI che descrive le procedure per condurre in salvo le persone presenti nell'edificio, identificando le vie di uscita, i punti di raccolta e i compiti degli addetti all'evacuazione. Si concentra esclusivamente sul movimento fisico delle persone verso un luogo sicuro.
  • Il Piano di Emergenza Interno (PEI) ha un perimetro più ampio: comprende il piano di evacuazione e vi aggiunge le procedure operative per gestire le singole tipologie di emergenza. Oltre all'incendio, regola la risposta a scenari come spargimento di sostanze chimiche pericolose, allagamenti, eventi meteorologici estremi (vento forte, neve, grandine), interruzione improvvisa di energia elettrica, terremoti, minacce di sicurezza e malore di un lavoratore.

In sintesi: ogni PEI contiene un piano di evacuazione, ma un piano di evacuazione da solo non costituisce un PEI completo.

Contenuto minimo del PEI

Indipendentemente dalla dimensione e dal settore dell'azienda, un Piano di Emergenza Interno conforme alle norme vigenti deve includere almeno i seguenti elementi:

  • Planimetrie aggiornate dei luoghi di lavoro con l'indicazione delle vie di uscita, delle uscite di emergenza, dei punti di raccolta, della posizione degli estintori, degli idranti, dei quadri elettrici, degli interruttori del gas e delle valvole di intercettazione degli impianti.
  • Numeri di emergenza: Pronto Soccorso (118), Vigili del Fuoco (115), Polizia (113), Carabinieri (112), referenti interni della squadra di emergenza, numeri dei servizi di emergenza ambientale e del medico competente.
  • Composizione e compiti della squadra di emergenza: elenco nominativo degli addetti antincendio, degli addetti al primo soccorso, del coordinatore dell'emergenza e dei sostituti in caso di assenza, con i relativi compiti operativi.
  • Procedure specifiche per tipo di emergenza: istruzioni operative distinte per incendio, spargimento di sostanze chimiche, malore, sisma, alluvione, interruzione di corrente, minaccia di sicurezza e ogni altra emergenza rilevante in base alla valutazione dei rischi.
  • Modalità di allarme e comunicazione: descrizione del sistema di allarme (acustico, visivo, vocale), della catena di comunicazione interna e delle modalità di allerta dei soccorsi esterni.
  • Disposizioni per le persone con mobilità ridotta o disabilità: procedure specifiche per l'assistenza alle persone che non possono evacuare autonomamente, inclusa l'identificazione degli spazi calmi ove previsti.
  • Registro delle esercitazioni: documentazione delle prove di evacuazione e di emergenza effettuate, con data, partecipanti, esito e criticità rilevate.

Chi redige il PEI

La responsabilità della predisposizione del Piano di Emergenza Interno compete al datore di lavoro, che non può delegarla ad altri. Nella pratica, la redazione avviene in collaborazione con:

  • il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), che apporta il contributo tecnico sulla valutazione dei rischi e sull'organizzazione delle misure di prevenzione;
  • gli addetti alla squadra di emergenza antincendio (lavoratori designati ai sensi dell'art. 43, comma 1, lett. b, D.Lgs. 81/08), che contribuiscono alla definizione delle procedure operative;
  • il medico competente, per quanto riguarda le procedure di primo soccorso e la gestione delle emergenze sanitarie;
  • il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), che deve essere consultato ai sensi dell'art. 50, comma 1, lett. c), D.Lgs. 81/08.

Nei siti produttivi complessi o nelle attività soggette al Codice di prevenzione incendi, è opportuno coinvolgere anche il professionista antincendio abilitato ai sensi del D.M. 05/08/2011.

Quando va aggiornato il PEI

Il Piano di Emergenza Interno non è un documento statico: deve essere riesaminato e aggiornato ogniqualvolta si verifichino cambiamenti significativi, tra cui:

  • Modifiche strutturali o impiantistiche: ampliamenti, ristrutturazioni, variazioni delle vie di uscita, installazione o rimozione di impianti rilevanti ai fini della sicurezza.
  • Cambiamenti del layout produttivo: spostamento di macchinari, variazione delle aree di stoccaggio di sostanze pericolose, modifica dei percorsi interni.
  • Variazioni dell'organico della squadra di emergenza: nomina di nuovi addetti, cessazione del rapporto di lavoro di addetti esistenti, variazione dei turni o dell'organigramma aziendale.
  • Introduzione di nuovi rischi: utilizzo di nuove sostanze pericolose, avvio di nuove lavorazioni, installazione di nuovi impianti a rischio di incendio o esplosione.
  • Criticità emerse durante le esercitazioni: disfunzioni, tempi di evacuazione eccessivi, lacune nelle procedure operative evidenziate durante le prove pratiche.
  • Modifiche normative: entrata in vigore di nuove norme tecniche o aggiornamenti del Codice di prevenzione incendi che impongano requisiti diversi.

