L'art. 46 D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di dotarsi di un piano di emergenzache includa procedure per l'evacuazione, la lotta antincendio e il primo soccorso. Il PEI deve essere aggiornato a ogni modifica significativa dei locali o delle attività.
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Definizione e basi normative
Il Piano di Emergenza Interno (PEI)è il documento aziendale che descrive le misure organizzative e procedurali da adottare in caso di emergenza all'interno di un luogo di lavoro. La sua adozione è prevista dall'art. 46 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, che obbliga il datore di lavoro a adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro.
Il quadro normativo di riferimento comprende:
- D.Lgs. 81/08, art. 46— prevede l'obbligo di adottare misure antincendio e di emergenza, rinviando ai criteri stabiliti dal Ministero dell'Interno per la valutazione del rischio incendio e per la redazione del piano di emergenza.
- D.Lgs. 81/08, art. 43 — disciplina le misure di emergenza da predisporre, tra cui la designazione degli addetti alle emergenze, la formazione specifica e la verifica periodica delle misure adottate.
- DM 2 settembre 2021 (Codice di Prevenzione Incendi) — stabilisce i criteri tecnici per la valutazione del rischio incendio e per la progettazione delle misure di prevenzione e protezione, inclusi i contenuti del piano di emergenza per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco.
Contenuti minimi del PEI
Il Piano di Emergenza Interno deve contenere almeno i seguenti elementi:
- Descrizione dell'azienda e dei rischi presenti: layout planimetrico dei locali, individuazione delle vie di esodo, delle uscite di sicurezza e dei presidi antincendio.
- Procedure di allarme e comunicazione: modalità di attivazione dell'allarme, numeri di emergenza interni ed esterni (115, 118, 112), catena di comunicazione interna.
- Procedure di evacuazione: percorsi di esodo, punti di raccolta, ruoli e compiti degli addetti all'emergenza e del coordinatore dell'evacuazione.
- Procedure di lotta antincendio: istruzioni per l'utilizzo degli estintori e degli altri presidi antincendio, criteri per decidere se e quando abbandonare i locali.
- Procedure di primo soccorso: posizione del cassetto di pronto soccorso, elenco degli addetti al primo soccorso e procedure per la chiamata dei soccorsi esterni.
- Compiti e responsabilità: organigramma delle emergenze con l'indicazione dei nominativi degli addetti designati e delle relative sostituzioni.
- Piano di comunicazione verso l'esterno: modalità di informazione agli enti di soccorso e, ove applicabile, alle autorità e alla popolazione circostante.
Procedure di evacuazione e prove
Le procedure di evacuazione rappresentano la parte operativa centrale del PEI. Il piano deve definire:
- Vie di esodo e uscite di sicurezza: individuate sulla planimetria e segnalate conformemente alla normativa (D.Lgs. 81/08, Allegato XXV; UNI EN ISO 7010).
- Punti di raccolta: aree sicure all'esterno dove i lavoratori si radunano dopo l'evacuazione, con procedure di appello per verificare la presenza di tutti.
- Coordinatore dell'evacuazione: figura incaricata di dirigere e coordinare le operazioni di evacuazione, verificare il completamento dell'esodo e comunicare con i soccorsi.
- Lavoratori con disabilità o mobilità ridotta: procedure specifiche e personale designato per assistere le persone che necessitano di supporto durante l'evacuazione.
L'art. 37 del D.Lgs. 81/08 e il DM 2/9/2021 prevedono che le misure di emergenza siano verificate periodicamente attraverso prove di evacuazione. La frequenza minima è almeno una volta all'annoper la maggior parte delle attività, con obbligo di documentazione dell'esercitazione (verbale di evacuazione) e, ove necessario, di aggiornamento del PEI in base agli esiti della prova.
Aggiornamento e revisione
Il PEI non è un documento statico: deve essere aggiornatoogni volta che intervengano modifiche rilevanti che possano influire sull'efficacia delle procedure di emergenza. In particolare, l'aggiornamento è necessario in caso di:
- modifica della planimetria dei locali, delle vie di esodo o delle uscite di sicurezza;
- variazione del numero di lavoratori presenti o introduzione di lavoratori con esigenze specifiche (es. disabilità);
- cambiamento delle attività produttive con introduzione di nuovi rischi o modifica di quelli esistenti;
- sostituzione o variazione degli addetti alle emergenze designati;
- esiti delle prove di evacuazione che evidenzino criticità o inadeguatezze nelle procedure;
- modifiche alla normativa di riferimento o prescrizioni impartite dagli enti di vigilanza (Vigili del Fuoco, ASL).
Ogni revisione del PEI deve essere datata, siglata dal datore di lavoro e portata a conoscenza di tutti i lavoratori interessati mediante apposita informazione e formazione.
Approfondimenti e risorse correlate
Domande frequentiFAQ
Chi redige il Piano di Emergenza Interno?
Quando va aggiornato il Piano di Emergenza Interno?
Quali sanzioni sono previste per l'assenza del Piano di Emergenza Interno?
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