Risposta rapida
I lavoratori stranieri hanno le stesse tutele degli italiani, ma il D.Lgs. 81/08 aggiunge due obblighi. La valutazione dei rischi deve considerare i rischi legati alla provenienza da altri Paesi (art. 28, comma 1). E la formazione dei lavoratori immigrati deve avvenire previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare usata nel corso (art. 37, comma 13): se il lavoratore non capisce, la formazione non è valida, anche se l’attestato è stato rilasciato.
Come si applica
- Verificare prima del corso il livello di comprensione della lingua in cui si terrà, e documentare come lo si è fatto.
- Se la comprensione è insufficiente, organizzare il corso nella lingua del lavoratore o con un mediatore interculturale o traduttore, come indicato dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
- Verificare l’apprendimento con prove comprensibili (domande orali, prove pratiche), non solo con test scritti in italiano.
- Rendere comprensibili segnaletica, istruzioni operative e procedure di emergenza, privilegiando pittogrammi e lingue presenti in reparto.
- Valutare nel DVR i rischi legati a incomprensioni nelle comunicazioni di lavoro e in emergenza.
Errori frequenti
- Far firmare il registro del corso a chi non ha capito i contenuti.
- Affidarsi a un collega «che traduce» senza alcuna verifica della qualità della traduzione.
- Consegnare procedure scritte solo in italiano a squadre in cui nessuno lo legge con sicurezza.
Fonti normative
Voci e servizi collegati
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