È buona prassi programmare una revisione periodica del PEI almeno ogni due anni, indipendentemente dal verificarsi di eventi che la rendano necessaria.

Esercitazioni annuali obbligatorie

L'art. 43, comma 1, lett. e), D.Lgs. 81/08 e le disposizioni del D.M. 02/09/2021 impongono lo svolgimento di esercitazioni periodiche per verificare l'efficacia del piano e la preparazione della squadra di emergenza. Le principali indicazioni operative sono:

  • Frequenza: almeno una esercitazione all'anno per le attività a rischio medio o elevato; nelle attività a rischio basso con meno di dieci addetti può essere sufficiente un'esercitazione ogni due anni, salvo diverse indicazioni della normativa tecnica applicabile.
  • Tipologie di prova: prove di evacuazione generale, prove parziali per aree o turni, esercitazioni della sola squadra di emergenza, prove congiunte con i Vigili del Fuoco per le attività soggette a controllo.
  • Documentazione obbligatoria: il verbale dell'esercitazione deve riportare la data, il tipo di esercitazione svolta, il numero di partecipanti, il tempo impiegato per l'evacuazione, le criticità rilevate e le azioni correttive pianificate. Deve essere firmato dal responsabile dell'emergenza e conservato agli atti.
  • Criticità comuni: mancata conoscenza dei percorsi di esodo da parte dei lavoratori, porte di emergenza bloccate o ostruite, assenza di sostituti per gli addetti all'emergenza, sistemi di allarme non udibili in alcune aree, mancata assistenza alle persone con disabilità.

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Domande frequentiFAQ

Il Piano di Emergenza Interno è obbligatorio per tutte le aziende?
L'obbligo di predisporre un piano di emergenza formalmente strutturato dipende dalle dimensioni aziendali, dalla tipologia di attività e dal livello di rischio. Tuttavia, l'art. 43 D.Lgs. 81/08 impone a tutti i datori di lavoro, indipendentemente dal numero di lavoratori, di organizzare la gestione delle emergenze e di designare i relativi addetti. Per le attività con più di dieci lavoratori o con rischio incendio medio o elevato, la redazione di un PEI scritto è richiesta dalla normativa tecnica applicabile.
Qual è la differenza tra piano di emergenza e piano di evacuazione?
Il piano di evacuazione descrive le procedure per il movimento delle persone verso luoghi sicuri in caso di emergenza ed è una componente del Piano di Emergenza Interno. Il PEI ha un perimetro più ampio: include il piano di evacuazione e aggiunge le procedure operative per gestire tutte le tipologie di emergenza rilevanti per l'azienda, tra cui incendi, spargimenti chimici, eventi meteorologici, malori, interruzioni di corrente e altri scenari critici.
Con quale frequenza devono essere effettuate le esercitazioni di emergenza?
Per le attività a rischio medio o elevato, la normativa richiede almeno una esercitazione all'anno. Per le attività a rischio basso con meno di dieci addetti, la frequenza può essere ridotta, ma è consigliabile mantenere una cadenza annuale per garantire la preparazione effettiva della squadra di emergenza. Ogni esercitazione deve essere documentata con un verbale che riporti l'esito e le eventuali criticità emerse.
Cosa succede se il PEI non viene aggiornato dopo una modifica strutturale?
Un Piano di Emergenza Interno non aggiornato può risultare inutilizzabile in caso di emergenza reale, perché le planimetrie, i percorsi di esodo e i compiti della squadra non riflettono la situazione attuale. Sul piano della conformità normativa, la mancanza di un PEI adeguato espone il datore di lavoro all'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 55 D.Lgs. 81/08 per il mancato rispetto degli obblighi di cui all'art. 43.

Fonti normative

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